Massimo Morroni
Google
Vai alle
pubblicazioni
Enciclopedia
osimana
Vocabolario
osimano
Vernacolo
osimano
Glossario
statutario
Toponomastica
provinciale
Meridiane Link Contatti Osimo pdf
Catalogo
bibliografico
Soggettario
osimano
AL
Soggettario
osimano
MZ
Grammatica
sanscrita semplice
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Sanscrito

semplice

 

Introduzione allo studio

 

 

 

Massimo Morroni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Osimo

2012

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Premessa

 

            Questo volume non è una grammatica completa di lingua sanscrita, ma solamente un manuale introduttivo. La sua sola pretesa è quella di aiutare chi è completamente digiuno di sanscrito ad entrare con facilità in questa meravigliosa lingua, della quale qui si acquista una prima dimestichezza. Per proseguire  ci si potrà poi rivolgere ad altre opere più impegnative, che si possono reperire sia nelle biblioteche sia sul mercato sia in Internet. Vediamone qualcuna.       

            Iniziando dalle grammatiche in italiano, e tralasciando quelle più "antiche" (come la Grammatica Sanscrita di Giovanni Flechia, Torino 1856, scaricabile da Google Libri), si hanno gli Elementi di grammatica sanscrita di Oreste Nazari, della Loescher, che risalgono al 1892, ma che sono stati ristampati nel 1988. Contengono degli esercizi graduali (accessorio fondamentale, senza il quale la lingua rimarrebbe pura teoria), mentre si presenta poco graduale il testo.

            Anche gli Elementi di grammatica sanscrita di Angelo Maria Pizzagalli sono un po' datati, risalendo al 1931, ma se ne ebbero ristampe almeno nel 1976 e nel 1995, sempre da parte della Hoepli, nella collana "Reprint antichi manuali". Contiene pochi esercizi e il testo spesso non è molto chiaro e preciso.

            Di recente è stata pubblicata la traduzione in italiano dell'opera

della J. M. Tyberg col titolo Prime lezioni di grammatica sanscrita, acquistabile in rete. Non è difficile, forse un poco dispersiva.

            Sempre in italiano e con esercizi è uscita nel 2012 (Hoepli, con cd allegato) l'edizione del Corso di sanscrito di Ashok Aklujkar, risalente al 1992. Si tratta certamente del miglior lavoro che esiste ora con queste caratteristiche, completato dal cd che contiene la lettura di diversi testi, molto utile per l'autodidatta, per il quale risulta un testo impegnativo. Il Corso di sanscrito di Carlo Della Casa del 1980 (Edizioni Unicopli, Milano; seconda edizione del 1998), si presenta molto, molto essenziale e sintetico, troppo per l'autodidatta, ed ha pochi esercizi.

            Senza esercizi si hanno, ancora in italiano, la traduzione della Grammatica sanscrita elementare di Arthur Macdonell (Patron, Bologna), uscita nel 1968, non molto didattica (la terza edizione in inglese si trova in Internet Archive); la Grammatica sanscrita di Saverio Sani (Giardini editori, Pisa, 1991, seconda edizione 2012), anche questa molto schematica, utile come riferimento, ma non adatta all'autodidatta; tra l'altro ne esiste una versione sintetica in Internet in formato pdf.

            In lingua francese la Grammaire sanscrite di Louis Renou (seconda edizione 1984) è un'opera poderosa, molto ben strutturata, ma non per autodidatti; tra l'altro non contiene esercizi.

            Passando alle grammatiche in inglese, l'offerta è molto più ampia. Anzitutto ci si può sbizzarire a cercare grammatiche in Internet e a scaricarne decine di testi in pdf (alcuni anche in francese): le più semplici, contenenti esercizi, sono A sanskrit manual for high schools di R. Antoine del 1968 e A Pratical Sanskrit Introductory di Charles Wickner del 1996 (anche in francese nel sito http://sanskritdocuments.

org/learning_tools/FrenchSanskritIntro.pdf); quest'ultima è maggior-mente didattica. Altri autori scaricabili (senza esercizi) sono: Bergaigne, Burnouf, Desgranges, Ferrar, Geiger, Kale, Leupol, Monier, Mueller, Oppert, Renou, Speijer, Wilson ecc. Inoltre esistono grammatiche on-line almeno nei seguenti siti:

- www.learnsanskrit.org/grammar

- http://www.wannalearn.com/Academic_Subjects/World_Languages/ Sanskrit/

- http://www.chitrapurmath.net/sanskrit/step_by_step_level1.asp

- http://www.arshavidyacenter.org/sanskrit101x.html

- https://sites. google.com/site/soyouwanttolearnalanguage/sanskrit.

            Nel cartaceo, la Sanskrit grammar di William Dwight Whitney, senza esercizi, del 1879, è stata ristampata fino ad oggi da Motilal Banarsidass di Delhi: si tratta di un testo di approfondimento molto serio (si trova anche on line in Wikisource). Di George L. Hart si ha A rapid sanskrit method (Motilal Banarsidass, del 1984, ristampato diverse volte almeno fino al 2000), con esercizi, a volte non molto chiaro.

            Sempre con esercizi, nella collana "Teach yourself books" si ha Sanskrit. An introduction to the Classical Language di Michael Coulson, prima edizione del 1976, ripubblicato nel 2010 come Teach yourself. Complete sanskrit. Si presenta come un bel testo per autodidatti, ben strutturato; impegnativo.

            Il più semplice, ma serio, testo introduttivo con esercizi rimane Introduction to Sanskrit di Thomas Egenes, in due volumi, del 1989; la Motilal Banarsidass lo ha più volte riedito dal 1994.

            In conclusione,  se si conosce l'inglese, conviene iniziare da zero con Egenes e proseguire con gli altri testi più impegnativi; se invece si vogliono usare testi italiani, bisogna partire da un gradino un poco superiore ed affrontare il volume di Aklujkar. Come testo di continuo riferimento, è da tenere sempre sul tavolo il Sanskrit Manual di R. S. Bucknell, che ha come sottotitolo A Quick-reference. Guide to the Phonology and Grammar of Classical Sanskrit, prima edizione del 1994 e più volte ristampato dalla Motilal Banarsidass.

            Passando ai dizionari, anche questi sono presenti in rete, in formato pdf; ve ne sono in inglese (Apte 1893 e 1912, Monier-Williams 1899 e successive ristampe, Avinash 1998), in tedesco (Boechtlinck 1879), in francese (Burnouf  1866, Stchoupak-Nitti-Renou 1959, Huet 2012), in latino (Bopp 1867) ecc. Inoltre on-line è consultabile lo Huet nel sito The Sanskrit Heritage Site, dove trova posto anche il Monier-Williams.

            A stampa, in italiano, si hanno: il tascabile Sanscrito-Italiano

 Italiano-Sanscrito di Tiziana Pontillo (Vallardi 1993) ed il recente e voluminoso Dizionario Sanscrito-Italiano del Sani (Edizioni ETS, Pisa, 2009).

            Per scrivere in devanāgarī o in traslitterato, è utile il sito Lexilogos (www.lexilogos.com). Per traslitterare si può ricorrere ad  Ashtangayoga (www.ashtangayoga.info/philosophy/transkription-tool/). Inoltre nel sito The Sanskrit Heritage Site (sanskrit.inria.fr/index.html) si hanno, oltre il dizionario già citato, la declinazione e la coniugazione automatica delle parole, la resa del sandhi e l'analisi grammaticale.

            Tra l'altro, nelle pagine web Strumenti linguistici di sanscrito, all'interno del sito SuperZeko (www.superzeko.net/doc_dariochioli_ saggistica/DarioChioliStrumentiLinguisticiDiSanscrito.html) e in Sanskrit documents Site (http://sanskritdocuments.org/) si fornisce un'ampia bibliografia e sitografia di opere attinenti lo studio del sanscrito.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Introduzione

 

            Il sanscrito, come dice il suo stesso nome (1), è una lingua "raffinata, perfetta, sacra". Tutte le sue parole derivano da radici verbali mediante regolari procedimenti, e vengono poi flesse: i sostantivi, gli aggettivi ed i pronomi secondo le varie declinazioni, i verbi secondo le coniugazioni. La grammatica è detta vyākaraṇa (2), che significa "descrizione dettagliata". Anche il suo alfabeto è strutturato in maniera sistematica, secondo la fonologia.

            Nella cultura indiana, il suo ruolo è analogo a quello del latino e del greco nella cultura europea. In sanscrito è scritta una sterminata letteratura, prodotta in almeno 2500 anni, di argomento letterario, artistico e scientifico.

            Fra tutte le lingue indoeuropee (anatoliche, dialetti greci, indo-iranico, celtiche, italiche, germaniche, armeno, tocario, venetico, illirico, slave, baltiche, albanese, frigio, tracio, daco-misio, messapico, ligure, dialetti macedoni e peonici), il sanscrito è la più antica. Era già parlata a metà del II millennio a. C., ma la prima menzione di questa lingua risale solo al IV-III sec. a. C., nel Rāmāyaṇa. Appartiene al ramo indoario del gruppo indoiranico: in questo gruppo si distingue la fase antica, alla quale appartiene il vedico (la lingua dei Veda), la fase media con il sanscrito e la fase moderna con le lingue neoindiane (hindi, punjabi, marathi, bengali ecc.).

            Molte parole sanscrite sono oggi usate comunemente, come ad

esempio avatar "discesa", bramino, Buddha, dharma "ordine naturale", guru "gran maestro", karma "azione", mantra "formula sacra", nirvana "illuminazione spirituale", prana "energia vitale", svastica simbolo solare, trimurti "trinità", yoga "unione" ecc.

