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Sanscrito semplice
Introduzione allo studio
Massimo Morroni
Osimo
Questo volume non è una grammatica completa di lingua sanscrita, ma solamente un manuale introduttivo. La sua sola pretesa è quella di aiutare chi è completamente digiuno di sanscrito ad entrare con facilità in questa meravigliosa lingua, della quale qui si acquista una prima dimestichezza. Per proseguire ci si potrà poi rivolgere ad altre opere più impegnative, che si possono reperire sia nelle biblioteche sia sul mercato sia in Internet. Vediamone qualcuna. Iniziando dalle grammatiche in italiano, e tralasciando quelle più "antiche" (come la Grammatica Sanscrita di Giovanni Flechia, Torino 1856, scaricabile da Google Libri), si hanno gli Elementi di grammatica sanscrita di Oreste Nazari, della Loescher, che risalgono al 1892, ma che sono stati ristampati nel 1988. Contengono degli esercizi graduali (accessorio fondamentale, senza il quale la lingua rimarrebbe pura teoria), mentre si presenta poco graduale il testo. Anche gli Elementi di grammatica sanscrita di Angelo Maria Pizzagalli sono un po' datati, risalendo al 1931, ma se ne ebbero ristampe almeno nel 1976 e nel 1995, sempre da parte della Hoepli, nella collana "Reprint antichi manuali". Contiene pochi esercizi e il testo spesso non è molto chiaro e preciso. Di recente è stata pubblicata la traduzione in italiano dell'opera della J. M. Tyberg col titolo Prime lezioni di grammatica sanscrita, acquistabile in rete. Non è difficile, forse un poco dispersiva. Sempre in italiano e con esercizi è uscita nel 2012 (Hoepli, con cd allegato) l'edizione del Corso di sanscrito di Ashok Aklujkar, risalente al 1992. Si tratta certamente del miglior lavoro che esiste ora con queste caratteristiche, completato dal cd che contiene la lettura di diversi testi, molto utile per l'autodidatta, per il quale risulta un testo impegnativo. Il Corso di sanscrito di Carlo Della Casa del 1980 (Edizioni Unicopli, Milano; seconda edizione del 1998), si presenta molto, molto essenziale e sintetico, troppo per l'autodidatta, ed ha pochi esercizi. Senza esercizi si hanno, ancora in italiano, la traduzione della Grammatica sanscrita elementare di Arthur Macdonell (Patron, Bologna), uscita nel 1968, non molto didattica (la terza edizione in inglese si trova in Internet Archive); la Grammatica sanscrita di Saverio Sani (Giardini editori, Pisa, 1991, seconda edizione 2012), anche questa molto schematica, utile come riferimento, ma non adatta all'autodidatta; tra l'altro ne esiste una versione sintetica in Internet in formato pdf. In lingua francese la Grammaire sanscrite di Louis Renou (seconda edizione 1984) è un'opera poderosa, molto ben strutturata, ma non per autodidatti; tra l'altro non contiene esercizi. Passando alle grammatiche in inglese, l'offerta è molto più ampia. Anzitutto ci si può sbizzarire a cercare grammatiche in Internet e a scaricarne decine di testi in pdf (alcuni anche in francese): le più semplici, contenenti esercizi, sono A sanskrit manual for high schools di R. Antoine del 1968 e A Pratical Sanskrit Introductory di Charles Wickner del 1996 (anche in francese nel sito http://sanskritdocuments. org/learning_tools/FrenchSanskritIntro.pdf); quest'ultima è maggior-mente didattica. Altri autori scaricabili (senza esercizi) sono: Bergaigne, Burnouf, Desgranges, Ferrar, Geiger, Kale, Leupol, Monier, Mueller, Oppert, Renou, Speijer, Wilson ecc. Inoltre esistono grammatiche on-line almeno nei seguenti siti: - www.learnsanskrit.org/grammar - http://www.wannalearn.com/Academic_Subjects/World_Languages/ Sanskrit/ - http://www.chitrapurmath.net/sanskrit/step_by_step_level1.asp - http://www.arshavidyacenter.org/sanskrit101x.html - https://sites. google.com/site/soyouwanttolearnalanguage/sanskrit. Nel cartaceo, la Sanskrit grammar di William Dwight Whitney, senza esercizi, del 1879, è stata ristampata fino ad oggi da Motilal Banarsidass di Delhi: si tratta di un testo di approfondimento molto serio (si trova anche on line in Wikisource). Di George L. Hart si ha A rapid sanskrit method (Motilal Banarsidass, del 1984, ristampato diverse volte almeno fino al 2000), con esercizi, a volte non molto chiaro. Sempre con esercizi, nella collana "Teach yourself books" si ha Sanskrit. An introduction to the Classical Language di Michael Coulson, prima edizione del 1976, ripubblicato nel 2010 come Teach yourself. Complete sanskrit. Si presenta come un bel testo per autodidatti, ben strutturato; impegnativo. Il più semplice, ma serio, testo introduttivo con esercizi rimane Introduction to Sanskrit di Thomas Egenes, in due volumi, del 1989; la Motilal Banarsidass lo ha più volte riedito dal 1994. In conclusione, se si conosce l'inglese, conviene iniziare da zero con Egenes e proseguire con gli altri testi più impegnativi; se invece si vogliono usare testi italiani, bisogna partire da un gradino un poco superiore ed affrontare il volume di Aklujkar. Come testo di continuo riferimento, è da tenere sempre sul tavolo il Sanskrit Manual di R. S. Bucknell, che ha come sottotitolo A Quick-reference. Guide to the Phonology and Grammar of Classical Sanskrit, prima edizione del 1994 e più volte ristampato dalla Motilal Banarsidass. Passando ai dizionari, anche questi sono presenti in rete, in formato pdf; ve ne sono in inglese (Apte 1893 e 1912, Monier-Williams 1899 e successive ristampe, Avinash 1998), in tedesco (Boechtlinck 1879), in francese (Burnouf 1866, Stchoupak-Nitti-Renou 1959, Huet 2012), in latino (Bopp 1867) ecc. Inoltre on-line è consultabile lo Huet nel sito The Sanskrit Heritage Site, dove trova posto anche il Monier-Williams. A stampa, in italiano, si hanno: il tascabile Sanscrito-Italiano Italiano-Sanscrito di Tiziana Pontillo (Vallardi 1993) ed il recente e voluminoso Dizionario Sanscrito-Italiano del Sani (Edizioni ETS, Pisa, 2009). Per scrivere in devanāgarī o in traslitterato, è utile il sito Lexilogos (www.lexilogos.com). Per traslitterare si può ricorrere ad Ashtangayoga (www.ashtangayoga.info/philosophy/transkription-tool/). Inoltre nel sito The Sanskrit Heritage Site (sanskrit.inria.fr/index.html) si hanno, oltre il dizionario già citato, la declinazione e la coniugazione automatica delle parole, la resa del sandhi e l'analisi grammaticale. Tra l'altro, nelle pagine web Strumenti linguistici di sanscrito, all'interno del sito SuperZeko (www.superzeko.net/doc_dariochioli_ saggistica/DarioChioliStrumentiLinguisticiDiSanscrito.html) e in Sanskrit documents Site (http://sanskritdocuments.org/) si fornisce un'ampia bibliografia e sitografia di opere attinenti lo studio del sanscrito.
Introduzione
Il sanscrito, come dice il suo stesso nome (1), è una lingua "raffinata, perfetta, sacra". Tutte le sue parole derivano da radici verbali mediante regolari procedimenti, e vengono poi flesse: i sostantivi, gli aggettivi ed i pronomi secondo le varie declinazioni, i verbi secondo le coniugazioni. La grammatica è detta vyākaraṇa (2), che significa "descrizione dettagliata". Anche il suo alfabeto è strutturato in maniera sistematica, secondo la fonologia. Nella cultura indiana, il suo ruolo è analogo a quello del latino e del greco nella cultura europea. In sanscrito è scritta una sterminata letteratura, prodotta in almeno 2500 anni, di argomento letterario, artistico e scientifico. Fra tutte le lingue indoeuropee (anatoliche, dialetti greci, indo-iranico, celtiche, italiche, germaniche, armeno, tocario, venetico, illirico, slave, baltiche, albanese, frigio, tracio, daco-misio, messapico, ligure, dialetti macedoni e peonici), il sanscrito è la più antica. Era già parlata a metà del II millennio a. C., ma la prima menzione di questa lingua risale solo al IV-III sec. a. C., nel Rāmāyaṇa. Appartiene al ramo indoario del gruppo indoiranico: in questo gruppo si distingue la fase antica, alla quale appartiene il vedico (la lingua dei Veda), la fase media con il sanscrito e la fase moderna con le lingue neoindiane (hindi, punjabi, marathi, bengali ecc.). Molte parole sanscrite sono oggi usate comunemente, come ad esempio avatar "discesa", bramino, Buddha, dharma "ordine naturale", guru "gran maestro", karma "azione", mantra "formula sacra", nirvana "illuminazione spirituale", prana "energia vitale", svastica simbolo solare, trimurti "trinità", yoga "unione" ecc.
-------------------- (1) Il sostantivo neutro संस्कृत saṃskṛta deriva dall'aggettivo corrispondente, che a sua volta proviene dal participio passato passivo del verbo संस्कृ saṃskṛ "ornare, perfezionare, consacrare", formato dalla parola indeclinabile सम् sam "completamente, perfettamente", dalla "s" che connette i due morfemi e dal verbo कृ kṛ "fare". In latino corrisponde a confectus, con la radice fac simile a kṛ. (2) व्याकरण vyākaraṇa è sostantivo neutro derivante dal verbo व्याकृ vyākṛ "separare, spiegare", formato da व्य् vy + आ ā + कृ kṛ "fare verso".
FONOLOGIA
Scrittura L’alfabeto tradizionale per scrivere il sanscrito è il devanāgarī: ad es. la parola अचल ("montagna") è formata dalle lettere अ a, च ca e ल la, e si legge ‘acialà’. La sua scrittura nel nostro alfabeto (traslitterazione) si effettua con i segni diacritici: ad es. अचल si scrive acala e la pronuncia rimane ‘acialà’. अचल = अ + च + ल > a + ca + la = acala
Alfabeto L’alfabeto comprende vocali, dittonghi e consonanti.
Vocali Si suddividono in brevi e lunghe. Le vocali brevi sono: a i u ṛ ḷ . Le vocali lunghe sono: ā ī ū ṝ . Quando si trovano all'inizio della parola, le vocali in devanāgarī si scrivono in questo modo: अ a आ ā इ i ई ī उ u ऊ ū ऋ ṛ ॠ ṝ ऌ ḷ. Quando invece sono precedute da consonante, si scrivono nel modo seguente, eccetto la a breve che non si scrive affatto (il cerchietto punteggiato indica la posizione della consonante): ा ā ि i ी ī ु u ू ū ृ ṛ ॄ ṝ ॢ ḷ. Esempio con la lettera त ta: त ta ता tā ति ti ती tī तु tu तू tū तृ tṛ तॄ tṝ तॢ tḷ. La pronuncia delle vocali - La parola non ha un unico accento, ma la voce si sofferma sulle vocali lunghe per natura o per posizione (cioè seguite da due consonanti). Nella pronuncia, la durata delle vocali lunghe è il doppio di quelle brevi: es. ā आ si legge ‘àa’. La a breve ha un suono intermedio tra la ‘a’ e la ‘o’ italiane. La pronuncia di ṛ e di ṝ è simile a ‘ri’ italiano. I modificatori vocalici - L'anusvāra (ṃ ं) serve per nasalizzare il suono della vocale: es. तं taṃ. - Il visarga (ḥ ः) segna un'emissione di fiato nell'articolare la vocale che lo precede: es. अ: aḥ (leggi ‘a-h’ aspirato).
Dittonghi Sono: e, ai, o, au. In devanāgarī, ad inizio parola si scrivono così: ए e ऐ ai ओ o औ au. Preceduti da consonante diventano: े e ै ai ो o ौ au. Esempio con la lettera त ta: ते te तै tai तो to तौ tau. La pronuncia dei dittonghi I dittonghi si pronunciano tutti accentando la prima vocale: es. पौ pau si pronuncia ‘pàu’.
Consonanti Si suddividono in: occlusive, nasali, semivocali, sibilanti e aspirata. - Le occlusive, sorde e sonore, divise in base ai cinque punti di articolazione, sono: gutturali o velari (gola), palatali (palato), linguali o retroflesse o cerebrali o cacuminali (lingua), dentali (denti) e labiali (labbra). A loro volta possono essere semplici o aspirate.
- L'aspirata è: ha ह .
La pronuncia delle consonanti - Le aspirate vanno pronunciate come le semplici seguite da una emanazione di fiato; quindi फ pha non si pronuncia ‘fa’, ma ‘p-ha’, con il suono di uphill in inglese (grosso modo: ‘ap kill’). - La g di ga e gha è quella di ‘gatto’: es. गीत gīta leggi ‘ghìita’. - La c di ca e cha è come in ‘ciliegia’: es. चमू camū leggi ‘ciamùu’. - La j di ja e jha è quella di ‘già’: es. जान jāna leggi ‘giàana’. - Le linguali si pronunciano come le palatali, ma sollevando la punta della lingua verso il palato, come ad es. nei siciliani cavaddu, patri: es. डामर ḍāmara leggi ‘ddàamara’. - Le nasali, eccetto ma, hanno il suono di n in ‘vengo’: es. नैक naika (leggi ‘nàika’). - Le due prime sibilanti sono simili a sc di ‘scena’, mentre la terza suona come s di ‘sole’: es. शासन śāsana leggi ‘sciàassana’, ष ṣa leggi ‘scià’.
La pronuncia delle parole L’accento tonico va posto sulle vocali lunghe e sui dittonghi (anche più di uno all’interno della stessa parola). Es. राम rāma si legge ‘ràama’; याचकौ yācakau si legge con due accenti:’yàaciakàu’; रामे rāme si legge ‘ràamè’. In mancanza di vocali lunghe o dittonghi, l’accento tonico va posto sull’ultima vocale (anche breve). Es. नरः naraḥ si pronuncia ‘naràh’ con l’aspirazione; वयं vayaṃ si legge ‘vaiàm’.
Esercizi lezione 1
1. Leggere e trascrivere in devanāgarī le seguenti parole: akhila ‘completo’, apaci ‘raccogliere’, abhīka ‘bramoso’, ayoga ‘separazione’, avirala ‘stretto’, aha ‘sicuramente’, āḍī ‘nome di un uccello acquatico’, āyāsa ‘sforzo’, iti ‘così’, uṭa ‘erba’, udaya ‘apparizione’, upamā ‘dosare’, urā ‘pecora’, aupayika ‘adatto’, karaṇa ‘intelligente’, kāya ‘corpo’, kumāra ‘ragazzo’, kojāgara ‘nome di una festa’, kausuma ‘fatto di fiori’, gāyana ‘narratore’, ghana ‘solido’, cūḍa ‘cima’, jāmi ‘usuale’, ḍāmara ‘straordinario’, tūlaka ‘cotone’, dādhika ‘di latte coagulato’, dhanu ‘arco’, nahuṣa ‘Nahuṣa’, nau ‘nave’, parivarta ‘rivoluzione’, puṭa ‘piega’, phalaka ‘frutto’, bhaṭa ‘mercenario’, makara ‘mostro’, māra ‘morte’, yadi ‘se’, rasana ‘saliva’, laghutā ‘velocità’, vikāsa ‘apertura’, vipula ‘largo’, vihā ‘abbandonare’, vairocana ‘solare’, śābara ‘malvagio’, śyai ‘congelare’, sakala ‘divisibile’, samīpa ‘vicino’, sāvaśeṣa ‘incompleto’, sūnara ‘gioioso’, haṭha ‘violenza’, holākā ‘festa’.
Soluzione अखिल , अपचि , अभीक , अयोग , अविरल , अह , आडी , आयास , इति , उट, उदय , उपमा , उरा , औपयिक , करण , काय , कुमार , कोजागर , कौसुम, गायन , घन , चूड , जामि , डामर , तूलक , दाधिक , धनु , नहुष , नौ , परिवर्त , पुट , फलक , भट , मकर , मार , यदि , रसन , लघुता , विकास, विपुल, विहा , वैरोचन , शाबर ,श्यै , सकल , समीप, सावशेष , सूनर , हठ , होलाका. 2. Leggere e traslitterare le seguenti parole: अकथित ‘sottinteso’, अपचरित ‘disperso’, अभि ‘verso’ (prep.), अयोनि ‘spontaneo’, अलि ‘ape’, अहत ‘non colpito’, आकरण ‘appello’, आयम ‘lunghezza’, इकार ‘la i’, ईरित ‘detto’, उख ‘vaso’, ऊति ‘aiuto’, एकक ‘isolato’, ओदन ‘riso cotto’, कच ‘capello’, काकु ‘intonazione’, कूपार ‘oceano’, कोटिक ‘rana’, गज ‘elefante’, गूढ ‘nascosto’, चटु ‘complimento’, छेदित ‘diviso’, जटा ‘treccia’, झर ‘cascata’, टीका ‘commentario’, डाक ‘genio malefico’, तडाग ‘stagno’, दित ‘diviso’, धुत ‘agitato’, निवास ‘dimora’, नेमि ‘bordo’, पणि ‘avaro’, पाटल ‘rosa’, पिचु ‘cotone’, पैतामह ‘relativo al gran padre’, फल ‘frutto’, बहु ‘numeroso’, बीज ‘grano’, भगाल ‘cranio’, भुव ‘atmosfera’, भूमिका ‘suolo’, मण्डप ‘tenda’, मास ‘mese’, मिथुन ‘coppia’, मुदित ‘felice’, मेध ‘sugo’, यजत ‘sublime’, युग ‘giogo’, यौवन ‘giovinezza’, रचन ‘preparazione’, राजन ‘reale’, रैवत ‘ricco’, रोटी ‘pane’, लघु ‘leggero’, लालित ‘amato’, लूता ‘ragno’, लोक ‘luogo’, लौकिक ‘terrestre’, वचन ‘parola’, वाण ‘suono’, विकार ‘trasformazione’, वेदन ‘percezione’, शकट ‘carro’, षोडश ‘sedicesimo’, सकाश ‘visibilità’, सपदि ‘subito’, सीधु ‘rhum’, हरण ‘presa’.
Soluzione akathita, apacarita, abhi, ayoni, ali, ahata, ākaraṇa, āyama, ikāra, īrita, ukha, ūti, ekaka, odana, kaca, kāku, kūpāra, koṭika, gaja, gūḍha, caṭu, chedita, jaṭā, jhara, ṭīkā, ḍāka, taḍāga, dita, dhuta, nivāsa, nemi, paṇi, pāṭala, picu, paitāmaha, phala, bahu, bīja, bhagāla, bhuva, bhūmikā, maṇḍapa, māsa, mithuna, mudita, medha, yajata, yuga, yauvana, racana, rājana, raivata, roṭī, laghu, lālita, lūtā, loka, laukika, vacana, vāṇa, vikāra, vedana, śakaṭa, ṣoḍaśa, sakāśa, sapadi, sīdhu, haraṇa.
Lezione 2
Scrittura particolare di alcune consonanti + vocali - La lettera r + u diventa रु ru: es. रुचि ruci leggi ‘rucì’. Invece con la ū si ha: रू rū: es. रूप rūpa leggi ‘rùupa’. - La lettera d + ṛ diventa दृ dṛ: es. दृति dṛti leggi ‘dritì’. Con la ṝ si ha दॄ . - La lettera h, seguita da ṛ, dà हृ hṛ: es. हृत hṛta leggi ‘h-rità’.
Segni particolari - Il virāma (्) si pone sotto una consonante per indicare che va pronunciata senza alcuna vocale: es. वीरुध् vīruḍ leggi ‘vìirudd’. - I segni di interpunzione sono: il daṇḍa (।) che indica in prosa la fine di una frase e, in poesia, la fine di una semistrofa; il doppio daṇḍa (॥) che racchiude un titolo o una numerazione e, in poesia, segna la fine di una strofa. - L'avagraha (ऽ) indica l'elisione di una vocale iniziale (es. तेऽपि te 'pi al posto di ते अपि te api). - Il segno ॰ (laghava cihna) indica omissione di parte di una parola: es. ॰तेन (ga)-tena da गतम् gatam.
Nessi consonantici Quando due o più consonanti si seguono, si forma un nesso, cioè si fondono. In genere si eliminano i trattini orizzontali e verticali di esse, eccetto quelli dell'ultima. Nel nesso, se le abbreviazioni sono fatte in linea orizzontale, si leggono le lettere iniziando da sinistra: es. प्य pya; se sono sovrapposte, si leggono iniziando dalle lettere superiori: es. प्त pta; ङ्घ्य ṅghya: come detto, si inizia dall'alto con ṅ, si scende a sinistra con gh e si va a destra con ya. A volte si può avere una doppia scrittura: es. शङ्ख oppure शङ्ख śaṅkha con il virāma sotto la ङ; द्विष् oppure द्विष् dviṣ.
Nessi consonantici particolari Di solito i nessi si riconoscono, ma ne esistono alcuni nei quali si perde la fisionomia delle consonanti: ad es. क्ष kṣa, क्त kta, ज्ञ jña, त्त tta, द्द dda, ह्य hya, द्य dya, ष्ट ṣṭa, ष्ठ ṣṭha. In particolare, la lettera र ra si può avere nei seguenti modi: - all'inizio di sillaba, seguita da una vocale, si scrive र : es. राति rāti; - all'inizio di sillaba, seguita da una consonante, diventa un uncino sopra la consonante: es. सर्प sarpa; - dopo un’altra consonante, si indica con un trattino a sinistra della linea verticale: es. कुत्र kutra. La lettera श śa, seguita da consonante, si può scrivere affiancata o superiore: es. śvas श्वस् o श्वस् . Altri casi: kya diventa क्य; dma diventa द्म; hma diventa ह्म ecc. Esempi di nessi con tre consonanti consecutive: त्त्व ttva, द्व्य dvya, प्स्व psva. Esempi di nessi con quattro consonanti consecutive: क्त्र्य ktrya, ष्ट्र्य ṣṭrya. I nessi che si incontrano più di frequente sono riportati nell’Appendice I, con alcuni esempi.
Esercizi lezione 2
1. Leggere e trascrivere in devanāgarī le seguenti parole: aṃśu ‘fibra’, akṛta ‘non fatto’, ativṛt ‘sorpassare’, avakāśya ‘da riguardare’, asthan ‘osso’, ākarṣa ‘attrazione’, iṅgita ‘gesto’, īpsu ‘desiderante’, ukti ‘parola’, ūhitavya ‘cambiato’, ṛc ‘venerare’, eṣṭavya ‘desiderabile’, aiśvara ‘potente’, oṣṭha ‘labbro’, autpattika ‘naturale’, kakṣya ‘ben nutrito’, kustubha ‘epiteto di Viṣṇu’, kṛta ‘fatto’, kvathita ‘cotto’, kṣatriya ‘guerriero’, khilya ‘massa’, gaḍḍārikā ‘fiume’, gurutva ‘dignità’, gṛha ‘casa’, grantha ‘nodo’, cakrīvat ‘carro’, chandas ‘desiderio’, jaghanya ‘posteriore’, jval ‘bruciare’, jharjhara ‘tamburo’, ṭippaṇa ‘glossa’, tantra ‘regola’, tṛtīya ‘terzo’, tyaj ‘abbandonare’, daghna ‘dopo’, dīkṣita ‘preparato’, dvīpin ‘leopardo’, dhanuṣmat ‘arciere’, nakṣatra ‘astro’, pakva ‘cotto’, piccha ‘ala’, prajña ‘istruito’, barhin ‘pavone’, bhakta ‘devoto’, madhyamīya ‘centrale’, yajña ‘devozione’, rajju ‘corda’, labdha ‘preso’, vargya ‘collega’, śīrṇa ‘spezzato’, ṣiḍga ‘lascivo’, ṣṭhīv ‘espettorare’, saṃvijñāta ‘ben conosciuto’, sṛṣṭa ‘emesso’, hṛṣita ‘felice’.
Soluzione अंशु , अकृत , अतिवृत् , अवकाश्य, अस्थन् , आकर्ष , इङ्गित , ईप्सु , उक्ति , ऊहितव्य , ऋच् , एष्टव्य , ऐश्वर , ओष्ठ , औत्पत्तिक , कक्ष्य , कुस्तुभ , कृत , क्वथित , क्षत्रिय , खिल्य , गड्डारिका , गुरुत्व , गृह , ग्रन्थ , चक्रीवत् , छन्दस् , जघन्य , ज्वल् , झर्झर , टिप्पण , तन्त्र , तृतीय , त्यज् , दघ्न, दीक्षित , द्वीपिन् , धनुष्मत् , नक्षत्र , पक्व , पिच्छ , प्रज्ञ , बर्हिन् , भक्त , मध्यमीय , यज्ञ , रज्जु , लब्ध , वर्ग्य , शीर्ण , षिड्ग , ष्ठीव् , संविज्ञात , सृष्ट , हृषित .
2. Nell’esercizio precedente, traslitterare le parole in devanāgarī date nella soluzione.
Lezione 3
Apofonia (guṇa e vṛddhi) L’apofonia consiste nella gradazione vocalica, cioè nelle variazioni che una vocale assume nel corso della flessione (declinazione di nomi, aggettivi e pronomi o coniugazione di verbi) o nella formazione di derivati. Questo fenomeno si riscontra anche in altre lingue (latino, tedesco ecc.); in italiano, si ha ad es. nel cambiamento tra ‘o’ e ‘uo’ in ‘moviamo’ e ‘muovi’. E’ molto frequente in greco: es. trépho, étraphon, tróphos. Si hanno tre gradi di apofonia: il grado base, il grado pieno detto गुण guṇa e il grado allungato detto वृद्धि vṛddhi. Si passa dal grado base al guṇa premettendo una a breve, dal guṇa al vṛddhi premettendo un’altra a breve: a breve + grado base = guṇa a breve + guṇa = vṛddhi. Fa eccezione la a breve, che ha il guṇa uguale al grado base. Lo schema è il seguente:
- Esempio nella formazione di derivato: भज् bhaj "dividere" - भाग bhāga "parte". - Esempio nella flessione: कॢप् kḷp "essere capace" - कल्पते kalpate "è capace". - Esempi nella derivazione e nella flessione: विद्म vidma "sappiamo" - वेद "io so" veda - वैद्य vaidya "sapiente"; भृ bhṛ "portare" - भरति bharati "egli porta" - भार bhāra "carico".
La riduzione di ya, va e ra (che sono parallele al guṇa) alle corrispondenti vocali i, u e ṛ, si chiama सम्प्रसारण samprasāraṇa, che significa appunto "riduzione", e si ha con la caduta della vocale (es. वच् vac > उच् uc, यज् yaj > इज् ij).
Esercizi lezione 3
Osservare come si formano alcuni sostantivi in derivazione dalle radici. Regola generale: radice verbale + -a tematica = sostantivo. * Prima di aggiungere la -a, la radice subisce vṛddhi se contiene una a mediana o una ṛ. Ad es. in तप् tap "bruciare", questa a subisce vṛddhi e passa ad ā, dando – con l’aggiunta della -a tematica – il sostantivo ताप tāpa "calore". Ugualmente da दह् dah "ardere" si ha दाह dāha "ardore"; da कम् kam "desiderare" si ha काम kāma "desiderio"; da नश् naś "perire" si ha नाश nāśa "rovina". Altro esempio: nella radice कृ kṛ "fare", si ha il vṛddhi in कार् kār- e il derivato कार kāra "azione". * La radice si guṇa se contiene un’altra vocale. Ad es. nella radice कुप् kup "adirarsi", la vocale u si guṇa in o, dando कोप् kop-, alla quale si aggiunge la vocale tematica -a, ottenendo il sostantivo कोप kopa, che significa "ira". Analogamente, si ha il guṇa di क्रुध् krudh "sdegnarsi" in क्रोध् krodh- e la derivazione del sostantivo क्रोध krodha "sdegno". Da मुह् muh "turbarsi" si ha मोह moha "turbamento". * La lettera i finale di radice guṇa in e, poi diventa ay. Ad es. dalla radice चि ci "accumulare" si ha चय caya "mucchio"; da जि ji "vincere" si ha जय jaya "vittoria"; da ली lī "perdere" si ha लय laya "perdita". * La lettera u finale di radice guṇa in o, poi diventa av. Ad es. nella radice भू bhū "essere", la ū si guṇa in o, la quale si scinde in av- davanti alla -a tematica, dando भव bhava "esistenza"; da स्तु stu "lodare" si ha स्तव stava "lode". * La palatale finale si muta nella gutturale corrispondente: quindi, da युज् yuj "unire" si ha योग yoga "unione" con il guṇa. Lezione 4
Sandhi Nelle lingue la parte finale di una parola si modifica, per eufonia, a seconda dei suoni iniziali della parola seguente. Questo è un caso del fenomeno detto sandhi, che significa composizione. In italiano, ad esempio, ciò può avvenire con una elisione (un'alba a fronte di una cosa) o con un troncamento (un giro a fronte di uno zero), mentre in francese si ha la liaison (les-arbres a fronte di les pays) ecc. In alcuni casi (come nell'elisione) la lingua scritta riproduce la lingua parlata (lo albero si scrive l’albero), in altri casi no: ad esempio, si scrive a casa, ma si pronuncia accasa. Il sanscrito segnala sempre il sandhi nella scrittura. * Il sandhi si dice esterno, quando riguarda la parte finale di una parola e la parte iniziale della seguente, come negli esempi sopra riportati. * Si dice invece interno quando riguarda modificazioni che avvengono all'interno di una parola. Lo schema dei cambiamenti delle vocali, visto nell’apofonia, aiuta a meglio rendersi conto di come si combinano le vocali. Sandhi esterno - Le consonanti finali soggette a sandhi sono: le sorde semplici eccetto la palatale, quindi k, ṭ, t, p; tre nasali ṅ, n, m; ḥ, r. - Nell'incontro di una vocale con una consonante, le due parole restano immutate con una sola eccezione: se la vocale è breve e la consonante è ch, la ch cambia in cch. Se invece la vocale è lunga, il cambio è opzionale. - Se la parola è l'ultima della frase, non subisce cambiamenti. Le regole sono numerose, ma le principali si possono schematizzare nelle tabelle contenute nell’Appendice II. Non vanno imparate a memoria, ma si apprenderanno consultandole con l’uso. Già la lettura degli esempi seguenti porterà a familiarizzarsi con esse. Altri esempi sono nella stessa Appendice. N. B. – In sanscrito le parole di una proposizione sono tutte attaccate eccetto nei seguenti casi: se la parola termina con vocale o visarga o anusvāra e la seguente inizia con consonante.
Esempi di sandhi con consonanti finali k + g = g es. dik gajaḥ > diggajaḥ दिक् गजः > दिग्गजः ṭ + g = ḍ es. parivrāt gacchati > parivrāḍ gacchati परिव्रात् गच्छति > परिव्राड् गच्छति t + c = c es. tat ca > tac ca तत् च > तच् च p + j = b es. ap jaḥ > abjaḥ अप् जः > अब्जः n + j = ñ es. tān jayati > tāñ jayati तान् जयति > ताञ् जयति m + v = ṃ es. tam veda > taṃ veda तम् वेद > तं वेद ḥ + g = r es. gauḥ gacchati > gaur gacchati गौः गच्छति > गौर् गच्छति aḥ + k = aḥ es. tataḥ kāmaḥ ततः कामः āḥ + g = ā es. hatāḥ gajāḥ > hatā gajāḥ हताः गजाः > हता गजाः
Esempi di sandhi con vocali finali a + i = e es. tava indraḥ > tavendraḥ तव इन्द्रः > तवेन्द्रः i + a = ya es. dadhi atra > dadhyatra दधि अत्र > दध्यत्र u + i = vi es. madhu iva > madhviva मधु इव > मध्विव ṛ + u = ru es. kartṛ uta > kartruta कर्तृ उत > कर्त्रुत ā + u = o es. sā uktvā > soktvā सा उक्त्वा > सोक्त्वा ī + a = ya es. nadī artham > nadyartham नदी अर्थम् > नद्यर्थम् e + a = e ' es. te api > te 'pi ते अपि > ते ऽपि o + a = o ' es. so api > so 'pi सो अपि > सो ऽपि ai + a = ā a es. śriyai arthaḥ > śriyā arthaḥ श्रियै अर्थः > श्रिया अर्थः au + i = āvi es. tau iti > tāviti तौ इति > ताविति
Esercizi lezione 4
1. Applicare il sandhi esterno con consonanti finali. समिअक् आह samiak āha, समिअक् नृत्यति samiak nṛtyati, गच्छन् एवम् gacchan evam, सम्राट् इति samrāṭ iti, परिव्राट् मन्यते parivrāṭ manyate, अभवत् एतत् abhavat etat, तस्मात् च tasmāt ca, देवात् छत्त्रम् devāt chattram, कस्मात् जलम् kasmāt jalam, एतत् टीकायाम् etat ṭīkāyām, कस्मात् मन्यते kasmāt manyate, तत् लभते tat labhate, देवात् शान्तिम् devāt śāntim, देवान् चिन्तयति devān cintayati, कवीन् टीका kavīn ṭīkā, स्वादून् तु svādūn tu, देवान् जानाति devān jānāti, देवान् डयमानान् devān ḍayamānān, तान् लोकान् tān lokān, पितॄन् शान्तिम् pitṝn śāntim, ककुप् इव kakup iva, ककुप् दक्षिणा kakup dakṣiṇā, ककुप् नाम kakup nāma, सायम् गच्छति sāyam gacchati, अहम् वदामि aham vadāmi, तम् हन्ति tam hanti, गच्छामि पुनर् gacchāmi punar, मातर् करोमि mātar karomi, हरिर् रमते harir ramate, तत् शयनम् tat śayanam, गच्छामस् gacchāmas.
Soluzioni N. B. – Le parole seguenti si possono anche scrivere attaccate, come mostrato in alcuni casi. समिअग् आह samiag āha, सम्यङ् नृत्यति samyaṅ nṛtyati, गच्छन्न् एवम् gacchann evam, सम्राड् इति samrāḍ iti, परिव्राण् मन्यते parivrāṇ manyate, अभवद् एतत् abhavad etat, तस्माच् च tasmāc ca, देवाच् छत्त्रम् devāc chattram, कस्माज् जलम् kasmāj jalam, एतट्टीकायाम् etaṭṭīkāyām (cioè etaṭ + ṭīkāyām), कस्मान्मन्यते kasmānmanyate, तल्लभते tallabhate, देवाच् शान्तिम् devāc śāntim (che può passare a देवाच्छान्तिम् devācchāntim), देवांश्चिन्तयति devāṃścintayati, कवींष्टीका kavīṃṣṭīkā, स्वादूंस्तु svādūṃstu, देवाञ्जानाति devāñjānāti, देवाण्डयमानान् devāṇḍayamānān, ताँल्लोकान् tāṃllokān (notare l’anunāsika sopra l’ā, cioè la nasalizzazione di la per eufonia), पितॄञ् शान्तिम् pitṝñ śāntim (che poi passa a पितॄञ्छान्तिम् pitṝñchāntim), ककुब् इव kakub iva, ककुब्दक्षिणा kakubdakṣiṇā, ककुम्नाम kakumnāma, सायं गच्छति sāyaṃ gacchati, अहंवदामि ahaṃvadāmi, तंहन्ति taṃhanti, गच्छामि पुनः gacchāmi punaḥ (in fine di parola, r passa a visarga), मातः करोमि mātaḥ karomi, हरी रमते harī ramate, तच्छयनम् tacchayanam, गच्छामः gacchāmaḥ.
2. Applicare il sandhi esterno con vocali finali. अस्ति इन्द्रः asti indraḥ, न इह अस्ति na iha asti, यथा ऋतः yathā ṛtaḥ, मा एहि mā ehi, स ओदनः sa odanaḥ, अस्ति एव asti eva, कृणोतु इन्द्रः kṛṇotu indraḥ, दातृ अस्ति dātṛ asti, ते अब्रुवन् te abruvan, शत्रो एहि śatro ehi, तस्मै अब्रवीत् tasmai abravīt, अग्नौ इव agnau iva.
Soluzioni अस्तीन्द्रः astīndraḥ, नेहास्ति nehāsti, यथर्तः yathartaḥ, मैहि maihi, सौदनः saudanaḥ, अस्त्येव astyeva, कृणोत्विन्द्रः kṛṇotvindraḥ, दात्रस्ति dātrasti, तेऽब्रुवन् te ’bruvan, शत्र एहि śatra ehi, तस्मा अब्रवीत् tasmā abravīt, अग्नाविव agnāviva.
Lezione 5
Sandhi interno Il sandhi interno consiste nei mutamenti che hanno luogo all’interno di una parola, e precisamente tra gli elementi di un composto o tra tema e suffisso o tra tema nominale o verbale e desinenze. In generale hanno valore le stesse regole già viste per il sandhi esterno, ma esistono molte particolarità. Studiando i paradigmi dei nomi e dei verbi, queste regole si apprenderanno con la pratica. Diversamente dal sandhi esterno, le vocali, le semivocali e le nasali non assimilano i fonemi contigui. Le consonanti finali di un tema o di una radice non si sonorizzano davanti alle desinenze o ai suffissi che iniziano con vocale. Ad es. t + vocale rimane t, s + v rimane s. Le regole generali, che diventeranno familiari con l’uso, si possono così riassumere: 1) i breve o lunga + vocale = iy es. jihrī+ati > jihriyati जिह्री+अति > जिह्रियति . 2) u breve o lunga + voc. = uv es. ru+anti > ruvanti रु+अन्ति > रुवन्ति . 3) ṛ + voc. = ir es. kṝ +a+ti > kirati कॄ +अ+ति > किरति . 4) La nasale, davanti ad una occlusiva, è omorganica: es. siñcati सिञ्चति (da sic सिच् ). 5) La nasale, davanti ad una sibilante, diviene anusvāra: es. han + sa + ti > jighāṃsati हन् + स + ति > जिघांसति. 6) I fonemi aspirati mantengono l’aspirazione solo davanti a vocali, semivocali e nasali: es. prach + syati > prakṣyati प्रछ् + स्यति > प्रक्ष्यति . 7) Le occlusive sonore si desonorizzano, cioè diventano sorde, davanti a consonante sorda: es. ved + ti > vetti वेद् + ति > वेत्ति . 8) Le dentali precedute da retroflesse si retroflettono: es. iṣ + ta > iṣṭa इष् + त > इष्ट .
Esercizi lezione 5
Osservare l’applicazione del sandhi interno nei seguenti casi. - ṝ + voc. > ir : तॄ + अते > तिरते tṝ + ate > tirate - ṝ + cons. > īr : तॄ + न > तीर्ण tṝ + na > tīrṇa - ṛ + y > ri + y : कृ + यते > क्रियते kṛ + yate > kriyate - ṛ + n > ṝ + ṇ : पितृ + नाम् > पितॄणाम् pitṛ + nām > pitṝṇām - ṛ + s > ṛ + ṣ : पितृ + सु > पितृषु pitṛ + su > pitṛṣu - o + voc. > av : गो + ए > गवे go + e > gave - cons. asp. + cons. > cons. sempl. : रभ् + स्य + ते > रप्स्यते rabh + sya + te > rapsyate - cons. asp. + cons. asp. > cons. sempl. + cons. asp. (legge di Grassmann) : रुन्ध् + ध्वे > रुन्द्ध्वे rundh + dhve > runddhve - cons. son. asp. + cons. sorda > son. + son. asp. (legge di Bartholomae): रुन्ध् + थः > रुन्द्धः rundh + thaḥ > runddhaḥ - j + cons. > k + cons. : युज् + त > युक्त yuj + ta > yukta - j + cons. > ṣ + cons. : राज् + त्र > राष्त्र rāj + tra > rāṣtra - j + nas. > ñj : यज् + न > यज्ञ yaj + na > yajña - ś + s > kṣ : दिश् + सु > दिक्षु diś + su > dikṣu - ś + t > ṣṭ : नश् + त > नष्ट naś + ta > naṣṭa - ṣ + dh > ḍḍh : द्विष् + ध्वे > द्विड्ढ्वे dviṣ + dhve > dviḍḍhve - n + s > ṃs : मन् + स्य + ते > मंस्यते man + sya + te > maṃsyate - m + v > nv : ज + गम् + वान् > जगन्वान् ja + gam + vān > jaganvān - h + s > kṣ : वह् + स्य + ति > वक्ष्यति vah + sya + ti > vakṣyati - h + t > allungam. voc. + ḍh : ऊह् + त > ऊढ uh + ta > ūḍha
Lezione 6
MORFOLOGIA
La flessione L’italiano, che è una lingua flessiva, cambia di regola la terminazione della parola secondo il numero (singolare e plurale) ed il genere (maschile e femminile). Tra l’altro, in sanscrito si hanno tre numeri (singolare, duale e plurale) e tre generi (maschile, femminile e neutro). Nelle lingue antiche la flessione è più ampia e definisce compiutamente la funzione logica che la parola esercita nella proposizione. La flessione di nomi, aggettivi e pronomi si chiama declinazione, mentre quella dei verbi si chiama coniugazione. La parte invariabile della parola si dice tema, la parte variabile è la desinenza: ad es. nella parola italiana ‘campo’ si ha ‘camp-‘ come tema e ‘-o’ come desinenza; nel verbo ‘amiamo’ si ha ‘am-‘ come tema e ‘-iamo’ come desinenza. La radice è invece la parte comune di diverse parole che hanno la stessa derivazione: ad es. nelle parole ‘temere’, ‘timore’ e ‘timido’, la radice comune è ‘tem/tim’. La declinazione La declinazione, quindi, è l’insieme dei mutamenti di una parola in base alle singole desinenze che essa assume in rapporto alle sue funzioni sintattiche. L’italiano invece, al posto delle declinazioni, si serve di articoli e preposizioni. * I casi Nella lingua sanscrita si hanno diverse declinazioni ed ognuna ha otto casi, cioè otto possibili modificazioni della parola. Nell’ordine essi sono: nominativo, vocativo, accusativo, strumentale, dativo, ablativo, genitivo e locativo. Vediamo in sintesi i loro significati. - Il nominativo esprime il soggetto e tutto ciò che lo qualifica (come attributi e predicati): es. La pace è un’ottima aspirazione. - Il vocativo indica la persona alla quale si rivolge la parola (es. Maestro, insegnami cose nuove). - L’accusativo esprime il complemento oggetto (es. Mangio del pane), il complemento di moto a luogo con i verbi di movimento (es. Vai verso la campagna) e il tempo continuato (es. Per tre giorni hanno lavorato). - Lo strumentale può esprimere il complemento di mezzo (es. Viaggia col carro), di agente (es. E’ stato compiuto da lui), causa efficiente (es. Il miracolo è compiuto dalla natura) e di compagnia (es. Esci con lui). - Il dativo esprime il complemento di termine (es. Regalalo a lei) e di fine o scopo (es. Tutto è stato predisposto per la sua protezione). - L’ablativo esprime il complemento di moto da luogo (es. Proviene dall’esterno), di separazione (es. Si allontana dallo studio), di causa (es. Per la caduta si è ferito) e il secondo termine di paragone (es. Il sapiente è più profondo dell’oceano). - Il genitivo esprime il complemento di specificazione (es. I fiumi di questa terra sono puliti) e molti altri significati che non hanno gli altri casi. - Il locativo indica il complemento di stato in luogo, reale e figurato (es. Stiamo in casa) e di tempo determinato (es. D'estate il sole brucia). * La declinazione dei nomi Si hanno due categorie: temi in vocale e temi in consonante. La flessione dei temi in consonante mantiene più chiaramente la situazione originaria, cioè aggiunge le desinenze generali senza modificazioni. Invece la flessione dei temi in vocale contiene desinenze mutuate dai pronomi, le quali, inoltre, talvolta si fondono con la vocale del tema, diventando irriconoscibili.
* Declinazione di un nome maschile con tema in vocale -a breve. In pratica, basta togliere la a breve del tema e aggiungere le terminazioni in grassetto: es. nara नर "uomo"
(1) La lettera -n- è cambiata in -ṇ- per la presenza della r (sandhi int.). Nell'Appendice III sono date le varie declinazioni.
* Anche gli aggettivi in -a breve seguono, per il maschile, la declinazione dei nomi in -a breve; ad esempio: अल्प alpa "piccolo", शोभन śobhana "bello", प्रिय priya "caro", कुशल kuśala "abile", चित्र citra "eccellente", प्रकाश prakāśa "famoso", काल kāla "nero", गभीर gabhīra "profondo", धनसंपन्न dhanasaṃpanna "ricco", क्षिप्र kṣipra "veloce" ecc.
Esercizi lezione 6
1. Tradurre in sanscrito dall’uomo (agente) - per mezzo dei due cavalli – l’elefante (compl. ogg.) – senza il caro maestro – verso gli alti monti – tra gli dèi – con il guerriero (compagnia) – a causa dei corvi – al figlio abile (termine) – per la gioia – dai due oceani – alla piccola regione (moto a luogo) – dall’avidità – fino all’oceano - fuori del confine – sopra tutto il mondo – il maestro del bel figlio - sopra i due monti – dei leoni (gen.) – sotto il mare profondo – fra i neri corvi - per i guerrieri - negli oceani – o figli - nelle lunghe regioni.
Soluzioni नरेण nareṇa (col sandhi) - अश्वाभ्याम् aśvābhyām - गजम् gajam – प्रियम् आचार्यं विना priyam ācāryaṃ vinā (col sandhi) - उच्चान् पर्वतान् प्रति uccān parvatān prati - देवान् अन्तरेण devān antareṇa - क्षत्रियेण सह kṣatriyeṇa saha (col sandhi) – काकैः kākaiḥ - कुशलाय पुत्राय kuśalāya putrāya – नन्दाय nandāya - समुद्राभ्याम् samudrābhyām - अल्पं देशम् alpaṃ deśam (col sandhi) - लोभात् lobhāt - आ समुद्रात् ā samudrāt – अन्ताद् बहिस् antād bahis (col sandhi) - सर्वाल्लोकाद् ऊर्ध्वम् sarvāllokād ūrdhvam (col sandhi) - शोभनस्य पुत्रस्याचारिअः śobhanasya putrasyācāriaḥ (col sandhi) - पर्वतयोरुपरि parvatayorupari (col sandhi) - सिंहानाम् siṃhānām - गभीरस्य समुद्रस्याधस् gabhīrasya samudrasyādhas (col sandhi) - कालान् काकानामन्तर् kālān kākānāmantar (col sandhi) - क्षत्रियानांकृते kṣatriyānāṃkṛte (col sandhi) - समुद्रेषु samudreṣu – नराः narāḥ - चिरेषु देशेषु cireṣu deśeṣu.
2. Tradurre dal sanscrito. उच्चौ पर्वतौ uccau parvatau – चित्रे देशे citre deśe - गभीरानां समुद्रानाम् उपरि gabhīrānāṃ samudrānām upari (col sandhi) - प्रियाभ्याम् आचार्याभ्यां सह priyābhyām ācāryābhyāṃ saha (col sandhi) – कृशस्य सिंहस्य kṛśasya siṃhasya - कराभ्याम् karābhyām – चित्रात् पुत्रात् citrāt putrāt – धनसंपन्नेभ्य आचार्येभ्यः dhanasaṃpannebhya ācāryebhyaḥ (col sandhi) - क्षिप्रेभ्यो गजेभ्यः kṣiprebhyo gajebhyaḥ (col sandhi) - बालाः bālāḥ - कुशलाभ्यां पण्डिताभ्याम् kuśalābhyāṃ paṇḍitābhyām (col sandhi).
Soluzioni i due alti monti – nella eccellente regione – sopra gli oceani – con i due cari maestri – del magro leone – per mezzo delle mani – dal figlio eccellente (moto da luogo) – dai ricchi maestri (agente) – agli elefanti veloci – o ragazzi (voc.) – ai due abili saggi.
Lezione 7
La coniugazione Come in italiano, si hanno generi, tempi, modi, numeri e persone. - I generi (o diatesi) sono tre: attivo, medio e passivo. Il medio si usa per esprimere un’azione attiva che in qualche modo ricade sul soggetto: es. attivo “egli lavora”, medio “egli lavora per sé”. Infatti l’attivo si chiama parasmaipada, che significa "parola per un altro", e il medio si chiama ātmanepada, cioè "parola per sé". Le forme impersonali si rendono con il passivo, anche con i verbi intransitivi, in III.a persona singolare, come in italiano. - I numeri sono tre: singolare, duale (per due soggetti), plurale. - Le persone sono tre, come in italiano. - Diversamente dall’italiano, nel quale ogni modo comprende i suoi tempi (ad es. l’indicativo ha il presente, l’imperfetto, il futuro ecc., il congiuntivo ha il presente, l’imperfetto ecc.), nel sanscrito, al contrario, i tempi (o sistemi temporali) raggruppano i propri modi. I sistemi temporali sono quattro: presente, futuro, aoristo e perfetto. - Ognuno ha i suoi modi:
L’infinito, il participio passato passivo, il gerundio, il gerundivo e l'infinito (detti forme nominali) si formano direttamente dalla radice. - Le desinenze si suddividono in primarie, che sono quelle dell’indicativo presente e futuro, e secondarie, che sono quelle dell’imperfetto, dell’aoristo, del condizionale e dell’ottativo. L’imperativo ed il perfetto hanno desinenze proprie. * Il sistema del presente Tutti i verbi si suddividono in due categorie: la prima categoria (o coniugazione) è quella dei verbi tematici, nella quale dalla radice si deriva il tema verbale e a questo si aggiungono le desinenze. La seconda categoria è quella dei verbi atematici, nella quale alla radice si aggiungono direttamente le desinenze. A seconda del modo in cui dalla radice si deriva il tema verbale, i verbi si distinguono in dieci classi (le quali sono assenti negli altri sistemi temporali). Le classi prima, quarta, sesta e decima appartengono alla coniugazione tematica, mentre le classi seconda, terza, quinta, settima, ottava e nona appartengono alla coniugazione atematica.
* Presente indicativo Desinenze parasmaipada (tra parentesi le desinenze diverse per la coniugazione atematica).
Desinenze ātmanepada (tra parentesi le desinenze diverse per la coniugazione atematica).
* Classe I Vi appartengono tutti i verbi che non possiedono gli elementi tipici delle altre tre classi, cioè il suffisso –ya della quarta classe, l'aggiunta della vocale tematica -a- della sesta e il suffisso –aya della decima. In questa categoria, i verbi guṇano la radice e vi aggiungono una a breve per formare il tema del presente. La vocale tematica -a si allunga davanti alle desinenze inizianti per m o v delle prime persone. Esempio: nel dizionario troviamo, sotto forma di radice, il verbo bhṛ भृ, che rappresenta il grado base; applicando il guṇa, si ha bhar- भर्, cui aggiungiamo una a breve ed otteniamo il tema del presente bhara- भर- (che comunque è già indicato nel vocabolario, dopo la radice). Manca solo di aggiungere le desinenze. Altro esempio: radice budh बुध् , guṇata in bodh- बोध् , + -a diviene il tema bodha- बोध- . Esempio di coniugazione tematica. I.a classe. Presente indicativo parasmaipada: Verbo bhṛ भृ "portare". Radice: bhṛ भृ. Tema del presente: bhar-a- भर-.
Presente indicativo ātmanepada del verbo bhṛ भृ "portare".
Esercizi lezione 7
1. Tradurre le forme verbali in sanscrito. si sforza - abbandoniamo – bruciano – tremano - cadi – voi due conoscete – conquisto – parli - loro due corrono – cresco – noi due cuociamo – disegnate – io sono – si sforzano - guidi – voi due lodate – mangi – ci muoviamo – piace - parli – proteggono – loro due ricordano – saluto – scavate – noi due trasportiamo – vivono - tremo.
Soluzione यतते yatate - त्यजामः tyajāmaḥ - दहन्ति dahanti – कम्पन्ते kampante - पतसि patasi – भोदथः bhodathaḥ - जयामि jayāmi – भाषसे bhāṣase - द्रवतः dravataḥ - रोहामि rohāmi – पचावः pacāvaḥ - कर्षथ karṣatha – भवामि bhavāmi – यतन्ते yatante - नयसि nayasi – शंसथः śaṃsathaḥ - खादसि khādasi – चरामः carāmaḥ - रोचते rocate - वदसि vadasi – रक्षन्ति rakṣanti – स्मरतः smarataḥ - नमामि namāmi – खनथ khanatha – वहावः vahāvaḥ - जीवन्ति jīvanti - कम्पे kampe.
2. Tradurre le forme verbali dal sanscrito. कर्षति karṣati - कर्षन्ति karṣanti – सेवध्वे sevadhve - खनामि khanāmi – खादतः khādataḥ - गच्छति gacchati – सेवामहे sevāmahe - गच्छावः gacchāvaḥ - चरथ caratha - जयति jayati – लभे labhe - जीवथः jīvathaḥ - त्यजतः tyajataḥ - दहन्ति dahanti – द्रवसि dravasi – नमावः namāvaḥ - नयामि nayāmi – पचथ pacatha - पतति patati – भोदामः bhodāmaḥ - लभन्ते labhante - भवन्ति bhavanti – यजथः yajathaḥ - रक्षसि rakṣasi - सेवते sevate. Soluzione disegna – disegnano – servite - scavo - loro due mangiano – va – serviamo - noi due andiamo – vi muovete – conquista – ottengo - voi due vivete – loro due abbandonano – bruciano – corri – noi due salutiamo – guido – cuocete – cade – conosciamo – ottengono - essi sono – voi due adorate – proteggi - serve.
Lezione 8
La traduzione Come si è detto parlando del sandhi, nei testi sanscriti le parole – all’interno di una frase - sono spesso attaccate tra di loro, a parte alcune eccezioni. Es. तावत्कटुकत्वात्स्रवन्नेत्रनासापुटः tāvatkaṭukatvātsravannetranāsāpuṭaḥ. Questa espressione va suddivisa in: tāvat kaṭukatvāt sravan netranāsā puṭaḥ.
L'ordine delle parole L’ordine delle parole non coincide con quello della lingua italiana. Vediamo per esempio la frase: "Il caro figlio del maestro oggi trasporta in fretta dalla casa al mare il bel piccione dell'uomo". In linea generale si ha la sequenza (con indicati i casi): (soggetto N.) (oggetto ACC.) (verbo) es. il figlio il piccione trasporta पुत्रः कपोतम् वहति putraḥ kapotam vahati Gli attributi di solito precedono il nome al quale sono riferiti: (attributo N.-soggetto N.) (attributo ACC.-oggetto ACC.) (verbo) il caro figlio il bel piccione trasporta प्रियः पुत्रः शोभनम् कपोतम् वहति priyaḥ putraḥ śobhanam kapotam vahati Anche il complemento di specificazione precede il termine al quale si riferisce: (spec. G.-attrib. N.-sogg. N.) (spec. G.-attrib. ACC.-ogg. ACC.) del maestro-il caro-figlio dell'uomo-il bel-piccione आचार्यस्य प्रियः पुत्रः नरस्य शोभनम् कपोतम् ācāryasya priyaḥ putraḥ narasya śobhanam kapotam
(verbo) trasporta वहति vadati I complementi che si riferiscono al verbo (in strumentale, dativo, ablativo) possono precedere il verbo: (spec. G.-attr. N.-sogg. N.) (spec. G.-attr. ACC.-ogg. ACC.) del maestro-il caro-figlio dell'uomo-il bel-piccione आचार्यस्य प्रियः पुत्रः नरस्य शोभनम् कपोतम् ācāryasya priyaḥ putraḥ narasya śobhanam kapotam (loc. avv.) (m. a l. ACC.) (verbo) in fretta al mare trasporta सत्वरम् समुद्रम् वहति satvaram samudram vahati oppure precedere l’oggetto: (spec. G.-attr. N.-sogg. N.) (loc. avv.) (m. a l. ACC.) del maestro-il caro-figlio in fretta al mare आचार्यस्य प्रियः पुत्रः सत्वरम् समुद्रम् ācāryasya priyaḥ putraḥ satvaram samudram
(spec. G.-attr. ACC.-ogg. ACC.) (verbo) dell'uomo-il bel-piccione trasporta नरस्य शोभनम् कपोतम् वहति narasya śobhanam kapotam vahati I complementi di tempo e di luogo, come anche gli avverbi, di solito vanno all’inizio della frase: (avv. tempo) (m. da l. ABL.) (spec. G.-attr. N.-sogg. N.) oggi dalla casa del maestro-il caro-figlio अद्य गृहात् आचार्यस्य प्रियः पुत्रः adya gṛhāt ācāryasya priyaḥ putraḥ
(loc. avv.) (m. a l. ACC.) (spec. G.-attr.ACC.-ogg.ACC.) (verbo) in fretta al mare dell'uomo-il bel-piccione trasporta सत्वरम् समुद्रम् नरस्य शोभनम् कपोतम् वहति satvaram samudram narasya śobhanam kapotam vahati La frase quindi è diventata: (oggi) (dalla casa) (del maestro-il caro-figlio) (in fretta) (al mare) (dell'uomo-il bel-piccione) (trasporta), cioè: अद्य गृहात् आचार्यस्य प्रियः पुत्रः सत्वरम् समुद्रम् नरस्य शोभनम् कपोतम् वहति adya gṛhāt ācāryasya priyaḥ putraḥ satvaram samudram narasya śobhanam kapotam vahati Applicando il sandhi, si ha: अद्य गृहाद् आचार्यस्य प्रियः पुत्रः सत्वरं समुद्रं नरस्य शोभनं कपोतं वहति adya gṛhād ācāryasya priyaḥ putraḥ satvaraṃ samudraṃ narasya śobhanaṃ kapotaṃ vahati.
La traduzione dall'italiano In base a quanto sopra visto, in pratica i passaggi sono i seguenti: 1) individuazione della persona del verbo (1.a, 2.a ecc., sing., pl.): es. "Il figlio del pastore porta a casa con le mani il serpente e l'uccello dall'albero del bosco". Il verbo "porta" è di terza persona singolare. 2) la persona del verbo ci porta ad individuare il soggetto: chi è che compie l'azione di portare? "Il figlio" (soggetto). 3) distinguere e individuare i casi: a) gruppo del soggetto (= sogg.+attributi +compl. specific.) "Il figlio" (N.) + "del pastore" (spec. G.) b) gruppo del predicato (predicato con avverbi e complementi connessi) + eventuale gruppo dell'oggetto (= compl. ogg.+attributi+compl. specific.): "porta" + "a casa" (m. a l. ACC.) + "con le mani" (mezzo STR.) + "dall'albero" (m. da l. ABL.) + "del bosco" (spec. G.) c) gruppo dell'oggetto (= ogg.+attributi +compl. specific.) Che cosa porta il figlio? "il serpente" (ogg. ACC.) + "e l'uccello" (ogg. ACC.) 4) cambiamento dell'ordine delle parole da italiano a sanscrito, come già mostrato: "del pastore" + "il figlio" + "a casa" + "del bosco" + "dall'albero" + "con le mani" + "il serpente" + "l'uccello" + "e" + "porta". 5) traduzione: गोपस्य पुत्रः गृहम् वनान्तस्य वृक्षात् कराभ्याम् सर्पम् विहगम् च वहति । gopasya putraḥ gṛham vanāntasya vṛkṣāt karābhyām sarpam vihagam ca vahati. 6) applicazione del sandhi: गोपस्य पुत्रो गृहं वनान्तस्य वृक्षात् कराभ्यां सर्पं विहगं च वहति । gopasya putro gṛhaṃ vanāntasya vṛkṣāt karābhyāṃ sarpaṃ vihagaṃ ca vahati.
La traduzione dal sanscrito es. देशस्य प्रकाशा नरा अश्वैर् गजैश्च ग्रामस्य अल्पान् गृहांस्त्यजन्ति deśasya prakāśā narā aśvair gajaiśca grāmasya alpān gṛhāṃstyajanti 1) riconoscimento del sandhi esterno e suo scioglimento: देशस्य प्रकाशाः नराः अश्वैः गजैः च ग्रामस्य अल्पान् गृहान् त्यजन्ति deśasya prakāśāḥ narāḥ aśvaiḥ gajaiḥ ca grāmasya alpān gṛhān tyajanti 2) individuazione della persona del verbo (1.a, 2.a ecc., sing., pl.): त्यजन्ति tyajanti = 3.a pers. plurale. 3) la persona del verbo ci porta ad individuare il soggetto: नराः narāḥ (N.) = unico sostantivo al nominativo plurale. 4) costruzione della frase "alla maniera italiana": a) gruppo del soggetto (= sogg.+attributi+compl. specific.): sogg. नराः narāḥ (N.) > gli uomini attrib. del sogg. प्रकाशाः prakāśāḥ (N.) > famosi compl. di specific. देशस्य deśasya (G.) > della regione b) gruppo del predicato (predicato con avverbi e complementi connessi): predicato त्यजन्ति tyajanti > abbandonano complementi connessi अश्वैः गजैः च aśvaiḥ gajaiḥ ca (STR.) > con i cavalli e gli elefanti c) eventuale gruppo dell'oggetto (= compl. ogg.+attributi+compl. specific.): ogg. गृहान् gṛhān (ACC.) > le case attrib. dell'ogg. अल्पान् alpān (ACC.) > piccole compl. di specif. ग्रामस्य grāmasya (G.) > del villaggio 5) traduzione: "Gli uomini famosi della regione abbandonano le piccole case del villaggio con i cavalli e gli elefanti".
Esercizi lezione 8
1. Tradurre in sanscrito. 1) Gli alti alberi crescono fuori del confine. 2) Il figlio diventa un eccellente maestro. 3) Il maestro loda il ragazzo. 4) Due neri corvi corrono. 5) Vive senza vera gioia. 6) I piccioni stanno sui due alberi. 7) Le nuvole veloci si muovono nel cielo. 8) Gli elefanti portano i ragazzi al mare. 9) Oggi le persone proteggono i due leoni. 10) Il servo parla in fretta sotto l'albero. 11) Il ragazzo cammina col maestro. 12) Noi due andiamo fino alle montagne.
Soluzione (tra parentesi con sandhi) १ उच्चाः वृक्षाः अन्तात् बहिस् रोहन्ति (उच्चा वृक्षा अन्ताद् बहिस् रोहन्ति) uccāḥ vṛkṣāḥ antāt bahis rohanti (uccā vṛkṣā antād bahis rohanti)। २ पुत्रः चित्रः आचार्यः भवति (पुत्रश् चित्र आचार्यो भवति) putraḥ citraḥ ācāryaḥ bhavati (putraś citra ācāryo bhavati) । ३ आचार्यः बालम् शंसति (आचार्यो बालं शंसति) ācāryaḥ bālam śaṃsati (ācāryo bālaṃ śaṃsati) । ४ कालौ काकौ द्रवतः kālau kākau dravataḥ । ५ सत्येन नन्देन विना जीवति satyena nandena vinā jīvati । ६ कपोताः वृक्षयोः भवन्ति (कपोता वृक्षयोर् भवन्ति) kapotāḥ vṛkṣayoḥ bhavanti (kapotā vṛkṣayor bhavanti) । ७ क्षिप्राः मेघाः आकाशे चरन्ति (क्षिप्रा मेघा आकाशे चरन्ति) kṣiprāḥ meghāḥ ākāśe caranti (kṣiprā meghā ākāśe caranti) । ८ गजाः समुद्रम् बालान् वहन्ति (गजाः समुद्रं बालान् वहन्ति) gajāḥ samudram bālān vahanti (gajāḥ samudraṃ bālān vahanti) । ९ अद्य जनाः सिंहौ रक्षन्ति adya janāḥ siṃhau rakṣanti । १० दासः वृक्षस्य अधस् सत्वरम् वदति (दासो वृक्षस्याधस् सत्वरं वदति) dāsaḥ vṛkṣasya adhas satvaram vadati (dāso vṛkṣasyādhas satvaraṃ vadati) । ११ बालः आचार्येन सह क्रामति (बाल आचार्येन सह क्रामति) bālaḥ ācāryena saha krāmati (bāla ācāryena saha krāmati) । १२ आ पर्वतेभ्यः गच्छावः (आ पर्वतेभ्यर् गच्छावः) ā parvatebhyaḥ gacchāvaḥ (ā parvatebhyar gacchāvaḥ) ।।
2. Tradurre dal sanscrito (tra parentesi senza sandhi). १ नराः क्रामनत्यश्वाः सरन्ति च (नराः क्रामन्ति अश्वाः सरन्ति च) narāḥ krāmanatyaśvāḥ saranti ca (narāḥ krāmanti aśvāḥ saranti ca) । २ देशाद् बहिस् वृक्षा दहन्ति (देशात् बहिस् वृक्षाः दहन्ति) deśād bahis vṛkṣā dahanti (deśāt bahis vṛkṣāḥ dahanti) । ३ समुद्रे मत्स्या जीवन्ति (समुद्रे मत्स्याः जीवन्ति) samudre matsyā jīvanti (samudre matsyāḥ jīvanti) । ४ ग्रामं प्रति पुत्रैः सह नरौ गच्छतः (ग्रामम् प्रति पुत्रैः सह नरौ गच्छतः) grāmaṃ prati putraiḥ saha narau gacchataḥ (grāmam prati putraiḥ saha narau gacchataḥ) । ५ क्षिप्रान् अशवान् रक्षथ वहथ च kṣiprān aśavān rakṣatha vahatha ca । ६ उच्चेन रथेन गच्छामि द्रवामि च uccena rathena gacchāmi dravāmi ca । ७ बालौ सत्वरं न सरतः (बालौ सत्वरम् न सरतः) bālau satvaraṃ na sarataḥ (bālau satvaram na sarataḥ) । ८ काल आकाशे चन्द्रो गच्छति (काले आकाशे चन्द्रः गच्छति) kāla ākāśe candro gacchati (kāle ākāśe candraḥ gacchati) । ९ नराः पर्वतं प्रति कुशलान् बालान् नयन्ति (नराः पर्वतम् प्रति कुशलान् बालान् नयन्ति) narāḥ parvataṃ prati kuśalān bālān nayanti (narāḥ parvatam prati kuśalān bālān nayanti) । १० पूर्वं गच्छावः (पूर्वम् गच्छावः) pūrvaṃ gacchāvaḥ (pūrvam gacchāvaḥ) । ११ आचार्यस्य शोभनो गृहो न पतति न दहति च (आचार्यस्य शोभनः गृहः न पतति न दहति च) ācāryasya śobhano gṛho na patati na dahati ca (ācāryasya śobhanaḥ gṛhaḥ na patati na dahati ca) । १२ अत्र जीवथ तत्र वहथ atra jīvatha tatra vahatha ।।
Soluzione 1) Gli uomini camminano e i cavalli corrono. 2) Fuori della regione gli alberi bruciano. 3) I pesci vivono nel mare. 4) Due uomini vanno verso il villaggio con i figli. 5) Proteggete e trasportate i veloci cavalli. 6) Vado e corro con l'alto carro. 7) I due ragazzi non corrono in fretta. 8) La luna cammina nel nero cielo. 9) Gli uomini guidano gli abili ragazzi verso il monte. 10) Noi due andiamo prima. 11) La bella casa del maestro non cade e non brucia. 12) Qui vivete, là trasportate.
Lezione 9
Coniugazione tematica: presente Come accennato nella lezione 7, la prima categoria dei verbi (o coniugazione), detta tematica, comprende i verbi che derivano il tema del presente dalla radice e a questo aggiungono le desinenze. A seconda del modo in cui formano il tema, i verbi si suddividono nelle classi verbali I, IV, VI e X. Per la classe I, cfr. la lezione 7.
Classe IV Nei verbi di questa classe il tema del presente risulta dalla radice quasi sempre invariata + il suffisso -ya. Ad es. कुप् kup + -ya > कुप्य- kupya- "irarsi"; लुभ् lubh + -ya > लुभ्य- lubhya- "desiderare". Es. Pres. parasmaipada di नह् nah (+ -य -ya > नह्य- nahya-) "legare"
Es. Presente ātmanepada di नह् nah
Classe VI Vi appartengono i verbi che quasi sempre aggiungono la vocale tematica -a alla radice invariata. Ad es. तुद् tud + a > तुद- tuda- "percuotere"; क्षिप् kṣip + -a > क्षिप- kṣipa- "lanciare".
Es. Presente parasmaipada di क्षिप् kṣip (+ -अ -a > क्षिप- kṣipa-) "lanciare".
Es. Presente ātmanepada di क्षिप् kṣip
Classe X I verbi aggiungono il suffisso -aya alla radice variamente trattata (guṇano la vocale radicale non finale, la vṛddhano se è finale o se è un'a seguito da una sola consonante). Ad es. चुर् cur + aya- > चोरय- coraya- "rubare"; कृ kṛ + aya- > कारय- kāraya- "fare".
Es. Presente parasmaipada di कथ् kath (+ -अय -aya > कथय- kathaya-) "raccontare"
Es. Presente ātmanepada di कथ् kath
Esercizi lezione 9
1. Tradurre in sanscrito. ci affatichiamo - mi affatico - si affaticano - combatte - combattete - combatti - lego - leghiamo - legano - voi due nascete - nasci - nasciamo - vedo - vede - loro due vedono - colpiscono - colpisci - colpisco - desidera - noi due desideriamo - desiderate - domandi - domanda - domandano - lanciano - lancio - lancia - libero - liberano - liberate - muoiono - muoio - muore - trovo - loro due trovano - trovi - desidero - desiderano - desideri - fa - faccio - fate - imploro - implorano - implori - rubi - rubano - ruba - tormentano - tormenti.
Soluzione श्राम्यामः śrāmyāmaḥ - श्राम्यामि śrāmyāmi - श्राम्यन्ति śrāmyanti - युध्यते yudhyate - युध्यध्वे yudhyadhve - युध्यसे yudhyase - नह्यामि nahyāmi - नह्यामः nahyāmaḥ - नह्यन्ति nahyanti - जायेथे jāyethe - जायसे jāyase - जायामहे jāyāmahe - पश्यामि paśyāmi - पश्यति paśyati - पश्यतः paśyataḥ - तुदन्ति tudanti - तुदसि tudasi - तुदामि tudāmi - इच्छति icchati - इच्छावः icchāvaḥ - इच्छथ icchatha - पृच्छसि pṛcchasi - पृच्छति pṛcchati - पृच्छन्ति pṛcchanti - क्षिपन्ति kṣipanti - क्षिपामि kṣipāmi - क्षिपति kṣipati - मुञ्चामि muñcāmi - मुञ्चन्ति muñcanti - मुञ्चथ muñcatha - म्रियन्ते mriyante - म्रिये mriye - म्रियते mriyate - विन्दामि vindāmi - विन्दतः vindataḥ - विन्दसि vindasi - स्पृहयामि spṛhayāmi - स्पृहयन्ति spṛhayanti - स्पृहयसि spṛhayasi - कारयति kārayati - कारयामि kārayāmi - कारयथ kārayatha - अर्थये arthaye - अर्थयन्ते arthayante - अर्थयसे arthayase - चोरयसि corayasi - चोरयन्ति corayanti - चोरयति corayati - पीडयन्ति pīḍayanti - पीडयसि pīḍayasi
Lezione 10
Coniugazione atematica: presente (parte prima) Come già spiegato nella lezione 7, mentre nella coniugazione tematica si deriva il tema verbale dalla radice e ad esso si aggiungono le desinenze, la coniugazione atematica aggiunge direttamente le desinenze alla radice, senza la vocale tematica: voce verbale = radice + desinenza Inoltre, caratteristica comune di tutte le sue classi è l'alternanza tra forme forti e forme deboli; in particolare, sono forti le tre persone singolari del presente parasm. Infine, la desinenza della III.a pers. pl. parasm. è a volte -anti invece di -nti, e anche -ati. Si hanno fenomeni di sandhi interno nell'incontro tra la consonante finale della radice e le consonanti delle desinenze. La coniugazione atematica comprende le classi II, III, V, VII, VIII e IX.
Classe II Tema del presente: radice semplice nelle forme deboli e radice guṇata nelle forme forti. Es. Presente parasmaipada di द्विष् dviṣ "odiare" (radice sempl. dviṣ; radice guṇata dveṣ)
Es. Presente ātmanepada di द्विष् dviṣ
Classe III Tema del presente: radice semplice raddoppiata nella forma debole e radice guṇata raddoppiata nella forma forte. Esempi:
radice bhī radice raddoppiata bi-bhī- radice raddoppiata e guṇata bi-bhe-; radice bhṛ radice raddoppiata bi-bhṛ- radice raddoppiata e guṇata bi-bhar La III.a pers. pl. esce in -ati. Es. Presente parasmaipada di हु hu "sacrificare" (radice sempl. raddopp. juhu-; radice guṇata raddopp. juho-)
Es. Presente ātmanepada di हु hu
Classe V Tema del presente: radice semplice + -nu-/-nv- nelle forme deboli e radice semplice + -no- nelle forme forti. Es. Presente parasmaipada di सु su "spremere" (temi: su-nu- e su-no-)
Es. Presente ātmanepada di सु su
Esercizi lezione 10
Traduzione guidata dal sanscrito: La favoletta del coccodrillo e la scimmia (da T. Egenes, op. cit.), parte prima. अस्ति गङ्गायां कुम्भीरः । तस्य मित्रं वानरो गङ्गायास्तटे वसति । प्रतिदिनं वानरः पक्वानि फलानि निक्षिपति । कुम्भीरः फलानि खादति । वानरस्य हृदयं मिष्टमस्तीति कुम्भीरस्य भार्या वदति । भार्या हृदयं खादितुमिच्छति । अहो वानर मम गृहमागच्छेति कुम्भीरो वानरं वदति । एवमस्त्विति वानरो वदति । तस्य पृष्ठे कुम्भीरो वानरं वहति । गङ्गाया मध्ये कुम्भीरः सत्यं वदति । मम हृदयं वृक्षे भवतीति वानरो भाषते । पुनर्मा तत्र नयसीति वानरो भाषते । कुम्भीरो वानरं गङ्गायास्तटे नयति । वानरो वृक्षमुच्छलति । वानरो वृक्षस्य बिले पश्यति । कश्चिन्मम हृदयं चोरयति स्मेति वानरो वदति । एवं कुम्भीरो वानरश्च मित्रे तिष्ठतः ॥
Esaminiamo una proposizione alla volta. a. अस्ति गङ्गायां कुम्भीरः । asti gaṅgāyāṃ kumbhīraḥ Togliendo il sandhi si ha: asti gaṅgāyām kumbhīraḥ Per prima cosa notiamo il verbo asti da अस् as "essere" (II.a classe atematica, parasmaip.) alla III.a pers. sing. del presente, il cui soggetto sing. è il nominativo sing. कुम्भीरः kumbhīraḥ "coccodrillo"; quindi la costruzione è: kumbhīraḥ asti gaṅgāyām, dove gaṅgāyām è il locativo sing. del sostantivo femm. गङ्गा gaṅgā "Gange" (con tema in vocale -ā lunga). Traduzione: "C'è un coccodrillo nel Gange".
b. तस्य मित्रं वानरो गङ्गायास्तटे वसति । tasya mitraṃ vānaro gaṅgāyāstaṭe vasati Togliamo il sandhi: tasya mitram vānaraḥ gaṅgāyāḥ taṭe vasati Il verbo वसति vasati è la III.a pers. sing. del pres. di वस् vas "vivere" (I.a classe, parasmaip.). Ci sono due nom. sing.: वानरः vānaraḥ masch. "scimmia" (vānaro col sandhi) e मित्रं mitram neutro "amico", quindi uno dei due sostantivi è un'apposizione dell'altro. tasya è il genitivo del pron. तद् tad di III.a pers. sing. Iniziando a costruire, si ha: वानरः वसति vānaraḥ mitram tasya vasati. Restano taṭe, che è il loc. di तट taṭa "riva", e gaṅgāyāḥ, che è il gen. di गङ्गा gaṅgā "Gange". Per cui la costruzione completa è: vānaraḥ mitram tasya vasati taṭe gaṅgāyāḥ. Traduzione: "La scimmia, sua (= di lui) amica, vive sulla riva del Gange".
c. प्रतिदिनं वानरः पक्वानि फलानि निक्षिपति । pratidinaṃ vānaraḥ pakvāni phalāni nikṣipati Senza il sandhi si ha: pratidinam vānaraḥ pakvāni phalāni nikṣipati. Il verbo nikṣipati (III.a pers. sing. di निक्षिप् nikṣip "gettare giù", I.a classe, parasmaip.) ci porta al nom. soggetto vānaraḥ. Le due parole pakvāni (agg.) e phalāni (sost.) sono neutri plurali (di पक्व pakva "maturo" e फल phala "frutto"), quindi non possono essere nominativi, ma accusativi (attrib. e compl. oggetto). Resta pratidinam che è un avverbio. Per cui la costruzione risulta: pratidinam vānaraḥ nikṣipati phalāni pakvāni, cioè: "Ogni giorno la scimmia getta giù frutti maturi".
d. कुम्भीरः फलानि खादति । kumbhīraḥ phalāni khādati Qui non abbiamo fenomeni di sandhi. Riconosciamo subito la III.a pers. sing. parasmaip. del verbo खाद् khād della I.a cl., da cui risaliamo al sogg. कुम्भीरः kumbhīraḥ. Conosciamo già फलानि phalāni e siccome il verbo è transitivo, lo consideriamo compl. ogg. Costruiamo: कुम्भीरः खादति फलानि kumbhīraḥ khādati phalāni, cioè: "Il coccodrillo mangia i frutti".
e. वानरस्य हृदयं मिष्टमस्तीति कुम्भीरस्य भार्या वदति । vānarasya hṛdayaṃ miṣṭamastīti kumbhīrasya bhāryā vadati Togliendo il sandhi si ha: vānarasya hṛdayam miṣṭam asti iti kumbhīrasya bhāryā vadati. Notiamo due verbi: asti (che già conosciamo) e vadati, quindi abbiamo due proposizioni; esse sono divise dalla particella iti, la quale fa considerare discorso diretto la proposizione che precede, cioè è come se la proposizione "vānarasya hṛdayam miṣṭam asti" fosse tra virgolette; infatti segue il verbo वद् vad "dire". Col verbo asti + l'agg. neutro miṣṭam formiamo un predicato nominale, che ha come soggetto il sostantivo neutro hṛdayam. A quest'ultimo è riferito il genitivo vānarasya (compl. di specif.), per cui costruiamo: hṛdayam vānarasya asti miṣṭam, cioè: "Il cuore della scimmia è dolce". Nell'altra proposizione, la III.a pers. sing. vadati ci porta al nominat. soggetto bhāryā, al quale è riferito il genit. compl. di specific. kumbhīrasya. Costruendo, si ha: bhāryā kumbhīrasya vadati, cioè: "La moglie del coccodrillo dice". L'intero periodo quindi si rende con: "La moglie del coccodrillo dice: - Il cuore della scimmia è dolce".
f. भार्या हृदयं खादितुमिच्छति । bhāryā hṛdayaṃ khāditumicchati Togliamo il sandhi: bhāryā hṛdayam khāditum icchati. Il verbo icchati è la III.a pers. sing. di इष् iṣ (VI.a classe, parasmaip. ) "volere". Da esso si risale al sogg. nomin. sing. da scegliere tra il femm. bhāryā "moglie" e il neutro hṛdayam "cuore". Scegliamo bhāryā. khāditum è l'infinito del verbo खाद् khād già incontrato. Quindi si costruisce: bhāryā icchati khāditum hṛdayam, dando hṛdayam come compl. ogg. all'infinito. Si ha: "La moglie vuole mangiare il cuore".
g. अहो वानर मम गृहमागच्छेति कुम्भीरो वानरं वदति । aho vānara mama gṛhamāgaccheti kumbhīro vānaraṃ vadati Togliamo il sandhi: aho vānara mama gṛham āgaccha iti kumbhīraḥ vānaram vadati. Notiamo subito la presenza di iti e del verbo vadati, per cui la prima proposizione sarà un discorso diretto. Iniziamo da essa. Il verbo āgaccha è la II.a pers. sing. dell'imperativo di आगम् āgam (I.a cl., parasmaip.) "venire", quindi il sogg. sottinteso è "tu". L'interiezione aho significa "ehi". vānara è un voc. ("scimmia"). gṛham è un accusativo e, essendo il verbo intransitivo, indicherà non un compl. oggetto, ma un moto a luogo. mama è il gen. del pronome pers. अहम् aham "io". Costruzione: aho vānara āgaccha gṛham mama, quindi si ha: " - Ehi, scimmia, vieni a casa mia (= di me)." Passando alla seconda proposizione, la III.a pers. del verbo vadati ci manda al sogg. nom. kumbhīraḥ e l'acc. vānaram è un moto a luogo figurato, per cui si costruisce: kumbhīraḥ vadati vānaram, cioè "Il coccodrillo dice alla scimmia". L'intero periodo risulta: "Il coccodrillo dice alla scimmia: - Ehi, scimmia, vieni a casa mia".
h. एवमस्त्विति वानरो वदति । evamastviti vānaro vadati Togliendo il sandhi, si ha: evam astu iti vānaraḥ vadati. Anche qui notiamo sia iti sia vadati, come sopra. Quindi abbiamo due proposizioni. Nella prima, il verbo astu è la III.a pers. sing. dell'imperativo di अस् as "essere", mentre evam è un avverbio ("così"). Nella seconda proposizione, la costruzione è già fatta, per cui si ha: " - Così sia -, dice la scimmia".