 

 

--------------------

(1) Il sostantivo neutro संस्कृत saṃskṛta deriva dall'aggettivo corrispondente, che a sua volta proviene dal participio passato passivo del verbo संस्कृ saṃskṛ "ornare, perfezionare, consacrare", formato dalla parola indeclinabile सम् sam "completamente, perfettamente", dalla "s" che connette i due morfemi e dal verbo कृ kṛ "fare". In latino corrisponde a confectus, con la radice fac simile a kṛ.

(2) व्याकरण vyākaraṇa è sostantivo neutro derivante dal verbo व्याकृ vyākṛ "separare, spiegare", formato da व्य् vy + ā + कृ kṛ "fare verso".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lezione 1

 

FONOLOGIA

 

Scrittura

            L’alfabeto tradizionale per scrivere il sanscrito è il devanāgarī: ad es. la parola अचल ("montagna") è formata dalle lettere a, ca ela, e si legge ‘acialà’. La sua scrittura nel nostro alfabeto (traslitterazione)  si effettua con i segni diacritici: ad es. अचल si scrive acala e la pronuncia rimane ‘acialà’.

अचल =++ ल  >   a + ca + la = acala

 

Alfabeto

            L’alfabeto comprende vocali, dittonghi e consonanti.

 

Vocali

            Si suddividono in brevi e lunghe.

Le vocali brevi sono: a  i  u  ṛ  ḷ .

Le vocali lunghe sono: ā  ī  ū  ṝ .

            Quando si trovano all'inizio della parola, le vocali in devanāgarī si scrivono in questo modo:

 a      ā      i      ī      u      ū               .

            Quando invece sono precedute da consonante, si scrivono nel modo seguente, eccetto la a breve che non si scrive affatto (il cerchietto punteggiato indica la posizione della consonante):

  ā    ि  i      ī      u      ū                .

            Esempio con la lettera   ta:

 ta    ता      ति ti    ती      तु  tu    तू  tū    तृ  tṛ    तॄ  tṝ    तॢ  tḷ.

La pronuncia delle vocali

- La parola non ha un unico accento, ma la voce si sofferma sulle vocali lunghe per natura o per posizione (cioè seguite da due consonanti).

            Nella pronuncia, la durata delle vocali lunghe è il doppio di quelle brevi: es. ā    si legge ‘àa’.

            La a breve ha un suono intermedio tra la ‘a’ e la ‘o’ italiane.

            La pronuncia di e di è simile a ‘ri’ italiano.

I modificatori vocalici

- L'anusvāra ( ) serve per nasalizzare il suono della vocale: es. तं taṃ.

- Il visarga ( ) segna un'emissione di fiato nell'articolare la vocale che lo precede: es.  : aḥ  (leggi ‘a-h’ aspirato).

 

Dittonghi

            Sono: e, ai, o, au. In devanāgarī, ad inizio parola si scrivono così:  e     ai    o    au.

            Preceduti da consonante diventano:    e     ai        au.

Esempio con la lettera taते  te   तै  tai   तो  to   तौ  tau.

La pronuncia dei dittonghi

            I dittonghi si pronunciano tutti accentando la prima vocale: es. पौ pau si pronuncia ‘pàu’.

 

Consonanti

            Si suddividono in: occlusive, nasali, semivocali, sibilanti e aspirata.

- Le occlusive, sorde e sonore, divise in base ai cinque punti di articolazione, sono: gutturali o velari (gola), palatali (palato), linguali o retroflesse o cerebrali o cacuminali  (lingua), dentali (denti) e labiali (labbra).

            A loro volta possono essere semplici o aspirate.

 

 

 

 

OCCLUSIVE

 

                               

NA-SALI

SEMI-

VO-CALI

SIBI-LAN-TI

 

Sorde                      

Sonore

sem-plici

aspi-

rate

sem-plici

aspi-rate

 

 

 

gutt.

ka 

kha

ga 

gha

ṅa

 

 

pal.

ca 

cha

ja 

jha

ña

ya

śa

ling.

ṭa 

ṭha

ḍa 

ḍha

ṇa

ra

ṣa

dent.

ta 

tha

da 

dha

na

la

sa

lab.

pa 

pha

ba 

bha

ma

va

 

- L'aspirata è: ha  .

 

La pronuncia delle consonanti

- Le aspirate vanno pronunciate come le semplici seguite da una emanazione di fiato; quindi pha non si pronuncia ‘fa’, ma ‘p-ha’, con il suono di uphill in inglese (grosso modo: ‘ap kill’).

- La g di ga e gha è quella di ‘gatto’: es. गीत gīta leggi ‘ghìita’.

- La c di ca e cha è come in ‘ciliegia’: es. चमू camū  leggi ‘ciamùu’.

- La j di ja e jha è quella di ‘già’: es. जान jāna leggi ‘giàana’.

- Le linguali si pronunciano come le palatali, ma sollevando la punta

 della lingua verso il palato, come ad es. nei siciliani cavaddu, patri: es. डामर ḍāmara leggi ‘ddàamara’.

- Le nasali, eccetto ma,  hanno il suono di n in ‘vengo’: es. नैक naika (leggi ‘nàika’).

- Le due prime sibilanti sono simili a sc di ‘scena’, mentre la terza suona come s di ‘sole’: es. शासन śāsana leggi ‘sciàassana’, ṣa leggi ‘scià’.

 

La pronuncia delle parole

            L’accento tonico va posto sulle vocali lunghe e sui dittonghi (anche più di uno all’interno della stessa parola).

            Es. राम rāma si legge ‘ràama’; याचकौ yācakau si legge con due accenti:’yàaciakàu’; रामे rāme si legge ‘ràamè’.

            In mancanza di vocali lunghe o dittonghi, l’accento tonico va posto sull’ultima vocale (anche breve).

            Es. नरः naraḥ si pronuncia ‘naràh’ con l’aspirazione; वयं vayaṃ si legge ‘vaiàm’.

 

 

 

 

Esercizi lezione 1

 

1. Leggere e trascrivere in devanāgarī le seguenti parole:

akhila ‘completo’, apaci ‘raccogliere’, abhīka ‘bramoso’, ayoga ‘separazione’, avirala ‘stretto’, aha ‘sicuramente’, āḍī ‘nome di un uccello acquatico’, āyāsa ‘sforzo’, iti ‘così’, uṭa ‘erba’, udaya ‘apparizione’, upamā ‘dosare’, urā ‘pecora’, aupayika ‘adatto’, karaṇa ‘intelligente’, kāya ‘corpo’, kumāra ‘ragazzo’, kojāgara ‘nome di una festa’, kausuma ‘fatto di fiori’, gāyana ‘narratore’, ghana ‘solido’, cūḍa ‘cima’, jāmi ‘usuale’, ḍāmara ‘straordinario’, tūlaka ‘cotone’, dādhika ‘di latte coagulato’, dhanu ‘arco’, nahuṣa ‘Nahuṣa’, nau ‘nave’, parivarta ‘rivoluzione’, puṭa ‘piega’, phalaka ‘frutto’, bhaṭa ‘mercenario’, makara ‘mostro’, māra ‘morte’, yadi ‘se’, rasana ‘saliva’, laghutā ‘velocità’,  vikāsa ‘apertura’, vipula ‘largo’, vihā ‘abbandonare’, vairocana ‘solare’, śābara ‘malvagio’, śyai ‘congelare’, sakala ‘divisibile’, samīpa ‘vicino’, sāvaśeṣa ‘incompleto’, sūnara ‘gioioso’, haṭha ‘violenza’, holākā ‘festa’.

 

Soluzione

अखिल , अपचि , अभीक , अयोग , अविरल , अह , आडी , आयास , इति , उट, उदय , उपमा , उरा , औपयिक , करण , काय , कुमार , कोजागर , कौसुम, गायन , घन , चूड , जामि , डामर , तूलक , दाधिक , धनु , नहुष , नौ , परिवर्त , पुट , फलक , भट , मकर , मार , यदि , रसन , लघुता , विकास, विपुल, विहा , वैरोचन , शाबर  ,श्यै , सकल , समीप, सावशेष , सूनर , हठ , होलाका.

2. Leggere e traslitterare le seguenti parole:

अकथित ‘sottinteso’, अपचरित ‘disperso’, अभि ‘verso’ (prep.), अयोनि ‘spontaneo’, अलि ‘ape’, अहत ‘non colpito’, आकरण ‘appello’, आयम ‘lunghezza’, इकार ‘la i’, ईरित ‘detto’, उख ‘vaso’, ऊति ‘aiuto’, एकक ‘isolato’, ओदन ‘riso cotto’, कच ‘capello’, काकु ‘intonazione’, कूपार ‘oceano’, कोटिक ‘rana’, गज ‘elefante’, गूढ ‘nascosto’, चटु ‘complimento’, छेदित ‘diviso’, जटा ‘treccia’, झर ‘cascata’, टीका ‘commentario’, डाक ‘genio malefico’, तडाग ‘stagno’, दित ‘diviso’, धुत ‘agitato’, निवास ‘dimora’, नेमि ‘bordo’, पणि ‘avaro’, पाटल ‘rosa’, पिचु ‘cotone’, पैतामह ‘relativo al gran padre’, फल ‘frutto’, बहु ‘numeroso’, बीज ‘grano’, भगाल ‘cranio’, भुव ‘atmosfera’, भूमिका ‘suolo’, मण्डप ‘tenda’, मास ‘mese’, मिथुन ‘coppia’, मुदित ‘felice’, मेध ‘sugo’, यजत ‘sublime’, युग ‘giogo’, यौवन ‘giovinezza’, रचन ‘preparazione’, राजन ‘reale’, रैवत ‘ricco’, रोटी ‘pane’, लघु ‘leggero’, लालित ‘amato’, लूता ‘ragno’, लोक ‘luogo’, लौकिक ‘terrestre’, वचन ‘parola’, वाण ‘suono’, विकार ‘trasformazione’, वेदन ‘percezione’, शकट ‘carro’, षोडश ‘sedicesimo’, सकाश ‘visibilità’, सपदि ‘subito’, सीधु ‘rhum’, हरण ‘presa’.