Lezione 11
La declinazione dei nomi con tema in consonante Questi nomi si suddividono in tre gruppi: 1) non apofonici, cioè ricorrenti sempre nello stesso grado apofonico; 2) apofonici, con due o tre forme; 3) anomali. 1) Temi non apofonici: - in occlusiva: es. राज् rāj m. "re"; - in sibilante palatale e linguale: es. दिश् diś f. "direzione"; - in aspirata: es. कामदुह् kāmaduh m. "Kāmaduh"; - in sibilante dentale -as, -is, -us: es. मनस् manas n. "pensiero"; - in -r: es. गिर् gir f. "parola". 2) Temi apofonici biformi (con forma forte e debole): - in -at (forma forte -ant) (perlopiù partic. pres.): es. भरत् bharat "che porta"; - in -in (allungamento della -i) (perlopiù aggett.): es. बलिन् balin "forte"; Temi apofonici triformi (con forma forte, debole e debolissima): - in -an (forte ān, debole -a, debolissima -n): es. राजन् rājan m. "re"; - in -vas (forte -vāṃs, debole -vat, debolissima -uṣ) (perlopiù participi perfetti attivi): es. विद्वस् vidvas m. "saggio"; - in -ac (forte -añc, debole -c, debolissima -īc) (perlopiù aggettivi): es. प्रत्यच् pratyac m. "volto indietro". 3) Temi anomali Ad es. अहन् ahan "giorno", neutro, ha tre temi; पथिन् pathin "strada", m., ha quattro temi, ecc.
Tutti i nomi con tema in consonante hanno le stesse desinenze, alcune delle quali sono in comune con i nomi con tema in vocale. Per il maschile ed il femminile, esse sono quelle riportate nella tabella sottostante, mentre per il neutro c'è da notare che: a) esso esce in tema puro nei casi diretti singolari (nom., voc., acc.); b) esce in -ī nei casi diretti del duale; c) esce in -i con inserimento di una nasale prima della consonante del tema nei casi diretti plurali. Desinenze comuni
L'incontro tra la consonante finale del tema e quella iniziale delle desinenze dà luogo al sandhi interno. Le varie declinazioni sono date nell'Appendice III.
Esercizi lezione 11
1. Tradurre dal sanscrito (da A. M. Pizzagalli, op. cit.) (tra parentesi senza sandhi). १ चन्द्रस्य प्रकशः शरद्य् आह्वादको भवति candrasya prakaśaḥ śarady āhvādako bhavati (candrasya prakaśaḥ śaradi āhvādakaḥ bhavati) । २ विद्युता सह मेघो वियति वर्तते vidyutā saha megho viyati vartate (vidyutā saha meghaḥ viyati vartate) । ३ वत्स आयुष्मान् भवसि vatsa āyuṣmān bhavasi (senza variaz.) । ४ धीमन्तो लोके यशस्वन्तो भवन्ति dhīmanto loke yaśasvanto bhavanti (dhīmantaḥ loke yaśasvantaḥ bhavanti) । ५ नमो भगवते वासुदेवाय namo bhagavate vāsudevāya (namaḥ bhagavate vāsudevāya) । ६ बालः पण्डितो भवति bālaḥ paṇḍito bhavati (bālaḥ paṇḍitaḥ bhavati)। ७ इहजगति पुत्रस्योद्भव उत्सवस्य हेतुः ihajagati putrasyodbhava utsavasya hetuḥ (iha jagati putrasya udbhava utsavasya hetuḥ) ।।
Soluzione 1) La luce della luna in autunno è deliziosa. 2) Con il lampo la nuvola si sposta nel cielo. 3) O figlio, diventi longevo. 4) I saggi nel mondo sono gloriosi. 5) Gloria al venerabile Vāsudeva. 6) Il ragazzo diventa saggio. 7) Quaggiù nel mondo la nascita del figlio (è) causa di festa.
2. Tradurre in sanscrito 1) Gli asceti sono mangiatori di frutti. 2) Il padrone si sdegna col servo. 3) Il figlio di Daśaratha si chiama Rāma. 4) O re, sei felice. 5) L'uomo non (è) capace di conoscere i mali futuri. 6) Nel mondo dei buoni solamente la vita è a beneficio dei viventi. 7) I re puniscono gli uomini malvagi.
Soluzione (tra parentesi senza sandhi) १ योगिनः फलाशिनो भवन्ति yoginaḥ phalāśino bhavanti (yoginaḥ phalāśinaḥ bhavanti) । २ अनुजीविने कुप्यति भर्ता anujīvine kupyati bhartā (senza sandhi) । ३ दशरथस्य पुत्रो नाम्ना रामः daśarathasya putro nāmnā rāmaḥ (daśarathasya putraḥ namnā rāmaḥ) । ४ राजन् कुशलीर् भवसि rājan kuśalīr bhavasi (rājan kuśalīḥ bhavasi) । ५ भाविनो ऽनर्थाञ् ज्ञातुम् न समर्थो जनः bhāvino 'narthāñ jñātum na samartho janaḥ (bhāvinaḥ anarthān jñātum na samarthaḥ janaḥ) । ६ प्राणिनाम् उपकाराय एव साधूनां जगति जीवितम् prāṇinām upakārāya eva sādhūnāṃ jagati jīvitam (prāṇinām upakārāya eva sādhūnām jagati jīvitam) । ७ अपराधिनः पुरुषान् दञ्डयन्ति राजानः aparādhinaḥ puruṣān dañḍayanti rājānaḥ (senza sandhi) ।।
Lezione 12
La declinazione degli aggettivi
Temi in vocale Si hanno i seguenti casi, ciascuno dei quali è rilevabile in un buon dizionario: a) molti aggettivi a tre uscite declinano il maschile come i nomi maschili in -a breve, come già detto, il femminile come i nomi femminili in -ā ed il neutro come i nomi neutri in -a breve. Es. पर para "anteriore" esce al maschile in परः paraḥ, femminile परा parā e neutro परम् param; b) altri aggettivi a tre uscite hanno sempre il maschile ed il neutro singolari in -a breve, ma il femminile in -ī, come सुन्दर sundara "bello", che esce in सुन्दरः सुन्दरी सुन्दरम् sundaraḥ, sundarī, sundaram; c) gli aggettivi che escono in -i breve seguono i corrispondenti sostantivi dei tre generi: es. l'aggettivo शुचि śuci "splendente" forma il maschile come अग्नि agni m., il femminile come मति mati f. ed il neutro come वारि vāri n.; d) ugualmente si comportano gli aggettivi uscenti in -u breve, come तनु tanu "sottile", che esce al maschile in तनुः tanuḥ come शत्रु śatru m., al femminile in तनुः tanuḥ come धेनु dhenu f., e al neutro in तनु tanu come मधु madhu n.
Temi in consonante Questi aggettivi seguono in genere i nomi corrispondenti, ma possono avere delle particolarità, sempre registrate nei dizionari. Ad es. gli aggettivi uscenti in sibilante dentale -as seguono i corrispondenti sostantivi, allungando la vocale al nominativo singolare: सुमनस् sumanas "benintenzionato" diventa सुमना sumanā. Gli aggettivi uscenti in sibilante dentale -is o -us hanno il nominativo come i neutri: es. अचक्षुस् acakṣus "cieco". Gli aggettivi aventi i suffissi -vat e -mat, indicanti il possesso della cosa al cui nome è aggiunto il suffisso, escono in -vān e -mān al nom. sing. masch., quindi seguono la declinazione del participio presente: es. बलवत् balavat "dotato di forza" fa बलवान् balavān. Gli aggettivi con tema in -in hanno il nom. masch. sing. in -ī, es. बलिन् balin "forte" diventa बली balī; la i si allunga anche nei tre casi diretti del neutro plurale: बलीनि balīni. Esistono inoltre altri casi meno frequenti.
Esercizi lezione 12
1. Tradurre dal sanscrito (da A. M. Pizzagalli, op. cit.) (tra parentesi senza sandhi). १ विपदा अभिभूतो ऽपि न धर्मं त्यजामि vipadā abhibhūto 'pi na dharmaṃ tyajāmi (vipadā abhibhūtaḥ api na dharmam tyajāmi) । २ भूरिणा प्रयत्नेन तत्त्वम् अवगच्छसि bhūriṇā prayatnena tattvam avagacchasi (senza sandhi) । ३ ईश्वरस्य पूजया शान्तिम् विन्दावहे īśvarasya pūjayā śāntiṃ vindāvahe (īśvarasya pūjayā śāntim vindāvahe) । ४ रज्जुं सर्पं न मन्यध्वे rajjuṃ sarpaṃ na manyadhve (rajjum sarpam na manyadhve) । ५ प्रजानाम् अनुरञ्जनाय राजानो यतन्ते prajānām anurañjanāya rājāno yatante (prajānām anurañjanāya rājānaḥ yatante) । ६ विपत्ताउ धीरो न मुह्यति धर्मं वा न परित्यजति vipattāu dhīro na muhyati dharmaṃ vā na parityajati (vipattāu dhīraḥ na muhyati dharmam vā na parityajati) । ७ तृसिताय जलं यच्छति धीरः tṛsitāya jalaṃ yacchati dhīraḥ (tṛsitāya jalam yacchati dhīraḥ) ।।
Soluzione 1) Anche se vinto dalla sventura, non abbandono il dovere. 2) Con grande sforzo conosci la verità. 3) Con l'adorazione del dio troviamo la pace. 4) Non scambiate una fune per un serpente. 5) I re si sforzano per l'affetto dei sudditi. 6) Nella sventura il saggio non si turba o non abbandona il dovere. 7) Il saggio dà l'acqua all'assetato. 2. Tradurre in sanscrito 1) Gli asceti sono abitanti della selva. 2) Gli uomini chiamano gli dèi abitanti del cielo. 3) Il re porta via i nemici. 4) Lo scolaro sperimenta il risultato della penitenza. 5) Rama, uccisi i sorveglianti, trova la gloria. 6) Il brāhmaṇo lancia nel fuoco molte offerte. 7) Né il sesso né l'età sono le virtù, oggetto di pregio nei virtuosi.
Soluzione (tra parentesi senza sandhi) १ मुनयो वनौकसो भवन्ति munayo vanaukaso bhavanti (munayaḥ vanaukasaḥ bhavanti) । २ देवान् दिवौकसो वदन्ति पुरुषाः devān divaukaso vadanti puruṣāḥ (devān divaukasaḥ vadanti puruṣāḥ) । ३ शत्रून् प्रहरति राजा śatrūn praharati rājā । ४ तपसः फलम् अनुभवति शिष्यः tapasaḥ phalam anubhavati śiṣyaḥ (senza sandhi) । ५ रामो रक्षांसि हत्वा यशो विन्दति rāmo rakṣāṃsi hatvā (= dopo aver ucciso) yaśo vindati (rāmaḥ rakṣāṃsi hatvā yaśaḥ vindati) । ६ बहूनि हविषो ऽग्नाउ प्रश्यति ब्राह्मणः bahūni haviṣo 'gnāu praśyati brāhmaṇaḥ (bahūni haviṣaḥ agnau praśyati brāhmaṇaḥ) । ७ गुणाः पूजास्थनं गुणिषु न च लिण्गं न च वयः guṇāḥ pūjāsthanaṃ guṇiṣu na ca liṅgaṃ na ca vayaḥ (guṇāḥ pūjāsthanam guṇiṣu na ca liṅgam na ca vayaḥ) ।।
Lezione 13
Coniugazione atematica: presente (parte seconda)
Classe VII Tema del presente: con inserimento, tra la vocale e la consonante finale della radice, dell'infisso nasale -na- per le forme forti, e di -n- per le forme deboli. Es. radice rudh "ostacolare" forma forte: I.a pers. sing. parasm. ru-ṇa-dh-mi forma debole: I.a pers. sing. ātman. ru-n-dh-e
Es. Presente parasm. di रुध् rudh "ostacolare" (temi: ruṇa-/run-)
Es. Presente ātmanepada di रुध् rudh
Classe VIII Quasi tutte le radici di questa classe terminano in -n (es. तन् tan "tendere", मन् man "pensare", सन् san "ottenere"). Tema del presente: radice semplice + -u- nelle forme deboli e radice semplice + -o- nelle forme forti.
Es. Presente parasmaipada di तन् tan "tendere" (temi: tanu- e tano-)
Es. Presente ātmanepada di तन् tan
Classe IX Tema del presente: radice a grado ridotto + - nī- (-n- davanti a vocale) nelle forme deboli e radice a grado ridotto + -nā- nelle forme forti. Es. radice grah "afferrare" forma forte: I.a pers. sing. parasm. gṛh-ṇā-mi forma debole: I.a pers. pl. parasm. gṛh-ṇī-maḥ forma deb. (davanti a voc.): III.a pers. pl. par. gṛh-ṇ-anti.
Es. Presente parasm. di क्री krī "comprare" (temi: krīṇ, krīṇā)
Es. Presente ātmanepada di क्री krī
Esercizi lezione 13
Traduzione guidata dal sanscrito: La favoletta del coccodrillo e la scimmia (da T. Egenes, op. cit.), parte seconda.
i. तस्य पृष्ठे कुम्भीरो वानरं वहति । tasya pṛṣṭhe kumbhīro vānaraṃ vahati Senza il sandhi, si ha: tasya pṛṣṭhe kumbhīraḥ vānaram vahati. La III.a pers. sing. del verbo वह् vah (I.a classe, parasmaip.) "portare" ci indica il nom. del soggetto kumbhīraḥ "coccodrillo". Il verbo è transitivo, per cui vānaram "scimmia" sarà il compl. ogg. Poi pṛṣṭhe è il locativo di पृष्ठ pṛṣṭha "schiena", mentre tasya, già incontrato, è il genitivo del pron. तद् tad di III.a pers. sing., riferito a pṛṣṭhe. La costruzione diventa: kumbhīraḥ vahati vānaram pṛṣṭhe tasya, cioè: "Il coccodrillo porta la scimmia sulla sua schiena".
j. गङ्गाया मध्ये कुम्भीरः सत्यं वदति । gaṅgāyā madhye kumbhīraḥ satyaṃ vadati Tolto il sandhi, si ha: gaṅgāyā madhye kumbhīraḥ satyam vadati. Il verbo vadati, nella III.a pers. sing., ci porta al sogg. sing., che può essere il masch. kumbhīraḥ "coccodrillo" o il neutro satyam "verità". Scegliamo kumbhīraḥ come sogg. e satyam come compl. ogg. madhye è il loc. di madhya "centro". Abbiamo già incontrato il gen. gaṅgāyā, qui riferito a madhye. La costruzione è: kumbhīraḥ vadati satyam madhye gaṅgāyā, cioè: "Il coccodrillo dice la verità nel mezzo del Gange".
k. मम हृदयं वृक्षे भवतीति वानरो भाषते । mama hṛdayaṃ vṛkṣe bhavatīti vānaro bhāṣate Togliendo il sandhi, si ha: mama hṛdayam vṛkṣe bhavati iti vānaraḥ bhāṣate. Anche in questo periodo abbiamo la prima proposizione (fino a iti) che in italiano corrisponde al discorso diretto. Il verbo è bhavati, III.a pers. sing. del pres. di भू bhū (I.a cl., parasmaip. ) "essere", per cui il sogg. sing. è hṛdayam, che già conosciamo, con mama (già visto). Rimane vṛkṣe, loc. di वृक्ष vṛkṣa "albero" (già incontrato). Costruzione: mama hṛdayam bhavati vṛkṣe, cioè: "Il mio cuore è sull'albero". Nella seconda proposizione si ha il pres. del verbo bhāṣate da भाष् bhāṣ (I.a cl., ātmanep.) "dire", accordato con vānaraḥ. Per cui l'intero periodo si rende così: "La scimmia dice: - Il mio cuore è sull'albero".
l. पुनर्मा तत्र नयसीति वानरो भाषते । punarmā tatra nayasīti vānaro bhāṣate Togliamo il sandhi: punar mā tatra nayasi iti vānaraḥ bhāṣate. La prima proposizione, fino a iti, contiene il pres. del verbo nayasi da नी nī (I.a cl., parasmaip.) "portare", nella II.a pers. sing., quindi il soggetto è "tu" sottinteso. Poi abbiamo mā, che è l'accus. del pronome pers. अहम् aham "io", quindi è compl. ogg. Restano i due avverbi punar "di nuovo" e tatra "là". Quindi si costruisce: nayasi mā punar tatra, cioè: "Portami di nuovo là". Nella seconda proposizione si hanno il sogg. vānaraḥ "la scimmia" e il verbo bhāṣate, già incontrato nella frase precedente. Il periodo intero suona: "La scimmia dice: - Portami di nuovo là".
m. कुम्भीरो वानरं गङ्गायास्तटे नयति । kumbhīro vānaraṃ gaṅgāyāstaṭe nayati Togliamo il sandhi: kumbhīraḥ vānaram gaṅgāyāḥ taṭe nayati. Il verbo nayati, che già conosciamo, è in III.a pers. sing., quindi il sogg. può essere solamente kumbhīraḥ; vānaram è il compl. ogg.; taṭe è locativo (già visto) ed è meglio se fosse stato un moto a luogo; gaṅgāyāḥ è gen. di specificaz. riferito a taṭe, visto sopra. Costruendo: kumbhīraḥ nayati vānaraṃ taṭe gaṅgāyāḥ, cioè: "Il coccodrillo porta la scimmia sulla sponda del Gange".
n. वानरो वृक्षमुच्छलति । vānaro vṛkṣamucchalati Togliendo il sandhi, si ha: vānaraḥ vṛkṣam ucchalati. In base alla III.a pers. sing. del verbo ucchalati (pres. parasmaip. di I.a cl. di उच्छल् ucchal "saltare") si ha vānaraḥ come nom. soggetto e vṛkṣam come acc. di moto a luogo. Quindi: vānaraḥ ucchalati vṛkṣam, cioè: "La scimmia salta sull'albero".
o. वानरो वृक्षस्य बिले पश्यति । vānaro vṛkṣasya bile paśyati Togliamo il sandhi: vānaraḥ vṛkṣasya bile paśyati. Il verbo paśyati (da दृश् dṛś "guardare" IV.a cl. parasm.) in III.a pers. sing. ha come sogg. vānaraḥ; bile è il loc. del neutro बिल bila "buco" e vṛkṣasya è il compl. di specif. riferito ad esso. Per cui la costruzione è la seguente: vānaraḥ paśyati bile vṛkṣasya, cioè: "La scimmia guarda nel buco dell'albero".
p. कश्चिन्मम हृदयं चोरयति स्मेति वानरो वदति । kaścinmama hṛdayaṃ corayati smeti vānaro vadati Togliendo il sandhi, abbiamo: kaścid mama hṛdayam corayati sma iti vānaraḥ vadati. Prima di iti abbiamo la prima proposizione, che contiene sma (particella rafforzativa); il verbo corayati III.a pers. sing. del pres. di चुर् cur (X.a cl., parasmaip.) "rubare" ha come sogg. il pronome kaścid "qualcuno"; hṛdayam è il compl. ogg. e mama (già visto) è il gen. del pronome pers. अहम् aham "io". Per cui la costruzione risulta essere: kaścid corayati mama hṛdayam, cioè "Qualcuno ruba il mio cuore". Le parole della seconda proposizione le conosciamo già. L'intero periodo viene: "La scimmia dice: - Qualcuno ruba il mio cuore".
q. एवं कुम्भीरो वानरश्च मित्रे तिष्ठतः ॥ evaṃ kumbhīro vānaraśca mitre tiṣṭhataḥ Togliamo il sandhi: evam kumbhīraḥ vānaraḥ ca mitre tiṣṭhataḥ. La III.a pers. duale del verbo स्था sthā (I.a cl., parasm.) "restare" ci porta ai due nom. soggetti kumbhīraḥ e vānaraḥ, uniti dalla congiunzione ca ("e"), posposta al secondo. L'avverbio evam "così" può restare all'inizio della proposizione. Il nom. duale mitre è dal neutro मित्रं mitram "amico", già visto, ed è compl. predicativo del sogg. Per cui si costruisce: evam kumbhīraḥ ca vānaraḥ tiṣṭhataḥ mitre, cioè: "Così il coccodrillo e la scimmia restano amici".
La traduzione completa della favoletta risulta: C'è un coccodrillo nel Gange. La scimmia, sua amica, vive sulla riva del Gange. Ogni giorno la scimmia getta giù frutti maturi. Il coccodrillo mangia i frutti. La moglie del coccodrillo dice: "Il cuore della scimmia è dolce". La moglie vuole mangiare il cuore. Il coccodrillo dice alla scimmia: "Ehi, scimmia, vieni a casa mia". "Così sia", dice la scimmia. Il coccodrillo porta la scimmia sulla sua schiena. Il coccodrillo dice la verità nel mezzo del Gange. La scimmia dice: "Il mio cuore è sull'albero". La scimmia dice: "Portami di nuovo là". Il coccodrillo porta la scimmia sulla sponda del Gange. La scimmia salta sull'albero. La scimmia guarda nel buco dell'albero. La scimmia dice: "Qualcuno ruba il mio cuore". Così il coccodrillo e la scimmia restano amici.
Lezione 14
I gradi dell'aggettivo Esistono due modi per formare il comparativo di maggioranza (es. "più ricco") ed i superlativi (assoluto "ricchissimo" e relativo "il più ricco"). 1) Il sistema più usato nel sanscrito classico è: comparativo = tema del positivo + -tara- es. aggettivo धन्य dhanya "ricco": compar. masch. धन्यतरः dhanyataraḥ, femm. धन्यतरा dhanyatarā, neutro धन्यतरम् dhanyataram superlativo = tema del positivo + -tama- es. superl. masch. धन्यतमः dhanyatamaḥ, femm. धन्यतमा dhanyatamā, neutro धन्यतमम् dhanyatamam. 2) Il secondo modo è più frequente nel vedico: comparativo = grado pieno (guṇa) della radice del positivo + -īyas- es. positivo क्षिप्र kṣipra "rapido" - grado guṇa: क्षेप् kṣep - compar. masch. क्षेपीयस् kṣepīyas, femm. क्षेपीयसी kṣepīyasī, neutro क्षेपीयः kṣepīyaḥ. superlativo = grado pieno (guṇa) della radice del positivo + -iṣṭha- es. superl. masch. क्षेपिष्ठः kṣepiṣṭhaḥ, femm. क्षेपिष्ठा kṣepiṣṭhā, neutro क्षेपिष्ठम् kṣepiṣṭham.
Il secondo termine di paragone si trova perlopiù in ablativo: es. रामः भरतात् ज्यायान् rāmaḥ bharatāt jyāyān "Rāma è più vecchio di Bharata". Il complemento partitivo, che segue il superlativo relativo, va o in locativo o in genitivo: es. रामः पुत्रेषु / पुत्राणां ज्येष्ठः rāmaḥ putreṣu/putrāṅāṃ jyeṣṭhaḥ "Rāma è il più vecchio dei figli".
L'imperfetto Fa parte dell'indicativo nel sistema del presente. Ha le stesse desinenze (dette secondarie) sia per la coniugazione tematica sia per l'atematica, con poche eccezioni. Desinenze parasmaipada (tra parentesi le desinenze diverse per la coniugazione atematica):
Desinenze ātmanepada (tra parentesi le desinenze diverse per la coniugazione atematica):
L'imperfetto si forma nel seguente modo: a) con i temi inizianti per consonante: aumento a + tema del presente (derivato secondo le varie classi verbali) + desinenze. Es. verbo भू bhū "essere": aumento a + tema del presente bhava + desinenza -m > अभवम् abhavam b) con i temi inizianti per vocale: (aumento a + vocale iniziale = vṛddhi) + tema del presente (derivato secondo le varie classi verbali) + desinenze. Es. verbo अस् as "essere": aumento a + tema del presente as + desinenza m = आसम् āsam; verbo इ i "andare" > अयम् ayam; verbo उक्स् uks "irrigare" > औक्सम् auksam.
Coniugazione di भू bhū "essere": parasmaipada
ātmanepada:
Esercizi lezione 14
1. Tradurre dal sanscrito (tra parentesi senza sandhi). १ नाभवद् अनिलात् क्षिप्रतरः nābhavad anilāt kṣiprataraḥ (na abhavat anilāt kṣiprataraḥ) । २ अहं मित्रात् शिवतरो ऽभवम् ahaṃ mitrāt śivataro 'bhavam (aham mitrāt śivataraḥ abhavam) । ३ जीवितं यशसः प्रियतरम् jīvitaṃ yaśasaḥ priyataram (jīvitam yaśasaḥ priyataram) । ४ हरिर् बालानां शोभनतमो ऽप्रभात् harir bālānāṃ śobhanatamo 'prabhāt (hariḥ bālānām śobhanatamaḥ aprabhāt) । ५ कालिदासस्य काव्यानि बाणस्य कृतिभ्यो मधुराणि kālidāsasya kāvyāni bāṇasya kṛtibhyo madhurāṇi (kālidāsasya kāvyāni bāṇasya kṛtibhyaḥ madhurāṇi) । ६ पुत्राः पित्रे प्रियतराः कोशेभ्यो ऽभवन् putrāḥ pitre priyatarāḥ kośebhyo 'bhavan (putrāḥ pitre priyatarāḥ kośebhyaḥ abhavan) । ७ घर्मे दिनाश् चिरतमाः gharme dināś ciratamāḥ (gharme dināḥ ciratamāḥ) । ८ दशरथस्य पत्नीषु कौसल्या पूज्यातमो ऽभवत् Daśarathasya patnīṣu Kausalyā pūjyātamo 'bhavat (Daśarathasya patnīṣu Kausalyā pūjyātamaḥ abhavat) ।।
Soluzione 1) Egli non era più veloce del vento. 2) Ero più fortunato dell'amico. 3) La vita è più cara della gloria. 4) Hari sembrava il più bello dei ragazzi. 5) Le poesie di Kālidāsa sono più dolci delle opere di Bāṇa. 6) I figli erano più cari al padre che le ricchezze. 7) D'estate i giorni sono lunghissimi. 8) Tra le mogli di Daśaratha, Kausalyā era la più venerabile.
2. Tradurre in sanscrito. 1) Śakuntalā era la più bella di tutte le donne. 2) Era la moglie del grande imperatore di tutta la terra. 3) Le malattie dell'animo, o figlio, sono più gravi delle malattie del corpo. 4) Molto famosi erano i monti dell'India. 5) La religione e la lingua congiungevano gli uomini. 6) Al ragazzo più buono davano i doni più belli. 7) Le pietre più alte impedivano la marcia. 8) Nei momenti molto difficili proteggevano la casa.
Soluzione (tra parentesi senza sandhi) १ शकुन्तला सर्वानां स्त्रीणां शोभनतमाभवत् śakuntalā sarvānāṃ strīṇāṃ śobhanatamābhavat (śakuntalā sarvānām strīṇām śobhanatamā abhavat) । २ सर्वाया भुवा भूरेश्चक्रवर्तिनः पत्न्यभवत् sarvāyā bhuvā bhūreścakravartinaḥ patnyabhavat (sarvāyāḥ bhuvāḥ bhūreḥ cakravartinaḥ patnī abhavat) । ३ पुत्र मनसो रोगा गभीरतराः शरीरस्य रोगेभ्यः putra manaso rogā gabhīratarāḥ śarīrasya rogebhyaḥ (putra manasaḥ rogāḥ gabhīratarāḥ śarīrasya rogebhyaḥ) । ४ भारतस्य पर्वताः प्रकाशतमा अभवन् bhāratasya parvatāḥ prakāśatamā abhavan (bhāratasya parvatāḥ prakāśatamāḥ abhavan)। ५ धर्मो जिह्वश्च नराननह्यन् dharmo jihvaśca narānanahyan (dharmaḥ jihvaḥ ca narān anahyan)। ६ अनृशंसतमाय बालाय शोभनतमानि दानान्ययच्छन् anṛśaṃsatamāya bālāya śobhanatamāni dānānyayacchan (anṛśaṃsatamāya bālāya śobhanatamāni dānāni ayacchan) । ७ उच्चतमा अश्मानः क्रममौपरुन्धन् uccatamā aśmānaḥ kramamauparundhan (uccatamāḥ aśmānaḥ kramam auparundhan)। ८ दुष्करतमेषु कालेषु गृहमरक्षन् duṣkaratameṣu kāleṣu gṛhamarakṣan (duṣkaratameṣu kāleṣu gṛham arakṣan) ।
Lezione 15
Formazione delle parole (parte prima) Le parole sanscrite, nella loro maggioranza (cioè i temi nominali, i temi verbali e le forme nominali dei verbi), derivano da radici verbali con l'eventuale aggiunta di prefissi e suffissi. Derivazione dei temi nominali Nella formazione delle parole, si parla di derivati primari se i suffissi si attaccano direttamente alla radice, di derivati secondari se i suffissi si attaccano a temi già derivati, cioè a derivati primari. Derivati primari Esclusi alcuni participi, i gerundivi, i comparativi ed i superlativi della seconda forma, di cui si è già detto, i derivati primari si suddividono in due gruppi: nomi d'agente e nomi d'azione. radice guṇata + suffisso = derivato * Per i nomi d'agente, il principale suffisso è ॰तृ -tṛ (॰इतृ -itṛ), per cui si ha:
* Per la formazione dei nomi d'azione, i suffissi sono diversi: ad es.
Derivati secondari Si possono formare con diversi suffissi, tra i quali: ॰अ -a (con vṛddhi, es. दैव daiva "divino" da देव deva "dio" da दिव् div "cielo"); ॰आ -ā (es. कान्ता kāntā "cara" da कान्त kānta "amata" da कम् kam "amare"); ॰इक -ika (es. पुत्रिक putrika "figliolo" da पुत्र putra "figlio" da पुत्र् putr "augurare di avere un figlio"); ॰इन् -in (es. करिन् karin "dotato di mano" da कर kara "mano" da कृ kṛ "fare"); ॰ई -ī (es. देवी devī "dea" da देव deva "dio" da दिव् div "cielo"); ॰ईय -īya (es. पार्वतीय pārvatīya "montagnoso" da पर्वत parvata "montagna" da पर्वन् parvan "divisione"); ॰क -ka (es. अन्तक antaka "finale" da अन्त anta "fine" da अन्त् ant "fissare"); ॰ता -tā (es. देवता devatā "divinità" da देव deva "dio" da दिव् div "cielo"); ॰त्व -tva (es. अमृतत्व amṛtatva "immortalità" da अमृत amṛta "immortale" da अ-मृत a-mṛta "senza morte"); ॰मत् -mat; ॰य -ya; ॰वत् -vat; ॰विन् -vin: ॰तर -tara (comparat.); ॰तम -tama (superl.).
Esercizi lezione 15
Traduzione annotata dal sanscrito: La storia del principe Vīravara (prima parte) (Hitopadeśa, IV, 9). N. B. - Riguardo ai composti tatpuruṣa e karmadhāraya, vedi spiegazioni nella lezione seguente. अहं पुरा शूद्रकस्य राज्ञः क्रीडासरसि कर्पूरकेलिनाम्नो राजहंसस्य पुत्र्या कर्पूरमञ्जर्या सहानुरागवानभवम् ahaṃ purā śūdrakasya rājñaḥ krīḍāsarasi karpūrakelināmno rājahaṃsasya putryā karpūramañjaryā sahānurāgavānabhavam (aham purā śūdrakasya rājñaḥ krīḍāsarasi karpūrakelināmnaḥ rājahaṃsasya putryā karpūramañjaryā saha anurāgavān abhavam)
aham = nom. pron. pers. I.a pers. sing. "io". purā = avv. "una volta". śūdrakasya = gen. sing. di śūdraka, nome proprio. rājñaḥ = gen. sing. di rājan "re". krīḍāsarasi = loc. sing. di krīḍāsaras "laghetto di piacere" (tatpuruṣa: krīḍā "gioco" + saras "laghetto"). karpūrakelināmnaḥ = gen. sing. di karpūrakelināman "con il nome di Karpūrakeli" (bahuvrīhi formato dal tatpuruṣa karpūrakeli (karpūra "canfora" + keli "piacere", ma qui è un nome proprio) + nāman "nome"). rājahaṃsasya = gen. sing. di rājahaṃsa "guardia reale" (karmadhāraya: rājan "re" + haṃsa "guardia"). putryā = str. sing. di putrī "figlia". karpūramañjaryā = str. sing. di karpūramañjarī "mazzolino di fiori di canfora" (tatpuruṣa: karpūra "canfora" + mañjarī "mazzolino", qui nome proprio). sahānurāgavānabhavam = parola composta da saha (prep., "con") + anurāgavān (nom. sing. dell'agg. anurāgavat, composto da anurāga "affetto" + suffisso -vat) + abhavam (I.a pers. sing. imperf. di bhū "essere"). Trad. "Una volta io amoreggiavo con Karpūramañjarī, figlia della guardia reale Karpūrakeli, nel laghetto di piacere del re Śūdraka.".
तत्र वीरवरो नाम महाराजपुत्रः कुतश्चिद्देशादागत्य राजद्वारमुपगम्य प्रतीहारमुवाच tatra vīravaro nāma mahārājaputraḥ kutaściddeśādāgatya rājadvāramupagamya pratīhāramuvāca (tatra vīravaraḥ nāma mahārājaputraḥ kutaścit deśāt āgatya rājadvāram upagamya pratīhāram uvāca)
tatra = avv. "allora". vīravaraḥ = nom. sing. di vīravara, nome proprio. nāma = acc. avverbiale di nāman "nome", "di nome". mahārājaputraḥ = nom. sing. di mahārājaputra "figlio d'un gran re" (tatpuruṣa: mahārāja (karmadhāraya: mahat "grande" + rājan "re") + putra "figlio". kutaścit = avv. "da qualche parte" (avv. kutas "donde?" + suff. -cit che rende indefinito un pron. interrog.). deśāt = abl. sing. di deśa "regione". āgatya = gerundio di āgam "giungere". rājadvāram = acc. sing. di rājadvāra "porta (del palazzo) del re" (rājan "re" + dvāra o dvār "porta"). upagamya = gerundio di upa-gam "accostarsi". pratīhāram = acc. sing. di pratīhāra "guardiano" (prep. prati "contro" + hṛ "portare"). uvāca = III.a pers. perf. parasm. di vac "dire". Trad. "Allora, il figlio di un grande re, di nome Vīravara, giunto da qualche parte, avvicinatosi alla porta del palazzo reale, disse al guardiano:".
अहं तावद्वेतनार्थी राजपुत्रः राजदर्शनं कारय ahaṃ tāvadvetanārthī rājaputraḥ rājadarśanaṃ kāraya (aham tāvat vetanārthī rājaputraḥ rājadarśanam kāraya)
aham = nom. pron. pers. I.a pers. sing. "io". tāvat = avv. "dunque". vetanārthī = nom. sing. di vetanārthin "bisognoso di salario" (tatpuruṣa: vetana "salario" + arthin "bisognoso", da artha "bisogno" + suff. in). rājaputraḥ = nom. sing. di rājaputra "figlio di re" (tatpuruṣa: rājan "re" + putra "figlio"). rājadarśanam = acc. sing. di rājadarśana "vista, udienza del re" (tatpuruṣa: rājan "re" + darśana "vista", da dṛś "vedere"). kāraya = II.a pers. sing. imperat. di kṛ "fare, procurare". Trad. "Io, dunque, figlio di un re, sono bisognoso di salario; procurami l'udienza del re.".
Lezione 16
Formazione delle parole (parte seconda)
Le parole composte Sono frequentissime soprattutto nel sanscrito classico, dove si trovano anche composti lunghi e complessi; per esempio, Kālidāsa (poeta classico del IV sec.) per dire "la corda della cintura è simile ad una fila di uccelli loquaci per l'agitazione delle onde", scrive "onde-agitazione-loquaci-uccelli-file-cinturato". Distinguiamo la composizione verbale e la composizione nominale.
Composizione verbale Si realizza con l'unione di uno o più prefissi (al primo posto) con un verbo (al secondo posto), analogamente a molte altre lingue. I prefissi più comunemente usati come preverbi (e spesso anteposti anche a temi di sostantivi ed aggettivi) sono: अति- ati- "oltre": es. अतिक्रम् ati-kram "attraversare" (क्रम् kram = "camminare"). अधि- adhi- "sopra": es. अधिरुह् adhi-ruh "cavalcare" (रुह् ruh = "salire"). अनु- anu- "dietro": es. अनुकम्प् anu-kamp "provare compassione" (कम्प् kamp = "tremare"). अन्तर्- antar- "fra": es. अन्तरि antar-i "andare in mezzo" (इ i = "andare"). अप- apa- "via da": es. अपचर् apa-car "partire" (चर् car = "andare"). अपि- api- "contro": es. अपिधा api-dhā "chiudere" (धा dhā = "mettere"). अभि- abhi- "verso": es. अभिगॄ abhi-gṝ "rivolgersi" (गॄ gṝ = "chiamare"). अव- ava- "in giù": es. अवकाश् ava-kāś "essere visibile" (काश् kāś = "apparire"). आ- ā- "verso", "da": es. आकर्ण् ā-karṇ "ascoltare" (कर्ण् karṇ = "penetrare"). उद्-, उत्- ud-, ut- "in alto": es. उत्कुच् ut-kuc "aprirsi verso l'alto" (कुच् kuc = "curvare"). उप- upa- "presso, sotto": es. उपजन् upa-jan "nascere" (जन् jan = "arrivare"). नि- ni- "in basso": es. निक्षिप् ni-kṣip "gettare" (क्षिप् kṣip = "lanciare"). निस्- nis- "al di là, fuori": es. निस्हन् nis-han "abbattere" (हन् han = "battere"). परा- parā- "indietro, all'esterno": es. पराभू parā-bhū "soccombere" (भू bhū = "essere, trovarsi"). परि- pari- "intorno": es. परिखिद् pari-khid "sentirsi stanco" (खिद् khid = "tormentare"). प्र- pra- "in avanti": प्रकीर्त् pra-kīrt "annunciare" (कीर्त् kīrt = "nominare"). प्रति- prati- "verso, contro": प्रतिदा prati-dā "rendere" (दा dā = "dare"). वि- vi- "fuori da": विग्रह् vi-grah "separare" (ग्रह् grah = "prendere"). सम्- sam- "con": संस्कृ saṃ-skṛ "purificare" (कृ kṛ = "fare"). Un esempio con più prefissi: समुपविश् sam-upa-viś "entrare con, insieme" (विश् viś = "entrare").
Composizione nominale La composizione nominale interessa soprattutto nomi, aggettivi, participi, pronomi e numerali. Il composto può essere formato da diversi membri. Le regole principali per la formazione sono le seguenti: a) soltanto l'ultimo membro è declinabile; ad es. देव-दास deva-dāsa "servitore di un dio" ha il nom. देवदासः devadāsaḥ, il voc. देवदास devadāsa, l'acc. देवदासम् devadāsam, lo str. देवदासेन devadāsena ecc. b) per il primo membro si usa sempre il tema del maschile; ad es. पञ्चमी भार्या pañcamī bhāryā "quinta moglie" diviene पञ्चमभार्या pañcama-bhāryā; c) l'incontro dei membri è regolato dal sandhi esterno.
Si hanno i seguenti tipi di composti: copulativi o dvandva, āmreḍita, determinativi (tatpuruṣa e karmadhāraya), possessivi o bahuvrīhi, numerali o dvigu, avverbiali o avyayībhāva, formati con preverbi. Copulativi o dvandva Sono di solito formati da due o più nomi (di rado da aggettivi), come se fossero legati dalla congiunzione "e". Si declinano al plurale (es. पुत्रपौत्राः putra-pautrāḥ "figli e nipoti") o al duale (es. सुतभार्ये suta-bhārye "figlio e moglie") o al neutro sing. collettivo (es. सुखदुःखम् sukha-duḥkham "felicità e infelicità"). āmreḍita Sono formati dalla ripetizione di una stessa parola, con valore intensivo, iterativo o distributivo. Es. उपर्युपरि upary-upari "molto al di sopra"; वयंवयम् vayaṃ-vayam "proprio noi". Determinativi: tatpuruṣa e karmadhāraya Nei tatpuruṣa il primo membro determina il secondo e spesso equivale ad un genitivo. Es. अश्वकोविद aśva-kovida- (= अश्वानां कोविद aśvānāṃ kovida) "esperto di cavalli"; स्वर्गपतित svarga-patita- (= स्वर्गात्पतित svargāt-patita) "caduto dal cielo". Nei karmadhāraya il primo membro qualifica il secondo, facendo la funzione di attributo o apposizione. Es. महाराज mahā-rāja- "grande re"; नरव्याघ्र nara-vyāghra- "uomo simile alla tigre". Possessivi o bahuvrīhi Il composto bahuvrīhi si declina come un aggettivo e, come composizione e significato, si avvicina molto al karmadhāraya. Esprime una qualità attribuita al sostantivo col quale concorda. Può essere formato da aggettivo + sostantivo (es. अल्पविद्य alpa-vidya "di scarsa scienza"), sostantivo + sostantivo (es. गगनगति gagana-gati "col cammino nell'aria, volatile") o avverbio + sostantivo (es. उद्ग्रीव ud-grīva "col collo in su". Numerali o dvigu Hanno per primo membro un aggettivo numerale cardinale; es. पञ्चगव pañcagava "cinque vacche"; त्रिलोक tri-loka "trimundio. Avverbiali o avyayībhāva Hanno una parola indeclinabile al primo membro. Sono indeclinabili ed hanno forma neutra: es. प्रतिदिनम् prati-dinam "ogni giorno"; अनुगङ्गम् anu-gaṅgam "lungo il Gange". Formati con preverbi Sono moltissimi, formati con i prefissi visti sopra nella composizione verbale, uniti ad un tema di sostantivo o aggettivo: ad es. l'agg. अन्तरङ्ग antaraṅga "interiore, vicino" è formato dall'avverbio अन्तर् antar "dentro" + il sostantivo अङ्ग aṅga "parte, membro"; il sost. अभिधर्म abhidharma "metafisica" è formato dalla prep. अभि abhi "superiore a" + il sost. धर्म dharma "natura" ecc.
Esercizi lezione 16
Traduzione annotata dal sanscrito: L'inizio della storia di Nala (Mahābhārata, III, 50, 1-6).
बृहदश्व उवाच । आसीद् राजा नलॊ नाम वीरसेनसुतॊ बली । उपपन्नॊ गुणैर् इष्टै रूपवान् अश्वकॊविदः ।। ३-५०-१ ।। अतिष्ठन् मनुजेन्द्राणां मूर्ध्नि देवपतिर् यथा । उपर्य उपरि सर्वेषाम् आदित्य इव तेजसा ।। ३-५०-२ ।। ब्रह्मण्यो वेदविच् छूरॊ निषधेषु महीपतिः । अक्षप्रियः सत्यवादी महान् अक्षौहिणीपतिः ।। ३-५०-३ ।। ईप्सितॊ वरनारीणाम् उदारः संयतेन्द्रियः । रक्षिता धन्विनां श्रेष्ठः साक्षाद् इव मनुः स्वयम् ।। ३-५०-४ ।। तथैवासीद् विदर्भेषु भीमॊ भीमपराक्रमः । शूरः सर्वगुणैर् युक्तः प्रजाकामः स चाप्रजः ।। ३-५०-५ ।। स प्रजार्थे परं यत्नम् अकरोत् सुसमाहितः । तम् अभ्यगच्छद् ब्रह्मर्षिर् दमनॊ नाम भारत ।। ३-५०-६ ।।
III, 50, 1 बृहदश्व उवाच bṛhadaśva uvāca
आसीद राजा नलॊ नाम वीरसेनसुतॊ बली āsīd rājā nalo nāma vīrasenasuto balī
āsīd = āsīt III p. s. imperf. di as "essere". vīrasenasuto = vīrasena + sutaḥ "figlio" (tatpuruṣa) balī = nom. s. m. dell'agg. balin.
उपपन्नॊ गुणैर इष्टै रूपवान अश्वकॊविदः upapanno guṇair iṣṭai rūpavān aśvakovidaḥ
upapanno = upapannaḥ. guṇair = guṇaiḥ str. pl. di guṇa. iṣṭai = iṣṭaiḥ str. pl. dell'agg. iṣṭa. rūpavān = nom. s. m. dell'agg. rūpavat (rūpa "bellezza" + affisso vat "che possiede") aśvakovidaḥ = aśva "cavallo" + kovidaḥ "esperto" (tatpuruṣa) III, 50, 2 अतिष्ठन् मनुजेन्द्राणां मूर्ध्नि देवपतिर यथा atiṣṭhan manujendrāṇāṃ mūrdhni devapatir yathā
atiṣṭhan = atiṣṭhat III p. s. imperf. di sthā. manujendrāṇāṃ = gen. pl. di manujendra (manu "uomo" + indra "il dio Indra", tatpuruṣa). mūrdhni = loc. s. di mūrdhan. devapatir = devapatiḥ (tatpuruṣa: deva "dio" + pati "signore").
उपर्य उपरि सर्वेषाम् आदित्य इव तेजसा upary upari sarveṣām āditya iva tejasā
upary upari = upari upari "molto al di sopra" (dalla prep. upa) + gen. (āmreḍita) iva = posposto. tejasā = str. s. di tejas.
III, 50, 3 ब्रह्मण्यो वेदविच् छूरॊ निषधेषु महीपतिः brahmaṇyo vedavic chūro niṣadheṣu mahīpatiḥ
brahmaṇyo = brahmaṇyaḥ. vedavic = veda + vit (da vid agg. "conoscitore") (tatpuruṣa). chūro = śūraḥ agg. mahīpatiḥ = mahī ("territorio") + pati ("signore") (tatpuruṣa).
अक्षप्रियः सत्यवादी महान् अक्षौहिणीपतिः akṣapriyaḥ satyavādī mahān akṣauhiṇīpatiḥ
akṣapriyaḥ = akṣa ("dado") + priya ("amante") (tatpuruṣa). satyavādī = satya ("verità") + vādin (da vad "dire") (tatpuruṣa). mahān = nom. dell'agg. mahat (da mah "rendere grande"). akṣauhiṇīpatiḥ = nom. del sost. akṣauhiṇīpati (akṣauhiṇī "esercito" + pati "signore" da pat "possedere") (tatpuruṣa).
III, 50, 4 ईप्सितॊ वरनारीणाम् उदारः संयतेन्द्रियः īpsito varanārīṇām udāraḥ saṃyatendriyaḥ
īpsito = īpsitaḥ nom. del part. pass. passivo īpsita (da īps "desiderare"). varanārīṇām = gen. pl. del s. f. vara ("migliore") + nārī ("donna") (karmadhāraya). saṃyatendriyaḥ = saṃyata (part. pass. di saṃyam (sam "con" + yam "tenere") + indriya s. neutro) (karmadhāraya).
रक्षिता धन्विनां श्रेष्ठः साक्षाद् इव मनुः स्वयम् rakṣitā dhanvināṃ śreṣṭhaḥ sākṣād iva manuḥ svayam
rakṣitā = nom. del s. rakṣitṛ (rakṣ "proteggere" + tṛ suff. dei nomi di agente). dhanvināṃ = gen. partitivo riferito al superl. śreṣṭha. śreṣṭha = agg. superl. da śṛī "gloria". sākṣād = sākṣāt avv. Manu = il saggio Manu, figlio di Brahmā e capostipite dell'umanità.
III, 50, 5 तथैवासीद् विदर्भेषु भीमॊ भीमपराक्रमः
tathaivāsīd = avv. tathaiva "nello stesso modo" (avv. tathā + prep. eva) + āsīt III p. sing. imperf. di as. vidarbheṣu = loc. di Vidarbha, odierno Berar, nell'India centrale. bhīmo = bhīmaḥ. bhīmaparākramaḥ = agg. bhīma (da bhī "terrificare") + parākramaḥ (da parākram "distinguersi", para "superiore" + kram "dominare") (bahuvrīhi).
शूरः सर्वगुणैर् युक्तः प्रजाकामः स चाप्रजः śūraḥ sarvaguṇair yuktaḥ prajākāmaḥ sa cāprajaḥ
sarvaguṇair = sarvaguṇaiḥ (agg. sarva "tutto" + s. str. pl. guṇaiḥ "qualità") (bahuvrīhi). prajākāmaḥ = prajā "discendenza" + kāmaḥ "desiderio" (da kam "desiderare") (tatpuruṣa). cāprajaḥ = ca "e" + āprajaḥ "senza discendenza" (a privativo + prajā "discendenza", avyayībhāva).
III, 50, 6 स प्रजार्थे परं यत्नम् अकरोत्
सुसमाहितः
prajārthe = prajā + ārthe (bahuvrīhi). akarot = III p. s. imperf. di kṛ "fare". susamāhitaḥ = su "molto" + samāhitaḥ "assorbito" (bahuvrīhi). तम् अभ्यगच्छद् ब्रह्मर्षिर् दमनॊ नाम भारत tam abhyagacchad brahmarṣir damano nāma bhārata
tam = acc. di tad, III pers. sing. del pron. pers. masch. abhyagacchad = abhyagacchat III p. s. imperf. di abhigam (abhi "verso" + gam "andare"). brahmarṣir = brahmarṣiḥ (un saggio della casta brahmanica) (brahman + ṛṣi "saggio", tatpuruṣa). damano = damanaḥ.
Soluzione Bṛhadaśva disse: C'era un re di nome Nala, figlio di Virasena, potente, dotato di qualità scelte, bello, esperto di cavalli, III, 50, 1 stava alla testa dei re, come il signore degli dèi, molto al di sopra di tutti, come il sole, nella gloria. III, 50, 2 Era dedito al benessere dei Brāhmaṇa, esperto conoscitore dei Veda, ardito, sovrano a Niṣadha, appassionato di dadi, sincero, potente, capo di un esercito, III, 50, 3 desiderato dalle migliori donne, nobile, di passioni controllate, protettore, il migliore degli arcieri, come Manu stesso in persona. III, 50, 4 E come lui c'era nel Vidarbha Bhīma, terribile ed eroico, coraggioso, munito di tutte le qualità, virtuoso e desideroso di figli; III, 50, 5 molto preso riguardo alla discendenza, fece l'estremo sforzo. Lo incontrò un brahmarshi di nome Damana, o Bhāratide. III, 50, 6
Lezione 17
I pronomi personali La declinazione di tutti i pronomi è particolare, diversa da quella dei sostantivi; in particolare è notevole il cambiamento dei temi, che variano con i casi, i generi ed i numeri.
Prima persona (io, noi due, noi); temi: mad- e asmad-. Le forme tra parentesi sono enclitiche, cioè atone posposte ad un'altra parola.
Seconda persona (tu, voi due, voi); temi: tvad- e yuṣmad-. Le forme tra parentesi sono enclitiche.
Come pronome personale di III.a persona si usa il pronome dimostrativo तद् tad.
L'ottativo Fa parte del sistema del presente. Ha diversi valori: esortativo (es. "canta!"), augurale (es. "possa tu essere felice"), dubitativo (es. "potrebbe farcela?"), potenziale (es. "potrebbe anche farcela"), proibitivo (es. "non faccia le cose illecite"). E' usato anche nel periodo ipotetico. Ha desinenze diverse per la coniugazione tematica (classi I, IV, VI, X) e l'atematica (classi II, III, V, VII, VIII, IX).
Coniugazione tematica Desinenze parasmaipada
Desinenze ātmanepada
Es. verbo भृ bhṛ (bharati) "portare" (I.a cl.), tema del pres. bhar-a. Coniugazione parasmaipada
Coniugazione ātmanepada:
Coniugazione atematica Desinenze parasmaipada
Desinenze ātmanepada
Es. verbo द्विष् dviṣ (dveṣṭi) "odiare" (II.a classe), tema del pres. dviṣ/dveṣ. Coniugazione parasmaipada
Coniugazione ātmanepada:
Esercizi lezione 17
Tradurre dal sanscrito १ लभेत सिकतासु तैलमपि यत्नतः पीडयन् labheta sikatāsu tailamapi yatnataḥ pīḍayan । २ जेतारं कार्तिकेयस्य विजयेय jetāraṃ kārtikeyasya vijayeya । ३ मनसिजतरुः कुर्यान्मां फलस्य रसज्ञ्ं manasijataruḥ kuryānmāṃ phalasya rasajñaṃ । ४ भोजनं लभेय bhojanaṃ labheya । ५ धनं रक्षेत dhanaṃ rakṣeta । ६ त्वं ग्रामं गच्छेः tvaṃ grāmaṃ gaccheḥ । ७ स्तुतिर् इह आसीत stutir iha āsīta । ८ गुरुः बालमापयेत् guruḥ bālamāpayet । ९ वेदं पठेयम् उत तर्कं पठेयम् vedaṃ paṭheyam uta tarkaṃ paṭheyam । १० भोजनं लभेय bhojanaṃ labheya। ११ किम् अहं त्वम् अश्नुवीय kim ahaṃ tvām aśnuvīya। १२ कदा चिद् सः क्रमेत् kadā cid saḥ kramet । १३ तेन मुक्तः बाणः हन्यात् न वा हन्यात् tena muktaḥ bāṇaḥ hanyāt, na vā hanyāt । १४ तत् पुस्तकं तत्र न तिष्ठेत् tat pustakam tatra na tiṣṭhet । १५ अथवा नृशंसो हन्याद् एनाम् athavā nṛśaṃso hanyād enām । १६ सा आख्यानं कथयेत् sā ākhyānaṃ kathayet । १७ शयीत śayīta ।।
Soluzione 1) Chi la tormenta diligentemente, può anche ottenere olio nella sabbia. 2) Potrei conquistare il conquistatore di Kārtikeya. 3) L'albero dell'amore faccia (in modo che io gusti) il sapore del frutto. 4) Possa io ottenere il cibo. 5) Bisogna difendere i beni. 6) Dovresti andare al villaggio. 7) La lode sia qui. 8) Il maestro incontri il ragazzo. 9) Devo leggere i Veda o devo leggere la logica? 10) Potrei ottenere il cibo? 11) Ti raggiungerò? 12) Una volta potrebbe camminare. 13) Un dardo lanciato da lui può uccidere o non può uccidere. 14) Questo libro non deve stare là. 15) Piuttosto può accadere che il crudele la uccida. 16) Lei potrebbe raccontare la favola. 17) Ha il diritto di dormire.
Dalla Bhagavadgītā II, 45 त्रैगुण्यविषया
वेदा
निस्त्रैगुण्यो
भवार्जुन | traiguṇyaviṣayā vedā nistraiguṇyo
bhavārjuna (traiguṇyaviṣayāḥ vedāḥ
nistraiguṇyaḥ bhava arjuna
traiguṇyaviṣayāḥ nom. masch. pl. del composto tatpuruṣa di traiguṇya + viṣayāḥ, dove traiguṇya è a sua volta un composto dvigu: trai "tre" + guṇya = guṇa ("elemento" + suffisso -ya ("relativo a"); il tutto significa "àmbito di tre elementi". vedāḥ (nom. masch. pl.) i libri "Veda". Trad. "I Veda hanno per oggetto i tre elementi.", cioè gli elementi costituenti della prakṛti (la materia), che sono: sattva ("bontà"), rajas ("passione") e tamas ("tenebra").
nistraiguṇyaḥ nom. masch. sing. del composto nis ("senza") + trai + guṇya = "senza i tre elementi". bhava = imperat. II.a pers. sing. di bhū "essere". arjuna = voc. sing. "O Arjuna". Trad. "O Arjuna, sii senza i tre elementi,", cioè "liberati dal mondo della materia".
nirdvandvaḥ = nis ("senza") + dvandvaḥ ("dualità"). nityasattvasthaḥ = nitya (avv. "sempre") + sattva ("purezza") + sthaḥ (agg. usato come suffisso, "che sta"). Trad. "fuori dalla dualità, permani nella purezza,"; per dualità si intendono le coppie degli opposti.
niryogakṣemaḥ = nir (prefisso, "senza") + yoga ("possesso") + kṣemaḥ ("conservazione"). ātmavān = ātma ("il Sé") + vān (nom. masch. sing. di vat "possessore"), cioè "padrone del tuo Sé". Trad. "senza possedere e conservare, padrone del tuo Sé.".
Lezione 18
I pronomi e aggettivi dimostrativi (parte prima) Sono: तद् tad "questo" (significa anche "egli"), इदम् idam "questo", अदस् adas "quello".
Declinazione di तद् tad "questo". Singolare
Il nom. masch. स sa prende -ḥ solo quando si trova in pausa. Duale
Plurale
एतद् etad "questo" si declina nello stesso modo, cioè एषः एषा एतत् eṣaḥ eṣā etat. Declinazione di इदम् idam "questo". Singolare
Duale
Plurale
L'imperativo Fa parte del sistema del presente. Oltre al comando, può esprimere esortazione, consiglio, preghiera, domanda, benedizione; desiderio e augurio come l'ottativo. Usato nella prima persona, esprime iniziativa, abilità, necessità ("posso fare?, devo fare?"). Le desinenze tra parentesi appartengono alla coniugazione atematica.
Desinenze parasmaipada
Desinenze ātmanepada
Es. di coniugazione tematica: verbo भृ bhṛ (bharati) "portare" (I.a cl.), tema del presente bhar-a. Coniugazione parasmaipada
Coniugazione ātmanepada:
Es. di coniugazione atematica: verbo द्विष् dviṣ (dveṣṭi) "odiare" (II.a classe), tema del presente dviṣ/dveṣ. Coniugazione parasmaipada
Coniugazione ātmanepada:
Esercizi lezione 18
Tradurre dal sanscrito १ श्रूयताम् śrūyatām । २ दिव्यावेत्य् अब्रवीद् भ्राता divyāvety abravīd bhrātā । ३ अहं करवाणि ahaṃ karavāṇi । ४ चिरं जीव ciraṃ jīva । ५ शिवास् ते पन्थानः सन्तु śivās te panthānaḥ santu । ६ किम् अधुना करवाम kim adhunā karavāma । ७ मा वद mā vada । ८ परित्रायस्व नः paritrāyasva naḥ । ९ कूर्मम् उपनय kūrmam upanaya । १० मित्र वर्णं लिख mitra varṇaṃ likha । ११ शत्रुभिः सह युध्यस्व śatrubhiḥ saha yudhyasva । १२ भर्तारं सेवेथाम् bhartāraṃ sevethām । १३ सत्त्वं जयतु sattvaṃ jayatu । १४ डिम्ब जननीम् आह्वय ḍimba jananīm āhvaya ।।
Soluzione 1) Si ascolti. 2) "Giochiamo (noi due)", diceva il fratello. 3) Lo farò. 4) Vivi (che tu possa vivere) a lungo. 5) Queste strade ti siano favorevoli. 6) Che cosa facciamo ora (che cosa dobbiamo fare)? 7) Non parlare. 8) Proteggici. 9) Porta la tartaruga. 10) Amico, scrivi la lettera. 11) Combatti con i nemici. 12) Voi due onorate il marito. 13) Egli conquisti la virtù. 14) O ragazzo, chiama (tua) madre.
Dalla Bhagavadgītā II, 46 यावानर्थ उदपाने सर्वतः संप्लुतोदके |
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Caso |
Masch. |
Femm. |
Neutro |
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Nom. |
asau असौ |
asau असौ |
adaḥ अदः |
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Acc. |
amum अमुम् |
amūm अमूम् |
adaḥ अदः |
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Str. |
amunā अमुना |
amuyā अमुया |
amunā अमुना |
|
Dat. |
amuṣmai अमुष्मै |
amuṣyai अमुष्यै |
amuṣmai अमुष्मै |
|
Abl. |
amuṣmāt अमुष्मात् |
amuṣyāḥ अमुष्याः |
amuṣmāt अमुष्मात् |
|
Gen. |
amuṣya अमुष्य |
amuṣyāḥ अमुष्याः |
amuṣya अमुष्य |
|
Loc. |
amuṣmin अमुष्मिन् |
amuṣyām अमुष्याम् |
amuṣmin अमुष्मिन् |
Duale
|
Caso |
Masch. |
Femm. |
Neutro |
|
Nom. Acc. |
amū अमू |
amū अमू |
amū अमू |
|
Str. Dat. Abl. |
amūbhyām अमूभ्याम् |
amūbhyām अमूभ्याम् |
amūbhyām अमूभ्याम् |
|
Gen. Loc. |
amuyoḥ अमुयोः |
amuyoḥ अमुयोः |
amuyoḥ अमुयोः |
Plurale
|
Caso |
Masch. |
Femm. |
Neutro |
|
Nom. |
amī अमी |
amūḥ अमूः |
amūni अमूनि |
|
Acc. |
amūn अमून् |
amūḥ अमूः |
amūni अमूनि |
|
Str. |
amībhiḥ अमीभिः |
amūbhiḥ अमूभिः |
amībhiḥ अमीभिः |
|
Dat. |
amībhyaḥ अमीभ्यः |
amūbhyaḥ अमूभ्यः |
amībhyaḥ अमीभ्यः |
|
Abl. |
amībhyaḥ अमीभ्यः |
amūbhyaḥ अमूभ्यः |
amībhyaḥ अमीभ्यः |
|
Gen. |
amīṣām अमीषाम् |
amūsām अमूसाम् |
amīṣām अमीषाम् |
|
Loc. |
amīṣu अमीषु |
amūṣu अमूषु |
amīṣu अमीषु |
Esercizi lezione 19
Traduzione annotata dal sanscrito: La storia del principe Vīravara (seconda parte)
(Hitopadeśa, IV, 9).
ततस्तेनासौ राजदर्शनं कारितो ब्रूते
tatastenāsau rājadarśanaṃ kārito brūte
(tatas tena asau rājadarśanam kārita brūte)
tatas = avv. "allora".
tena = strum. sing. del pron. dim. tad "egli".
asau = nom. sing. masch. del pron. dim. adas "quello".
rājadarśanam = acc. sing. di rājadarśana "vista, udienza del re" (tatpuruṣa: rājan "re" + darśana "vista", da dṛś "vedere").
kārita = nom. sing. masch. del partic. pass. di kār "far fare" (causat. di kṛ "fare").
brūte = III.a pers. sing. pres. ind. ātmanep. di brū "dire".
Trad. "Allora, dopo che la guardia lo fece introdurre all'udienza del re, così parlò:".
देव यदि मया सेवकेन प्रयोजनमस्ति तदास्मद्वर्तनं क्रियताम्
deva yadi mayā sevakena prayojanamasti tadāsmadvartanaṃ kriyatām
(deva yadi mayā sevakena prayojanam asti tad asmadvartanam kriyatām)
deva = voc. sing. di deva "signore".
yadi = cong. "se".
mayā = str. sing. del pron. pers. aham "io".
sevakena = str. sing. di sevaka "servo".
prayojanam = nom. sing. di prayojana "bisogno".
asti = III.a pers. pres. ind. di as "essere".
tad = acc. del pron. dimo. tad, usato avverbialm. "allora".
asmadvartanam = nom. sing. di asmadvartana "servizio di noi" (tatpuruṣa: tema plur. del pron. pers. di I.a pers. + vartana "servizio").
kriyatām = III.a pers. sing. dell'imperat. pass. di kṛ "fare".
Trad. "Signore, se hai bisogno di me come servo, allora sia fissato il mio servizio.".
शूद्रक उवाच किं ते वर्तनम्
śūdraka uvāca kiṃ te vartanam
(śūdrakaḥ uvāca kim te vartanam)
śūdrakaḥ = nom. sing. di śūdraka, nome proprio.
uvāca = III.a pers. perf. parasm. di vac "dire".
kim = nom. sing. neutro del pron. interrog. kaḥ "quale?".
te = gen. sing. del pron. pers. di II.a pers. "tu".
vartanam = nom. sing. di vartana "servizio".
Trad. " Śūdraka disse: "Quale è il tuo salario?".
वीरवरो ब्रूते प्रत्यहं सुवर्णपञ्चशतानि देहि
vīravaro brūte pratyahaṃ suvarṇapañcaśatāni dehi
(vīravaraḥ brūte pratyaham suvarṇapañcaśatāni dehi)
vīravaraḥ = nom. sing. di vīravara, nome proprio.
brūte = III.a pers. sing. pres. ind. ātmanep. di brū "dire".
pratyaham = avverb. "ogni giorno" (prati prefisso distributivo + ahan "giorno").
suvarṇapañcaśatāni = acc. pl. di suvarṇapañcaśata "cinquecento monete d'oro" (tatpuruṣa formato dal karmadhāraya suvarṇa "aureo" (avv. su "bene" + varṇa "colore") + il dvigu pañcaśata "cinquecento" (numerale pañca "cinque" + numerale śata "cento")).
dehi = II.a pers. imperat. parasm. di dā "dare".
Trad. "Vīravara rispose: - Dammi cinquecento monete d'oro al giorno.".
Dalla Bhagavadgītā
II, 47
karmaṇyevādhikāraste = karmaṇi (acc. pl. neutro di karman "azione") + eva (indecl. " solo") + adhikāras ( nom. sing. di adhikāra "attività") + te (gen. sing. di tvad "tu").
mā = avv. "non".
phaleṣu = loc. pl. di phala "frutto".
kadācana = ind. kadā "mai" + cana "non".
Trad. "La tua attività sia solo nelle azioni, mai nei frutti,".
mā = avv. "non".
karmaphalaheturbhūḥ = composto dal composto tatpuruṣa karma (karman "azione") + phala ("frutto"), + hetur (nom. sing. di hetu "motivo"), cioè "spinto dall'aspettativa delle azioni", + bhūḥ (agg. da bhū "essere", "essendo").
mā = avv. "non".
te = (gen. sing. di tvad "tu").
saṅgaḥ = nom. sing. di saṅga "attaccamento".
astvakarmaṇi = astu (III.a pers. sing. imperat. di as "essere") + akarmaṇi (loc. sing. di akarman "inattività").
Trad. "non essere spinto dall'aspettativa delle azioni, il tuo attaccamento non sia nell'inazione."
Lezione 20
Altri pronomi
Il pronome-aggettivo relativo
य् ya "che, il quale".
Si declina come तद् tad, sostituendo y a t. Il nominativo sing. masch. conserva sempre -ḥ.
Quindi al nom. sing. si hanno:
यः, या, यत् yaḥ, yā, yat.
Il pronome-aggettivo interrogativo
क ka "chi? che cosa? quale?". Si declina come तद् tad, sostituendo k a t. Il nom. sing. neutro è किम् kim.
Al nom. sing. si hanno dunque: कः, का, किम् kaḥ, kā, kim.
Il pronome-aggettivo indefinito
L'italiano "qualcuno, qualcosa" ha in sanscrito tre forme che si ottengono aggiungendo i suffissi -चन, -चित्, -अपि -cana, -cit e -api alle forme del pronome interrogativo. Per cui si hanno (masch., femm. e neutro per ogni forma):
कश्चन, काचन, किंचन kaścana, kācana, kiṃcana;
कश्चित्, काचित्, किंचित् kaścit, kācit, kiṃcit;
कोऽपि, कापि, किमपि ko'pi, kāpi, kimapi.
In sostanza, per la declinazione, si parte da tad, si sostituisce t con k e si aggiungono i prefissi.
I pronomi-aggettivi correlativi
I più usati sono:
यावत्... तावत् yāvat... tāvat "quanto, quanto grande... tanto, tanto grande"; यादृश्... तादृश् yādṛś... tādṛś "quale... tale"; यति... तति yati... tati "quanti... tanti".
I numerali
Cardinali
La loro declinazione è particolare per ognuno.
१ एक eka 1, २ द्वि dvi 2, ३ त्रि tri 3, ४ चतुर् catur 4, ५ पञ्च pañca 5, ६ षष् ṣaṣ 6, ७ सप्त sapta 7, ८ अष्ट aṣṭa 8, ९ नव nava 9, १० दश daśa 10, ११ एकादश ekādaśa 11, १२ द्वादश dvādaśa 12, १३ त्रयोदश trayodaśa 13, १४ चतुर्दश caturdaśa 14, १५ पञ्चदश pañcadaśa 15, १६ षोडश ṣoḍaśa 16, १७ सप्तदश saptadaśa 17, १८ अष्टादश aṣṭādaśa 18, १९ नवदश navadaśa 19, २० विंशति viṃśati 20, २१ एकविंशति ekaviṃśati 21, ३० त्रिंशत् triṃśat 30, ४० चत्वारिंशत् catvariṃśat 40, ५० पञ्चशत् pañcaśat 50, ६० षष्टि ṣaṣṭi 60, ७० सप्तति saptati 70, ८० अशीति aśīti 80, ९० नवति navati 90, १०० शत śata 100, २०० द्वे शते dve śate 200, ३०० त्रीनि शतानि trīni śatāni 300, १००० सहस्र sahasra 1000
Ordinali
1° प्रथम prathama, 2° द्वितीय dvitīya, 3° तृतीय tṛtīya, 4° चतुर्थ caturtha, 5° पञ्चम pañcama, 6° षष्ठ ṣaṣṭha, 7° सप्तम saptama, 8° अष्टम aṣṭama, 9° नवम navama, 10° दशम daśama, 11° एकादश ekādaśa, 12° द्वादश dvādaśa, 13° त्रयोदश trayodaśa, 20° विंश viṃśa, 30° त्रिंश triṃśa, 40° चत्वारिंश catvāriṃśa, 50° पञ्चाश pañcāśa, 60° षष्टितम ṣaṣṭitama, 70° सप्ततितम saptatitama, 80° अशीतितम aśītitama, 90° नवतितम navatitama, 100° शततम śatatama, 1000° सहस्रतम sahasratama
Avverbi numerali
सकृत् sakṛt "una sola volta", द्विः dviḥ "due volte", त्रिः triḥ "tre volte", चतुः catuḥ "quattro volte", पन्चकृत्वः pancakṛtvaḥ "cinque volte", षट्कृत्वः ṣaṭkṛtvaḥ "sei volte" ecc.
Esercizi lezione 20
Traduzione annotata dal sanscrito: La storia del principe Vīravara (terza parte) (Hitopadeśa, IV, 9).
राजाह का ते सामग्री
rājāha kā te sāmagrī
(rājā āha kā te sāmagrī)
rājā = nom. sing. di rājan "re".
āha = III.a pers. sing. perf. parasm. di ah "dire".
kā = nom. sing. femm. del pron. interrog. kaḥ "quale?".
te = gen. sing. del pron. pers. di II.a pers. "tu".
sāmagrī = nom. sing. femm. di sāmagrī "mezzi".
Trad. "Il re disse: "Di quali mezzi disponi?".
वीरवरो ब्रूते द्वौ बाहू तृतीयश्च खड्गः
vīravaro brūte dvau bāhū tṛtīyaśca khaḍgaḥ
(vīravaraḥ brūte dvau bāhū tṛtīyaḥ ca khaḍgaḥ)
vīravaraḥ = nom. sing. di vīravara, nome proprio.
brūte = III.a pers. sing. pres. ind. ātmanep. di brū "dire".
dvau = nom. masch. duale del numer. dva "due".
bāhū = nom. duale di bāhu "braccio".
tṛtīyaḥ = nom. sing. masch. dell'ordin. tṛtīya "terzo".
ca = cong. "e" posposta.
khaḍgaḥ = nom. sing. di khaḍga "spada".
Trad. "Vīravara rispose: - Due braccia e, per terza cosa, la spada."
राजाह नैतच्छक्यम् तच्छ्रुत्वा वीरवरश्चलितः
rājāha naitacchakyam tacchrutvā vīravaraścalitaḥ
(rājā āha na etac śakyam tac śrutvā vīravaraḥ calitaḥ)
rājā = nom. sing. di rājan "re".
āha = III.a pers. sing. perf. parasm. di ah "dire".
na = avv. "non".
etac = nom. sing. neutro del pron. dimostr. etad "questo".
śakyam = gerundivo nom. sing. neutro di śak "potere", "possibile".
tac = acc. sing. neutro del pron. dimostr. tad "questo".
śrutvā = gerundio di śru "ascoltare".
vīravaraḥ = nom. sing. di vīravara, nome proprio.
calitaḥ = nom. sing. masch. del part. passato causativo di cal "andare via".
Trad. "Il re disse: - Non è possibile -. Vīravara, sentito ciò, se ne andò."
अथ मन्त्रिभिरुक्तम् देव दिनचतुष्टयस्य वर्तनं दत्त्वा ज्ञायतामस्य स्वरूपं किमुपयुक्तोऽयमेतावद्वर्तनं गृह्णात्यनुपयुक्तो वेति
atha mantribhiruktam deva dinacatuṣṭayasya vartanaṃ dattvā jñāyatāmasya svarūpaṃ kimupayukto'yametāvadvartanaṃ gṛhṇātyanupayukto veti
(atha mantribhiḥ uktam deva dinacatuṣṭayasya vartanam dattvā jñāyatām asya svarūpam kim upayuktaḥ ayam etāvat vartanam gṛhṇāti anupayuktaḥ vā iti)
atha = avv. "allora".
mantribhiḥ = str. pl. di mantrin "ministro".
uktam = nom. sing. neutro del part. pass. passivo di vac "parlare", "si disse".
deva = voc. sing. di deva "signore".
dinacatuṣṭayasya = gen. sing. di dinacatuṣṭaya "quaterna di giorni" (tatpuruṣa: dina "giorno" + catuṣṭaya "quaterna").
vartanam = acc. sing. di vartana "servizio, paga".
dattvā = gerundio di dā "dare".
jñāyatām = III.a pers. sing. imperat. pass. di jñā "conoscere".
asya = gen. del pron. dimostr. ayam "questo".
svarūpam = nom. sing. di svarūpa "natura, proprietà, capacità".
kim = acc. sing. neutro del pron. interrog. ka "quale?".
upayuktaḥ = nom. sing. masch. del part. pass. passivo di upa-yuj "impiegare".
ayam = nom. sing. masch. del pron. dimostr. idam "questo".
etāvat = acc. sing. neutro del pron. dimostr. etāvat "così grande".
vartanam = acc. sing. neutro di vartana "servizio, paga".
gṛhṇāti = III.a pers. pres. ind. parasm. di grah "afferrare, prendere".
anupayuktaḥ = nom. sing. masch. dell'agg. anupayukta "non adatto", composto dal prefisso negat. an- "non" + upayukta (part. pass. passivo di upa-yuj "impiegare").
vā = cong. enclit. "o".
iti = avv. "così" (posta alla fine di un discorso diretto).
Trad. "Allora i ministri dissero: - Signore, datagli la paga di quattro giorni, si conosce la sua capacità, se è degno o no di prendere una paga così grande."
Dalla Bhagavadgītā
II, 48
yogasthaḥ kuru karmāṇi saṅgaṃ
tyaktvā dhanañjaya
siddhyasiddhyoḥ samo bhūtvā
samatvaṃ yoga ucyate
(yogasthaḥ kuru karmāṇi saṅgam
tyaktvā dhanañjaya
siddhyasiddhyoḥ samaḥ
bhūtvā samatvam yogaḥ ucyate)
yogasthaḥ = nom. masch. sing. del composto upapada yoga + sthaḥ (agg. usato come suffisso, "che sta").
kuru = II.a pers. sing. imperat. di kṛ "fare".
karmāṇi = acc. pl. neutro di karman "azione".
saṅgam = acc. sing. masch. "attaccamento".
tyaktvā = gerundio di tyaj "abbandonare".
dhanañjaya = voc. sing. del composto tatpuruṣa di dhanam ("ricchezza") + jaya ("conquistatore"), da ji "conquistare", riferito ad Arjuna.
Trad. "Saldo nello yoga, compi le azioni, avendo abbandonato l'attaccamento, o conquistatore di ricchezze,".
siddhyasiddhyoḥ = loc. femm. duale del composto dvandva di siddhi ("successo") + asiddhi ("insuccesso").
samaḥ = agg. nom. masch. sing. "uguale".
bhūtvā = ger. di bhū "essere".
samatvam = nom. sing. neutro di samatva "uniformità".
ucyate = III.a pers. sing. pres. ind. pass. di vac "dire".
Trad. "essendo diventato uguale nel successo e nell'insuccesso. Lo stato di equilibrio è detto yoga.".
Lezione 21
Il sistema del futuro
E' uno dei quattro sistemi temporali, gli altri tre sono il presente, l'aoristo ed il perfetto. Può esprimere anche volontà, intenzione, promessa o proibizione, se negativo.
Ha tre modi: l'indicativo, il condizionale ed il participio.