 

Soluzione

akathita, apacarita, abhi, ayoni, ali, ahata, ākaraṇa, āyama, ikāra, īrita, ukha, ūti, ekaka, odana, kaca, kāku, kūpāra, koṭika, gaja, gūḍha, caṭu, chedita, jaṭā, jhara, ṭīkā, ḍāka, taḍāga, dita, dhuta, nivāsa, nemi, paṇi, pāṭala, picu, paitāmaha, phala, bahu, bīja, bhagāla, bhuva, bhūmikā, maṇḍapa, māsa, mithuna, mudita, medha, yajata, yuga, yauvana, racana, rājana, raivata, roṭī, laghu, lālita, lūtā, loka, laukika, vacana, vāṇa, vikāra, vedana, śakaṭa, ṣoḍaśa, sakāśa, sapadi, sīdhu, haraṇa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lezione 2

 

Scrittura particolare di alcune consonanti + vocali

- La lettera r + u diventa रु ru: es. रुचि ruci leggi ‘rucì’.

Invece con la ū si ha: रू : es. रूप rūpa  leggi ‘rùupa’.

- La lettera d + diventa दृ dṛ:  es. दृति dṛti leggi ‘dritì’. Con la si ha दॄ .

- La lettera h, seguita da , dà हृ hṛ: es. हृत hṛta leggi ‘h-rità’.

 

Segni particolari

- Il virāma () si pone sotto una consonante per indicare che va pronunciata senza alcuna vocale: es. वीरुध् vīruḍ leggi ‘vìirudd’.

- I segni di interpunzione sono: il daṇḍa () che indica in prosa la fine di una frase e, in poesia, la fine di una semistrofa; il doppio daṇḍa () che racchiude un titolo o una numerazione e, in poesia, segna la fine di una strofa.

- L'avagraha () indica l'elisione di una vocale iniziale (es. तेऽपि te 'pi  al posto di ते अपि te api).

- Il segno (laghava cihna) indica omissione di parte di una parola: es. ॰तेन (ga)-tena da गतम्  gatam.   

 

Nessi consonantici

            Quando due o più consonanti si seguono, si forma un nesso, cioè si fondono. In genere si eliminano i trattini orizzontali e verticali di esse, eccetto quelli dell'ultima.

            Nel nesso, se le abbreviazioni  sono fatte  in  linea orizzontale, si leggono le  lettere iniziando da sinistra: es. प्य pya; se sono sovrapposte, si leggono iniziando dalle lettere superiori: es.  प्त pta; ङ्घ्य ṅghya: come detto, si inizia dall'alto con , si scende a sinistra con gh e si va a destra con ya.

            A volte si può avere una doppia scrittura: es. शङ्ख oppure शङ्ख śaṅkha con il virāma sotto la ङ; द्विष् oppure द्विष् dviṣ.

 

Nessi consonantici particolari

            Di solito i nessi si riconoscono, ma ne esistono alcuni nei quali si perde la fisionomia delle consonanti: ad es. क्ष kṣa, क्त kta, ज्ञ jña, त्त tta, द्द dda, ह्य hya, द्य dya, ष्ट ṣṭa, ष्ठ ṣṭha.

            In particolare, la lettera ra si può avere nei seguenti modi:

- all'inizio di sillaba, seguita da una vocale, si scrive : es. राति rāti;

- all'inizio di sillaba, seguita da una consonante, diventa un uncino sopra la consonante: es. सर्प sarpa;

- dopo  un’altra  consonante,  si indica  con  un trattino  a sinistra della

linea verticale: es. कुत्र kutra.

            La lettera śa, seguita da consonante, si può scrivere affiancata o superiore: es. śvas श्वस्  o  श्वस्  .

            Altri casi: kya diventa क्य; dma diventa द्म; hma diventa ह्म ecc.

            Esempi di nessi con tre consonanti consecutive: त्त्व ttva, द्व्य dvya, प्स्व psva.

            Esempi di nessi con quattro consonanti consecutive: क्त्र्य ktrya, ष्ट्र्य ṣṭrya.

            I nessi che si incontrano più di frequente sono riportati nell’Appendice I, con alcuni esempi.

 

Esercizi lezione 2

 

1. Leggere e trascrivere in devanāgarī le seguenti parole:

aṃśu ‘fibra’, akṛta ‘non fatto’, ativṛt ‘sorpassare’, avakāśya ‘da riguardare’, asthan ‘osso’, ākarṣa ‘attrazione’, iṅgita ‘gesto’, īpsu ‘desiderante’, ukti ‘parola’, ūhitavya ‘cambiato’, ṛc ‘venerare’, eṣṭavya ‘desiderabile’, aiśvara ‘potente’, oṣṭha ‘labbro’, autpattika ‘naturale’, kakṣya ‘ben nutrito’, kustubha ‘epiteto di Viṣṇu’, kṛta ‘fatto’, kvathita ‘cotto’, kṣatriya ‘guerriero’, khilya ‘massa’, gaḍḍārikā ‘fiume’, gurutva ‘dignità’, gṛha ‘casa’, grantha ‘nodo’, cakrīvat ‘carro’, chandas ‘desiderio’, jaghanya ‘posteriore’, jval ‘bruciare’, jharjhara ‘tamburo’, ṭippaṇa ‘glossa’, tantra ‘regola’, tṛtīya ‘terzo’, tyaj ‘abbandonare’, daghna ‘dopo’, dīkṣita ‘preparato’, dvīpin ‘leopardo’, dhanuṣmat ‘arciere’, nakṣatra ‘astro’, pakva ‘cotto’, piccha ‘ala’, prajña ‘istruito’, barhin ‘pavone’, bhakta ‘devoto’, madhyamīya ‘centrale’, yajña ‘devozione’, rajju ‘corda’, labdha ‘preso’, vargya ‘collega’, śīrṇa ‘spezzato’, ṣiḍga ‘lascivo’, ṣṭhīv ‘espettorare’, saṃvijñāta ‘ben conosciuto’, sṛṣṭa ‘emesso’, hṛṣita ‘felice’.

 

Soluzione

अंशु , अकृत , अतिवृत् , अवकाश्य, अस्थन् , आकर्ष , इङ्गित ,  ईप्सु , उक्ति , ऊहितव्य , ऋच् , एष्टव्य , ऐश्वर , ओष्ठ , औत्पत्तिक , कक्ष्य , कुस्तुभ , कृत , क्वथित , क्षत्रिय ,  खिल्य , गड्डारिका , गुरुत्व , गृह , ग्रन्थ , चक्रीवत् , छन्दस् , जघन्य , ज्वल् , झर्झर , टिप्पण , तन्त्र , तृतीय , त्यज् , दघ्न, दीक्षित , द्वीपिन् , धनुष्मत् , नक्षत्र , पक्व , पिच्छ , प्रज्ञ , बर्हिन् , भक्त , मध्यमीय , यज्ञ , रज्जु , लब्ध , वर्ग्य , शीर्ण , षिड्ग , ष्ठीव् , संविज्ञात , सृष्ट , हृषित .

 

2. Nell’esercizio precedente, traslitterare le parole in devanāgarī date nella soluzione.

 

 

 

 

Lezione 3

 

Apofonia (guṇa e vṛddhi)

            L’apofonia consiste nella gradazione vocalica, cioè nelle variazioni che una vocale assume nel corso della flessione (declinazione di nomi, aggettivi e pronomi o coniugazione di verbi) o nella formazione di derivati. Questo fenomeno si riscontra anche in altre lingue (latino, tedesco ecc.); in italiano, si ha ad es. nel cambiamento tra ‘o’ e ‘uo’ in ‘moviamo’ e ‘muovi’. E’ molto frequente in greco: es. trépho, étraphon, tróphos.

            Si hanno tre gradi di apofonia: il grado base, il grado pieno detto गुण guṇa e il grado allungato detto वृद्धि vṛddhi.

            Si passa dal grado base al guṇa premettendo una a breve, dal guṇa al vṛddhi premettendo un’altra a breve:

a breve + grado base = guṇa

a breve + guṇa = vṛddhi.

Fa eccezione la a breve, che ha il guṇa uguale al grado base.

            Lo schema è il seguente:

gr. base

a

ā

i, ī

u, ū

guṇa

a

ā

e

ar

al

o

vṛddhi

ā

ā

ai

ār

āl

au

-          Esempio nella formazione di derivato:

भज् bhaj "dividere" - भाग bhāga "parte".

-          Esempio nella flessione:

कॢप् kḷp "essere capace" - कल्पते kalpate "è capace".

-          Esempi nella derivazione e nella flessione:

विद्म vidma "sappiamo" - वेद "io so" veda - वैद्य vaidya "sapiente";

भृ bhṛ "portare" - भरति bharati "egli porta" - भार bhāra "carico".

 

La riduzione di ya, va e ra (che sono parallele al guṇa) alle corrispondenti vocali i, u e , si chiama सम्प्रसारण samprasāraṇa, che significa appunto "riduzione", e si ha con la caduta della vocale (es. वच् vac > उच्  uc, यज्  yaj > इज्  ij).