Il futuro indicativo
Detto anche futuro semplice, si forma:
radice guṇata + -sya- (a volte -ṣya- o -iṣya-) + desinenze del presente
Esempi: radice कृ kṛ "fare" > radice guṇata कर् kar- > futuro parasm. करिष्यति kar-iṣya-ti; futuro ātman. करिष्यते kar-iṣy-ate; radice भू bhū "essere" > radice guṇata भव् bhav- > futuro parasm. भविष्यति bhav-iṣya-ti; radice दा dā "dare" > radice guṇata दा dā- > futuro parasm. दास्यति dāsya-ti; futuro ātman. दास्यते dāsy-ate.
Esempio di coniugazione: verbo दा dā "dare"
parasmaipada
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|
singolare |
duale |
plurale |
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1.a p. |
dāsyāmi दास्यामि |
dāsyāvaḥ दास्यावः |
dāsyāmaḥ दास्यामः |
|
2.a p. |
dāsyasi दास्यसि |
dāsyathaḥ दास्यथः |
dāsyatha दास्यथ |
|
3.a p. |
dāsyati दास्यति |
dāsyataḥ दास्यतः |
dāsyanti दास्यन्ति |
ātmanepada
|
|
singolare |
duale |
plurale |
|
1.a p. |
dāsye दास्ये |
dāsyāvahe दास्यावहे |
dāsyāmahe दास्यामहे |
|
2.a p. |
dāsyase दास्यसे |
dāsyethe दास्येथे |
dāsyadhve दास्यध्वे |
|
3.a p. |
dāsyate दास्यते |
dāsyete दास्येते |
dāsyante दास्यन्ते |
Il futuro condizionale
Si forma:
aumento a + tema del futuro + desinenze dell'imperfetto.
Es. verbo दा dā "dare": अदास्यम् a-dāsya-m "darei"; verbo भू bhū "essere": अभविष्यम् a-bhaviṣya-m "sarei".
Esiste anche un futuro perifrastico, che si forma in questo
modo: nom. masch. sing. di un nome d'agente in -tṛ guṇato + verbo
अस् as "essere".
Es. dal verbo दा dā "dare" si ha दाता dātā + asmi (as) = dātāsmi "io darò".
Il participio futuro
E' trattato nella lezione 26.
Esercizi lezione 21
Tradurre dal sanscrito
१ श्वो वीरसेनः शूरो भविष्यति śvo vīrasenaḥ śūro bhaviṣyati । २ किं पाशेन करिष्यति kiṃ pāśena kariṣyati । ३ यद्येव करिष्यथ साकं देवैर् प्रिया भविष्यथ yadyeva kariṣyatha sākaṃ devair priyā bhaviṣyatha । ४ दन्तास् ते पतिष्यन्ति dantās te patiṣyanti । ५ न मरिष्यसि भव साधुः na mariṣyasi bhava sādhuḥ । ६ क्व यास्यसि kva yāsyasi । ७ यदि माम् प्रत्याख्यास्यसि विषम् पास्यति yadi mām pratyākhyāsyasi viṣam pāsyati । ८ अद्य स्वप्स्यन्ति adya svapsyanti । ९ तया सह रामो गमिष्यति tayā saha rāmo gamiṣyati । १० उपालप्स्ये एनं स्वः upālapsye enaṃ svaḥ । ११ बाणो जननीं शंसिष्यति bāṇo jananīṃ śaṃsiṣyati । १२ मुनिर् देवं वन्त्स्यते munir devaṃ vantsyate । १३ नन्देन कन्या गृहं गमिष्यति nandena kanyā gṛhaṃ gamiṣyati । १४ चिन्ता चित्तं नरेभ्यो दास्यति cintā cittaṃ narebhyo dāsyati । १५ वायुना तरवः कम्पिष्यन्ते vāyunā taravaḥ kampiṣyante ।।
Soluzione
1) Domani Vīrasena sarà coraggioso. 2) Che cosa farà con la corda? 3) Se farete così, allora sarete cari agli dèi. 4) I tuoi denti cadranno. 5) Non morirai, sii buono. 6) Dove andrai? 7) Se mi respingerai, berrò il veleno. 8) Adesso dovrebbero dormire. 9) Rāma andrà con lei. 10) Lo riprenderò domani. 11) Bāṇa loderà la madre. 12) L'asceta onorerà il dio. 13) Con gioia la ragazza andrà a casa. 14) La preoccupazione darà pensiero agli uomini. 15) Gli alberi saranno agitati dal vento.
Dalla Bhagavadgītā
II, 49
dūreṇa hyavaraṃ karma buddhiyogāddhanañjaya
buddhau śaraṇamanviccha kṛpaṇāḥ
phalahetavaḥ
(dūreṇa hy avaram karma buddhiyogāt dhanañjaya
buddhau śaraṇam anuiccha kṛpaṇāḥ
phalahetavaḥ)
dūreṇa = indecl. "lontano".
hy = indecl. "invero".
avaram = agg. nom. neutro sing. "inferiore"
karma = nom. neutro sing. di karman "azione".
buddhiyogāt = abl. masch. sing. del composto tatpuruṣa di buddhi ("intelletto") + yoga ("equilibrio").
dhanañjaya = voc. sing. del composto tatpuruṣa di dhanam ("ricchezza") + jaya ("conquistatore"), da ji "conquistare", riferito ad Arjuna.
Trad. "Lontana, invero, dall'equilibrio dell'intelletto è l'azione inferiore, o conquistatore di ricchezze.".
buddhau = loc. sing. di buddhi ("intelletto").
śaraṇam = acc. sing. di śaraṇa "rifugio".
anuiccha = II. pers. sing. imperat. di anu-iṣ "cercare".
kṛpaṇāḥ = agg. nom. pl. di kṛpaṇa "miserabile".
phalahetavaḥ = nom. pl. del composto bahuvrīhi di phala "frutto" + hetavaḥ "causa".
Trad. "Cerca rifugio nell'intelletto; miserevoli quelli le cui motivazioni sono i guadagni."
Lezione 22
Il sistema dell'aoristo
L'aoristo è un tempo storico, più usato nel vedico che nel sanscrito classico.
Esprime un tempo non ancora completamente passato; lo si può tradurre col passato prossimo, con l'imperfetto o col passato remoto, a seconda del contesto.
Si differenzia in tre tipi: 1) aoristo radicale, 2) aoristo tematico, 3) aoristo sigmatico.
Aoristo radicale
Nel sanscrito classico è proprio di pochi verbi in -ā e di bhū. Esiste solo nella forma parasmaipada. Si forma:
aumento a- + radice verbale + desinenze secondarie.
Aoristo di भू bhū "essere": अभूवम् abhūvam.
Es. verbo दा dā "dare", parasm.
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singolare |
duale |
plurale |
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1.a p. |
adām अदाम् |
adāva अदाव |
adāma अदाम |
|
2.a p. |
adāḥ अदाः |
adātam अदातम् |
adāta अदात |
|
3.a p. |
adāt अदात् |
adātām अदाताम् |
aduḥ अदुः |
Aoristo tematico
E' posseduto da un centinaio di verbi. Esiste quasi solo nella forma parasmaipada. Si forma:
aumento a- + radice verbale + vocale tematica -a- + desinenze secondarie.
Alcuni esempi: da सिच् sic "versare" si ha असिचम् asicam, da गम् gam "andare" si ha अगमम् agamam, da क्रुध् krudh "irarsi" si ha अक्रुधम् akrudham.
Es. verbo सद् sad "sedere", parasm.
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singolare |
duale |
plurale |
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1.a p. |
asadam असदम् |
asadāva असदाव |
asadāma असदाम |
|
2.a p. |
asadaḥ असदः |
asadatam असदतम् |
asadata असदत |
|
3.a p. |
asadat असदत् |
asadatām असदताम् |
asadan असदन् |
Esiste anche un aoristo tematico con raddoppiamento della radice, che quindi si forma:
aumento a- + radice verbale raddoppiata + vocale tematica -a- + desinenze secondarie.
Ad es. da बुध् budh "illuminare" si ha अबूबुधम् abūbudham, da
दृश् dṛś "vedere" si ha अदीदृशम् adīdṛśam, da मुच् muc "liberare" si ha अमूमुचम् amūmucam ecc.
Aoristo sigmatico
Si forma:
aumento a- + radice verbale variamente trattata + suffisso + desinenze secondarie.
Esistono quattro suffissi: -s-, -iṣ-, -siṣ-, sa.
Esempi: da नी nī "condurre" si ha अनैषम् anaiṣam, da लू lū "tagliare" si ha अलाविषम् alāviṣam, da या yā "andare" si ha अयासिषम् ayāsiṣam, da दिश् diś "mostrare" si ha अदिक्षम् adikṣam ecc.
Esercizi lezione 22
१ ह्यस् नगरेऽभूवम् hyas nagare 'bhūvam । २ वृक्षः फलान्यदात् vṛkṣaḥ phalānyadāt । ३ जलं पराशरिणेऽसिचम् jalaṃ parāśariṇe'sicam । ४ तया सह ग्रामं प्रत्यगमः tayā saha grāmaṃ pratyagamaḥ । ५ मम मित्रो भृशमक्रुधत् mama mitro bhṛśamakrudhat । ६ अस्माकं बलानबूबुधाम asmākaṃ balānabūbudhāma । ७ भ्रातरि महान्तं नन्दमदीदृशम् bhrātari mahāntaṃ nandamadīdṛśam । ८ पञ्जराद् विहगममूमुचत pañjarād vihagamamūmucata । ९ अस्माकं मार्गमल्पं तस्य कूर्ममनैषत् asmākaṃ mārgamalpaṃ tasya kūrmamanaiṣat । १० गोपेन सह शोभनमश्मानमलाविषः gopena saha śobhanamaśmānamalāviṣaḥ । ११ प्रजास्तेषां महीपतिमयासिषन् prajāsteṣāṃ mahīpatimayāsiṣan । १२ गृहे जेतुर् धनसंपन्नानि दानान्यदीदृशाम gṛhe jetur dhanasaṃpannāni dānānyadīdṛśāma । १३ काकाभ्यां साधुं शण्डमदुः kākābhyāṃ sādhuṃ śaṇḍamaduḥ । १४ देशाद् बहिस् युष्माकं पुत्राननैषत deśād bahis yuṣmākaṃ putrānanaiṣata । १५ सिकतां सर्पोऽगमत् sikatāṃ sarpo'gamat ।।
Soluzione
1) Ieri sono stato in città. 2) L'albero ha dato i frutti. 3) Versai l'acqua al mendicante. 4) Andasti con lei verso il villaggio. 5) Il mio amico si irò molto. 6) Istruimmo i nostri ragazzi. 7) Vidi una grande gioia nel fratello. 8) Avete liberato l'uccello dalla gabbia. 9) Condusse la sua piccola tartaruga alla nostra strada. 10) Hai tagliato la bella pietra con il pastore. 11) I sudditi andarono dal loro sovrano. 12) Nella casa vedemmo i ricchi doni del conquistatore. 13) Diedero il buon formaggio ai due corvi. 14) Conduceste i vostri figli fuori dalla regione. 15) Il serpente andò sulla sabbia.
Dalla Bhagavadgītā
II, 50
buddhiyukto jahātīha ubhe sukṛtaduṣkṛte
tasmādyogāya yujyasva yogaḥ
karmasu kauśalam
(buddhiyuktaḥ jahāti iha ubhe sukṛtaduṣkṛte
tasmāt yogāya yujyasva yogaḥ
karmasu kauśalam)
buddhiyuktaḥ = nom. sing. masch. del composto tatpuruṣa buddhi ("intelletto") + yuktaḥ (part. pass. passivo nom. sing. masch. di yuj "unire") "unito nell'intelletto".
jahāti = III.a pers. sing. pres. ind. att. di hā "abbandonare".
iha = avv. "qui".
ubhe = acc. duale neutro dell'agg. ubha "entrambi".
sukṛtaduṣkṛte = composto karmadhāraya di sukṛta (su + kṛta "ben fatto", part. pass. passivo neutro di kṛ "fare") + duṣkṛte (pref. dus "cattivo" + kṛte come sopra), cioè "azioni buone e azioni cattive".
Trad. "Chi è unito all'intelletto, abbandona sia il bene sia il male.".
tasmāt = abl. sing. neutro di tad pron. dim. "da ciò".
yogāya = dat. sing. di yoga.
yujyasva = II.a pers. sing. imperat. di yuj "unire".
Trad. "Perciò, applicati allo yoga."
yogaḥ = nom. sing.
karmasu = loc. pl. di karman "azione".
kauśalam = nom. sin. neutro "abilità".
Trad. "Lo yoga è abilità nelle azioni."
Lezione 23
Il sistema del perfetto
Corrisponde al passato remoto e all'imperfetto italiano. Espone fatti che sono all'esterno dell'esperienza di chi parla, per questo è molto poco usato in prima e seconda persona. Si forma in due modi.
Il perfetto raddoppiato
Ha forme forti nelle tre persone singolari dell'attivo, e forme deboli in tutte le altre.
Si forma:
tema raddoppiato + radice guṇata nelle forme forti, in grado base nelle deboli + desinenze.
Le desinenze sono:
parasmaipada
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singolare |
duale |
plurale |
|
1.a persona |
-a |
-va |
-ma |
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2.a persona |
-tha |
-athuḥ |
-a |
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3.a persona |
-a |
-atuḥ |
-uḥ |
ātmanepada
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singolare |
duale |
plurale |
|
1.a persona |
-e |
-vahe |
-mahe |
|
2.a persona |
-ṣe |
-āthe |
-dhve |
|
3.a persona |
-e |
-āte |
-ire |
Es. verbo कृ kṛ "fare":
parasmaipada
|
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singolare |
duale |
plurale |
|
1.a p. |
cakara चकर |
cakṛva चकृव |
cakṛma चकृम |
|
2.a p. |
cakartha चकर्थ |
cakrathuḥ चक्रथुः |
cakra चक्र |
|
3.a p. |
cakāra चकार |
cakratuḥ चक्रतुः |
cakruḥ चक्रुः |
ātmanepada
|
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singolare |
duale |
plurale |
|
1.a p. |
cakre चक्रे |
cakṛvahe चकृवहे |
cakṛmahe चकृमहे |
|
2.a p. |
cakṛṣe चकृषे |
cakrāthe चक्राथे |
cakṛdhve चकृध्वे |
|
3.a p. |
cakre चक्रे |
cakrāte चक्राते |
cakrire चक्रिरे |
Il perfetto perifrastico
E' una forma alternativa al perfetto raddoppiato. Si forma:
radice + ām + perfetto attivo dei verbi kṛ, as, bhū o perf. medio di kṛ.
Ad es. per इक्ष् ikṣ "vedere" si ha: इक्षां चकर, आस, बभूव, चक्रे ikṣāṃ cakara, āsa, babhūva, cakre.
La forma più usata è quella con आस āsa.
Es. verbo आस् ās "sedere":
ātmanepada
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singolare |
duale |
plurale |
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1.a p. |
āsāṃ cakre आसां चक्रे |
āsāṃ cakṛvahe आसां चकृवहे |
āsāṃ cakṛmahe आसां चकृमहे |
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2.a p. |
āsāṃ cakṛṣe आसां चकृषे |
āsāṃ cakrāthe आसां चक्राथे |
āsāṃ cakṛdhve आसां चकृध्वे |
|
3.a p. |
āsāṃ cakre आसां चक्रे |
āsāṃ cakrāte आसां चक्राते |
āsāṃ cakrire आसां चक्रिरे |
Esercizi lezione 23
१ गजऊसतुर् वनान्तान् येषु सिंहो नृपाभवत् gajaūsatur vanāntān yeṣu siṃho nṛpābhavat । २ अश्वकोविदस्य गृहं जग्मुः aśvakovidasya gṛhaṃ jagmuḥ । ३ धन्वी बाणांस्तत्याज dhanvī bāṇāṃstatyāja । ४ साकं सूतो रथायाश्वौ ननाह sākaṃ sūto rathāyāśvau nanāḥa । ५ नगरस्य द्वारानि नचिरादिव वव्रुः nagarasya dvārāni nacirādiva vavruḥ । ६ चिराद् यत्नेन विना तत्त्वं बुबुधुः cirād yatnena vinā tattvaṃ bubudhuḥ । ७ पराक्रमेन तेजो जिगाय parākramena tejo jigāya । ८ शूरो विजयं प्रति दुद्राव śūro vijayaṃ prati dudrāva । ९ यत्नतः पुस्तकैर् बालान् बुबुधुः yatnataḥ pustakair bālān bubudhuḥ । १० क्व पिता माता च शिश्यिरे kva pitā mātā ca śiśyire । ११ कदा रूपवन्तं वर्णं लिलेख kadā rūpavantaṃ varṇaṃ lilekha । १२ ह्यस् सर्वं पुस्तकं पपाठ hyas sarvaṃ pustakaṃ papāṭha । १३ नर आदित्यमीक्षे मुमोह च nara ādityamīkṣe mumoha ca । १४ रक्षा महीपतिं ननाम rakṣā mahīpatiṃ nanāma । १५ एव भ्रातरं ससाह eva bhrātaraṃ sasāha ।।
Soluzione
1) I due elefanti abitavano i boschi nei quali il leone era re. 2) Andarono a casa dell'esperto di cavalli. 3) L'arciere abbandonava le frecce. 4) Allora il cocchiere congiunse i due cavalli al carro. 5) Chiusero subito le porte della città. 6) Infine conobbero la verità senza sforzo. 7) Con coraggio conquistò la gloria. 8) Corse coraggioso verso la vittoria. 9) Diligentemente istruirono i ragazzi con i libri. 10) Dove dormirono il padre e la madre? 11) Quando scrisse la bella lettera? 12) Ieri lesse tutto il libro. 13) L'uomo vide il sole e si stupì. 14) Il sorvegliante salutò il sovrano. 15) Sopportava solamente il fratello.
Dalla Bhagavadgītā
II, 51
karmajaṃ buddhiyuktā hi phalaṃ
tyaktvā manīṣiṇaḥ
janmabandhavinirmuktāḥ padaṃ
gacchantyanāmayam
(karmajam buddhiyuktāḥ hi phalam
tyaktvā manīṣiṇaḥ
janmabandhavinirmuktāḥ padam gacchanti
anāmayam)
karmajam = acc. sing. neutro del composto upapada di karma "azione" + jam (dal
verbo jan "produrre"), "prodotto dalle azioni".
buddhiyuktāḥ = nom. pl. masch. del composto tatpuruṣa di buddhi "intelletto" + yuktāḥ (part. pass. passivo nom. masch. pl. di yuj "unire").
hi = indecl. "invero".
phalam = acc. sing. neutro "frutto".
tyaktvā = gerundio di tyaj "rinunciare".
manīṣiṇaḥ = nom. masch. pl. dell'agg. manīṣiṇ "saggio".
Trad. "I saggi, uniti all'intelletto, avendo rinunciato al frutto prodotto dalle azioni,".
janmabandhavinirmuktāḥ = composto tatpuruṣa formato da janma "nascita" + bandha "legame", e da vinir (vi, pref. privativo + nis "senza") + muktāḥ (part. pass. passivo nom. masch. pl. di muc "liberare").
padam = acc. sing. neutro "situazione".
gacchanti = III.a pers. pl. pres. ind. di gam "arrivare".
anāmayam = agg. acc. sing. neutro (da an-āma "senza sofferenza").
Trad. "liberàti dai legami della nascita, arrivano allo stato privo di sofferenza.".
Lezione 24
Le coniugazioni derivate (parte prima)
Il passivo
Nei modi del presente (indicativo presente e imperfetto, ottativo, imperativo, participio) il passivo si forma:
radice a grado ridotto + suffisso -ya- + desinenze dell'ātmanepada
Esempi:
dal verbo युज् yuj "unire" al pres. si ha युज्यते yuj-ya-te "è unito";
dal verbo ज्ञा jñā "conoscere" al pres. si ha ज्ञायते jñā-ya-te "è conosciuto";
dal verbo द्विष् dviṣ "odiare" si hanno: al pres. द्विष्यते dviṣ-ya-te, all'imperf. अद्विष्यत a-dviṣ-ya-ta, all'ottat. द्विष्येत dviṣ-y-eta, all'imperat. द्विष्यताम् dviṣ-ya-tām.
Alcune radici si modificano davanti a -ya-: ad es. -i ed -u si allungano (जि ji "vincere" fa जीयते jī-ya-te, श्रु śru "sentire" fa श्रूयते śrū-ya-te ecc.); -ā passa ad -ī (गा gā "cantare" diventa गीयते gī-ya-te ecc.); ṛ può diventare -ri- oppure -ar-; ṝ può passare a -ir oppure ad -ūr ecc.
Nel futuro, aoristo e perfetto la forma passiva è espressa con l'ātmanepada.
Il causativo
Il causativo indica che un'azione si fa compiere: ad es. il causativo del verbo विद् vid "sapere" significa "far sapere", quindi "annunciare".
Per i modi del presente e dell'imperfetto si forma:
radice guṇata + -aya- + desinenze
Esempi: विद् vid "sapere" caus. वेदयति ved-aya-ti "far sapere, annunciare"; भू bhū "essere" caus. भावयति bhāv-aya-ti "far essere, produrre"; पत् pat "cadere" caus. पातयति pāt-aya-ti "far cadere" ecc.
Esercizi lezione 24
१ योगी मित्रेण त्यजिष्यते yogī mitreṇa tyajiṣyate । २ शूराः साधुभिर् अश्रोषत śūrāḥ sādhubhir aśroṣata । ३ शरदि वनान्तो ददाहे śaradi vanānto vavre । ४ पाशो रथाय युज्यते pāśo rathāya yujyate । ५ नरोऽलं ज्ञायते naro'laṃ jñāyate । ६ क्षत्रियः शत्रुणाद्विष्यत kṣatriyaḥ śatruṇādviṣyata । ७ विपत्तिः सत्त्वेन जीयते vipattiḥ sattvena jīyate । ८ गजः सर्वैरश्रूयत gajaḥ sarvairaśrūyata । ९ मनसिजः कविना गीयते manasijaḥ kavinā gīyate । १० ह्यस् मित्रो रथेनानीयत hyas mitro rathenānīyata । ११ अश्वो बालेन ग्रामं निन्ये aśvo bālena grāmaṃ ninye । १२ भोजनं स्त्रिया नगरं नीयते bhojanaṃ striyā nagaraṃ nīyate । १३ स साधूनि वेदयति sa sādhūni vedayati । १४ वृक्षात् काकं पातयति vṛkṣāt kākaṃ pātayati । १५ पुत्रं काव्यमध्यापयति putraṃ kāvyamadhyāpayati । १६ पण्डितः सर्वदा वेदयति गुणम् paṇḍitaḥ sarvadā vedayati guṇam । १७ पराक्रमो नरं न स्थापयति parākramo naraṃ na sthāpayati । १८ शत्रुः शत्रुं मारयति śatruḥ śatruṃ mārayati ।।
Soluzione
1) L'asceta sarà abbandonato dall'amico. 2) I coraggiosi furono ascoltati dai buoni. 3) In autunno il bosco fu chiuso. 4) La corda è unita al carro. 5) L'uomo è conosciuto abbastanza. 6) Il guerriero era odiato dal nemico. 7) La sventura è vinta dalla virtù. 8) L'elefante era sentito da tutti. 9) L'amore è cantato dal poeta. 10) Ieri l'amico era portato dal carro. 11) Il cavallo fu condotto al villaggio dal ragazzo. 12) Il cibo è portato in città dalla donna. 13) Egli fa sapere cose buone. 14) Fa cadere il corvo dall'albero. 15) Fa studiare la poesia al figlio. 16) Il saggio induce sempre a conoscere la virtù. 17) Il coraggio non induce a stare (= ferma) l'uomo. 18) Il nemico spinge a morire (= uccide) il nemico.
Dalla Bhagavadgītā
yadā te mohakalilaṃ buddhirvyatitariṣyati
tadā gantāsi nirvedaṃ
śrotavyasya śrutasya ca
(yadā te mohakalilam buddhiḥ vyatitariṣyati
tadā gantāsi nirvedam śrotavyasya
śrutasya ca)
yadā = indecl. correl. "quando".
te = gen. sing. di tvad "tu".
mohakalilam = acc. sing. del composto tatpuruṣa di moha "smarrimento" + kalilam "fango".
buddhiḥ = nom. sing. "intelletto".
vyatitariṣyati = III.a pers. sing. fut. di vi-ati-tṛ "attraversare".
Trad. "Quando il tuo intelletto avrà attraversato il fango dello smarrimento,".
tadā = indecl. correl. "allora".
gantāsi = II.a pers. sing. fut. di gam "andare".
nirvedam = acc. sing. "disprezzo" (nis + veda).
śrotavyasya = gen. masch. sing. del gerundivo di śru "ascoltare, sentire".
śrutasya = gen. sing. del part. pass. passivo di śru "ascoltare, sentire".
ca = cong. "e".
Trad. "allora arriverai al disprezzo rispetto a ciò che hai da udire e a ciò che hai udito.".
II, 53
śrutivipratipannā te yadā
sthāsyati niścalā
samādhāvacalā buddhistadā yogamavāpsyasi
(śrutivipratipannā te yadā
sthāsyati niścalā
samādhāu acalā buddhiḥ
tadā yogam avāpsyasi)
śrutivipratipannā = composto tatpuruṣa di śruti (da śru "udire", "ciò che è stato
udito", cioè i Veda) + vi-prati-pannā (part. pass. passivo nom. femm. sing. di vipratipad "essere confuso, scosso").
te = gen. sing. di tvad "tu".
yadā = indecl. correl. "quando".
sthāsyati = III.a pers. sing. fut. di sthā "stare".
niścalā = agg. nom. femm. sing. (nis-calā "non-mobile, immobile").
samādhāu = loc. sing. di samādhi "meditazione, concentrazione dello yoga".
acalā = agg. nom. femm. sing. (a-calā "non-mobile, immobile, fermo").
buddhiḥ = nom. femm. sing. di buddhi ("intelletto").
Trad. "Quando il tuo intelletto, scosso dai testi vedici, starà immobile, fermo nella concentrazione dello yoga,".
tadā = indecl. correl. "allora".
yogam = acc. sing. "unione".
avāpsyasi = II.a pers. sing. fut. di ava-āp "ottenere, raggiungere".
Trad. "allora raggiungerai lo yoga.".
Lezione 25
Le coniugazioni derivate (parte seconda)
Il desiderativo
Il desiderativo esprime il desiderio di compiere l'azione: ad es. il desiderativo del verbo पा pā "bere" significa "desiderare di bere".
Si forma:
radice raddoppiata + -sa- + desinenze
La sillaba raddoppiata ha come vocale -i- (-u- se la radice contiene già una -u-).
Esempi: पा pā "bere" desid. pi-pā-sa-ti "desidera bere"; तुद् tud "stimolare" desid. तुतुत्सति tu-tut-sa-ti "desidera stimolare"; श्रु śru "sentire" desid. शुश्रूषति śu-śrū-ṣa-ti "desidera sentire"; दा dā "dare" desid. दित्सति di-t-sa-ti "desidera dare" ecc.
L'intensivo (o frequentativo)
L'intensivo indica che l'azione è compiuta o che è ripetuta. Nel primo caso si rende in italiano con le espressioni "fortemente", "forte", nel secondo caso con "ripetutamente", "abitualmente", "continuare a", "solere" ecc.
Si forma:
raddoppiamento forzato della radice + -ya- + desinenze ātman.
Il raddoppiamento è ottenuto con una vocale lunga o un dittongo, oppure con l'intera radice.
Esempi: पच् pac "cuocere" intens. पापच्यते pā-pac-ya-te "cuoce ripetutamente"; रू rū "gridare" intens. रोरूयते ro-rū-ya-te "grida con forza"; भू bhū "essere" intens. बोभूयते bobhūyate "continua ad essere".
Il denominativo
Il significato del denominativo è "essere come, fare, desiderare".
Si forma:
tema nominale (in parte modificato) + suffisso -ya-
Esempi: da अमित्र amitra "nemico" si ha अमित्रयति amitrayati "si comporta da nemico"; da पुत्र putra "figlio" si ha पुत्रायति putrāyati "si comporta come un figlio"; da कृष्ण kṛṣṇa "nero" si ha कृष्णायति kṛṣṇāyati "diventa nero".
Esercizi lezione 25
१ स्त्री जलं पिपासति strī jalaṃ pipāsati । २ मातानुरञ्जनेन पुत्रं तुतुत्सति mātānurañjanena putraṃ tututsati । ३ कविः पण्डितस्य गीतं शुश्रूषति kaviḥ paṇḍitasya gītaṃ śuśrūṣati । ४ भ्राता मित्राय रूपवन्तं मृगं दित्सति bhrātā mitrāya rūpavantaṃ mṛgaṃ ditsati । ५ स्त्री अग्निना भोजनं पापच्यते strī agninā bhojanaṃ pāpacyate । ६ शूरो रोरूयते śūro rorūyate । ७ क्षत्रियश्चित्र नृशंस च बोभूयते kṣatriyaścitra nṛśaṃsa ca bobhūyate । ८ भर्ता सर्वैः सहामित्रयति bhartā sarvaiḥ sahāmitrayati । ९ साधुर् बालः पुत्रायति sādhur bālaḥ putrāyati । १० देश आदित्यं विना कृष्णायति deśa ādityaṃ vinā kṛṣṇāyati । ११ रामः सर्वाञ् जनान् निनीषति rāmaḥ sarvāñ janān ninīṣati । १२ नरः साधूनि फलानि बुभूर्षति naraḥ sādhūni phalāni bubhūrṣati । १३ गर्दभो न दरिद्राति gardabho na daridrāti । १४ तपस्यन्ति tapasyanti । १५ अमित्रयसि amitrayasi ।।
Soluzione
1) La donna desidera bere l'acqua. 2) La madre desidera stimolare il figlio con affetto. 3) Il poeta desidera sentire il canto del saggio. 4) Il fratello desidera dare un bel cervo all'amico. 5) La donna cuoce ripetutamente il cibo con il fuoco. 6) Il coraggioso grida con forza. 7) Il guerriero continua ad essere eccellente e crudele. 8) Il marito si comporta da nemico con tutti. 9) Il buon ragazzo si comporta come un figlio. 10) La regione diventa nera senza il sole. 11) Rāma vuol guidare tutte le persone. 12) L'uomo desidera portare i buoni frutti. 13) L'asino non corre forte. 14) Praticano la devozione. 15) Ti comporti come un nemico.
Dalla Bhagavadgītā
II, 54
arjuna uvāca
sthitaprajñasya kā bhāṣā
samādhisthasya keśava
sthitadhīḥ kiṃ prabhāṣeta
kimāsīta vrajeta kim
(arjunaḥ uvāca
sthitaprajñasya kā bhāṣā
samādhisthasya keśava
sthitadhīḥ kim prabhāṣeta
kim āsīta vrajeta kim)
arjunaḥ = nom. sing. del sost. masch. arjuna.
uvāca = III.a pers. sing. perf. att. di vac "dire".
sthitaprajñasya = composto bahuvrīhi di sthita (part. pass. passivo di sthā "stare fermo") + prajñasya (gen. sing. di prajñā "mente"), cioè "di un uomo la cui mente è stabile".
kā = nom. sing. femm. del pron. interr. "quale?".
bhāṣā = nom. sing. femm. "descrizione, segno".
samādhisthasya = composto bahuvrīhi (basato su di un upapada) di samādhi ("contemplazione") + sthasya (dal verbo sthā "stare, stare immobile"), cioè "di chi sta nella contemplazione".
keśava = voc. sing. appellativo di Kṛṣṇa ("dai lunghi capelli", da keśa "capello, capigliatura").
Trad. "Arjuna disse: - Qual è il segno di un uomo dalla mente stabile, assorbito nella contemplazione, o Kṛṣṇa?".
sthitadhīḥ = composto bahuvrīhi di sthita (part. pass. passivo di sthā "stare fermo") + dhīḥ (nom. sing. di dhī "mente"), cioè "un uomo dalla mente stabile".
kim = pron. interr. neutro "che cosa?"; usato avverbialm. "come?".
prabhāṣeta = III.a pers. sing. ottat. medio di pra-bhāṣ "dire".
kim = pron. interr. neutro "che cosa?"; usato avverbialm. "come?".
āsīta = III.a pers. sing. ottat. medio di ās "sedere".
vrajeta = III.a pers. sing. ottat. medio di vraj "camminare".
kim = pron. interr. neutro "che cosa?"; usato avverbialm. "come?".
Trad. "Che cosa dice un uomo dalla mente stabile, come si siede, come cammina?".
II, 55
śrībhagavānuvāca
prajahāti yadā kāmānsarvānpārtha
manogatān
ātmanyevātmanā tuṣṭaḥ
sthitaprajñastadocyate
(śrī bhagavān uvāca
prajahāti yadā kāmān
sarvān pārtha manogatān
ātmani eva ātmanā tuṣṭaḥ
sthitaprajñaḥ tadā ucyate)
śrī = nom. sing. femm. "gloria", come apposiz. "eccellente, santo ecc.".
bhagavān = nom. sing. dell'agg. bhagavat "beato".
uvāca = III.a pers. sing. perf. att. di vac "dire".
prajahāti = III.a pers. sing. pres. ind. di pra-hā "abbandonare".
yadā = indecl. correl. "quando".
kāmān = acc. pl. di kāma "desiderio".
sarvān = agg. acc. pl. masch. "tutto".
pārtha = voc. patronim. "figlio di Pṛthā"
manogatān = composto tatpuruṣa di manas "mente" + part. pass. masch. acc. pl. di gam "andare", cioè "andati nella mente".
ātmani = loc. sing. di ātma ("il Sé").
eva = indecl. "solo".
ātmanā = str. sing. di ātma ("il Sé").
tuṣṭaḥ = part. pass. passivo nom. sing. masch. di tuṣ "essere soddisfatto".
Trad. "Il beato disse: - Quando uno abbandona tutti i desideri entrati nella mente, o figlio di Pṛthā, soddisfatto solo in sé di sé,".
sthitaprajñaḥ = nom. sing. masch. del composto bahuvrīhi di sthita (part. pass. passivo masch. di sthā "stare") + prajñaḥ ("intelletto"), cioè "uomo dall'intelletto stabile".
tadā = indecl. correl. "allora".
ucyate = III.a pers. sing. pres. ind. passivo di vac "dire".
Trad. "allora è detto stabile di mente".
Lezione 26
Le forme nominali
I participi
Il participio presente
Fa parte del sistema del presente. Per ottenere il suo tema, si può partire dalla terza persona plurale del presente indicativo:
- nella forma parasmaipada si sostituisce la desinenza -nti o -ti con il suffisso -(n)t, ad esempio da गच्छन्ति gaccha-nti (गम् gam) si ha गच्छत् gaccha-t, da सन्ति sa-nti (स sa) si ha सत् sat, da नृत्यन्ति nṛtya-nti (नृत् nṛt) si ha नृत्यत् nṛtyat ecc.
Il maschile si declina quasi sempre come भरत् bharat (cfr. Appendice III), il femm. come भरन्ती bharantī, il neutro come भरत् bharat.
- Nella forma ātmanepada si sostituisce la desinenza -nte o -te con il suffisso -māna nella coniugazione tematica, e il suffisso -āna in quella atematica, ad esempio da जायन्ते jāya-nte (जन् jan) si ha जायमान jāyamāna, da चिन्वते cinva-te (चि ci) si ha चिन्वान cinvāna ecc.
Seguendo i sostantivi: il maschile si declina come नर nara, il femminile come कन्या kanyā ed il neutro come वन vana.
Il participio futuro
Si forma analogamente al participio presente: per la forma parasmaipada, partendo dalla terza persona plurale del futuro semplice, si sostituisce la desinenza -nti o -ti con il suffisso -(n)t, ad es. verbo दा dā: दास्यन्ति dāsya-nti > दास्यत् dāsya-t; per l'ātmanepada, si sostituisce la desinenza -nte o -te con il suffisso -māna nella coniugazione tematica, e il suffisso -āna in quella atematica, ad es. verbo दा dā: दास्यन्ते dāsya-nte > दास्यमान dāsya-māna.
Il participio perfetto
E' usato spesso in sostituzione delle forme verbali di modo finito.
La forma attiva si costruisce:
radice debole + -ta- oppure -ita- oppure -na - + -vat -
Si declina come भरत् bharat.
Esempio: dal verbo चिन्त् cint "pensare" si ha चिन्तितवत् cint-ita-vat "che pensò"; da गम् gam "andare" si ha गतवत् gatavat "andato".
La forma passiva, usata anche come aggettivo, si costruisce:
radice debole + -ta- oppure -ita- oppure -na -
Al femminile, -ta- diventa -tā-, -ita- diventa -itā-, -na- diventa -nā-.
Esempi: dal verbo कृ kṛ "fare" si ha कृत kṛta "fatto"; da दृश् dṛś "vedere" si ha दृष्ट dṛṣṭa "visto; da इष् iṣ "desiderare" si ha इष्ट iṣṭa "desiderato"; da तुद् tud "spingere" si ha तुन्न tunna "spinto".
Il gerundio (o participio indeclinabile o assolutivo)
Il gerundio, di uso molto frequente, è indeclinabile. Si può rendere in italiano o con un gerundio o con una proposizione temporale.
Nei verbi semplici si forma:
radice debole + -tvā (-itvā)
Esempi: नी nī "condurre" ger. नीत्वा nītvā "avendo condotto"; गम् gam "andare" ger. गत्वा gatvā "essendo andato"; दृश् dṛś "vedere" ger. दृष्ट्वा dṛṣṭvā "avendo visto"; सेव् sev "servire" ger. सेवित्वा sevitvā.
Nei verbi composti si ha:
radice debole + -ya (-tya)
Esempi: प्रदा pra-dā "offrire" ger. प्रदाय pra-dāya "avendo offerto"; आगम् ā-gam "venire" ger. आगम्य ā-gamya "essendo venuto".
Il gerundivo (o participio futuro passivo)
Esprime un'azione che deve essere fatta. Si può usare come verbo, aggettivo o sostantivo.
Si può formare con quattro suffissi diversi:
radice guṇata oppure vṛddhata + -ya-, -tavya-, -itavya-, - anīya-
Esempi: da कृ kṛ "fare" si hanno कर्तव्य kartavya, करणीय karaṇīya, कार्य kārya, कृत्य kṛtya "da farsi, da essere fatto"; da भू bhū "essere" si hanno भवितव्य bhavitavya, भाव्य bhāvya, भव्य bhavya "ciò che deve essere"; da जि ji "vincere" si hanno जेतव्य jetavya, जेय jeya, जय्य jayya "da vincersi".
L'infinito
Ha due usi: a) serve per indicare lo scopo di un'azione o per completare il significato di un sostantivo o di un aggettivo. In italiano si può tradurre con "per" + infinito. Assomiglia quindi al supino latino; b) è usato come oggetto di un verbo: es. "desidera eseguire".
Si forma:
radice guṇata + -tum (-itum)
ed è indeclinabile.
Esempi: कृ kṛ "fare" inf. कर्तुम् kartum; भू bhū "essere" inf.
भवितुम् bhavitum; पत् pat "cadere" inf. पतितुम् patitum; दृश् dṛś
"vedere" inf. द्रष्टुम् draṣṭum.