 

Esercizi lezione 3

 

Osservare come si formano alcuni sostantivi in derivazione dalle radici.

Regola generale: radice verbale + -a tematica = sostantivo.

* Prima di aggiungere la -a, la radice subisce vṛddhi se contiene una a mediana o una . Ad es. in तप् tap "bruciare", questa a subisce vṛddhi e passa ad ā, dando – con l’aggiunta della -a tematica – il sostantivo ताप tāpa "calore". Ugualmente da दह् dah "ardere" si ha दाह dāha "ardore"; da कम् kam "desiderare" si ha काम kāma "desiderio"; da नश् naś "perire" si ha नाश nāśa "rovina".

Altro esempio: nella radice कृ kṛ "fare", si ha il vṛddhi in कार् kār- e il derivato कार kāra "azione".

* La radice si guṇa se contiene un’altra vocale. Ad es. nella radice कुप् kup "adirarsi", la vocale u si guṇa in o, dando कोप् kop-, alla quale si aggiunge la vocale tematica -a, ottenendo il sostantivo  कोप kopa, che significa "ira". Analogamente, si ha il guṇa di क्रुध् krudh "sdegnarsi" in क्रोध् krodh- e la derivazione del sostantivo क्रोध krodha "sdegno". Da मुह् muh "turbarsi" si ha मोह moha "turbamento".

* La lettera i finale di radice guṇa in e, poi diventa ay. Ad es. dalla radice चि ci "accumulare" si ha चय caya "mucchio"; da जि ji "vincere" si ha जय jaya "vittoria"; da ली "perdere" si ha लय laya "perdita".

* La lettera u finale di radice guṇa in o, poi diventa av. Ad es. nella radice भू bhū "essere", la ū si guṇa in o, la quale si scinde in av- davanti alla -a tematica, dando भव bhava "esistenza"; da स्तु stu "lodare" si ha स्तव stava "lode".

* La palatale finale si muta nella gutturale corrispondente: quindi, da युज् yuj "unire" si ha योग yoga "unione" con il guṇa.

Lezione 4

 

Sandhi

            Nelle lingue la parte finale di una parola si modifica, per eufonia, a seconda dei suoni iniziali della parola seguente. Questo è un caso del fenomeno detto sandhi, che significa composizione.

            In italiano, ad esempio, ciò può avvenire con una elisione (un'alba a fronte di una cosa) o con un troncamento (un giro a fronte di uno zero), mentre in francese si ha la liaison (les-arbres a fronte di les pays) ecc.

            In alcuni casi (come nell'elisione) la lingua scritta riproduce la lingua parlata (lo albero si scrive l’albero), in altri casi no: ad esempio, si scrive a casa, ma si pronuncia accasa.

            Il sanscrito segnala sempre il sandhi nella scrittura.

* Il sandhi si dice esterno, quando riguarda la parte finale di una parola e la parte iniziale della seguente, come negli esempi sopra riportati.

* Si dice invece interno quando riguarda modificazioni che avvengono all'interno di una parola.

            Lo schema dei cambiamenti delle vocali, visto nell’apofonia,

aiuta a meglio rendersi conto di come si combinano le vocali.

 Sandhi esterno

- Le consonanti finali soggette a sandhi sono: le sorde semplici eccetto la palatale, quindi k, ṭ, t, p; tre nasali  ṅ,  n, m; ḥ, r.

- Nell'incontro di una vocale con una consonante, le due parole restano immutate con una sola eccezione: se la vocale è breve e la consonante è ch, la ch cambia in cch. Se invece la vocale è lunga, il cambio è opzionale.

- Se la parola è l'ultima della frase, non subisce cambiamenti.

            Le regole sono numerose, ma le principali si possono schematizzare nelle tabelle contenute nell’Appendice II. Non vanno imparate a memoria, ma si apprenderanno consultandole con l’uso. Già la lettura degli esempi seguenti porterà a familiarizzarsi con esse. Altri esempi sono nella stessa Appendice.

            N. B. – In sanscrito le parole di una proposizione sono tutte attaccate eccetto nei seguenti casi: se la parola termina con vocale o visarga o anusvāra e la seguente inizia con consonante.

 

Esempi di sandhi con consonanti finali

k + g = g   es. dik gajaḥ > diggajaḥ  दिक् गजः > दिग्गजः

ṭ + g = ḍ   es. parivrāt gacchati > parivrāḍ  gacchati  परिव्रात् गच्छति > परिव्राड् गच्छति

t + c = c  es. tat ca > tac ca  तत् > तच्

p + j = b   es. ap jaḥ > abjaḥ  अप् जः > अब्जः

n + j = ñ   es. tān jayati > tāñ jayati  तान् जयति > ताञ् जयति

m + v = ṃ  es. tam veda > taṃ veda  तम् वेद > तं वेद

ḥ + g = r   es. gauḥ gacchati > gaur gacchati  गौः गच्छति > गौर् गच्छति

aḥ + k = aḥ   es. tataḥ kāmaḥ  ततः कामः

āḥ + g = ā   es. hatāḥ gajāḥ > hatā gajāḥ  हताः गजाः > हता गजाः

 

Esempi di sandhi con vocali finali

a + i = e   es. tava indraḥ > tavendraḥ  तव इन्द्रः > तवेन्द्रः

i + a = ya   es. dadhi atra > dadhyatra  दधि अत्र > दध्यत्र

u + i = vi   es. madhu iva > madhviva  मधु इव > मध्विव

ṛ + u = ru   es. kartṛ uta > kartruta  कर्तृ उत > कर्त्रुत

ā + u = o   es. sā uktvā > soktvā  सा उक्त्वा > सोक्त्वा

ī + a = ya   es. nadī artham > nadyartham  नदी अर्थम् > नद्यर्थम्

e + a = e '   es. te api > te 'pi  ते अपि > ते ऽपि

o + a = o '   es. so api > so 'pi  सो अपि > सो ऽपि

ai + a =  ā a  es. śriyai arthaḥ > śriyā arthaḥ  श्रियै अर्थः > श्रिया अर्थः

au + i = āvi  es. tau iti > tāviti तौ इति > ताविति

 

Esercizi lezione 4

 

1. Applicare il sandhi esterno con consonanti finali.

समिअक् आह samiak āha, समिअक् नृत्यति samiak nṛtyati, गच्छन्  एवम् gacchan evam, सम्राट् इति samrāṭ iti, परिव्राट् मन्यते parivrāṭ manyate, अभवत् एतत्  abhavat etat, तस्मात् tasmāt ca, देवात् छत्त्रम् devāt chattram, कस्मात् जलम् kasmāt jalam, एतत् टीकायाम्  etat ṭīkāyām, कस्मात् मन्यते  kasmāt manyate, तत् लभते tat labhate,  देवात् शान्तिम् devāt śāntim, देवान् चिन्तयति  devān cintayati, कवीन्  टीका kavīn ṭīkā, स्वादून्  तु  svādūn tu, देवान् जानाति devān jānāti, देवान्  डयमानान्  devān ḍayamānān, तान् लोकान् tān lokān, पितॄन् शान्तिम् pitṝn śāntim, ककुप् इव kakup iva, ककुप् दक्षिणा  kakup dakṣiṇā, ककुप्  नाम kakup nāma, सायम् गच्छति sāyam gacchati, अहम् वदामि aham vadāmi, तम्  हन्ति tam hanti, गच्छामि पुनर् gacchāmi punar, मातर् करोमि mātar karomi, हरिर् रमते harir ramate, तत् शयनम्  tat śayanam, गच्छामस्  gacchāmas.

 

 

Soluzioni

N. B. – Le parole seguenti si possono anche scrivere attaccate, come mostrato in alcuni casi.

समिअग् आह samiag āha, सम्यङ् नृत्यति samyaṅ nṛtyati, गच्छन्न् एवम् gacchann evam, सम्राड् इति samrāḍ iti, परिव्राण् मन्यते parivrāṇ manyate, अभवद् एतत्  abhavad etat, तस्माच् tasmāc ca, देवाच् छत्त्रम् devāc chattram, कस्माज् जलम्  kasmāj jalam, एतट्टीकायाम् etaṭṭīkāyām (cioè etaṭ + ṭīkāyām), कस्मान्मन्यते kasmānmanyate, तल्लभते tallabhate, देवाच् शान्तिम् devāc śāntim (che può passare a देवाच्छान्तिम् devācchāntim), देवांश्चिन्तयति devāṃścintayati, कवींष्टीका kavīṃṣṭīkā, स्वादूंस्तु svādūṃstu,  देवाञ्जानाति devāñjānāti, देवाण्डयमानान् devāṇḍayamānān, ताँल्लोकान् tāṃllokān (notare l’anunāsika sopra l’ā, cioè la nasalizzazione di la per eufonia), पितॄञ् शान्तिम् pitṝñ śāntim (che poi passa a पितॄञ्छान्तिम् pitṝñchāntim), ककुब् इव kakub iva, ककुब्दक्षिणा kakubdakṣiṇā, ककुम्नाम kakumnāma, सायं गच्छति sāyaṃ gacchati, अहंवदामि ahaṃvadāmi, तंहन्ति taṃhanti, गच्छामि पुनः gacchāmi punaḥ (in fine di parola, r passa a visarga), मातः करोमि mātaḥ karomi, हरी रमते harī ramate, तच्छयनम्  tacchayanam, गच्छामः gacchāmaḥ.

 

2. Applicare il sandhi esterno con vocali finali.

अस्ति इन्द्रः asti indraḥ, इह अस्ति na iha asti, यथा ऋतः yathā ṛtaḥ, मा एहि mā ehi, स ओदनः sa odanaḥ, अस्ति एव asti eva, कृणोतु इन्द्रः kṛṇotu indraḥ, दातृ अस्ति dātṛ asti, ते अब्रुवन्  te abruvan, शत्रो एहि śatro ehi, तस्मै अब्रवीत् tasmai abravīt, अग्नौ  इव agnau iva.

 

Soluzioni

अस्तीन्द्रः astīndraḥ, नेहास्ति nehāsti, यथर्तः yathartaḥ, मैहि maihi, सौदनः saudanaḥ, अस्त्येव astyeva, कृणोत्विन्द्रः kṛṇotvindraḥ, दात्रस्ति dātrasti, तेऽब्रुवन् te ’bruvan, शत्र एहि śatra ehi, तस्मा अब्रवीत् tasmā abravīt, अग्नाविव agnāviva.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lezione 5

 

Sandhi interno

            Il sandhi interno consiste nei mutamenti che hanno luogo all’interno di una parola, e precisamente tra gli elementi di un composto o tra tema e suffisso o tra tema nominale o verbale e desinenze.

            In generale hanno valore le stesse regole già viste per il sandhi esterno, ma esistono molte particolarità. Studiando i paradigmi dei nomi e dei verbi, queste regole si apprenderanno con la pratica.

            Diversamente dal sandhi esterno, le vocali, le semivocali e le nasali non assimilano i fonemi contigui. Le consonanti finali di un tema o di una radice non si sonorizzano davanti alle desinenze o ai suffissi che iniziano con vocale. Ad es. t + vocale rimane t, s + v rimane s.

            Le regole generali, che diventeranno familiari con l’uso, si possono così riassumere:

1)     i breve o lunga + vocale = iy  es. jihrī+ati > jihriyati  जिह्री+अति > जिह्रियति .

2)     u breve o lunga + voc. = uv es. ru+anti > ruvanti रु+अन्ति > रुवन्ति .

3)     + voc. = ir es. kṝ +a+ti > kirati  कॄ ++ति > किरति .

4)     La nasale, davanti ad una occlusiva, è omorganica: es. siñcati सिञ्चति (da sic सिच् ).

5)     La nasale, davanti ad una sibilante, diviene anusvāra: es. han

 + sa + ti > jighāṃsati  हन् + + ति > जिघांसति.

6)     I fonemi aspirati mantengono l’aspirazione solo davanti a vocali, semivocali e nasali: es. prach + syati > prakṣyati  प्रछ् + स्यति > प्रक्ष्यति .

7)     Le occlusive sonore si desonorizzano, cioè diventano sorde, davanti a consonante sorda: es. ved + ti > vetti  वेद् + ति > वेत्ति .

8)     Le dentali precedute da retroflesse si retroflettono: es. iṣ + ta > iṣṭa  इष् + > इष्ट .

 

Esercizi lezione 5

 

Osservare l’applicazione del sandhi interno nei seguenti casi.

-          + voc. > ir : तॄ + अते > तिरते tṝ + ate > tirate

-          + cons. > īr : तॄ + > तीर्ण tṝ + na > tīrṇa

-          ṛ + y > ri + y : कृ + यते > क्रियते kṛ + yate > kriyate

-          ṛ + n > ṝ + ṇ : पितृ + नाम् > पितॄणाम् pitṛ + nām > pitṝṇām

-          ṛ + s > ṛ + ṣ : पितृ + सु > पितृषु pitṛ + su > pitṛṣu

-          o + voc. > av : गो + > गवे go + e > gave

-          cons. asp. + cons. > cons. sempl. : रभ् + स्य + ते > रप्स्यते rabh + sya + te > rapsyate

-          cons. asp. + cons. asp. > cons. sempl. + cons. asp. (legge di Grassmann) : रुन्ध् + ध्वे > रुन्द्ध्वे rundh + dhve > runddhve

-          cons. son. asp. + cons. sorda > son. + son. asp. (legge di Bartholomae): रुन्ध् + थः > रुन्द्धः rundh + thaḥ > runddhaḥ

-          j + cons. > k + cons. : युज् + > युक्त yuj + ta > yukta

-          j + cons. > + cons. : राज् + त्र > राष्त्र rāj + tra > rāṣtra

-          j + nas. > ñj : यज् + > यज्ञ  yaj + na > yajña

-          ś + s > kṣ : दिश् + सु > दिक्षु  diś + su > dikṣu

-          ś + t > ṣṭ : नश् + > नष्ट naś + ta > naṣṭa

-          + dh > ḍḍh : द्विष् + ध्वे > द्विड्ढ्वे dviṣ + dhve > dviḍḍhve

-          n + s > ṃs : मन् + स्य + ते > मंस्यते  man + sya + te > maṃsyate

-          m + v > nv : + गम् + वान् > जगन्वान्  ja + gam + vān > jaganvān

-          h + s > kṣ : वह् + स्य + ति > वक्ष्यति vah + sya + ti > vakṣyati

-          h + t > allungam. voc. + ḍh : ऊह् + > ऊढ  uh + ta > ūḍha

 

 

Lezione 6

 

MORFOLOGIA

 

La flessione

            L’italiano, che è una lingua flessiva, cambia di regola la terminazione della parola secondo il numero (singolare e plurale) ed il genere (maschile e femminile).

            Tra l’altro, in sanscrito si hanno tre numeri (singolare, duale e plurale) e tre generi (maschile, femminile e neutro). Nelle lingue antiche la flessione è più ampia e definisce compiutamente la funzione logica che la parola esercita nella proposizione.

            La flessione di nomi, aggettivi e pronomi si chiama declinazione, mentre quella dei verbi si chiama coniugazione.

            La parte invariabile della parola si dice tema, la parte variabile è la desinenza: ad es. nella parola italiana ‘campo’ si ha ‘camp-‘ come tema e ‘-o’ come desinenza; nel verbo ‘amiamo’ si ha ‘am-‘ come tema e ‘-iamo’ come desinenza.

            La radice è invece la parte comune di diverse parole che hanno la stessa derivazione: ad es. nelle parole ‘temere’, ‘timore’ e ‘timido’, la radice comune è ‘tem/tim’.

La declinazione

            La declinazione, quindi, è l’insieme dei mutamenti di una parola in base alle singole desinenze che essa assume in rapporto alle sue funzioni sintattiche.

            L’italiano invece, al posto delle declinazioni, si serve di articoli e preposizioni.

* I casi

            Nella lingua sanscrita si hanno diverse declinazioni ed ognuna ha otto casi, cioè otto possibili modificazioni della parola. Nell’ordine essi sono: nominativo, vocativo, accusativo, strumentale, dativo, ablativo, genitivo e locativo. Vediamo in sintesi i loro significati.

- Il nominativo esprime il soggetto e tutto ciò che lo qualifica (come attributi e predicati): es. La pace è un’ottima aspirazione.

- Il vocativo indica la persona alla quale si rivolge la parola (es. Maestro, insegnami cose nuove).

- L’accusativo esprime il complemento oggetto (es. Mangio del pane), il complemento di moto a luogo con i verbi di movimento (es. Vai verso la campagna) e il tempo continuato (es. Per tre giorni hanno lavorato).

- Lo strumentale può esprimere il complemento di mezzo (es. Viaggia col carro), di agente (es. E’ stato compiuto da lui), causa efficiente (es. Il miracolo è compiuto dalla natura) e di compagnia (es. Esci con lui).

- Il dativo esprime il complemento di termine (es. Regalalo a lei) e di fine o scopo (es. Tutto è stato predisposto per la sua protezione).

- L’ablativo esprime il complemento di moto da luogo (es. Proviene dall’esterno), di separazione (es. Si allontana dallo studio), di causa (es. Per la caduta si è ferito) e il secondo termine di paragone (es. Il sapiente è più profondo dell’oceano).

- Il genitivo esprime il complemento di specificazione (es. I fiumi di questa terra sono puliti) e molti altri significati che non hanno gli altri casi.

- Il locativo indica il complemento di stato in luogo, reale e figurato (es. Stiamo in casa) e di tempo determinato (es. D'estate il sole brucia).

* La declinazione dei nomi

            Si hanno due categorie: temi in vocale e temi in consonante. La flessione dei temi in consonante mantiene più chiaramente la situazione originaria, cioè aggiunge le desinenze generali senza modificazioni.

            Invece  la flessione  dei  temi  in vocale  contiene  desinenze

mutuate   dai   pronomi,   le quali,   inoltre,  talvolta  si  fondono con la

vocale del tema, diventando irriconoscibili.

 

* Declinazione di un nome maschile con tema in vocale -a breve.

            In pratica, basta togliere la a breve del tema e aggiungere le terminazioni in grassetto:

es. nara  नर "uomo"

 

sing.

duale

plur.

Nom.

naraḥ

नरः

narau           नरौ

narāḥ       नराः

Voc.

nara        

नर

narau                    नरौ

narāḥ       नराः

Acc.

naram 

नरम्

narau           नरौ

narān      

नरान्

Str.

nareṇa (1)

नरेण

narābhyām  नराभ्याम्

naraiḥ       नरैः

Dat.

narāya   

नराय

narābhyām  नराभ्याम्

narebhyaḥ  नरेभ्यः

Abl.

narāt   

नरात्

narābhyām  नराभ्याम्

narebhyaḥ  नरेभ्यः

Gen.

narasya  नरस्य

narayoḥ       नरयोः

narāṇām (1)

नराणाम्

Loc.

nare            

नरे

narayoḥ       नरयोः

nareṣu       नरेषु

(1) La lettera -n- è cambiata in -- per la presenza della r (sandhi int.).

Nell'Appendice III sono date le varie declinazioni.