Esercizi lezione 26
१ नरो वनं गच्छन् सिंहमाप्नोति naro vanaṃ gacchan siṃhamāpnoti । २ सा भगवद् भवंशिन्ता न विन्दति sā bhagavad bhavaṃśintā na vindati । ३ देशाद् बहिस् वसन् बली न भवति deśād bahis vasan balī na bhavati । ४ नगरे जायमानः शिवः प्रभाति nagare jāyamānaḥ śivaḥ prabhāti । ५ सेविष्यमाणा स्त्री तत्रास्ति seviṣyamāṇā strī tatrāsti । ६ पराशरी भविष्यत् फलं खादिष्यति parāśarī bhaviṣyat phalaṃ khādiṣyati । ७ श्रेष्ठानि चिन्तितवत् śreṣṭhāni cintitavān । ८ योगी पर्वतं गतवान् yogī parvataṃ gatavān । ९ पुस्तकं बालेन पठित pustakaṃ bālena paṭhita । १० जलं भृत्वा जगाम jalaṃ bhṛtvā jagāma । ११ तदुक्त्वा समुद्रं चकर्ष taduktvā samudraṃ cakarṣa । १२ त्वया कर्तव्यम् tvayā kartavyam । १३ आख्यानं नरेण कथ्यम् ākhyānaṃ nareṇa kathyam । १४ त्वां नन्तुमागच्छति tvāṃ nantumāgacchati । १५ श्रोतुमिच्छामि śrotumicchāmi ।।
Soluzione
1) Andando nella foresta, l'uomo incontra il leone. 2) Ella, essendo felice, non conosce le preoccupazioni. 3) Abitando fuori della regione, non è potente. 4) Nascendo in città, sembra fortunato. 5) La donna, che servirà (= starà servendo), è là. 6) Il mendicante mangerà il frutto, che sarà buono. 7) Pensò le cose migliori. 8) L'asceta andò sul monte. 9) Il libro fu letto dal ragazzo. 10) Portata l'acqua, se ne andò. 11) Detto questo, disegnò il mare. 12) Lo devi fare (= da te si deve fare). 13) L'uomo deve raccontare la favola (= la favola si deve raccontare dall'uomo). 14) Arriva per salutarti. 15) Voglio sentire.
Dalla Bhagavadgītā
II, 56
duḥkheṣu = loc. pl. di duḥkha "sofferenza".
anudvignamanāḥ = nom. sing. masch. composto bahuvrīhi di an-ud-vigna (part. pass. passivo di anudvij "non essere agitato") + manāḥ (nom. sing. di manas "mente"), cioè "uno con la mente non agitata".
sukheṣu = loc. pl. di sukha "piacere".
vigataspṛhaḥ = nom. sing. masch. composto bahuvrīhi di vigata (part. pass. passivo di vi-gam "andare fuori, essere libero") + spṛhaḥ (nom. sing. di spṛhā "desiderio"), cioè "libero dal desiderio".
Trad. "Chi ha la mente imperturbata nelle sofferenze ed è libero dai desideri nei piaceri".
vītarāgabhayakrodhaḥ = nom. sing. masch. composto bahuvrīhi di vīta (part. pass. passivo di vi-i "muoversi") + composto dvandva rāgabhayakrodhaḥ (formato da rāga "attaccamento, passione" + bhaya "paura" + krodhaḥ "rabbia"), cioè "privo di passioni, paure ed ira".
sthitadhīḥ = nom. sing. masch. composto bahuvrīhi di sthita (part. pass. passivo di sthā "stare fermo") + dhīḥ (nom. di dhī "mente"), cioè "dalla mente stabile".
muniḥ = nom. sing. di muni "saggio".
ucyate = III.a pers. sing. pres. ind. passivo di vac "dire".
Trad. "ed è privo di passioni, paure ed ira, è detto saggio dalla mente salda.".
Lezione 27
Gli assolutivi
Sono: il gerundio (già visto sopra), il locativo assoluto, il genitivo assoluto e lo strumentale assoluto. Sono analoghi al genitivo assoluto greco e all'ablativo assoluto latino.
Il locativo assoluto
E' una costruzione formata da:
un sostantivo, un agg. o un pron. in loc. + un participio concordato
Il suo soggetto è diverso da quello della proposizione da cui dipende. Si può tradurre con una proposizione temporale, causale, concessiva, condizionale o con un gerundio.
Es. मयि स्थिते त्वं चिन्तां मा कुरु mayi sthite tvaṃ cintāṃ mā kuru
मयि mayi = loc. di अहम् aham "io"; स्थिते sthite = loc. del part. pass. di स्था sthā "essere presente"; त्वम् tvam = nom. di त्वद् tvad "tu"; चिन्ताम् cintām = acc. di चिन्ता cintā "preoccupazione"; मा mā = avv. di negaz. "non"; कुरु kuru = II.a pers. sing. imperat. di कृ kṛ "fare".
Trad. "essendo io qui, non ti preoccupare", oppure "siccome ci sono io, non ti preoccupare", oppure "non ti preoccupare, quando ci sono io".
Il genitivo assoluto
Ha la struttura simile a quella del locativo assoluto, del quale è meno frequente, e si può rendere o con una proposizione concessiva o con una finale o con una temporale.
Es. दिवं जगाम मुनीनाम् पश्यतां तदा divaṃ jagāma munīnām paśyatāṃ tadā
दिवम् divam = acc. di दिव diva "cielo" (moto a luogo); जगाम jagāma III.a pers. sing. perf. di गम् gam "andare"; मुनीनाम् munīnām gen. pl. di मुनि muni "asceta"; पश्यतअम् paśyatām gen. pl. di पश्यत् paśyat, part. pres. di पश् paś "vedere, guardare"; तदा tadā = "allora".
Trad. "allora andò in cielo, mentre gli asceti stavano a guardare".
Es. तस्य पश्यतः सा गच्छति tasya paśyataḥ sā gacchati
तस्य tasya = gen. sing. di तद् tad "egli"; पश्यतः paśyataḥ = gen. sing. di पश्यत् paśyat, part. pres. di पश् paś "vedere, guardare"; सा sā = "lei"; गच्छति gacchati = III.a pers. sing. pres. ind. di गम् gam "va".
Trad. "nonostante egli la guardi, lei se ne va".
Lo strumentale assoluto
E' meno frequente e si trova perlopiù in frasi negative.
Es. मया ऽवस्थितेन न बिभीहि mayā 'vasthitena na bibhīhi
मया mayā = str. di अहम् aham "io"; अवस्थितेन avasthitena = str. di अवस्थित avasthita, partic. di अवस्था avasthā "stare pronto"; न na = avv. di negazione "non"; बिभीहि bibhīhi II.a pers. sing. imperat. di भी bhī "temere".
Trad. "stando io pronto, non temere".
Esercizi lezione 27
१ धन्विनि स्मरति स्त्रियः शृण्वन्ति dhanvini smarati striyaḥ śṛṇvanti ।
२ मयि भाषमाणे स न शृणोति mayi bhāṣamāṇe sa na śṛṇoti । ३ एवं गते evaṃ gate । ४ काले रूपवति प्राप्ते समुद्रं गच्छामि kāle rūpavati prāpte samudraṃ gacchāmi । ५ तथानुष्ठित आ नद्याश्चक्रमुः tathānuṣṭhita ā nadyāścakramuḥ । ६ शान्त्यां कृते ऽपि युध्यन्ते śāntyāṃ kṛte 'pi yudhyante । ७ तव मित्रस्य भगवन्तः स्मः tava mitrasya bhagavantaḥ smaḥ । ८ कूर्मस्य न क्षिप्रस्य विहगो जयति kūrmasya na kṣiprasya vihago jayati । ९ जलं तस्य सिञ्चतोऽपिबन् jalaṃ tasya siñcato 'piban । १० शरद आगमतो वनान्तो रूपवानस्ति śarada āgamato vanānto rūpavānasti ।।
Soluzione
1) Quando l'arciere ricorda (= nell'arciere ricordante), le donne ascoltano. 2) Quando gli parlo, non sente. 3) Poiché la cosa è andata così. 4) Essendo arrivato il tempo bello, vado al mare. 5) Stabilito in questo modo, camminarono fino al fiume. 6) Anche se è stata fatta la pace, combattono. 7) Siccome sei un amico, siamo felici. 8) Non essendo la tartaruga veloce, l'uccello la vince. 9) Mentre egli versava l'acqua, essi bevevano. 10) Quando arriva l'autunno, il bosco è bello.
Dalla Bhagavadgītā
II, 57
yaḥ sarvatrānabhisnehas tattatprāpya
śubhāśubham
nābhinandati na dveṣṭi tasya
prajñā pratiṣṭhitā
(yaḥ sarvatra anabhisnehaḥ tat tat prāpya
śubhāśubham
na abhinandati na dveṣṭi tasya
prajñā pratiṣṭhitā)
yaḥ = nom. sing. del pron. relativo.
sarvatra = ind. "sempre".
anabhisnehaḥ = parola formata da an-abhi-snehaḥ (nom. masch. sing.) "che non ha eccessive passioni".
tat tat = "qualsiasi cosa", raddoppiam. dell'acc. sing. neutro del pron. dimostr. tad "ciò".
prāpya = gerundio di pra-āp "ottenere".
śubhāśubham = composto dvandva acc. sing. neutro neutro formato da śubham "piacevole" + a-śubham "spiacevole".
Trad. "Chi non ha mai eccessive passioni incontrando qualsiasi cosa piacevole o spiacevole,".
na = ind. "non".
abhinandati = III.a pers. sing. pres. ind. di abhi-nand "esultare".
na = ind. "non".
dveṣṭi = III.a pers. sing. pres. ind. di dviṣ "odiare, dolersi".
tasya = gen. sing. pron. dim. tad "di lui".
prajñā = nom. sing. di prajñā "mente".
pratiṣṭhitā = part. pass. passivo nom. femm. sing. di prati-sthā "stabilire", cioè "è ferma, stabile".
Trad. "e non esulta né si duole, ha la mente salda.".
Lezione 28
Le forme indeclinabili
Sono gli avverbi, le preposizioni, le congiunzioni e le interiezioni.
Gli avverbi
a) Aventi forma propria, es. अद्य adya "oggi", पुनर् punar "di nuovo". इति iti "così" (segna la fine di un discorso diretto), es. आगच्छामः इति वदन्ति āgacchāmaḥ iti vadanti "- Arriviamo, - così dicono" (il discorso indiretto non esiste, per cui si può anche tradurre "Dicono che stanno arrivando").
b) Derivati da accusativi sing. di aggettivi o pronomi, es. अजस्रम् ajasram "per sempre", dall'agg. अजस्र ajasra "che non si spegne mai, perpetuo"; तत् tat "allora", dal pron. तद् tad "egli, ciò".
c) Derivati da strumentali sing. di agg. o sostantivi, es. अजस्रेण ajasreṇa "per sempre", dall'agg. अजस्र ajasra "che non si spegne mai, perpetuo"; विषादेन viṣādena "disperatamente", dal sost. विषाद viṣāda "disperazione".
d) Derivati da ablativi sing. di aggettivi o sost., es. दूरात् dūrāt "da
lontano", dall'agg. दूर dūra; बलात् balāt "per forza", dal sost. बल
bala "forza".
e) Derivati, più raramente, da locativi, genitivi e dativi sing. di sost. e aggettivi.
f) Formati con suffissi apposti a temi di nomi o pronomi: -तस् -tas (con valore di ablativo) es. यतस् yatas "da dove"; -त्र -tra (avverbi di luogo) es. सर्वत्र sarvatra "dovunque"; -था thā (avverbi di modo) es. यथा yathā "come"; -दा dā (avverbi di tempo) es. कदा kadā "quando?"; -वत् vat (avverbi di modo), es. पुत्रवत् putravat "come un figlio".
g) Avverbi numerali, già visti nei Numerali (lezione 20).
h) Gli indeclinabili avverbiali avyayībhāva, già visti nelle Parole composte (lez. 16).
Le preposizioni
Sono perlopiù delle posposizioni (cioè seguono la parola alla quale sono riferite) e, più che determinarne la funzione sintattica, ne specificano meglio il valore del caso. Molte sono usate in composizione con i verbi, es. प्रत्यूह् pratyūh "allontanare" (da प्रति prati "verso" + ऊह् ūh "spingere").
Alcune preposizioni: आ ā "da" + abl.; प्रति prati "verso" + acc.; अनु anu "dietro, dopo" + acc.; अन्तर् antar "fra" + gen., loc.; उपरि upari "sopra" + gen.; बहिस् bahis "fuori" + abl.; विना vinā "senza" + acc. abl., str.; सह saha "con" + str.
Le congiunzioni
Non sono molte, in quanto il sanscrito preferisce una struttura semplice del periodo, fatta di assolutivi, participi e composizione nominale ed evita le proposizioni subordinate.
Alcune congiunzioni coordinanti più usate: च ca "e" (posposta e a volte ripetuta); वा vā "o" (posposta e a volte ripetuta); तु tu "ma"; हि hi "infatti"; किं तु kiṃ tu "eppure"; तस्मात् tasmāt "perciò"; अथ atha "ma" ecc.
Diverse congiunzioni subordinanti sono formate dal tema del pronome relativo य ya "che": यदा yadā "quando" (correlativo तदा tadā "allora"); यावत् yāvat "mentre" (correlat. तावत् tāvat "altrettanto"); यतस् yatas "da quando" (correlat. ततस् tatas "di conseguenza, poi"); यद् yad "poiché" (correlat. tad "allora"); यथा yathā "come" (correlat. तथा tathā "così); यत्र yatra "perché"; यदि yadi "se".
Le interiezioni
Non seguono le regole del sandhi. Le più frequenti sono: अहो
aho (esprime gioia, sorpresa, dispiacere); हन्त hanta "suvvia!"; धिक् dhik "ahimé"; अरे are "ehi!" ecc.
Esercizi lezione 28
Traduzione annotata dal sanscrito: La storia del principe Vīravara (quarta parte)
(Hitopadeśa, IV, 9).
ततो मन्त्रिवचनादाहूय वीरवराय ताम्बूलं दत्त्वा पञ्चशतानि सुवर्णानि दत्तानि
tato mantrivacanādāhūya vīravarāya tāmbūlaṃ dattvā pañcaśatāni suvarṇāni dattāni
(tataḥ mantrivacanād āhūya vīravarāya tāmbūlam dattvā pañcaśatāni suvarṇāni dattāni)
tataḥ = avv. "allora, quindi".
mantrivacanād = abl. sing. di mantrivacana "discorso dei ministri" (composto di mantrin "ministro" + vacana "parola").
āhūya = gerundio del verbo ā-hve "chiamare vicino".
vīravarāya = dat. sing. di vīravara, nome proprio.
tāmbūlam = acc. sing. di tāmbūla "betel" (nome di un'erba).
dattvā = gerundio di dā "dare".
pañcaśatāni = nom. pl. di pañcaśata "cinquecento" (dvigu: numerale pañca "cinque" + numerale śata "cento").
suvarṇāni = nom. pl. di suvarṇa "aureo" (karmadhāraya: avv. su "bene" + varṇa "colore").
dattāni = nom. pl. neutro del part. pass. passivo di dā "dare".
Trad. "Allora, richiamato vicino per il discorso dei ministri, furono dati a Vīravara del betel e cinquecento monete d'oro.".
तद्विनियोगश्च राज्ञा सुनिभृतं निरूपितः
tadviniyogaśca rājñā sunibhṛtaṃ nirūpitaḥ
(tadviniyogaḥ ca rājñā sunibhṛtam nirūpitaḥ)
tadviniyogaḥ = nom. sing. di tadviniyoga "uso di ciò (il denaro)" (tatpuruṣa: tad pron. dimostr. "questo " + viniyoga "uso", dal verbo vi-niyuj "usare").
ca = cong. "e" posposta.
rājñā = str. sing. di rājan "re".
sunibhṛtam = acc. sing. neutro avverb. di sunibhṛta "molto segretamente" (karmadhāraya: avv. su "bene" + bhṛta part. pass. passivo di bhṛ "portare").
nirūpitaḥ = nom. sing. masch. di nirūpita, part. pass. di nirūp "esaminare".
Trad. "Il re esaminò molto in segreto l'uso del denaro,".
तदर्धं वीरवरेण देवेभ्यो ब्राह्मणेभ्यो दत्तम्
tadardhaṃ vīravareṇa devebhyo brāhmaṇebhyo dattam
(tadardham vīravareṇa devebhyaḥ brāhmaṇebhyaḥ dattam)
tadardham = nom. sing. di tadardha "metà di ciò" (tatpuruṣa: pron. dimostr. tad + agg. pronom. ardha "metà").
vīravareṇa = str. sing. di vīravara, nome proprio.
devebhyaḥ = dat. pl. di deva "dio".
brāhmaṇebhyaḥ = dat. pl. di brāhmaṇa "bramino".
dattam = nom. sing. del part. pass. passivo di dā "dare".
Trad. "metà del quale fu dato da Vīravara agli dèi ed ai bramini,".
स्थितस्यार्धं दुःखितेभ्यः तदवशिष्टं भोज्यव्ययविलासव्ययेन
sthitasyārdhaṃ duḥkhitebhyaḥ tadavaśiṣṭaṃ bhojyavyayavilāsavyayena
(sthitasya ardham duḥkhitebhyaḥ tadavaśiṣṭam bhojyavyayavilāsavyayena)
sthitasya = gen. sing. di sthita "rimasto", part. pass. di sthā "stare".
ardham = nom. sing. dell'agg. pronom. ardha "metà".
duḥkhitebhyaḥ = dat. plur. di duḥkhita "afflitto".
tadavaśiṣṭaṃ = nom. sing. di tadavaśiṣṭa "avanzato da ciò" (tatpuruṣa: pron. dimostr. tad + avaśiṣṭa "rimanente", part. pass. di avaśiṣ "rimanere").
bhojyavyayavilāsavyayena = str. sing. di bhojyavyayavilāsavyaya "spese per il cibo ed i divertimenti" (dvandva composto da due tatpuruṣa: il primo è formato da bhojya "cibo" (gerundivo sostantivato di bhuj "mangiare") + vyaya "spesa", il secondo è formato da vilāsa "gioco" + vyaya "spesa").
Trad. "metà del rimanente agli afflitti, e il resto per il cibo ed i divertimenti.".
Dalla Bhagavadgītā
II, 58
yadā saṃharate cāyaṃ kūrmo
'ṅgānīva sarvaśaḥ
indriyāṇīndriyārthebhyas
tasya prajñā pratiṣṭhitā
(yadā saṃharate ca ayaṃ kūrmaḥ
aṅgāni iva sarvaśaḥ
indriyāṇi indriyārthebhyaḥ
tasya prajñā pratiṣṭhitā)
yadā = ind. "quando".
saṃharate = III.a pers. sing. pres. ind. ātman. di sam-hṛ "allontanare".
ca = ind. "e".
ayaṃ = pron. dim. nom. masch. sing. "questo".
kūrmaḥ = nom. sing. masch. di kūrma "tartaruga".
aṅgāni = acc. pl. di aṅgā "membra".
iva = ind. "come".
sarvaśaḥ = ind. "da ogni parte".
indriyāṇi = acc. pl. di indriya "senso".
indriyārthebhyaḥ = composto tatpuruṣa di indriya ("senso") + arthebhyaḥ (abl. pl. di artha "oggetto").
Trad. "E quando costui, come una tartaruga ritrae le membra da ogni parte, ritrae i sensi dagli oggetti dei sensi,".
tasya = gen. sing. pron. dim. tad "di lui".
prajñā = nom. sing. femm. di prajñā "mente".
pratiṣṭhitā = part. pass. passivo nom. femm. sing. di prati-sthā "stabilire", cioè "è ferma, stabile".
Trad. "la sua mente è salda.".
II, 59
viṣayā vinivartante nirāhārasya
dehinaḥ
rasavarjaṃ raso 'pyasya paraṃ dṛṣṭvā
nivartate
(viṣayāḥ vinivartante
nirāhārasya dehinaḥ
rasavarjam rasaḥ api asya param dṛṣṭvā
nivartate)
viṣayāḥ = nom. pl. di viṣaya "oggetto".
vinivartante = III.a pers. pl. pres. ind. ātman. di vi-ni-vṛt "cessare, sparire".
nirāhārasya = gen. masch. sing. di nir-ā-hāra "di colui che non se ne alimenta".
dehinaḥ = gen. masch. sing. di dehin
"essere vivente, uomo".
rasavarjam = composto tatpuruṣa
di rasa "gusto" + varjiam (ind. "eccetto").
Trad. "Gli oggetti, di colui che non se ne alimenta, cessano, tranne il gusto.".
rasaḥ = nom. sing. di rasa.
api = ind. "anche".
asya = gen. sing. del pr. dim. ayam "questo".
param = acc. masch. sing. di para "supremo".
dṛṣṭvā = ger. di dṛś "vedere".
nivartate = III.a pers. sing. pres. ind. di ni-vṛt "cessare".
Trad. "Anche il gusto cessa, di colui che vede il Supremo."
Appendice prima - Nessi consonantici più frequenti

Alcune parole contenenti nessi:
प्राप्नोति prāpnoti, अद्य adya, दृष्टवा dṛṣṭvā, कल्पः kalpaḥ, श्रद्दधाति śraddadhāti, प्रतिक्षणम् pratikṣaṇam, अतर्क्यम् atarkyam, दुग्धम् dugdham, शक्नुवन्ति śaknuvanti, तिष्ठत्सु tiṣṭhatsu, ज्ञापयति jñāpayati, लङ्का laṅkā, ज्ञात्वा jñātvā, अल्पम् alpam, इक्ष्वाकुः ikṣvākuḥ, बन्ध् bandh, दिव्य divya, तृष्णा tṛṣṇā, वाञ्छ् vāñch, द्वार् dvār, जगन्नाथ jagannātha, अक्ष akṣa, अज्ञ ajña, मत्त matta, मन्त्रिन् mantrin, तद्देव taddeva, बाह्य bāhya, विद्या vidyā, केन्द्र kendra, सामग्र्य sāmagrya, सर्पौ sarpau.
Appendice seconda - Sandhi
Consonanti finali sorde semplici k, ṭ, t, p
|
k |
ṭ |
t |
p |
finali
iniziali
|
|||
k |
ṭ |
t |
p |
k/kh |
|||
|
g |
ḍ |
d |
b |
g/gh |
|||
|
k |
ṭ |
c |
p |
c/ch |
|||
|
g |
ḍ |
j |
b |
j/jh |
|||
|
k |
ṭ |
ṭ |
p |
ṭ/ṭh |
|||
|
g |
ḍ |
ḍ |
b |
ḍ/ḍh |
|||
|
k |
ṭ |
t |
p |
t/th |
|||
|
g |
ḍ |
d |
b |
d/dh |
|||
|
k |
ṭ |
t |
p |
p/ph |
|||
|
g |
ḍ |
d |
b |
b/bh |
|||
|
ṅ |
ṇ |
n |
m |
n/m |
|||
|
g |
ḍ |
d |
b |
y/v |
|||
|
g |
ḍ |
d |
b |
r |
|||
|
g |
ḍ |
l |
b |
l |
|||
|
k |
ṭ |
c/(ch) |
p |
ś |
|||
|
k |
ṭ |
|
p |
ṣ/s
|
|||
|
g(gh) |
ḍ(ḍh) |
d(dh) |
b(bh) |
h |
|||
|
g |
ḍ |
d |
b |
vocali |
N. B. - Le lettere tra parentesi appartengono all’iniziale della parola seguente.
Consonanti finali nasali ṅ, n, m
|
ṅ |
n |
m |
finali
iniziali
|
|||
ṅ |
n |
ṃ |
k/kh |
|||
|
ṅ |
n |
ṃ |
g/gh |
|||
|
ṅ |
ṃś |
ṃ |
c/ch |
|||
|
ṅ |
ñ |
ṃ |
j/jh |
|||
|
ṅ |
ṃṣ |
ṃ |
ṭ/ṭh
|
|||
|
ṅ |
ṇ |
ṃ |
ḍ/ḍh |
|||
|
ṅ |
ṃs |
ṃ |
t/th |
|||
|
ṅ |
n |
ṃ |
d/dh |
|||
|
ṅ |
n |
ṃ |
p/ph |
|||
|
ṅ |
n |
ṃ |
b/bh |
|||
|
ṅ |
n |
|
n/m |
|||
|
ṅ |
n |
ṃ |
y/v |
|||
|
ṅ |
n |
ṃ |
r |
|||
|
ṅ |
ṃl |
ṃ |
l |
|||
|
ṅ |
ñ(ś/ch) |
ṃ |
ś |
|||
|
ṅ |
n |
ṃ |
ṣ/s
|
|||
|
ṅ |
n |
ṃ |
h |
|||
|
ṅ/ṅṅ (1) |
n/nn (1) |
m |
vocali |
(1) Si ha il raddoppiamento quando la vocale precedente è breve.
Consonanti finali ḥ, r (eccetto āḥ e aḥ) e āḥ, aḥ
|
ḥ, r |
finali
iniziali
|
āḥ |
aḥ |
finali
iniziali
|
||||||
ḥ |
k/kh |
āḥ |
aḥ |
k/kh |
||||||
|
r |
g/gh |
ā |
o |
g/gh |
||||||
|
ś |
c/ch |
āś |
aś |
c/ch |
||||||
|
r |
j/jh |
ā |
o |
j/jh |
||||||
|
ṣ |
ṭ/ṭh |
āś |
aś |
ṭ/ṭh |
||||||
|
r |
ḍ/ḍh |
ā |
o |
ḍ/ḍh |
||||||
|
s |
t/th |
āś |
|
t/th |
||||||
|
r |
d/dh |
ā |
o |
d/dh |
||||||
|
ḥ |
p/ph |
āḥ |
aḥ |
p/ph |
||||||
|
r |
b/bh |
ā |
o |
b/bh |
||||||
|
r |
n/m |
ā |
o |
n/m |
||||||
|
r |
y/v |
ā |
o |
y/v |
||||||
|
- (1) |
r |
ā |
o |
r |
||||||
|
r |
l |
ā |
o |
l |
||||||
|
ḥ |
ś |
āḥ |
aḥ |
ś |
||||||
|
ḥ |
ṣ/s
|
āḥ |
aḥ |
ṣ/s
|
||||||
|
r |
h |
ā |
o |
h |
||||||
|
r |
vocali |
ā |
a (2) |
vocali |
(1) ḥ o r sparisce e, se precede a, i oppure u, questi si allungano in ā, ī, ū.
(2) Fa eccezione aḥ + a breve = o’.
N. B. – La lettera s in fine di parola passa a visarga.
Vocali
finali
|
a/ā |
i/ī |
u/ū |
ṛ |
e |
ai |
o |
au |
finali
iniziali
|
||||||
ā |
ya |
va |
ra |
e ‘ |
ā a |
o ‘ |
āva |
a |
||||||
|
ā |
yā |
vā |
rā |
a ā |
ā ā |
a ā |
āvā |
ā |
||||||
|
e |
ī |
vi/vī |
ri/rī |
a i/ī |
ā i/ī |
a i/ī |
āvi/āvī |
i/ī |
||||||
|
o |
yu/yū |
ū |
ru/rū |
a u/ū |
ā u/ū |
a u/ū |
āvu/āvū |
u/ū |
||||||
|
ar |
yṛ |
vṛ |
ṝ |
a ṛ |
ā ṛ |
a ṛ |
āvṛ |
ṛ |
||||||
|
ai |
ye |
ve |
re |
a e |
ā e |
a e |
āve |
e |
||||||
|
ai |
yai |
vai |
rai |
a ai |
ā ai |
a ai |
āvai |
ai |
||||||
|
au |
yo |
vo |
ro |
a o |
ā o |
a o |
āvo |
o |
||||||
|
au |
yau |
vau |
rau |
a au |
ā au |
a au |
āvau |
au |
Esempi di sandhi con consonanti finali
k + g = g dik gajaḥ > diggajaḥ दिक् गजः > दिग्गजः
k + n = ṅ dik nāgaḥ > diṅnāgaḥ दिक् नागः > दिङ्नागः
k + m = ṅ prāk mukhaḥ > prāṅmukhaḥ प्राक् मुखः > प्राङ्मुखः
k + voc. = g samyak uktam > samyag uktam सम्यक् उक्तम् > सम्यग् उक्तम्
ṭ + g = ḍ parivrāt gacchati > parivrāḍ gacchati परिव्रात् गच्छति > परिव्राड्
गच्छति
ṭ + m = ṇ ṣaṭ māsaḥ > ṣaṇ māsaḥ षट् मासः > षण् मासः
ṭ + vocale = ḍ parivrāt ayam > parivrāḍ ayam परिव्रात् अयम् > परिव्राड् अयम्
t + c = c tat ca > tac ca तत् च > तच्च
t + ch = c tat chinatti > tac chinatti तत् छिनत्ति > तच्छिनत्ति
t + j = j tat jāyate > taj jāyate तत् जायते > तज्जायते
t + ṭ = ṭ etat ṭhakkuraḥ > etaṭ ṭhakkuraḥ
एतत् ठक्कुरः > एतट्ठक्कुरः
t + ḍ = ḍ tat ḍayate > taḍ ḍayate तत् डयते > तड्डयते
t + ḍh = ḍ tat ḍhaukate > taḍ ḍhaukate तत् ढौकते > तड्ढौकते
t + dh = d mahat dhanuḥ > mahad dhanuḥ महत् धनुः > महद्धनुः
t + n = n jagat nātaḥ > jagannātaḥ जगत् नातः > जगन्नातः
t + l = l tat labdham > tal labdham तत् लब्धम् > तल्लब्धम्
t + ś = c(ch) tat śṛṇoti > tac chṛṇoti तत् शृणोति > तच्छृणोति
t + vocale = d sarit atra > sarid atra सरित् अत्र > सरिदत्र
p + j = b ap jaḥ > abjaḥ अप् जः > अब्जः
p + vocale = b kakup atra > kakub atra ककुप् अत्र > ककुबत्र
n + j = ñ tān jayati > tāñ jayati तान् जयति > ताञ्जयति
n + ḍ = ṇ mahān ḍamaraḥ > mahāṇ ḍamaraḥ महान् डमरः > महाण्डमरः
n + ś = ñ (ś/ch) tān śārdūlān > tāñ śārdūlān/chārdūlān
तान् शार्दूलान् > ताञ्शार्दूलान्/छार्दूलान्
m + v = ṃ tam veda > taṃ veda तम् वेद > तंवेद
m + r = ṃ karuṇam roditi > karuṇaṃ roditi करुणम् रोदिति > करुण्ंरोदिति
m + s = ṃ mokṣam seveta > mokṣaṃ seveta मोक्षम् सेवेत > मोक्षंसेवेत
m + h = ṃ madhuram hasati > madhuraṃ hasati मधुरम् हसति > मधुरंहसति
m + vocale = m kim atra > kimatra किम् अत्र > किमत्र
ḥ + g = r gauḥ gacchati > gaur gacchati गौः गच्छति > गौर्गच्छति
ḥ + v = r vāyuḥ vāti > vāyur vāti वायुः वाति > वायुर्वाति
ḥ + vocale = r kaviḥ ayam > kavir ayam कविः अयम् > कविर्अयम्
aḥ + k = aḥ tataḥ kāmaḥ ततः कामः
aḥ + c = aś pūrnaḥ candraḥ > pūrnaś candraḥ पूर्नः चन्द्रः > पूर्नश्चन्द्रः
aḥ + d = o ānītaḥ dīpaḥ > ānīto dīpaḥ आनीतः दीपः > आनीतोदीपः
aḥ + bh = o manaḥ bhiḥ > manobhiḥ मनः भिः > मनोभिः
aḥ + voc. (ecc. a) = a kutaḥ āgataḥ > kuta āgataḥ कुतः आगतः > कुत आगतः
aḥ + a = o ' naraḥ ayam > naro 'yam नरः अयम् > नरोऽयम्
āḥ
+ g = ā hatāḥ gajāḥ > hatā gajāḥ हताः
गजाः > हता गजाः
āḥ + t = ās nadyāḥ tīram > nadyās tīram नद्याः तीरम् > नद्यास्तीरम्
āḥ + bh = ā māḥ bhiḥ > mābhiḥ माः भिः > माभिः
āḥ + vocale = ā aśvāḥ amī > aśvā amī अश्वाः अमी > अश्वामी
Esempi di sandhi con vocali finali
a + i = e tava indraḥ > tavendraḥ तव इन्द्रः > तवेन्द्रः
a + e = ai tava eva > tavaiva तव एव > तवैव
i + a = ya dadhi atra > dadhyatra दधि अत्र > दध्यत्र
u + i = vi madhu iva > madhviva मधु इव > मध्विव
ṛ + u = ru kartṛ uta > kartruta कर्तृ उत > कर्त्रुत
ā + u = o sā uktvā > soktvā सा उक्त्वा > सोक्त्वा
ā + ṛ = ar sā ṛddhiḥ > sarddhiḥ सा ऋद्धिः > सर्द्धिः
ā + o = au sā oṣadhiḥ > sauṣadhiḥ सा ओषधिः > सौषधिः
ā + au = au sā autsukyavatī > sautsukyavatī सा औत्सुक्यवती > सौत्सुक्यवती
ī + a = ya nadī artham > nadyartham नदी अर्थम् > नद्यर्थम्
e + a = e ' te api > te 'pi ते अपि > तेऽपि
e + i = a i sakhe iha > sakha iha सखे इह > सखइह
o + a = o ' so api > so 'pi सो अपि > सोऽपि
ai + a = ā a śriyai arthaḥ > śriyā arthaḥ श्रियै अर्थः > श्रिया अर्थः
au + i = āvi tau iti > tāviti तौ इति > ताविति
Appendice terza - Declinazioni dei nomi e degli aggettivi
Elenco
Temi in vocale
Nome maschile con tema in vocale -a breve.
Nome neutro con tema in vocale -a breve.
Nome femminile con tema in vocale -ā lunga.
Nome maschile con tema in vocale -i breve.
Nome femminile con tema in vocale -i breve.
Nome neutro con tema in vocale -i breve.
Nome maschile con tema in vocale -u breve.
Nome femminile con tema in vocale -u breve.
Nome neutro con tema in vocale -u breve.
Nome femm. polisill. con tema in vocale -ī lunga.
Nome femm. polisill. con tema in vocale -ū lunga.
Nome femm. monosill. con tema in voc. -ī lunga.
Nome femm. monosill. con tema in voc. -ū lunga.
Nomi con tema in -ṛ breve.
Temi in dittongo
Temi in consonante
* Temi non apofonici
Nome maschile con tema in occlusiva
Nome neutro con tema in occlusiva
Nome femminile con tema in sibilante palatale
Nome maschile con tema in aspirata
Nome neutro con tema in sibilante dentale
Nome femm. con tema in -r
* Temi apofonici biformi (con forma forte e debole)
Participio presente con tema in -at
Aggettivo con tema in -in
* Temi apofonici triformi (con forma forte, debole e debolissima)
Nome maschile in -an
Participio perfetto attivo in -vas
Aggettivo con tema in -ac
Temi in vocale
Nome maschile con tema in vocale -a breve.
es. nara नर ‘uomo’
|
|
sing. |
duale |
plur. |
|
Nom. |
naraḥ नरः |
narau नरौ |
narāḥ नराः |
|
Voc. |
nara नर |
narau नरौ |
narāḥ नराः |
|
Acc. |
naram नरम् |
narau नरौ |
narān नरान् |
|
Str. |
nareṇa (1) नरेण |
narābhyām नराभ्याम् |
naraiḥ नरैः |
|
Dat. |
narāya नराय |
narābhyām नराभ्याम् |
narebhyaḥ नरेभ्यः |
|
Abl. |
narāt नरात् |
narābhyām नराभ्याम् |
narebhyaḥ नरेभ्यः |
|
Gen. |
narasya नरस्य |
narayoḥ नरयोः |
narāṇām (1) नराणाम् |
|
Loc. |
nare नरे |
narayoḥ नरयोः |
nareṣu नरेषु |
(1) La lettera -n- è cambiata in -ṇ- per la presenza della r (sandhi interno).
Nome neutro con tema in vocale -a breve.
I nomi neutri si declinano come i maschili, eccetto nei casi diretti (nominativo, vocativo ed accusativo), nei quali tra l'altro hanno un'unica forma, diversamente dai maschili.
es. vana वन "foresta, bosco"
|
|
sing. |
duale |
plur. |
|
Nom. |
vanam वनम् |
vane वने |
vanāni वनानि |
|
Voc. |
vanam वनम् |
vane वने |
vanāni वनानि |
|
Acc. |
vanam वनम् |
vane वने |
vanāni वनानि |
|
Str. |
vanena वनेन |
vanābhyām वनाभ्याम् |
vanaiḥ वनैः |
|
Dat. |
vanāya वनाय |
vanābhyām वनाभ्याम् |
vanebhyaḥ वनेभ्यः |
|
Abl. |
vanāt वनात् |
vanābhyām वनाभ्याम् |
vanebhyaḥ वनेभ्यः |
|
Gen. |
vanasya वनस्य |
vanayoḥ वनयोः |
vanānām वनानाम् |
|
Loc. |
vane वने |
vanayoḥ वनयोः |
vaneṣu वनेषु |
Nome femminile con tema in vocale -ā lunga.
In questo caso, solamente alcune desinenze sono uguali a quelle dei maschili.
es. kanyā कन्या "ragazza"
|
|
sing. |
duale |
plur. |
|
Nom. |
kanyā कन्या |
kanye कन्ये |
kanyāḥ कन्याः |
|
Voc. |
kanye कन्ये |
kanye कन्ये |
kanyāḥ कन्याः |
|
Acc. |
kanyām कन्याम् |
kanye कन्ये |
kanyāḥ कन्याः |
|
Str. |
kanyayā कन्यया |
kanyābhyām कन्याभ्याम् |
kanyābhiḥ कन्याभिः |
|
Dat. |
kanyāyai कन्ययै |
kanyābhyām कन्याभ्याम् |
kanyābhyaḥ कन्याभ्यः |
|
Abl. |
kanyāyāḥ कन्यायाः |
kanyābhyām कन्याभ्याम् |
kanyābhyaḥ कन्याभ्यः |
|
Gen. |
kanyāyāḥ कन्यायाः |
kanyayoḥ कन्ययोः |
kanyānām कन्यानाम् |
|
Loc. |
kanyāyām कन्यायाम् |
kanyayoḥ कन्ययोः |
kanyāsu कन्यासु |
Nome maschile con tema in vocale -i breve.
Questi nomi si declinano in maniera analoga a quelli in -u breve, tenendo presente che la ī dei primi corrisponde alla ū dei secondi, la y alla v, la e alla o, la ay alla av. I maschili e i femminili sono apofonici.
es. agni अग्नि "fuoco"
|
|
sing. |
duale |
plur. |
|
Nom. |
agniḥ अग्निः |
agnī अग्नी |
agnayaḥ अग्नयः |
|
Voc. |
agne अग्ने |
agnī अग्नी |
agnayaḥ अग्नयः |
|
Acc. |
agnim अग्निम् |
agnī अग्नी |
agnīn अग्नीन् |
|
Str. |
agninā अग्निना |
agnibhyām अग्निभ्याम् |
agnibhiḥ अग्निभिः |
|
Dat. |
agnaye अग्नये |
agnibhyām अग्निभ्याम् |
agnibhyaḥ अग्निभ्यः |
|
Abl. |
agneḥ अग्नेः |
agnibhyām अग्निभ्याम् |
agnibhyaḥ अग्निभ्यः |
|
Gen. |
agneḥ अग्नेः |
agnyoḥ अग्न्योः |
agnīnām अग्नीनाम् |
|
Loc. |
agnau अग्नौ |
agnyoḥ अग्न्योः |
agniṣu अग्निषु |
Nome femminile con tema in vocale -i breve.