 

* Anche gli aggettivi in -a breve seguono, per il maschile, la declinazione dei nomi in -a breve; ad esempio: अल्प alpa "piccolo", शोभन śobhana "bello", प्रिय priya "caro",  कुशल kuśala  "abile", चित्र citra  "eccellente", प्रकाश  prakāśa "famoso", काल kāla "nero", गभीर gabhīra  "profondo", धनसंपन्न  dhanasaṃpanna "ricco",  क्षिप्र kṣipra "veloce" ecc.

 

Esercizi lezione 6

 

1. Tradurre in sanscrito

dall’uomo (agente) - per mezzo dei due cavalli – l’elefante (compl. ogg.) – senza il caro maestro – verso gli alti monti – tra gli dèi – con il guerriero (compagnia) – a causa dei corvi – al figlio abile (termine) – per la gioia – dai due oceani – alla piccola regione (moto a luogo) – dall’avidità – fino all’oceano - fuori del confine – sopra tutto il mondo – il maestro del bel figlio -  sopra i due monti – dei leoni (gen.) – sotto il mare profondo – fra i neri corvi - per i guerrieri - negli oceani – o figli - nelle lunghe regioni.

 

Soluzioni

नरेण nareṇa  (col sandhi)   - अश्वाभ्याम् aśvābhyām  -   गजम् gajam

प्रियम् आचार्यं विना priyam ācāryaṃ vinā (col sandhi) - उच्चान् पर्वतान् प्रति uccān parvatān prati - देवान् अन्तरेण devān antareṇa - क्षत्रिये सह kṣatriyea saha (col sandhi) – काकैः kākaiḥ - कुशलाय पुत्राय kuśalāya putrāya – नन्दाय nandāya - समुद्राभ्याम्  samudrābhyām - अल्पं देशम् alpaṃ deśam (col sandhi) - लोभात् lobhāt - समुद्रात् ā samudrāt – अन्ताद् बहिस् antād bahis (col sandhi) - सर्वाल्लोकाद् ऊर्ध्वम् sarvāllokād ūrdhvam (col sandhi) - शोभनस्य पुत्रस्याचारिअः śobhanasya putrasyācāriaḥ (col sandhi) - पर्वतयोरुपरि parvatayorupari (col sandhi) - सिंहानाम् siṃhānām - गभीरस्य समुद्रस्याधस् gabhīrasya samudrasyādhas (col sandhi) - कालान् काकानामन्तर् kālān kākānāmantar (col sandhi) - क्षत्रियानांकृते kṣatriyānāṃkṛte (col sandhi) - समुद्रेषु  samudreṣuनराः narāḥ - चिरेषु  देशेषु cireṣu deśeṣu.

 

2. Tradurre dal sanscrito.

उच्चौ पर्वतौ uccau parvatau चित्रे देशे citre deśe - गभीरानां समुद्रानाम्  उपरि gabhīrānāṃ samudrānām upari (col sandhi) - प्रियाभ्याम् आचार्याभ्यां priyābhyām ācāryābhyāṃ saha (col sandhi) – कृशस्य सिंहस्य kṛśasya siṃhasya - कराभ्याम् karābhyāmचित्रात् पुत्रात् citrāt putrātधनसंपन्नेभ्य​ आचार्येभ्यः dhanasaṃpannebhya ācāryebhyaḥ (col sandhi) - क्षिप्रेभ्यो गजेभ्यः kṣiprebhyo gajebhyaḥ (col sandhi) - बालाः bālāḥ - कुशलाभ्यां पण्डिताभ्याम् kuśalābhyāṃ paṇḍitābhyām (col sandhi).

 

Soluzioni

i due alti monti – nella eccellente regione – sopra gli oceani – con i due cari maestri – del magro leone – per mezzo delle mani – dal figlio eccellente (moto da luogo) – dai ricchi maestri (agente) – agli elefanti veloci – o ragazzi (voc.) – ai due abili saggi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lezione 7

 

La coniugazione

            Come in italiano, si hanno generi, tempi, modi, numeri e persone.

- I generi (o diatesi) sono tre: attivo, medio e passivo. Il medio si usa per esprimere un’azione attiva che in qualche modo ricade sul soggetto: es. attivo “egli lavora”, medio “egli lavora per sé”. Infatti l’attivo si chiama parasmaipada, che significa "parola per un altro", e il medio si chiama ātmanepada, cioè "parola per sé".

            Le forme impersonali si rendono con il passivo, anche con i verbi intransitivi, in III.a persona singolare, come in italiano.

- I numeri sono tre: singolare, duale (per due soggetti), plurale.

- Le persone sono tre, come in italiano.

- Diversamente dall’italiano, nel quale ogni modo comprende i suoi tempi (ad es. l’indicativo ha il presente, l’imperfetto, il futuro ecc., il congiuntivo ha il presente, l’imperfetto ecc.), nel sanscrito, al contrario, i tempi (o sistemi temporali) raggruppano i propri modi.

I sistemi temporali sono quattro: presente, futuro, aoristo e perfetto.

- Ognuno ha i suoi modi:

 

Sistemi temporali

Modi

Presente

Indicativo (pres. e imperf.), ottativo, imperativo, participio

Futuro

Indicativo, condizionale, participio

Aoristo

Indicativo, precativo

Perfetto

Indicativo, participio

 

L’infinito, il participio passato passivo, il gerundio, il gerundivo e l'infinito (detti forme nominali) si formano direttamente dalla radice.

- Le desinenze si suddividono in primarie, che sono quelle dell’indicativo presente e futuro, e secondarie, che sono quelle dell’imperfetto, dell’aoristo, del condizionale e dell’ottativo.          L’imperativo ed il perfetto hanno desinenze proprie.

* Il sistema del presente

            Tutti i verbi si suddividono in due categorie: la prima categoria (o coniugazione) è quella dei verbi tematici, nella quale dalla radice si deriva il tema verbale e a questo si aggiungono le desinenze.

            La seconda categoria è quella dei verbi atematici, nella quale alla radice si aggiungono direttamente le desinenze.

            A  seconda  del  modo  in  cui  dalla   radice  si  deriva  il  tema

verbale, i verbi si distinguono in dieci classi (le quali sono assenti negli altri sistemi temporali).

            Le classi prima, quarta, sesta e decima appartengono alla coniugazione tematica, mentre le classi seconda, terza, quinta, settima, ottava e nona appartengono alla coniugazione atematica.

Coniugazione tematica

Coniugazione atematica

Radice > tema verbale + desin.

Radice + desinenza

Classi I, IV, VI, X

Classi II, III, V, VII, VIII, IX

* Presente indicativo

Desinenze parasmaipada (tra parentesi le desinenze diverse per la coniugazione atematica).

 

singolare

duale

plurale

1.a persona

-mi

-vaḥ

-maḥ

2.a persona

-si

-thaḥ

-tha

3.a persona

-ti

-taḥ

-nti (-anti/ati)

Desinenze ātmanepada (tra parentesi le desinenze diverse per la coniugazione atematica).

 

singolare

duale

plurale

1.a persona

-e

-vahe

-mahe

2.a persona

-se

-ethe (-āthe)

-dhve

3.a persona

-te

-ete (-āte)

-nte (-ate)

 

* Classe I

            Vi appartengono tutti i verbi che non possiedono gli elementi tipici delle altre tre classi, cioè il suffisso –ya della quarta classe, l'aggiunta della vocale tematica -a- della sesta e il suffisso –aya della decima.

            In questa categoria, i verbi guṇano la radice e vi aggiungono una a breve per formare il tema del presente. La vocale tematica -a si allunga davanti alle desinenze inizianti per m o v delle prime persone.

            Esempio:

nel dizionario troviamo, sotto forma di radice, il verbo bhṛ  भृ, che rappresenta il grado base;

applicando il guṇa, si ha bhar-  भर्,

cui aggiungiamo una a breve ed otteniamo il tema del presente bhara-

भर- (che comunque è già indicato nel vocabolario, dopo la radice). Manca solo di aggiungere le desinenze.

            Altro esempio: radice budh  बुध् , guṇata in bodh-  बोध् , + -a diviene il tema bodha-  बोध- .

            Esempio di coniugazione tematica. I.a classe. Presente indicativo parasmaipada:

Verbo bhṛ भृ "portare". Radice: bhṛ भृ. Tema del presente: bhar-a- भर-.

 

singolare

duale

plurale

1.a p.

bhar-ā-mi

भरामि

bhar-ā-vaḥ    भरावः

bhar-ā-maḥ   भरामः

2.a p.

bhar-a-si

भरसि

bhar-a-thaḥ

भरथः

bhar-a-tha      भरथ

3.a p.

bhar-a-ti

भरति

bhar-a-taḥ

भरतः

bhar-a-nti    भरन्ति

 

Presente indicativo ātmanepada del verbo bhṛ  भृ  "portare".

 

singolare

duale

plurale

1.a p.

bhar-e

भरे

bhar-ā-vahe  भरावहे

bhar-ā-mahe 

भरामहे

2.a p.

bhar-a-se

भरसे

bhar-e-the

भरेथे

bhar-a-dhve

भरध्वे

3.a p.

bhar-a-te

भरते

bhar-e-te

भरेते

bhar-a-nte   

भरन्ते

 

Esercizi lezione 7

 

1. Tradurre le forme verbali in sanscrito.

si sforza - abbandoniamo – bruciano – tremano - cadi – voi due conoscete – conquisto – parli - loro due corrono – cresco – noi due cuociamo – disegnate – io sono – si sforzano - guidi – voi due lodate – mangi – ci muoviamo – piace - parli – proteggono – loro due ricordano – saluto – scavate – noi due trasportiamo – vivono - tremo.