Questi nomi si differenziano dai maschili per il fatto che, nello strum. sing., attaccano direttamente al tema la desinenza ā senza l'ampliamento in nasale; inoltre hanno forme doppie in dat., abl., gen. e loc. sing. (uguali ai corrispondenti maschili e uguali ai femminili in -ī e -ū.
es. mati मति "mente"
|
|
sing. |
duale |
plur. |
|
Nom. |
matiḥ मतिः |
matī मती |
matayaḥ मतयः |
|
Voc. |
mate मते |
matī मती |
matayaḥ मतयः |
|
Acc. |
matim मतिम् |
matī मती |
matīḥ मतीः |
|
Str. |
matyā मत्या |
matibhyām मतिभ्याम् |
matibhiḥ मतिभिः |
|
Dat. |
matyai/mataye मत्यै/मतये |
matibhyām मतिभ्याम् |
matibhyaḥ मतिभ्यः |
|
Abl. |
matyāḥ/mateḥ मत्याः/मतेः |
matibhyām मतिभ्याम् |
matibhyaḥ मतिभ्यः |
|
Gen. |
matyāḥ/mateḥ मत्याः/मतेः |
matyoḥ मत्योः |
matīnām मतीनाम् |
|
Loc. |
matyām/matau मत्याम्/मतौ |
matyoḥ मत्योः |
matiṣu मतिषु |
Nome neutro con tema in vocale -i breve.
Questi nomi hanno il tema sempre in grado base e aggiungono un elemento nasale davanti alle desinenze vocaliche.
es. vāri वारि "acqua"
|
|
sing. |
duale |
plur. |
|
Nom. |
vāri वारि |
vāriṇī वारिणि |
vārīṇi वारीणि |
|
Voc. |
vāri वारि |
vāriṇī वारिणि |
vārīṇi वारीणि |
|
Acc. |
vāri वारि |
vāriṇī वारिणि |
vārīṇi वारीणि |
|
Str. |
vāriṇā वारिणा |
vāribhyām वारिभ्याम् |
vāribhiḥ वारिभिः |
|
Dat. |
vāriṇe वारिणे |
vāribhyām वारिभ्याम् |
vāribhyaḥ वारिभ्यः |
|
Abl. |
vāriṇaḥ वारिणः |
vāribhyām वारिभ्याम् |
vāribhyaḥ वारिभ्यः |
|
Gen. |
vāriṇaḥ वारिणः |
vāriṇoḥ वारिणोः |
vārīṇām वारीणाम् |
|
Loc. |
vāriṇi वारिणि |
vāriṇoḥ वारिणोः |
vāriṣu वारिषु |
Nome maschile con tema in vocale -u breve.
es. guru गुरु "maestro"
|
|
sing. |
duale |
plur. |
|
Nom. |
guruḥ गुरुः |
gurū गुरू |
guravaḥ गुरवः |
|
Voc. |
guro गुरो |
gurū गुरू |
guravaḥ गुरवः |
|
Acc. |
gurum गुरुम् |
gurū गुरू |
gurūn गुरून् |
|
Str. |
guruṇā गुरुणा |
gurubhyām गुरुभ्याम् |
gurubhiḥ गुरुभिः |
|
Dat. |
gurave गुरवे |
gurubhyām गुरुभ्याम् |
gurubhyaḥ गुरुभ्यः |
|
Abl. |
guroḥ गुरोः |
gurubhyām गुरुभ्याम् |
gurubhyaḥ गुरुभ्यः |
|
Gen. |
guroḥ गुरोः |
gurvoḥ गुर्वोः |
gurūṇām गुरूणाम् |
|
Loc. |
gurau गुरौ |
gurvoḥ गुर्वोः |
guruṣu गुरुषु |
Nome femminile con tema in vocale -u breve.
es. dhenu धेनु "vacca"
|
|
sing. |
duale |
plur. |
|
Nom. |
dhenuḥ धेनुः |
dhenū धेनू |
dhenavaḥ धेनवः |
|
Voc. |
dheno धेनो |
dhenū धेनू |
dhenavaḥ धेनवः |
|
Acc. |
dhenum धेनुम् |
dhenū धेनू |
dhenūḥ धेनूः |
|
Str. |
dhenvā धेन्वा |
dhenubhyām धेनुभ्याम् |
dhenubhiḥ धेनुभिः |
|
Dat. |
dhenvai/dhenave धेन्वै/धेनवे |
dhenubhyām धेनुभ्याम् |
dhenubhyaḥ धेनुभ्यः |
|
Abl. |
dhenvāḥ/dhenoḥ धेन्वाः/धेनोः |
dhenubhyām धेनुभ्याम् |
dhenubhyaḥ धेनुभ्यः |
|
Gen. |
dhenvāḥ/dhenoḥ धेन्वाः/धेनोः |
dhenvoḥ धेन्वोः |
dhenūnām धेनूनाम् |
|
Loc. |
dhenvām/dhenau धेन्वाम्/धेनौ |
dhenvoḥ धेन्वोः |
dhenuṣu धेनुषु |
Nome neutro con tema in vocale -u breve.
es. vastu वस्तु "cosa"
|
|
sing. |
duale |
plur. |
|
Nom. |
vastu वस्तु |
vastunī वस्तुनी |
vastūni वस्तूनि |
|
Voc. |
vastu वस्तु |
vastunī वस्तुनी |
vastūni वस्तूनि |
|
Acc. |
vastu वस्तु |
vastunī वस्तुनी |
vastūni वस्तूनि |
|
Str. |
vastunā वस्तुना |
vastubhyām वस्तुभ्याम् |
vastubhiḥ वस्तुभिः |
|
Dat. |
vastune वस्तुने |
vastubhyām वस्तुभ्याम् |
vastubhyaḥ वस्तुभ्यः |
|
Abl. |
vastunaḥ वस्तुनः |
vastubhyām वस्तुभ्याम् |
vastubhyaḥ वस्तुभ्यः |
|
Gen. |
vastunaḥ वस्तुनः |
vastunoḥ वस्तुनोः |
vastūnām वस्तूनाम् |
|
Loc. |
vastuni वस्तुनि |
vastunoḥ वस्तुनोः |
vastuṣu वस्तुषु |
Nome femm. polisill. con tema in vocale -ī lunga.
es. nadī नदी "fiume"
|
|
sing. |
duale |
plur. |
|
Nom. |
nadī नदी |
nadyau नद्यौ |
nadyaḥ नद्यः |
|
Voc. |
nadi नदि |
nadyau नद्यौ |
nadyaḥ नद्यः |
|
Acc. |
nadīm नदीम् |
nadyau नद्यौ |
nadīḥ नदीः |
|
Str. |
nadyā नद्या |
nadībhyām नदीभ्याम् |
nadībhiḥ नदीभिः |
|
Dat. |
nadyai नद्यै |
nadībhyām नदीभ्याम् |
nadībhyaḥ नदीभ्यः |
|
Abl. |
nadyāḥ नद्याः |
nadībhyām नदीभ्याम् |
nadībhyaḥ नदीभ्यः |
|
Gen. |
nadyāḥ नद्याः |
nadyoḥ नद्योः |
nadīnām नदीनाम् |
|
Loc. |
nadyām नद्याम् |
nadyoḥ नद्योः |
nadīṣu नदीषु |
Nome femm. polisill. con tema in vocale -ū lunga.
La declinazione di questi nomi è analoga a quella dei temi in -ī, sostituendo -i con -u, -ī con -ū, -y con -v.
es. śvaśrū श्वश्रू "suocera"
|
|
sing. |
duale |
plur. |
|
Nom. |
śvaśrūḥ श्वश्रूः |
śvaśrvau श्वश्र्वौ |
śvaśrvaḥ श्वश्र्वः |
|
Voc. |
śvaśru श्वश्रु |
śvaśrvau श्वश्र्वौ |
śvaśrvaḥ श्वश्र्वः |
|
Acc. |
śvaśrūm श्वश्रूम् |
śvaśrvau श्वश्र्वौ |
śvaśrūḥ श्वश्रूः |
|
Str. |
śvaśrvā श्वश्र्वा |
śvaśrūbhyām श्वश्रूभ्याम् |
śvaśrūbhiḥ श्वश्रूभिः |
|
Dat. |
śvaśrvai श्वश्र्वै |
śvaśrūbhyām श्वश्रूभ्याम् |
śvaśrūbhyaḥ श्वश्रूभ्यः |
|
Abl. |
śvaśrvāḥ श्वश्र्वाः |
śvaśrūbhyām श्वश्रूभ्याम् |
śvaśrūbhyaḥ श्वश्रूभ्यः |
|
Gen. |
śvaśrvāḥ श्वश्र्वाः |
śvaśrvoḥ श्वश्र्वोः |
śvaśrūṇām श्वश्रूणाम् |
|
Loc. |
śvaśrvām श्वश्र्वाम् |
śvaśrvoḥ श्वश्र्वोः |
śvaśrūṣu श्वश्रूषु |
Nome femm. monosill. con tema in voc. -ī lunga.
es. dhī धी "pensiero"
|
|
sing. |
duale |
plur. |
|
Nom. |
dhīḥ धीः |
dhiyau धियौ |
dhiyaḥ धियः |
|
Voc. |
dhīḥ धीः |
dhiyau धियौ |
dhiyaḥ धियः |
|
Acc. |
dhiyam धियम् |
dhiyau धियौ |
dhiyaḥ धियः |
|
Str. |
dhiyā धिया |
dhībhyām धीभ्याम् |
dhībhiḥ धीभिः |
|
Dat. |
dhiyai/dhiye धियै/धिये |
dhībhyām धीभ्याम् |
dhībhyaḥ धीभ्यः |
|
Abl. |
dhiyāḥ/dhiyaḥ धियाः/धियः |
dhībhyām धीभ्याम् |
dhībhyaḥ धीभ्यः |
|
Gen. |
dhiyāḥ/dhiyaḥ धियाः/धियः |
dhiyoḥ धियोः |
dhiyām धियाम् |
|
Loc. |
dhiyi/ dhiyām धियि/ धियाम् |
dhiyoḥ धियोः |
dhīṣu धीषु |
Nome femm. monosill. con tema in voc. -ū lunga.
es. bhū भू "terra"
|
|
sing. |
duale |
plur. |
|
Nom. |
bhūḥ भूः |
bhuvau भुवौ |
bhuvaḥ भुवः |
|
Voc. |
bhūḥ भूः |
bhuvau भुवौ |
bhuvaḥ भुवः |
|
Acc. |
bhuvam भुवम् |
bhuvau भुवौ |
bhuvaḥ भुवः |
|
Str. |
bhuvā भुवा |
bhūbhyām भूभ्याम् |
bhūbhiḥ भूभिः |
|
Dat. |
bhuvai/bhuve भुवै/भुवे |
bhūbhyām भूभ्याम् |
bhūbhyaḥ भूभ्यः |
|
Abl. |
bhuvāḥ/bhuvaḥ भुवाः/भुवः |
bhūbhyām भूभ्याम् |
bhūbhyaḥ भूभ्यः |
|
Gen. |
bhuvāḥ/bhuvaḥ भुवाः/भुवः |
bhuvoḥ भुवोः |
bhuvām भुवाम् |
|
Loc. |
bhuvi/bhuvām भुवि/भुवाम् |
bhuvoḥ भुवोः |
bhūṣu भूषु |
Nomi con tema in -ṛ breve.
Si tratta soprattutto di nomi di agenti (formati con una radice verbale + il suffisso -tṛ / -tar) e di nomi di parentela.
I maschili ed i femminili sono apofonici, infatti il tema si presenta in grado base (-ṛ oppure -r), guṇa (-ar) e vṛddhi (-ā [r]).
Alcuni nomi, come पितृ pitṛ, मातृ mātṛ, दुहितृ duhitṛ hanno il tema guṇato all'accusativo singolare, nominativo, vocativo e accusativo duale e nominativo plurale, mentre gli altri nomi di parentela e quelli di agente hanno il vṛddhi.
* Nome maschile con tema in -ṛ breve.
es. dhātṛ धातृ "creatore"
|
|
sing. |
duale |
plur. |
|
Nom. |
dhātā धाता |
dhātārau धातारौ |
dhātāraḥ धातारः |
|
Voc. |
dhātaḥ धातः |
dhātārau धातारौ |
dhātāraḥ धातारः |
|
Acc. |
dhātāram धातारम् |
dhātārau धातारौ |
dhātṝn धातॄन् |
|
Str. |
dhātrā धात्रा |
dhātṛbhyām धातृभ्याम् |
dhātṛbhiḥ धातृभिः |
|
Dat. |
dhātre धात्रे |
dhātṛbhyām धातृभ्याम् |
dhātṛbhyaḥ धातृभ्यः |
|
Abl. |
dhātuḥ धातुः |
dhātṛbhyām धातृभ्याम् |
dhātṛbhyaḥ धातृभ्यः |
|
Gen. |
dhātuḥ धातुः |
dhātroḥ धात्रोः |
dhātṝṇām धातॄणाम् |
|
Loc. |
dhātari धातरि |
dhātroḥ धात्रोः |
dhātṛṣu धातृषु |
पितृ pitṛ "padre"
|
|
sing. |
duale |
plur. |
|
Nom. |
pitā पिता |
pitarau पितरौ |
pitaraḥ पितरः |
|
Voc. |
pitaḥ पितः |
pitarau पितरौ |
pitaraḥ पितरः |
|
Acc. |
pitāram पितारम् |
pitarau पितरौ |
pitṝn पितॄन् |
|
Str. |
pitrā पित्रा |
pitṛbhyām पितृभ्याम् |
pitṛbhiḥ पितृभिः |
|
Dat. |
pitre पित्रे |
pitṛbhyām पितृभ्याम् |
pitṛbhyaḥ पितृभ्यः |
|
Abl. |
pituḥ पितुः |
pitṛbhyām पितृभ्याम् |
pitṛbhyaḥ पितृभ्यः |
|
Gen. |
pituḥ पितुः |
pitroḥ पित्रोः |
pitṝṇām पितॄणाम् |
|
Loc. |
pitari पितरि |
pitroḥ पित्रोः |
pitṛṣu पितृषु |
* Nome neutro con tema in -ṛ breve.
es. dātṛ दातृ "datore"
|
|
sing. |
duale |
plur. |
|
Nom. |
dātṛ दातृ |
dātṝṇī दातॄणी |
dātṝṇi दातॄणि |
|
Voc. |
dātṛ दातृ |
dātṝṇī दातॄणी |
dātṝṇi दातॄणि |
|
Acc. |
dātṛ दातृ |
dātṝṇī दातॄणी |
dātṝṇi दातॄणि |
|
Str. |
dātṛṇā दातृणा |
dātṛbhyām दातृभ्याम् |
dātṛbhiḥ दातृभिः |
|
Dat. |
dātṛṇe दातृणे |
dātṛbhyām दातृभ्याम् |
dātṛbhyaḥ दातृभ्यः |
|
Abl. |
dātṛṇaḥ दातृणः |
dātṛbhyām दातृभ्याम् |
dātṛbhyaḥ दातृभ्यः |
|
Gen. |
dātṛṇaḥ दातृणः |
dātṛṇoḥ दातृणोः |
dātṝṇām दातॄणाम् |
|
Loc. |
dātṛṇi दातृणि |
dātṛṇoḥ दातृणोः |
dātṛṣu दातृषु |
Temi in dittongo
I più usati sono solamente i sostantivi: गो go "bue, vacca" e नौ nau "nave". Presentano analogie con i temi in consonante.
go गो "bue, vacca"
|
|
sing. |
duale |
plur. |
|
Nom. |
gauḥ गौः |
gāvau गावौ |
gāvaḥ गावः |
|
Voc. |
gauḥ गौः |
gāvau गावौ |
gāvaḥ गावः |
|
Acc. |
gām गाम् |
gāvau गावौ |
gāḥ गाः |
|
Str. |
gavā गवा |
gobhyām गोभ्याम् |
gobhiḥ गोभिः |
|
Dat. |
gave गवे |
gobhyām गोभ्याम् |
gobhyaḥ गोभ्यः |
|
Abl. |
goḥ गोः |
gobhyām गोभ्याम् |
gobhyaḥ गोभ्यः |
|
Gen. |
goḥ गोः |
gavoḥ गवोः |
gavām गवाम् |
|
Loc. |
gavi गवि |
gavoḥ गवोः |
goṣu गोषु |
nau नौ "nave"
|
|
sing. |
duale |
plur. |
|
Nom. |
nauḥ नौः |
nāvau नावौ |
nāvaḥ नावः |
|
Voc. |
nauḥ नौः |
nāvau नावौ |
nāvaḥ नावः |
|
Acc. |
nāvam नावम् |
nāvau नावौ |
nāvaḥ नावः |
|
Str. |
nāvā नावा |
naubhyām नौभ्याम् |
naubhiḥ नौभिः |
|
Dat. |
nave नवे |
naubhyām नौभ्याम् |
naubhyaḥ नौभ्यः |
|
Abl. |
nāvaḥ नावः |
naubhyām नौभ्याम् |
naubhyaḥ नौभ्यः |
|
Gen. |
nāvaḥ नावः |
nāvoḥ नावोः |
nāvām नावाम् |
|
Loc. |
nāvi नावि |
nāvoḥ नावोः |
nauṣu नौषु |
Temi in consonante
Temi non apofonici
Nome maschile con tema in occlusiva
es. rāj राज् "sovrano"
|
|
sing. |
duale |
plur. |
|
Nom. |
rāṭ राट् |
rājau राजौ |
rājaḥ राजः |
|
Voc. |
rāṭ राट् |
rājau राजौ |
rājaḥ राजः |
|
Acc. |
rājam राजम् |
rājau राजौ |
rājaḥ राजः |
|
Str. |
rājā राजा |
rāḍbhyām राड्भ्याम् |
rāḍbhiḥ राड्भिः |
|
Dat. |
rāje राजे |
rāḍbhyām राड्भ्याम् |
rāḍbhyaḥ राड्भ्यः |
|
Abl. |
rājaḥ राजः |
rāḍbhyām राड्भ्याम् |
rāḍbhyaḥ राड्भ्यः |
|
Gen. |
rājaḥ राजः |
rājoḥ राजोः |
rājām राजाम् |
|
Loc. |
rāji राजि |
rājoḥ राजोः |
rāṭsu राट्सु |
Nome neutro con tema in occlusiva
es. jagat जगत् "mondo"
|
|
sing. |
duale |
plur. |
|
Nom. |
jagat जगत् |
jagatī जगती |
jaganti जगन्ति |
|
Voc. |
jagat जगत् |
jagatī जगती |
jaganti जगन्ति |
|
Acc. |
jagat जगत् |
jagatī जगती |
jaganti जगन्ति |
|
Str. |
jagatā जगता |
jagadbhyām जगद्भ्याम् |
jagadbhiḥ जगद्भिः |
|
Dat. |
jagate जगते |
jagadbhyām जगद्भ्याम् |
jagadbhyaḥ जगद्भ्यः |
|
Abl. |
jagataḥ जगतः |
jagadbhyām जगद्भ्याम् |
jagadbhyaḥ जगद्भ्यः |
|
Gen. |
jagataḥ जगतः |
jagatoḥ जगतोः |
jagatām जगताम् |
|
Loc. |
jagati जगति |
jagatoḥ जगतोः |
jagatsu जगत्सु |
Nome femminile con tema in sibilante palatale
es. diś दिश् "direzione"
|
|
sing. |
duale |
plur. |
|
Nom. |
dik दिक् |
diśau दिशौ |
diśaḥ दिशः |
|
Voc. |
dik दिक् |
diśau दिशौ |
diśaḥ दिशः |
|
Acc. |
diśam दिशम् |
diśau दिशौ |
diśaḥ दिशः |
|
Str. |
diśā दिशा |
digbhyām दिग्भ्याम् |
digbhiḥ दिग्भिः |
|
Dat. |
diśe दिशे |
digbhyām दिग्भ्याम् |
digbhyaḥ दिग्भ्यः |
|
Abl. |
diśaḥ दिशः |
digbhyām दिग्भ्याम् |
digbhyaḥ दिग्भ्यः |
|
Gen. |
diśaḥ दिशः |
diśoḥ दिशोः |
diśām दिशाम् |
|
Loc. |
diśi दिशि |
diśoḥ दिशोः |
dikṣu दिक्षु |
Nome maschile con tema in aspirata
es. madhulih मधुलिह् "che sugge il miele"
|
|
sing. |
duale |
plur. |
|
Nom. |
madhuliṭ मधुलिट् |
madhulihau मधुलिहौ |
madhulihaḥ मधुलिहः |
|
Voc. |
madhuliṭ मधुलिट् |
madhulihau मधुलिहौ |
madhulihaḥ मधुलिहः |
|
Acc. |
madhuliham मधुलिहम् |
madhulihau मधुलिहौ |
madhulihaḥ मधुलिहः |
|
Str. |
madhulihā मधुलिहा |
madhuliḍbhyām मधुलिड्भ्याम् |
madhuliḍbhiḥ मधुलिड्भिः |
|
Dat. |
madhulihe मधुलिहे |
madhuliḍbhyām मधुलिड्भ्याम् |
madhuliḍbhyaḥ मधुलिड्भ्यः |
|
Abl. |
madhulihaḥ मधुलिहः |
madhuliḍbhyām मधुलिड्भ्याम् |
madhuliḍbhyaḥ मधुलिड्भ्यः |
|
Gen. |
madhulihaḥ मधुलिहः |
madhulihoḥ मधुलिहोः |
madhulihām मधुलिहाम् |
|
Loc. |
madhulihi मधुलिहि |
madhulihoḥ मधुलिहोः |
madhuliṭsu मधुलिट्सु |
Nome neutro con tema in sibilante dentale
es. havis हविस् "oblazione"
|
|
sing. |
duale |
plur. |
|
Nom. |
haviḥ हविः |
haviṣī हविषी |
havīṃṣi हवींषि |
|
Voc. |
haviḥ हविः |
haviṣī हविषी |
havīṃṣi हवींषि |
|
Acc. |
haviḥ हविः |
haviṣī हविषी |
havīṃṣi हवींषि |
|
Str. |
haviṣā हविषा |
havirbhyām हविर्भ्याम् |
havirbhiḥ हविर्भिः |
|
Dat. |
haviṣe हविषे |
havirbhyām हविर्भ्याम् |
havirbhyaḥ हविर्भ्यः |
|
Abl. |
haviṣaḥ हविषः |
havirbhyām हविर्भ्याम् |
havirbhyaḥ हविर्भ्यः |
|
Gen. |
haviṣaḥ हविषः |
haviṣoḥ हविषोः |
haviṣām हविषाम् |
|
Loc. |
haviṣi हविषि |
haviṣoḥ हविषोः |
haviḥṣu हविःषु |
Nome femminile con tema in -r
Questi nomi hanno la vocale lunga davanti alle desinenze inizianti per consonante e vocale breve davanti a quelle inizianti per vocale.
es. gir गिर् "parola"
|
|
sing. |
duale |
plur. |
|
Nom. |
gīḥ गीः |
girau गिरौ |
giraḥ गिरः |
|
Voc. |
gīḥ गीः |
girau गिरौ |
giraḥ गिरः |
|
Acc. |
giram गिरम् |
girau गिरौ |
giraḥ गिरः |
|
Str. |
girā गिरा |
gīrbhyām गीर्भ्याम् |
gīrbhiḥ गीर्भिः |
|
Dat. |
gire गिरे |
gīrbhyām गीर्भ्याम् |
gīrbhyaḥ गीर्भ्यः |
|
Abl. |
giraḥ गिरः |
gīrbhyām गीर्भ्याम् |
gīrbhyaḥ गीर्भ्यः |
|
Gen. |
giraḥ गिरः |
giroḥ गिरोः |
girām गिराम् |
|
Loc. |
giri गिरि |
giroḥ गिरोः |
gīrṣu गीर्षु |
Temi apofonici biformi (con forma forte e debole):
* Participio presente con tema in -at (forma forte -ant)
es. bharat भरत् "portante"
|
|
sing. |
duale |
plur. |
|
Nom. |
bharan भरन् |
bharantau भरन्तौ |
bharantaḥ भरन्तः |
|
Voc. |
bharan भरन् |
bharantau भरन्तौ |
bharantaḥ भरन्तः |
|
Acc. |
bharantam भरन्तम् |
bharantau भरन्तौ |
bharataḥ भरतः |
|
Str. |
bharathā भरथा |
bharadbhyām भरद्भ्याम् |
bharadbhiḥ भरद्भिः |
|
Dat. |
bharate भरते |
bharadbhyām भरद्भ्याम् |
bharadbhyaḥ भरद्भ्यः |
|
Abl. |
bharataḥ भरतः |
bharadbhyām भरद्भ्याम् |
bharadbhyaḥ भरद्भ्यः |
|
Gen. |
bharataḥ भरतः |
bharatoḥ भरतोः |
bharatām भरताम् |
|
Loc. |
bharati भरति |
bharatoḥ भरतोः |
bharatsu भरत्सु |
* Aggettivo con tema in -in
Il tema è debole davanti a consonanti e nei casi diretti sing. neutri, con caduta della -n. La -i si allunga al nomin. sing. masch. e nei casi diretti neutri plurali.
es. balin बलिन् "forte"
maschile
|
|
sing. |
duale |
plur. |
|
Nom. |
balī बली |
balinau बलिनौ |
balinaḥ बलिनः |
|
Voc. |
balin बलिन् |
balinau बलिनौ |
balinaḥ बलिनः |
|
Acc. |
balinam बलिनम् |
balinau बलिनौ |
balinaḥ बलिनः |
|
Str. |
balinā बलिना |
balibhyām बलिभ्याम् |
balibhiḥ बलिभिः |
|
Dat. |
baline बलिने |
balibhyām बलिभ्याम् |
balibhyaḥ बलिभ्यः |
|
Abl. |
balinaḥ बलिनः |
balibhyām बलिभ्याम् |
balibhyaḥ बलिभ्यः |
|
Gen. |
balinaḥ बलिनः |
balinoḥ बलिनोः |
balinām बलिनाम् |
|
Loc. |
balini बलिनि |
balinoḥ बलिनोः |
baliṣu बलिषु |
neutro
|
|
sing. |
duale |
Plur. |
|
N.V.A. |
bali बलिनि |
balinī बलिनी |
balīni बलीनि |
Gli altri casi neutri sono uguali al masch. Il femm. è बलिनी balinī.
Temi apofonici triformi
* Nome maschile con tema in -an (forte ān, debole -a, debolissimo -n)
es. rājan राजन् "re"
|
|
sing. |
duale |
plur. |
|
Nom. |
rājā राजा |
rājānau राजानौ |
rājānaḥ राजानः |
|
Voc. |
rājan राजन् |
rājānau राजानौ |
rājānaḥ राजानः |
|
Acc. |
rājānam राजानम् |
rājānau राजानौ |
rājñaḥ राज्ञः |
|
Str. |
rājñā राज्ञा |
rājabhyām राजभ्याम् |
rājabhiḥ राजभिः |
|
Dat. |
rājñe राज्ञे |
rājabhyām राजभ्याम् |
rājabhyaḥ राजभ्यः |
|
Abl. |
rājñaḥ राज्ञः |
rājabhyām राजभ्याम् |
rājabhyaḥ राजभ्यः |
|
Gen. |
rājñaḥ राज्ञः |
rājñoḥ राज्ञोः |
rājñām राज्ञाम् |
|
Loc. |
rājñi/ rājani राज्ञि/ राजनि |
rājñoḥ राज्ञोः |
rājasu राजसु |
* Participio perfetto attivo in -vas (forte -vāṃs, debole -vat, debolissima -uṣ)
es. vidvas विद्वस् "che sa"
maschile
|
|
sing. |
duale |
plur. |
|
Nom. |
vidvān विद्वान् |
vidvāṃsau विद्वांसौ |
vidvāṃsaḥ विद्वांसः |
|
Voc. |
vidvan विद्वन् |
vidvāṃsau विद्वांसौ |
vidvāṃsaḥ विद्वांसः |
|
Acc. |
vidvāṃsam विद्वांसम् |
vidvāṃsau विद्वांसौ |
viduṣaḥ विदुषः |
|
Str. |
viduṣā विदुषा |
vidvadbhyām विद्वद्भ्याम् |
vidvadbhiḥ विद्वद्भिः |
|
Dat. |
viduṣe विदुषे |
vidvadbhyām विद्वद्भ्याम् |
vidvadbhyaḥ विद्वद्भ्यः |
|
Abl. |
viduṣaḥ विदुषः |
vidvadbhyām विद्वद्भ्याम् |
vidvadbhyaḥ विद्वद्भ्यः |
|
Gen. |
viduṣaḥ विदुषः |
viduṣoḥ विदुषोः |
viduṣām विदुषाम् |
|
Loc. |
viduṣi विदुषि |
viduṣoḥ विदुषोः |
vidvatsu विद्वत्सु |
neutro
|
|
sing. |
duale |
Plur. |
|
N.V.A. |
vidvat विद्वत् |
viduṣī विदुषी |
vidvāṃsi विद्वांसि |
Gli altri casi neutri sono uguali al maschile. Il femminile deriva dalla forma debolissima विदुषी viduṣī.
*Aggettivo con tema in -ac (forte -añc, debole -c, debolissimo -īc)
es. pratyac प्रत्यच् "occidentale"
maschile
|
|
sing. |
duale |
plur. |
|
Nom. |
pratyaṅ प्रत्यङ् |
pratyañcau प्रत्यञ्चौ |
pratyañcaḥ प्रत्यञ्चः |
|
Voc. |
pratyaṅ प्रत्यङ् |
pratyañcau प्रत्यञ्चौ |
pratyañcaḥ प्रत्यञ्चः |
|
Acc. |
pratyañcam प्रत्यञ्चम् |
pratyañcau प्रत्यञ्चौ |
pratīcaḥ प्रतीचः |
|
Str. |
pratīcā प्रतीचा |
pratyagbhyām प्रत्यग्भ्याम् |
pratyagbhiḥ प्रत्यग्भिः |
|
Dat. |
pratīce प्रतीचे |
pratyagbhyām प्रत्यग्भ्याम् |
pratyagbhyaḥ प्रत्यग्भ्यः |
|
Abl. |
pratīcaḥ प्रतीचः |
pratyagbhyām प्रत्यग्भ्याम् |
pratyagbhyaḥ प्रत्यग्भ्यः |
|
Gen. |
pratīcaḥ प्रतीचः |
pratīcoḥ प्रतीचोः |
pratīcām प्रतीचाम् |
|
Loc. |
pratīci प्रतीचि |
pratīcoḥ प्रतीचोः |
pratyakṣu प्रत्यक्षु |
neutro
|
|
sing. |
duale |
Plur. |
|
N.V.A. |
pratyak प्रत्यक् |
pratīcī प्रतीची |
pratyañci प्रत्यञ्चि |
Gli altri casi neutri sono uguali al maschile. Il femminile deriva dalla forma debolissima प्रतीची pratīcī.
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Vocabolario sanscrito-italiano (per gli esercizi)
Abbreviazioni
ā. ātmanepada
abl. ablativo
acc. accusativo
agg. aggettivo
avv. avverbio
cong. congiunzione
dat. dativo
f. femminile
gen. genitivo
indecl. indeclinabile
loc. locativo
loc. avv. locuzione avverbiale
loc. cong. locuzione congiuntiva
loc. prep. locuzione preposizionale
locuz. locuzione
m. maschile
nom. nominativo
n. p. nome proprio
p. parasmaipada
posp. posposto
p. p. participio passato
prep. preposizione
s. sostantivo
str. strumentale
sup. superlativo
u. ubhayapada (parasm. e ātmanep.)
v. verbo
voc. vocativo
अक्षौहिणीपति akṣauhiṇīpati s. m. capo di esercito.
अक्षप्रिय akṣapriya agg. amante dei dadi.
अत्र atra avv. qui.
अथवा athavā avv. piuttosto.
अद्य adya avv. oggi, adesso.
अधस् adhas prep. (gen.) (posp.) sotto.
अधुना adhunā avv. ora.
अनर्थ anartha s. m. male.
अनुभू anubhū v. (I p.) (अनुभवति anubhavati) sperimentare.
अनुरञ्जन anurañjana s. n. affetto.
अन्त anta s. m. confine.
अन्तर् antar prep. (gen.) (posp.) fra.
अन्तरेण antareṇa prep. (acc.) (posp.) tra.
अपराधिन् aparādhin agg. malvagio.
अपि api cong. anche, anche se.
अभिगम् abhigam v. incontrare.
अभिभूत abhibhūta agg. vinto.
अमृत्यु amṛtyu s. m. immortalità.
अर्थ् arth v. (X ā.) (अर्थयते arthayate) implorare.
अर्थ artha s. m. scopo.
अल्प alpa agg. piccolo.
अवगम् avagam v. (I p.) (अवगच्छति avagacchati) conoscere.
अश् aś v. (V ā.) (अश्नुते aśnute) raggiungere.
अश्मन् aśman s. m. pietra.
अश्व aśva s. m. cavallo.
अश्वकोविद aśvakovida s. m. esperto di cavalli.
अस् as v. (II p.) (अस्ति asti) essere.
आ ā prep. (abl.) fino a.
आकाश ākāśa s. m. cielo.
आख्यान ākhyāna s. n. favola.
आगम् āgam v. (I p.) (आगच्छति āgacchati) arrivare.
आचार्य ācārya s. m. maestro.
आदित्य āditya s. m. sole.
आप् āp v. (V p.) (आप्नोति āpnoti) incontrare.
आप्रज āpraja agg. senza figli.
आयुष्मात् āyuṣmāt agg. longevo.
आस् ās v. (II p.) (आस्ते āste) essere presente.
आहू āhū v. (I p.) (आहरति āharati) chiamare.
इ i v. (II p.) (एति eti) andare.
इव iva avv. (posp.) come.
इष् iṣ v. (VI p.) (इच्छति icchati) desiderare.
ईश्वर īśvara s. m. dio.
इष्ट iṣṭa p. p. di इष् iṣ e agg. scelto.
इह iha avv. qui.
उच्च ucca agg. alto.
उत uta cong. oppure.
उत्तम uttama agg. ultimo.
उदार udāra agg. nobile.
उपकार upakāra s. m. beneficio.
उपनी upanī v. (I p.) (उपनयति upanayati) portare.
उपपन्न upapanna agg. munito.
उपरि upari prep. (gen.) (posp.) sopra - उपर्य् उपरि upary upari molto al di sopra.
उपरुध् uparudh v. (VII p.) (उपरुनद्धि uparunaddhi) impedire.
उपालभ् upālabh v. (I p.) (उपालभति upālabhati) riprendere.
ऊर्ध्वम् ūrdhvam prep. (abl.) (posp.) sopra.
एव eva avv. solamente, così.
कथ् kath v. (X p.) (कथयति kathayati) raccontare.
कट kaṭa s. m. stuoia.
कदा चिद् kadā cid locuz. una volta.
कन्या kanyā s. f. ragazza.
कपोत kapota s. m. piccione.
कम्प् kamp v. (I ā.) (कम्पते kampate) tremare, agitare.
कर kara s. m. mano.
कलह kalaha s. m. disputa.
कवि kavi s. m. poeta.
कार्तिकेय kārtikeya n. p. Kārtikeya.
काक kāka s. m. corvo.
काम kāma s. m. desiderio.
काल kāla agg. nero.
काल kāla s. m. momento.
कालिदास kālidāsa n. p. Kālidāsa.
काव्य kāvya s. n. poesia.
किम् kim indecl. (rende la frase interrogativa).
कुशल kuśala agg. abile.
कूर्म kūrma s. m. tartaruga.
कृ kṛ v. (diverse classi) fare.
कृति kṛti s. f. opera.
कृते kṛte prep. (gen.) (posp.) per.
कृश kṛśa agg. magro.
कृष् kṛṣ v. (I p.) (कर्षति karṣati) disegnare.
कोश kośa s. m. ricchezza.
कौसल्या kausalyā n. p. Kausalyā.
क्रम् kram v. (I p. e ā.) (क्रामति krāmati) camminare.
क्रम krama s. m. marcia.
क्रुध् krudh v. (IV p.) (क्रुध्यति krudhyati) irarsi.
क्व kva avv. dove?
क्षत्रिय kṣatriya s. m. guerriero.
क्षिप् kṣip v. (VI p.) (क्षिपति kṣipati) lanciare.
क्षिप्र kṣipra agg. veloce.
खन् khan v. (I p.) (खनति khanati) scavare.
खाद् khād v. (I p.) (खादति khādati) mangiare.
गज gaja s. m. elefante.
गभीर gabhīra agg. profondo, grave.
गम् gam v. (I p.) (गच्छति gacchati) andare.
गर्दभ gardabha s. m. asino.
गुण guṇa s. m. virtù, qualità.
गुणिन् guṇin agg. virtuoso.
गुरु guru s. m. maestro.
गृह gṛha s. m. casa.
गोप gopa s. m. pastore.
ग्राम grāma s. m. villaggio.
घट ghaṭa s. m. vaso.
घर्म gharma s. m. estate.
चन्द्र candra s. m. luna.
चर् car v. (I p.) (चरति carati) muoversi.
चल् cal v. (I p.) (चलति calati) muoversi.
चित्त citta s. n. pensiero.
चित्र citra agg. eccellente.
चिन्ता cintā s. f. preoccupazione.
चिर cira agg. lungo.
चिरम् ciram avv. a lungo.
चुर् cur v. (X p.) (चोरयति corayati) rubare.
जगत् jagat s. n. mondo.
जन् jan v. (IV ā.) (जायते jāyate) nascere.
जन jana s. m. persona, uomo.
जननी jananī s. f. madre.
जल jala s. n. acqua.
जि ji v. (I p.) (जयति jayati) conquistare, vincere.
जिह्व jihva s. m. lingua.
जीव् jīv v. (I p.) (जीवति jīvati) vivere.
जीवित jīvita s. n. vita.
जेतृ jetṛ agg. conquistatore.
ज्ञा jñā v. (IX u.) (जनाति, जनीते janāti, janīte) conoscere.
डिम्ब ḍimba s. m. ragazzo.
तत्त्व tattva s. n. verità.
तत्र tatra avv. là.
तथैव tathaiva avv. nello stesso modo.
तपस् tapas s. n. penitenza.
तरु taru s. m. albero.
तर्क tarka s. m. logica.
तुद् tud v. (VI p.) (तुदति tudati) colpire.
तृषित tṛṣita p. p. di tṛṣ assetato.
तेजस् tejas s. n. gloria.
तैल taila s. n. olio.
त्यज् tyaj v. (I p.) (त्यजति tyajati) abbandonare.
त्रै trai v. (I ā.) (त्रायते trāyate) proteggere.
दण्ड् daṇḍ v. (X p.) (दण्डयति daṇḍayati) punire.
दन्त danta s. m. dente.
दमन damana n. p. Damana.
दशरथ daśaratha n. p. Daśaratha.
दह् dah v. (I p.) (दहति dahati) bruciare.
दान dāna s. n. dono.
दास dāsa s. m. servo.
दिन dina s. m. e n. giorno.
दिव् div v. (IV p.) (दीव्यति dīvyati) giocare.
दिवौकस् divaukas s. m. abitante del cielo.
दुष्कर duṣkara agg. difficile.
दुह् duh v. (II p.) (दोग्धि dogdhi) mungere.
दृश् dṛś v. (IV p.) (पश्यति paśyati) vedere.
देव deva s. m. dio.
देवपति devapati s. m. signore degli dèi.
देश deśa s. m. regione.
द्रु dru v. (I p.) (द्रवति dravati) correre.
द्विष् dviṣ v. (II p.) (द्वेष्टि dveṣṭi) odiare.
धन dhana s. n. i beni.
धनसंपन्न dhanasaṃpanna agg. ricco.
धन्विन् dhanvin s. m. arciere.
धर्म dharma s. m. dovere, religione.
धाव् dhāv v. (I p.) (धावति dhāvati) correre.
धीमत् dhīmat agg. saggio.
धीर dhīra agg. saggio.
न na avv. non.
नगर nagara s. n. città.
नदी nadī s. f. fiume.
नन्द nanda s. m. gioia.
नम् nam v. (I p.) (नमति namati) salutare.
नमस् namas s. n. omaggio, saluto. - + dat. = "gloria a".
नर nara s. m. uomo.
नह् nah v. (IV u.) (नह्यति nahyati) legare, congiungere.
नाम nāma s. n. nome. - indecl. di nome.
णिषध Niṣadha n. p. Niṣadha.
नी nī v. (I p.) (नयति nayati) guidare, condurre, portare.
नृप nṛpa s. m. re.
नृशंस nṛśaṃsa s. m. crudele.
पच् pac v. (I p.) (पचति pacati) cuocere.
पञ्जर pañjara s. n. gabbia.
पण्डित paṇḍita s. m. saggio.
पत् pat v. (I p.) (पतति patati) cadere.
पत्नी patnī s. f. moglie.
पथिन् pathin s. m. strada.
पठ् paṭh v. (I p.) (पठति paṭhati) leggere.
पर para agg. estremo.
पराक्रम parākrama s. m. coraggio.
पराशरिन् parāśarin s. m. mendicante.
परित्यज् parityaj v. (I p.) (परित्यजति parityajati) abbandonare.
पर्वत parvata s. m. monte.
पश् paś v. (IV p.) (पश्यति paśyati) vedere.
पा pā v. (I p.) (पिबति pibati) bere.
पाद pāda s. m. piede.
पाश pāśa s. m. corda.
पितृ pitṛ s. m. padre.
पीड् pīḍ v. (X p.) (पीडयति pīḍayati) tormentare.
पीडयत् pīḍayat part. pres. di पीड् pīḍ e agg. chi tormenta.
पूजास्थन pūjāsthana s. n. oggetto di pregio.
पुत्र putra s. m. figlio.
पुरुष puruṣa s. m. uomo.
पुस्तक pustaka s. m. e n. libro.
पूजा pūjā s. f. adorazione.
पूज्य pūjya agg. venerabile.
पूर्वम् pūrvam avv. prima.
प्रकाश prakāśa agg. famoso - s. m. luce.
प्रछ् prach v. (VI p.) (पृच्छति pṛcchati) domandare.
प्रजा prajā s. f. suddito, discendenza.
प्रजाकाम prajākāma s. m. desiderio di figli. - agg. desideroso di figli.
प्रजार्थे prajārthe indecl. per motivi di prole.
प्रति prati prep. (acc.) (posp.) verso.
प्रत्याख्या pratyākhyā v. (II p.) (प्रत्याख्याति pratyākhyāti) respingere.
प्रभा prabhā v. (II p.) (प्रभाति prabhāti) sembrare.
प्रयत्न prayatna s. n. sforzo.
प्रहृ prahṛ v. (I p.) (प्रहरति praharati) portare via.
प्राणिन् prāṇin agg. vivente.
प्राप् prāp v. (V p.) (प्राप्नोति prāpnoti) arrivare.
प्रिय priya agg. caro.
फल phala s. n. frutto, risultato.
फलाशिन् phalāśin agg. mangiatore di frutti.
बलिन् balin agg. potente.
बहिस् bahis prep. (abl.) (posp.) fuori di.
बाण bāṇa n. p. Bāṇa. - s. m. freccia.
बाल bāla s. m. ragazzo.
बुध् budh v. (I p.) (भोदति bhodati) conoscere, istruire.
बृहदश्व bṛhadaśva n. p. Bṛhadaśva.
ब्रह्मण्य brahmaṇya agg. dedito al benessere dei Brāhmaṇa.
ब्रह्मर्षि brahmarṣi s. m. saggio della casta brahmanica.
ब्रू brū v. (II p.) (ब्रवीति bravīti) dire.
भगवत् bhagavat agg. glorioso, venerabile, felice.
भर्तृ bhartṛ s. m. marito.
भाग bhāga s. m. parte.
भारत bhārata n. p. India. - agg. bhārata.
भाविन् bhāvin agg. futuro.
भाष् bhāṣ v. (I ā.) (भाषते bhāṣate) parlare.
भीमः bhīmaḥ n. p. Bhīma. - agg. terribile.
भू bhū v. (I p.) (भवति bhavati) essere, diventare.
भूरि bhūri agg. grande.
भृ bhṛ v. (I p.) (भरति bharati) portare.
भोजन bhojana s. n. cibo.
भ्रातृ bhrātṛ s. m. fratello.
मत्स्य matsya s. m. pesce.
मधुर madhura agg. dolce.
मन् man v. (IV p.) (मन्यति manyati) scambiare.
मनस् manas s. n. animo.
मनसिज manasija s. m. amore.
मनुजेन्द्र manujendra s. m. re.
महत् mahat agg. grande.
महीपति mahīpati s. m. sovrano.
मा mā avv. non.
मार्ग mārga s. m. strada.
मित्र mitra s. m. amico.
मुक्त mukta p. p. di मुच् muc.
मुच् muc v. (VI p.) (मुञ्चति muñcati) liberare, scagliare.
मुनि muni s. m. asceta.
मुह् muh v. (IV p.) (मुह्यति muhyati) stupirsi.
मूर्धन् mūrdhan s. m. testa.
मृ mṛ v. (VI ā.) (म्रियते mriyate) morire.
मृग mṛga s. m. cervo.
मेघ megha s. m. nuvola.
यज् yaj v. (I p.) (यजति yajati) adorare.
यत् yat v. (I ā.) (यतते yatate) sforzarsi.
यत्न yatna s. m. sforzo.
यत्नतः yatnataḥ avv. diligentemente, con sforzo.
यथा yathā cong. come.
यदि yadi cong. se.
यम् yam v. (I p.) (यच्छति yacchati) dare.
यशस्वत् yaśasvat agg. glorioso.
यशस् yaśas s. n. gloria.
या yā v. (II p.) (याति yāti) andare.
युक्त yukta p. p. di युज् yuj e agg. munito.
युध् yudh v. (IV u.) (युध्यते yudhyate / युध्यति yudhyati) combattere.
योगिन् yogin agg. asceta.
रक्ष् rakṣ v. (I p.) (रक्षति rakṣati) proteggere, difendere.
रक्षस् rakṣas agg. sorvegliante.
रक्षितृ rakṣitṛ s. m. protettore.
रज्जु rajju s. f. fune.
रथ ratha s. m. carro.
रसज्ञ् rasajña s. n. e f. sapore.
राजन् rājan s. m. re.
राम rāma n. p. Rāma.
रुच् ruc v. (I ā.) (रोचते rocate) piacere.
रुह् ruh v. (I p.) (रोहति rohati) crescere.
रूपवत् rūpavat agg. bello.
रोग roga s. m. malattia.
लभ् labh v. (I ā.) (लभते labhate) ottenere.
लिख् likh v. (VI p.) (लिखति likhati) scrivere.
लिङ्ग liṅga s. n. sesso.
लू lū v. (IX p.) (लुनाति lunāti) tagliare.
लोक loka s. m. mondo.
वच् vac v. (II p.) (वक्ति vakti) dire.
वत्स vatsa s. m. figlio.
वद् vad v. (I p.) (वदति vadati) parlare, chiamare.
वनान्त vanānta s. m. bosco.
वनौकस् vanaukas agg. abitante della selva.
वन्द् vand v. (I ā.) (वन्दते vandate) onorare.
वयस् vayas s. n. età.
वरनारी varanārī s. f. donna eccellente.
वर्ण varṇa s. m. lettera.
वस् vas v. (I p.) (वसति vasati) abitare.
वह् vah v. (I p.) (वहति vahati) trasportare.
वा vā cong. oppure.
वासुदेव vāsudeva n. p. Vāsudeva (patronim. di Kṛṣṇa).
वायु vāyu s. m. vento.
विजि viji (I ā.) (विजयते vijayate) conquistare.
विद् vid v. (VI p.) (विन्दति vindati) trovare, conoscere.
विदर्भ vidarbha n. p. Vidarbha.
विद्युत् vidyut s. f. lampo.
विना vinā prep. (acc. o str. o abl.) (posp.) senza.
विपत्ति vipatti s. f. sventura.
विपद् vipad s. f. sventura.
वियत् viyat s. n. cielo.
विष viṣa s. n. veleno.
विहग vihaga s. m. uccello.
वीरसेन vīrasena n. p. Vīrasena.
वृक्ष vṛkṣa s. m. albero.
वृत् vṛt v. (I ā.) (वर्तते vartate) spostarsi.
वेद veda s. m. Veda.
वेदविद् vedavid agg. conoscitore dei Veda.
व्रण vraṇa s. m. ferita.
शंस् śaṃs v. (I p.) (शंसति śaṃsati) lodare.
शकुन्तला śakuntalā n. p. Śakuntalā.
शत्रु śatru s. m. nemico.
शण्ड śaṇḍa s. m. formaggio.
शरद् śarad s. f. autunno.
शरीर śarīra s. n. corpo.
शान्ति śānti s. f. pace.
शिव śiva agg. fortunato, favorevole.
शिष्य śiṣya s. m. scolaro.
शी śī v. (I ā.) (शयते śayate) dormire.
शूर śūra agg. ardito, coraggioso.
श्रु śru v. (V p.) (शृणोति śṛṇoti) ascoltare.
शोभन śobhana agg. bello.
श्रम् śram v. (IV p.) (श्राम्यति śrāmyati) affaticarsi.
श्रेष्ठ śreṣṭha agg. migliore (sup.).
संयतेन्द्रिय saṃyatendriya agg. di passioni controllate.
सत्त्व sattva s. n. virtù.
सत्य satya agg. vero.
सत्यवादिन् satyavādin agg. sincero.
सत्वरम् satvaram avv. in fretta.
समर्थ samartha agg. capace.
समुद्र samudra s. m. oceano.
सर्प sarpa s. m. serpente.
सर्व sarva agg. tutto.
सर्वदा sarvadā avv. sempre.
सह् sah v. (I ā.) (सहते sahate) sopportare.
सह saha prep. (str.) (posp.) con.
साक sākam avv. allora.
साक्षात् sākṣāt avv. in persona.
साधु sādhu agg. buono.
सिंह siṃha s. m. leone.
सिकता sikatā s. f. sabbia.
सिच् sic v. (VI u.) (सिञ्चति siñcati - सिञ्चते siñcate) versare.
सुत suta s. m. figlio.
सुसमाहित susamāhita agg. molto assorbito.
सूत sūta s. m. cocchiere.
सृ sṛ v. (I p.) (सरति sarati) correre.
सेव् sev v. (I ā.) (सेवते sevate) servire, onorare.
स्तुति stuti s. f. lode.
स्त्री strī s. f. donna.
स्था sthā v. (I p.) (तिष्ठति tiṣṭhati) stare.
स्पृह् spṛh v. (X p.) (स्पृहयति spṛhayati) desiderare.
स्मृ smṛ v. (I p.) (स्मरति smarati) ricordare.
स्वप् svap (I e II p.) (स्वपति svapati e स्वपिति svapiti) dormire.
स्वप्न svapna s. m. sogno.
स्वयम् svayam indecl. in persona.
स्वः svaḥ avv. domani.
हन् han v. (II p.) (हन्ति hanti) uccidere.
ह्यस् hyas avv. ieri.
Vocabolario italiano-sanscrito (per gli esercizi)
Abbreviazioni
ā. ātmanepada
abl. ablativo
acc. accusativo
agg. aggettivo
avv. avverbio
cong. congiunzione
dat. dativo
f. femminile
gen. genitivo
indecl. indeclinabile
loc. locativo
loc. avv. locuzione avverbiale
loc. cong. locuzione congiuntiva
loc. prep. locuzione preposizionale
m. maschile
nom. nominativo
n. p. nome proprio
p. parasmaipada
pl. plurale
posp. posposto
p. p. participio passato
prep. preposizione
s. sostantivo
sost. sostantivato
str. strumentale
sup. superlativo
u. ubhayapada (parasm. e ātmanep.)
v. verbo
voc. vocativo
Abbandonare v. त्यज् tyaj v. (I p.) (त्यजति tyajati). - परित्यज् parityaj v. (I p.) (परित्यजति parityajati).
Abile agg. कुशल kuśala agg.
Abitante della selva वनौकस् vanaukas agg.
Abitare v. वस् vas v. (I p.) (वसति vasati).
Acqua s. m. जल jala s. n.
Adesso avv. Vedi Ora.
Adorare v. यज् yaj v. (I p.) (यजति yajati).
Adorazione s. f. पूजा pūjā s. f.
Affaticarsi v. श्रम् śram v. (IV p.) (श्राम्यति śrāmyati).
Affetto s. m. अनुरञ्जन anurañjana s. n.
Agitare v. कम्प् kamp v. (I ā.) (कम्पते kampate).
Albero s. m. वृक्ष vṛkṣa s. m. - तरु taru s. m.
Allora avv. साकम् sākam avv.
Alto agg. उच्च ucca agg.
Amico s. m. मित्र mitra s. m.
Amore s. m. मनसिज manasija s. m.
Anche se loc. cong. अपि api.
Andare v. गम् gam v. (I p.) (गच्छति gacchati). - व्रज् vraj v. (I p.) (व्रजति vrajati). - इ i v. (II p.) (एति eti). - या yā v. (II p.) (याति yāti).
Animo s. m. मनस् manas s. n.
Arciere s. m. धन्विन् dhanvin s. m.
Ardito agg. शूर śūra agg.
Arrivare v. आगम् āgam v. (I p.) (आगच्छति āgacchati). - प्राप् prāp v. (V p.) (प्राप्नोति prāpnoti).
Asceta s. m. योगिन् yogin s. m./agg. - मुनि muni s. m.
Ascoltare v. श्रु śru v. (V p.) (शृणोति śṛṇoti).
Asino s. m. गर्दभ gardabha s. m.
Assetato p. p. तृषित tṛṣita p. p. di tṛṣ.
Autunno s. m. शरद् śarad s. f.
Bāṇa n. p. बाण Bāṇa n. p.
Bello agg. शोभन śobhana agg. - रूपवत् rūpavat agg.
Beneficio s. m. उपकार upakāra.
Beni s. m. pl. धन dhana s. n.
Bere v. पा pā v. (I p.) (पिबति pibati).
Bosco s. m. वनान्त vanānta s. m.
Bṛhadaśva n. p. बृहदश्व bṛhadaśva n. p.
Bruciare v. दह् dah v. (I p.) (दहति dahati).
Buono agg. साधु sādhu agg. - अनृशंस anṛśaṃsa agg.
Cadere v. पत् pat v. (I p.) (पतति patati).
Camminare v. क्रम् kram v. (I p. e ā.) (क्रामति krāmati).
Canto s. m. गीत gīta s. n. e f.
Capace agg. समर्थ samartha agg.
Capo di esercito अक्षौहिणीपति akṣauhiṇīpati s. m.
Caro agg. प्रिय priya agg.
Carro s. m. रथ ratha s. m.
Casa s. f. गृह gṛha s. m.
Cavallo s. m. अश्व aśva s. m.
Cervo s. m. मृग mṛga s. m.
Chiamare v. वद् vad v. (I p.) (वदति vadati). - आहू āhū v. (I p.) (आहरति āharati).
Chiudere v. वृ vṛ v. (V p.) (वृनोति vṛnoti).
Cibo s. m. भोजन bhojana s. n.
Cielo s. m. आकाश ākāśa s. m. - वियत् viyat s. n.
Città s. f. नगर nagara s. n.
Cocchiere s. m. सूत sūta s. m.
Colpire v. तुद् tud v. (VI p.) (तुदति tudati).
Combattere v. युध् yudh v. (IV ā.) (युध्यते yudhyate).
Come cong. यथा yathā avv. - इव iva avv. (posp.).
Con prep. सह saha prep. (str.) (posp.).
Condurre v. Vedi Portare.
Confine s. m. अन्त anta s. m.
Congiungere v. नह् nah v. (IV u.) (नह्यति nahyati).
Conoscere v. बुध् budh v. (I p.) (भोदति bhodati). - ज्ञा jñā v. (IX u.) (जनाति, जनीते janāti, janīte). - अवगम् avagam v. (I p.) (अवगच्छति avagacchati). - विद् vid v. (VI p.) (विन्दति vindati).
Conquistare v. जि ji v. (I p.) (जयति jayati). - विजि viji v. (I ā.) (विजयते vijayate)
Conquistatore s. m. जेतृ jetṛ agg.
Coraggio s. m. पराक्रम parākrama s. m.
Coraggioso agg. शूर śūra agg.
Corda s f. पाश pāśa s. m.
Corpo s. m. शरीर śarīra s. n.
Correre v. द्रु dru v. (I p.) (द्रवति dravati). - धाव् dhāv v. (I p.) (धावति dhāvati). - सृ sṛ v. (I p.) (सरति sarati).
Corvo s. m. काक kāka s. m.
Così avv. एव eva avv.
Crescere v. रुह् ruh v. (I p.) (रोहति rohati).
Crudele agg. sost. नृशंस nṛśaṃsa s. m.
Cuocere v. पच् pac v. (I p.) (पचति pacati).
Dare v. यम् yam v. (I p.) (यच्छति yacchati).
Daśaratha n. p. दशरथ daśaratha n. p.
Dente s. m. दन्त danta s. m.
Desiderare v. स्पृह् spṛh v. (X p.) (स्पृहयति spṛhayati). - इष् iṣ v. (VI p.) (इच्छति icchati).
Desiderio s. m. काम kāma s. m.
Difendere vedi Proteggere.
Difficile agg. दुष्कर duṣkara agg.
Diligentemente avv. यत्नतः yatnataḥ avv.
Dio s. m. देव deva s. m. - ईश्वर īśvara s. m.
Dire v. वच् vac v. (II p.) (वक्ति vakti). - ब्रू brū v. (II p.) (ब्रवीति bravīti).
Discendenza s. f. प्रजा prajā s. f.
Disegnare v. कृष् kṛṣ v. (I p.) (कर्षति karṣati).
Disputa s. f. कलह kalaha s. m.
Diventare v. Vedi Essere.
Dolce agg. मधुर madhura agg.
Domandare v. प्रछ् prach v. (VI p.) (पृच्छति pṛcchati).
Domani avv. स्वः svaḥ avv.
Donna s. f. स्त्री strī s. f.
Dono s. m. दान dāna s. n.
Dormire v. शी śī v. (I ā.) (शयते śayate). - स्वप् svap v. (I e II p.) (स्वपति svapati e स्वपिति svapiti).
Dove avv. interrog. क्व kva avv.
Dovere s. m. धर्म dharma s. m.
E cong. च ca cong. (posp.).
Eccellente agg. चित्र citra agg.
Elefante s. m. गज gaja s. m.
Esperto di cavalli अश्वकोविद aśvakovida s. m.
Essere v. भू bhū v. (I p.) (भवति bhavati). - अस् as v. (II p.) (अस्ति asti).
Estate s. f. घर्म gharma s. m.
Estremo agg. पर para agg.
Età s. f. वयस् vayas s. n.
Famoso agg. प्रकाश prakāśa agg.
Fare v. कृ kṛ v. (varie classi).
Favola s. f. आख्यान ākhyāna s. n.
Favorevole agg. शिव śiva agg.
Felice agg. भगवत् bhagavat agg.
Ferita s. f. व्रण vraṇa s. m.
Figlio s. m. पुत्र putra s. m. - वत्स vatsa s. m. - सुत suta s. m.
Fino a loc. prep. आ ā prep. (abl.).
Fiume s. m. नदी nadī s. f.
Formaggio s. m. शण्ड śaṇḍa s. m.
Fortunato agg. शिव śiva agg.
Fra vedi Tra.
Fratello s. m. भ्रातृ bhrātṛ s. m.
Freccia s. f. बाण bāṇa s. m.
Fretta, In loc. avv. सत्वरम् satvaram avv.
Frutto s. m. फल phala s. n.
Fune s. f. रज्जु rajju s. f.
Fuoco s. m. अग्नि agni s. m.
Fuori di loc. prep. बहिस् bahis prep. (abl.) (posp.).
Futuro agg. भाविन् bhāvin agg.
Gabbia s. f. पञ्जर pañjara s. n.
Giocare v. दिव् div v. (IV p.) (दीव्यति dīvyati).
Gioia s. f. नन्द nanda s. m.
Giorno s. m. दिन dina s. m. e n.
Gloria s. f. नमस् namas s. n. - "gloria a", namas + dat. - यशस् yaśas s. n. - तेजस् tejas s. n.
Glorioso agg. यशस्वत् yaśasvat agg. - भगवत् bhagavat agg.
Grande agg. भूरि bhūri agg. - महत् mahat agg.
Grave agg. गभीर gabhīra agg.
Guerriero s. m. क्षत्रिय kṣatriya s. m.
Guidare v. नी nī v. (I p.) (नयति nayati).
Ieri avv. ह्यस् hyas avv.
Immortalità s. f. अमृत्यु amṛtyu s. m.
Impedire v. उपरुध् uparudh v. (VII p.) (उपरुनद्धि uparunaddhi).
Implorare v. अर्थ् arth v. (X ā.) (अर्थयते arthayate).
Incontrare v. अभिगम् abhigam v. (I p.) (अबिगच्छति abigacchati). - आप् āp v. (V p.) (आप्नोति āpnoti).
India n. p. भारत bhārata.
Infine avv. चिरात् cirāt avv.
Irarsi v. क्रुध् krudh v. (IV p.) (क्रुध्यति krudhyati).
Istruire v. बुध् budh v. (I p.) (भोदति bhodati).
Kālidāsa n. p. कालिदास kālidāsa n. p.
Kārtikeya n. p. कार्तिकेय kārtikeya n. p.
Kausalyā n. p. कौसल्या kausalyā n. p.
Là avv. तत्र tatra avv.
Lampo s. m. विद्युत् vidyut s. f.
Lanciare v. क्षिप kṣip v. (VI p.) (क्षिपति kṣipati).
Legare v. नह् nah v. (IV p.) (नह्यति nahyati).
Leggere v. पठ् paṭh v. (I p.) (पठति paṭhati).
Leone s. m. सिंह siṃha s. m.
Lettera s. f. वर्ण varṇa s. m.
Liberare v. मुच् muc v. (VI p.) (मुञ्चति muñcati).
Libro s. m. पुस्तक pustaka s. m. e n.
Lingua s. f. जिह्व jihva s. m.
Lodare v. शंस् śaṃs v. (I p.) (शंसति śaṃsati).
Lode s. f. स्तुति stuti s. f.
Logica s. f. तर्क tarka s. m.
Longevo agg. आयुष्मात् āyuṣmāt agg.
Luce s. f. प्रकाश prakāśa s. m.
Luna s. f. चन्द्र candra s. m.
Lungamente avv. चिरम् ciram avv.
Lungo agg. चिर cira agg.
Madre s. f. जननी jananī s. f. - मातृ mātṛ s. f.
Maestro s. m. आचार्य ācārya s. m. - गुरु guru s. m.
Magro agg. कृश kṛśa agg.
Malattia s. f. रोग roga s. m.
Male s. m. अनर्थ anartha s. m.
Malvagio agg. अपराधिन् aparādhin agg.
Mangiare v. खाद् khād v. (I p.) (खादति khādati).
Mangiatore di frutti फलाशिन् phalāśin agg.
Mano s. f. कर kara s. m.
Marcia s. f. क्रम krama s. m.
Mare s. m. Vedi Oceano.
Marito s. m. भर्तृ bhartṛ s. m.
Mendicante s. m. पराशरिन् parāśarin s. m.
Migliore agg. श्रेष्ठ śreṣṭha agg. (sup.).
Moglie s. f. पत्नी patnī s. f.
Momento s. m. काल kāla s. m.
Mondo s. m. लोक loka s. m. - जगत् jagat s. n.
Monte s. m. पर्वत parvata s. m.
Morire v. मृ mṛ v. (VI ā.) (म्रियते mriyate).
Mungere v. दुह् duh v. (II p.) (दोग्धि dogdhi).
Munito agg. उपपन्न upapanna agg. - युक्त yukta p. p. di युज् yuj e agg.
Muoversi v. चर् car v. (I p.) (चरति carati). - चल् cal v. (I p.) (चलति calati).
Nascere v. जन् jan v. (IV ā.) (जायते jāyate).
Nemico s. m. शत्रु śatru s. m.
Nero agg. काल kāla agg.
Niṣadha n. p. णिषध Niṣadha n. p.
Nobile agg. उदार udāra agg.
Nome s. m. नाम nāma s. n. - di nome नाम nāma indecl.
Non avv. न na avv. - मा mā avv.
Nuvola s. f. मेघ megha s. m.
Oceano s. m. समुद्र samudra s. m.
Odiare v. द्विष् dviṣ v. (II p.) (द्वेष्टि dveṣṭi).
Oggi avv. अद्य adya avv.
Olio s. m. तैल taila s. n.
Omaggio s. m. नमस् namas s. n.
Onorare v. वन्द् vand v. (I ā.) (वन्दते vandate). - सेव् sev v. (I ā.) (सेवते sevate).
Opera s. f. कृति kṛti s. f.
Oppure cong. उत uta cong. - वा vā cong.
Ora avv. अधुना adhunā avv. - अद्य adya avv.
Ottenere v. लभ् labh v. (I ā.) (लभते labhate).
Pace s. f. शान्ति śānti s. f.
Padre s. m. पितृ pitṛ s. m.
Parlare v. वद् vad v. (I p.) (वदति vadati) - भाष् bhāṣ v. (I ā.) (भाषते bhāṣate).
Parte s. f. भाग bhāga s. m.
Pastore s. m. गोप gopa s. m.
Penitenza s. f. तपस् tapas s. n.
Per prep. कृते kṛte prep. (gen.) (posp.).
Persona s f. जन jana s. m.
Pesce s. m. मत्स्य matsya s. m.
Piacere v. रुच् ruc v. (I ā.) (रोचते rocate).
Piccione s. m. कपोत kapota s. m.
Piccolo agg. अल्प alpa agg.
Piede s. m. पाद pāda s. m.
Pietra s. f. अश्मन् aśman s. m.
Piuttosto avv. अथवा athavā avv.
Poesia s. f. काव्य kāvya s. n.
Poeta s. m. कवि kavi s. m.
Porta s. f. द्वार dvāra s. n.
Portare v. भृ bhṛ v. (I p.) (भरति bharati). - नी nī v. (I p.) (नयति nayati). - Portare via प्रहृ prahṛ v. (I p.) (प्रहरति praharati).
Potente agg. बलिन् balin agg.
Preoccupazione s. f. चिन्ता cintā s. f.
Prima avv. पूर्वम् pūrvam avv.
Profondo agg. गभीर gabhīra agg.
Proteggere v. रक्ष् rakṣ v. (I p.) (रक्षति rakṣati). - त्रै trai v. (I ā.) (त्रायते trāyate).
Protettore s. m. रक्षितृ rakṣitṛ s. m.
Punire v. दण्ड् daṇḍ v. (X p.) (दण्डयति daṇḍayati).
Qualità s. f. गुण guṇa s. m.
Quando avv. कदा kadā avv. interrog.
Qui avv. अत्र atra avv. - इह iha avv.
Raccontare v. कथ् kath v. (X p.) (कथयति kathayati).
Ragazza s. f. कन्या kanyā s. f.
Ragazzo s. m. बाल bāla s. m. - डिम्ब ḍimba s. m.
Raggiungere v. अश् aś v. (V ā.) (अश्नुते aśnute).
Rāma n. p. राम rāma n. p.
Re s. m. नृप nṛpa s. m. - राजन् rājan s. m. - मनुजेन्द्र manujendra s. m.
Regione s. f. देश deśa s. m.
Religione धर्म dharma s. m.
Respingere v. प्रत्याख्या pratyākhyā v. (II p.) (प्रत्याख्याति pratyākhyāti).
Ricchezza s. f. कोश kośa s. m.
Ricco agg. धनसंपन्न dhanasaṃpanna agg.
Ricordare v. स्मृ smṛ v. (I p.) (स्मरति smarati).
Riprendere v. उपालभ् upālabh v. (I p.) (उपालभति upālabhati).
Risultato s. m. फल phala s. n.
Rubare v. चुर् cur v. (X p.) (चोरयति corayati).
Sabbia s. f. सिकता sikatā s. f.
Saggio s. m. पण्डित paṇḍita s. m. - धीमत् dhīmat agg. - धीर dhīra agg.
Śakuntalā n. p. शकुन्तला śakuntalā n. p.
Salutare v. नम् nam v. (I p.) (नमति namati).
Sapore s. m. रसज्ञ् rasajña s. n. e f.
Scagliare v. Vedi Liberare.
Scambiare v. मन् man v. (IV p.) (मन्यति manyati).
Scavare v. खन् khan v. (I p.) (खनति khanati).
Scelto agg. इष्ट iṣṭa p. p. di इष् iṣ e agg.
Scolaro s. m. शिष्य śiṣya s. m.
Scopo s. m. अर्थ artha s. m.
Scrivere v. लिख् likh v. (VI p.) (लिखति likhati).
Se cong. यदि yadi cong.
Sembrare v. प्रभा prabhā v. (II p.) (प्रभाति prabhāti).
Sempre avv. सर्वदा sarvadā avv.
Sentire v. शृउ śru v. (V p.) (शृणोति śṛṇoti).
Senza prep. विना vinā prep. (acc. o str. o abl.) (anche posp.).
Serpente s. m. सर्प sarpa s. m.
Servire v. सेव् sev v. (I ā.) (सेवते sevate).
Servo s. m. दास dāsa s. m.
Sesso s. m. लिङ्ग liṅga s. n.
Sforzarsi v. यत् yat v. (I ā.) (यतते yatate).
Sforzo s. m. प्रयत्न prayatna s. n. - यत्न yatna s. m.
Signore degli dèi देवपति devapati s. m.
Sincero agg. सत्यवादिन् satyavādin agg.
Sogno s. m. स्वप्न svapna s. m.
Solamente avv. एव eva avv.
Sole s. m. आदित्य āditya s. m.
Sopportare v. सह् sah v. (I ā.) (सहते sahate).
Sopra prep. ऊर्ध्वम् ūrdhvam prep. (abl.) (posp.) - उपरि upari prep. (gen.) (posp.).
Sorvegliante s. m. रक्षस् rakṣas agg.
Sotto prep. अधस् adhas prep. (gen.) (posp.).
Sovrano s. m. महीपति mahīpati s. m.
Sperimentare v. अनुभू anubhū v. (I p.) (अनुभवति anubhavati).
Spostarsi v. वृत् vṛt v. (I ā.) (वर्तते vartate).
Stare v. स्था sthā v. (I p.) (तिष्ठति tiṣṭhati).
Strada s. f. मार्ग mārga s. m. - पथिन् pathin s. m.
Stuoia s. f. कट kaṭa s. m.
Stupirsi v. मुह् muh v. (IV p.) (मुह्यति muhyati).
Subito avv. नचिरादिव nacirādiva avv.
Suddito s. m. प्रजा prajā s. f.
Sventura s. f. विपद् vipad s. f. - विपत्ति vipatti s. f.
Tagliare v. लू lū v. (IX p.) (लुनाति lunāti).
Tartaruga s. f. कूर्म kūrma s. m.
Terribile agg. भीमः bhīmaḥ agg.
Testa s. f. मूर्धन् mūrdhan s. m.
Tormentare v. पीड् pīḍ v. (X p.) (पीडयति pīḍayati).
Tra prep. अन्तरेण antareṇa prep. (acc.) (posp.). - अन्तर् antar prep. (gen.) (posp.).
Trasportare v. वह् vah v. (I p.) (वहति vahati).
Tremare v. कम्प् kamp v. (I ā.) (कम्पते kampate).
Trovare v. विद् vid v. (VI p.) (विन्दति vindati).
Tutto agg. सर्व sarva agg.
Uccello s. m. विहग vihaga s. m.
Uccidere v. हन् han v. (II p.) (हन्ति hanti).
Ultimo agg. उत्तम uttama agg.
Uomo s. m. नर nara s. m. - जन jana s. m. - पुरुष puruṣa s. m.
Vaso s. m. घट ghaṭa s. m.
Vāsudeva (patronim. di Kṛṣṇa) n. p. वासुदेव vāsudeva n. p.
Veda n. p. वेद veda n. p. m.
Vedere v. पश् paś v. (IV p.) (पश्यति paśyati). - दृश् dṛś v. (IV p.) (पश्यति paśyati). - ईक्ष् īkṣ v. (I p.) (ईक्षते īkṣate).
Veleno s. m. विष viṣa s. n.
Veloce agg. क्षिप्र kṣipra agg.
Venerabile agg. पूज्य pūjya agg.
Vento s. m. अनिल anila s. m. - वायु vāyu s. m.
Verità s. f. तत्त्व tattva s. n.
Vero agg. सत्य satya agg.
Versare v. सिच् sic v. (VI u.) (सिञ्चति siñcati - सिञ्चते siñcate).
Verso prep. प्रति prati prep. (acc.) (posp.).
Villaggio s. m. ग्राम grāma s. m.
Vincere v. जि ji v. (I p.) (जयति jayati).
Vinto agg. अभिभूत abhibhūta agg.
Vīrasena n. p. वीरसेन vīrasena n. p.
Virtù s. f. गुण guṇa s. m. - सत्त्व sattva s. n.
Virtuoso agg. गुणिन् guṇin agg.
Vita s. f. जीवित jīvita s. n.
Vittoria s. f. विजय vijaya s. m.
Vivente agg. प्राणिन् prāṇin agg.
Vivere v. जीव् jīv v. (I p.) (जीवति jīvati).
Indice analitico
Aggettivi 39
(vedi anche Declinazione)
- gradi 94
Alfabeto 11
Aoristo
- radicale 153
- sigmatico 155
- tematico 154
Apofonia 23
Assolutivi 181
Avverbi 186
Casi 36
Causativo 164
Classi verbali 44
- I 45
- II 64
- III 66
- IV 59
- V 67
- VI 60
- VII 84
- VIII 85
- IX 86
- X 61
Composizione
- nominale 109
- verbale 107
Congiunzioni 188
Coniugazione 42
- atematica 64, 84
- derivate 163, 168
- tematica 59
Consonanti 13
- nessi 20, Appendice I
- pronuncia 14
Declinazione 36, Appendice III
- degli aggettivi 80
- dei nomi 37
- dei nomi con tema in cons. 75
Denominativo 169
Derivati
- primari 101
- secondari 103
Desiderativo 168
Desinenza 35, 43
Dittonghi 13
- pronuncia 13
Flessione 35
Formazione delle parole 101, 107
Futuro
- condizionale 149
- indicativo 148
- participio 150
Genitivo assoluto 182
Gerundio 176
Gerundivo 177
Imperativo 130
Imperfetto 95
Indeclinabili 186
Infinito 177
Intensivo 168
Interiezioni 188
Locativo assoluto 181
Modi 42
Numerali 142
Ordine delle parole 49
Ottativo 120
Parole composte 107
Participi 174
- futuro 175
- perfetto 175
- presente 174
Passivo 163
Perfetto
- perifrastico 159
- raddoppiato 158
Preposizioni 187
Presente indicativo 44
Preverbi 112
Pronomi
- correlativi 142
- dimostrativi 126, 135
- indefinito 141
- interrogativo 141
- personali 118
- relativo 141
Pronuncia 15
Radice 35
Scrittura 11
- particolare 19
Segni particolari 19
Sistemi temporali 42
- dell'aoristo 153
- del futuro 148
- del perfetto 158
- del presente 43
Strumentale assoluto 182
Tema 35
Traduzione 49
- dall'italiano 52
- dal sanscrito 54
Vocali 11
- modificatori 12
- pronuncia 12
Indice sanscrito
anusvāra 12
avagraha 19
avyayībhāva 111
āmreḍita 110
karmadhāraya 110
guṇa 23
tatpuruṣa 110
daṇḍa 19
dvandva 110
dvigu 111
bahuvrīhi 111
laghava cihna 19
vṛddhi 23
virāma 19
visarga 12
sandhi 26, Appendice II
- esterno 27
- interno 32
Indice
5 Premessa
9 Introduzione
11 Lezione 1
FONOLOGIA - Scrittura - Alfabeto - Vocali - Dittonghi - Consonanti - La pronuncia delle parole
19 Lezione 2
Scrittura particolare di alcune consonanti + vocali - Segni particolari - Nessi consonantici - Nessi consonantici particolari
23 Lezione 3
Apofonia (guṇa e vṛddhi)
26 Lezione 4
Sandhi - Sandhi esterno
32 Lezione 5
Sandhi interno
35 Lezione 6
MORFOLOGIA - La flessione - La declinazione - I casi - La declinazione dei nomi - Decl. di nome masch. con tema in voc. -a breve
42 Lezione 7
La coniugazione - Il sistema del presente - Presente indicativo - Classe I
49 Lezione 8
La traduzione - L'ordine delle parole - La traduzione dall'italiano - La traduzione dal sanscrito
59 Lezione 9
Coniugazione tematica: presente - Classe IV - Classe VI - Classe X
64 Lezione 10
Coniugazione atematica: presente (parte prima) - Classe II - Classe III - Classe V
75 Lezione 11
La declinazione dei nomi con tema in consonante
80 Lezione 12
La declinazione degli aggettivi - Temi in vocale - Temi in consonante
84 Lezione 13
Coniugazione atematica: presente (parte seconda) - Classe VII - Classe VIII - Classe IX
94 Lezione 14
I gradi dell'aggettivo - L'imperfetto
101 Lezione 15
Formazione delle parole (parte prima) - Derivazione dei temi nominali - Derivati primari - Derivati secondari
107 Lezione 16
Formazione delle parole (parte seconda) - Le parole composte -
Composizione verbale - Composizione nominale
118 Lezione 17
I pronomi personali - L'ottativo
126 Lezione 18
I pronomi e aggettivi dimostrativi (parte prima) - L'imperativo
135 Lezione 19
I pronomi e aggettivi dimostrativi (parte seconda)
141 Lezione 20
Altri pronomi - Il pronome-aggettivo relativo - Il pronome-aggettivo interrogativo - Il pronome-aggettivo indefinito - I pronomi-aggettivi correlativi - I numerali
148 Lezione 21
Il sistema del futuro
153 Lezione 22
Il sistema dell'aoristo
158 Lezione 23
Il sistema del perfetto
163 Lezione 24
Le coniugazioni derivate (parte prima) - Il passivo - Il causativo
168 Lezione 25
Le coniugazioni derivate (parte seconda) - Il desiderativo - L'intensivo (o frequentativo) - Il denominativo
174 Lezione 26
Le forme nominali - I participi - Il gerundio (o participio indeclinabile o assolutivo) - Il gerundivo - L'infinito
180 Lezione 27
Gli assolutivi - Il locativo assoluto - Il genitivo assoluto - Lo strumentale assoluto
181 Lezione 28
Le forme indeclinabili
Appendici
194 Appendice prima - Nessi consonantici più frequenti
198 Appendice seconda - Sandhi
208 Appendice terza - Declinazioni dei nomi e degli aggettivi
243 Vocabolario sanscrito-italiano (per gli esercizi)
262 Vocabolario italiano-sanscrito (per gli esercizi)
281 Indice analitico
283 Indice sanscrito
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