 

Soluzione

यतते yatate - त्यजामः tyajāmaḥ - दहन्ति dahantiकम्पन्ते kampante - पतसि patasiभोदथः bhodathaḥ - जयामि jayāmiभाषसे bhāṣase -  द्रवतः dravataḥ - रोहामि rohāmiपचावः pacāvaḥ - कर्षथ karṣatha – भवामि bhavāmiयतन्ते yatante - नयसि nayasi शंसथः śaṃsathaḥ - खादसि khādasiचरामः carāmaḥ - रोचते rocate - वदसि vadasiरक्षन्ति rakṣantiस्मरतः smarataḥ - नमामि namāmi – खनथ khanatha वहावः vahāvaḥ - जीवन्ति jīvanti - कम्पे  kampe.

 

2. Tradurre le forme verbali dal sanscrito.

कर्षति karṣati - कर्षन्ति karṣanti – सेवध्वे sevadhve -  खनामि khanāmi – खादतः khādataḥ - गच्छति gacchatiसेवामहे sevāmahe - गच्छावः gacchāvaḥ - चरथ caratha - जयति jayati –  लभे labhe - जीवथः jīvathaḥ - त्यजतः tyajataḥ - दहन्ति dahanti – द्रवसि dravasi नमावः namāvaḥ - नयामि nayāmi – पचथ pacatha - पतति patati भोदामः bhodāmaḥ - लभन्ते labhante - भवन्ति bhavanti यजथः yajathaḥ - रक्षसि rakṣasi - सेवते sevate.

Soluzione

disegna – disegnano – servite - scavo - loro due mangiano – va –  serviamo - noi due andiamo – vi muovete – conquista – ottengo - voi due vivete – loro due abbandonano – bruciano – corri – noi due salutiamo – guido – cuocete – cade – conosciamo – ottengono - essi sono – voi due adorate – proteggi - serve.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lezione 8

 

La traduzione

            Come si è detto parlando del sandhi, nei testi sanscriti le parole – all’interno di una frase - sono spesso attaccate tra di loro, a parte alcune eccezioni.

Es. तावत्कटुकत्वात्स्रवन्नेत्रनासापुटः

tāvatkaṭukatvātsravannetranāsāpuṭaḥ.

Questa espressione va suddivisa in: tāvat kaṭukatvāt sravan netranāsā puṭaḥ.

 

L'ordine delle parole

            L’ordine delle parole non coincide con quello della lingua italiana. Vediamo per esempio la frase: "Il caro figlio del maestro oggi trasporta in fretta dalla casa al mare il bel piccione dell'uomo".

            In linea generale si ha la sequenza (con indicati i casi):

(soggetto N.)   (oggetto ACC.)   (verbo)

es.                        il figlio             il piccione     trasporta

                पुत्रः         कपोतम्     वहति

              putraḥ                kapotam         vahati

            Gli attributi di solito precedono il nome al quale sono riferiti:

(attributo N.-soggetto N.) (attributo ACC.-oggetto ACC.)   (verbo)

           il caro figlio                              il bel piccione    trasporta

       प्रियः पुत्रः              शोभनम् कपोतम्         वहति

           priyaḥ putraḥ                      śobhanam kapotam              vahati

            Anche il complemento di specificazione precede il termine al quale si riferisce:

(spec. G.-attrib. N.-sogg. N.)      (spec. G.-attrib. ACC.-ogg. ACC.)  

    del maestro-il caro-figlio                   dell'uomo-il bel-piccione

        आचार्यस्य  प्रियः पुत्रः           नरस्य शोभनम् कपोतम्

            ācāryasya priyaḥ putraḥ          narasya śobhanam kapotam

 

(verbo)

trasporta

वहति

vadati

I complementi che si riferiscono al verbo (in strumentale, dativo, ablativo) possono precedere il verbo:

         (spec. G.-attr. N.-sogg. N.)   (spec. G.-attr. ACC.-ogg. ACC.)   

           del maestro-il caro-figlio            dell'uomo-il bel-piccione

              आचार्यस्य  प्रियः पुत्रः         नरस्य शोभनम् कपोतम्

            ācāryasya priyaḥ putraḥ          narasya śobhanam kapotam

                 (loc. avv.)       (m. a l. ACC.)                 (verbo)

                  in fretta              al mare                          trasporta

                   सत्वरम्        समुद्रम्                   वहति

                 satvaram            samudram                       vahati

oppure precedere l’oggetto:

      (spec. G.-attr. N.-sogg. N.)      (loc. avv.)       (m. a l. ACC.)   

         del maestro-il caro-figlio          in fretta                al mare

             आचार्यस्य  प्रियः पुत्रः        सत्वरम्        समुद्रम्

          ācāryasya priyaḥ putraḥ           satvaram           samudram 

 

            (spec. G.-attr. ACC.-ogg. ACC.)              (verbo)

           dell'uomo-il bel-piccione                              trasporta

            नरस्य शोभनम् कपोतम्                वहति

        narasya śobhanam kapotam                            vahati

            I complementi di tempo e di luogo, come anche gli avverbi,  di solito vanno all’inizio della frase:

(avv. tempo)     (m. da l. ABL.)     (spec. G.-attr. N.-sogg. N.)

            oggi                   dalla casa            del maestro-il caro-figlio

            अद्य                      गृहात्                     आचार्यस्य  प्रियः पुत्रः

           adya                   gṛhāt                  ācāryasya priyaḥ putraḥ

 

(loc. avv.)  (m. a l. ACC.)  (spec. G.-attr.ACC.-ogg.ACC.)    (verbo)

  in fretta       al mare              dell'uomo-il bel-piccione           trasporta

 सत्वरम्    समुद्रम्      नरस्य   शोभनम्   कपोतम्     वहति

satvaram    samudram       narasya  śobhanam  kapotam         vahati

            La frase quindi è diventata:

(oggi) (dalla casa) (del maestro-il caro-figlio) (in fretta) (al mare) (dell'uomo-il bel-piccione) (trasporta), cioè:

अद्य गृहात्  आचार्यस्य प्रियः पुत्रः सत्वरम् समुद्रम् नरस्य शोभनम् कपोतम् वहति

adya gṛhāt ācāryasya priyaḥ putraḥ satvaram samudram narasya śobhanam kapotam vahati

            Applicando il sandhi, si ha:

अद्य  गृहाद् आचार्यस्य प्रियः पुत्रः सत्वरं समुद्रं नरस्य शोभनं कपोतं वहति

adya gṛhād ācāryasya priyaḥ putraḥ satvaraṃ samudraṃ narasya śobhanaṃ kapotaṃ vahati.

 

La traduzione dall'italiano

            In base a quanto sopra visto, in pratica i passaggi sono i seguenti:

1) individuazione della persona del verbo (1.a, 2.a ecc., sing., pl.):

es. "Il figlio del pastore porta a casa con le mani il serpente e l'uccello

dall'albero del bosco".

            Il verbo "porta" è di terza persona singolare.

2) la persona del verbo ci porta ad individuare il soggetto: chi è che compie l'azione di portare? "Il figlio" (soggetto).

3) distinguere e individuare i casi:

a) gruppo del soggetto (= sogg.+attributi +compl. specific.)

"Il figlio" (N.) + "del pastore" (spec. G.)

b) gruppo del predicato (predicato con avverbi e complementi connessi) + eventuale gruppo dell'oggetto (= compl. ogg.+attributi+compl. specific.):

"porta" +  "a casa" (m. a l. ACC.) +  "con le mani" (mezzo STR.) +  "dall'albero" (m. da l. ABL.) + "del bosco" (spec. G.)

c) gruppo dell'oggetto (= ogg.+attributi +compl. specific.)

Che cosa porta il figlio? "il serpente" (ogg. ACC.) + "e l'uccello" (ogg. ACC.)

4) cambiamento dell'ordine delle parole da italiano a sanscrito, come già mostrato:

"del pastore" + "il figlio" + "a casa" + "del bosco" + "dall'albero" + "con le mani" + "il serpente" + "l'uccello" + "e" + "porta".

5) traduzione:

गोपस्य पुत्रः गृहम् वनान्तस्य वृक्षात् कराभ्याम् सर्पम् विहगम् वहति

gopasya putraḥ gṛham vanāntasya vṛkṣāt karābhyām sarpam vihagam ca vahati.

6) applicazione del sandhi:

गोपस्य पुत्रो गृहं वनान्तस्य वृक्षात् कराभ्यां सर्पं विहगं वहति

gopasya putro gṛhaṃ vanāntasya vṛkṣāt karābhyāṃ sarpaṃ vihagaṃ

ca vahati.

 

La traduzione dal sanscrito

es.  देशस्य प्रकाशा नरा अश्वैर् गजैश्च ग्रामस्य अल्पान् गृहांस्त्यजन्ति

deśasya prakāśā narā aśvair gajaiśca grāmasya alpān gṛhāṃstyajanti

1) riconoscimento del sandhi esterno e suo scioglimento:

देशस्य प्रकाशाः नराः अश्वैः गजैः ग्रामस्य अल्पान् गृहान् त्यजन्ति

deśasya prakāśāḥ narāḥ aśvaiḥ gajaiḥ ca grāmasya alpān gṛhān tyajanti

2) individuazione della persona del verbo (1.a, 2.a ecc., sing., pl.):

त्यजन्ति tyajanti = 3.a pers. plurale.

3) la persona del verbo ci porta ad individuare il soggetto:

नराः narāḥ (N.) = unico sostantivo al nominativo plurale.

4) costruzione della frase "alla maniera italiana":

a) gruppo del soggetto (= sogg.+attributi+compl. specific.):

sogg. नराः narāḥ (N.) > gli uomini

attrib. del sogg. प्रकाशाः prakāśāḥ (N.) > famosi

compl. di specific. देशस्य deśasya (G.) > della regione

b) gruppo del predicato (predicato con avverbi e complementi connessi):

predicato त्यजन्ति tyajanti > abbandonano

complementi connessi अश्वैः गजैः aśvaiḥ gajaiḥ ca  (STR.) > con i

cavalli e gli elefanti

c) eventuale gruppo dell'oggetto (= compl. ogg.+attributi+compl. specific.):

ogg. गृहान् gṛhān (ACC.) > le case

attrib. dell'ogg. अल्पान् alpān (ACC.) > piccole

compl. di specif. ग्रामस्य grāmasya (G.) > del villaggio

5) traduzione: "Gli uomini famosi della regione abbandonano le piccole case del villaggio con i cavalli e gli elefanti".

 

 

 

 

 

 

 

Esercizi lezione 8

 

1. Tradurre in sanscrito.

1) Gli alti alberi crescono fuori del confine. 2)  Il figlio diventa un eccellente maestro. 3) Il maestro loda il ragazzo. 4) Due neri corvi corrono. 5) Vive senza vera gioia. 6) I piccioni stanno sui due alberi. 7) Le nuvole veloci si muovono nel cielo. 8) Gli elefanti portano i ragazzi al mare. 9) Oggi le persone proteggono i due leoni. 10) Il servo parla in fretta sotto l'albero. 11) Il ragazzo cammina col maestro. 12) Noi due andiamo fino alle montagne.

 

Soluzione (tra parentesi con sandhi)

उच्चाः वृक्षाः अन्तात् बहिस् रोहन्ति (उच्चा वृक्षा अन्ताद् बहिस्

रोहन्ति) uccāḥ vṛkṣāḥ antāt bahis rohanti (uccā vṛkṣā antād bahis rohanti) पुत्रः चित्रः आचार्यः भवति (पुत्रश् चित्र आचार्यो भवति) putraḥ citraḥ ācāryaḥ bhavati (putraś citra ācāryo bhavati) आचार्यः बालम् शंसति (आचार्यो बालं शंसति) ācāryaḥ bālam śaṃsati (ācāryo bālaṃ  śaṃsati) कालौ काकौ द्रवतः kālau kākau dravataḥ सत्येन नन्देन विना जीवति satyena nandena vinā jīvati कपोताः वृक्षयोः भवन्ति (कपोता वृक्षयोर् भवन्ति) kapotāḥ vṛkṣayoḥ bhavanti (kapotā vṛkṣayor bhavanti) क्षिप्राः मेघाः आकाशे चरन्ति (क्षिप्रा मेघा आकाशे चरन्ति) kṣiprāḥ meghāḥ ākāśe caranti (kṣiprā meghā ākāśe caranti) गजाः समुद्रम् बालान् वहन्ति (गजाः समुद्रं बालान् वहन्ति) gajāḥ samudram bālān vahanti (gajāḥ samudraṃ  bālān vahanti) अद्य जनाः सिंहौ रक्षन्ति adya janāḥ siṃhau rakṣanti १० दासः वृक्षस्य अधस् सत्वरम् वदति (दासो वृक्षस्याधस् सत्वरं वदति) dāsaḥ vṛkṣasya adhas satvaram vadati (dāso vṛkṣasyādhas satvaraṃ vadati) ११ बालः आचार्येन सह क्रामति (बाल आचार्येन सह क्रामति) bālaḥ ācāryena saha krāmati (bāla ācāryena saha krāmati) १२ पर्वतेभ्यः गच्छावः ( पर्वतेभ्यर् गच्छावः) ā parvatebhyaḥ gacchāvaḥ (ā parvatebhyar gacchāvaḥ) ।।

 

2. Tradurre dal sanscrito (tra parentesi senza sandhi).

नराः क्रामनत्यश्वाः सरन्ति च (नराः क्रामन्ति अश्वाः सरन्ति च) narāḥ krāmanatyaśvāḥ saranti ca (narāḥ krāmanti aśvāḥ saranti ca) देशाद् बहिस् वृक्षा दहन्ति (देशात् बहिस् वृक्षाः द​हन्ति) deśād bahis vṛkṣā dahanti (deśāt bahis vṛkṣāḥ dahanti) ३ समुद्रे मत्स्या जीवन्ति (समुद्रे मत्स्याः जीवन्ति) samudre matsyā jīvanti (samudre matsyāḥ jīvanti) ४ ग्रामं प्रति पुत्रैः सह नरौ गच्छतः (ग्रामम् प्रति पुत्रैः सह नरौ गच्छतः) grāmaṃ prati putraiḥ saha narau gacchataḥ (grāmam prati putraiḥ saha narau gacchataḥ) क्षिप्रान् अशवान् रक्षथ वहथ च​ kṣiprān aśavān rakṣatha vahatha ca उच्चेन रथेन गच्छामि द्रवामि च​ uccena rathena gacchāmi dravāmi ca ७ बालौ सत्वरं न सरतः (बालौ सत्वरम् न सरतः) bālau satvaraṃ na sarataḥ (bālau satvaram na sarataḥ) काल आकाशे चन्द्रो गच्छति (काले आकाशे चन्द्रः गच्छति) kāla ākāśe candro gacchati (kāle ākāśe candraḥ gacchati) ९ नराः पर्वतं प्रति कुशलान् बालान् नयन्ति (नराः पर्वतम् प्रति कुशलान् बालान् नयन्ति) narāḥ parvataṃ prati kuśalān bālān nayanti (narāḥ parvatam prati kuśalān bālān nayanti) १० पूर्वं गच्छावः (पूर्वम्  गच्छावः) pūrvaṃ gacchāvaḥ (pūrvam gacchāvaḥ) ११ आचार्यस्य शोभनो गृहो न पतति न दहति च (आचार्यस्य शोभनः गृहः न पतति न दहति च) ācāryasya śobhano gṛho na patati na dahati ca (ācāryasya śobhanaḥ gṛhaḥ na patati na dahati ca) १२ अत्र जीवथ तत्र वहथ​ atra jīvatha tatra vahatha ।।

 

Soluzione

1) Gli uomini camminano e i cavalli corrono. 2) Fuori della regione gli alberi bruciano. 3) I pesci vivono nel mare. 4) Due uomini vanno verso il villaggio con i figli. 5) Proteggete e trasportate i veloci cavalli. 6) Vado e corro con l'alto carro. 7) I due ragazzi non corrono in fretta. 8) La luna cammina nel nero cielo. 9) Gli uomini guidano gli abili ragazzi verso il monte. 10) Noi due andiamo prima. 11) La bella casa del maestro non cade e non brucia. 12) Qui vivete, là trasportate.

 

 

 

 

 

Lezione 9

 

Coniugazione tematica: presente

            Come accennato nella lezione 7, la prima categoria dei verbi (o coniugazione), detta tematica,  comprende i verbi che derivano il tema del presente dalla radice e a questo aggiungono le desinenze. A seconda del modo in cui formano il tema, i verbi si suddividono nelle classi verbali I, IV, VI e X. Per la classe I, cfr. la lezione 7.

 

Classe IV

            Nei verbi di questa classe il tema del presente risulta dalla radice quasi sempre invariata + il suffisso -ya. Ad es. कुप् kup + -ya > कुप्य- kupya- "irarsi"; लुभ् lubh + -ya >  लुभ्य- lubhya- "desiderare".

Es. Pres. parasmaipada di नह् nah (+ - -ya > नह्य-  nahya-) "legare"

 

singolare

duale

plurale

1.a p.

nah-yā-mi

नह्यामि 

nah-yā-va

नह्यावः 

nah-yā-ma

नह्यामः 

2.a p.

nah-ya-si

नह्यसि 

nah-ya-tha

नह्यथः 

nah-ya-tha

नह्यथ 

3.a p.

nah-ya-ti

नह्यति 

nah-ya-ta

नह्यतः 

nah-ya-nti

नह्यन्ति 

Es. Presente ātmanepada di नह् nah

 

singolare

duale

plurale

1.a p.

nah-y-e

नह्ये 

nah-yā-vahe

नह्यावहे 

nah-yā-mahe

नह्यामहे 

2.a p.

nah-ya-se

नह्यसे 

nah-ye-the

नह्येथे

nah-ya-dhve

नह्यध्वे   

3.a p.

nah-ya-te

नह्यते 

nah-ye-te

नह्येते

nah-ya-nte

नह्यन्ते 

 

Classe VI

            Vi appartengono i verbi che quasi sempre aggiungono la vocale tematica -a alla radice invariata. Ad es. तुद्  tud + a > तुद- tuda- "percuotere"; क्षिप्  kṣip + -a > क्षिप- kṣipa- "lanciare".

 

Es. Presente parasmaipada di क्षिप्  kṣip (+ - -a > क्षिप- kṣipa-) "lanciare".

 

singolare

duale

plurale

1.a p.

kṣip-ā-mi

क्षिपामि  

kṣip-ā-va

क्षिपावः  

kṣip-ā-ma

क्षिपामः

2.a p.

kṣip-a-si

क्षिपसि  

kṣip-a-tha

क्षिपथः  

kṣip-a-tha

क्षिपथ  

3.a p.

kṣip-a-ti

क्षिपति  

kṣip-a-ta

क्षिपतः  

kṣip-a-nti

क्षिपन्ति  

 

Es. Presente ātmanepada di क्षिप्  kṣip

 

singolare

duale

plurale

1.a p.

kṣip-e

क्षिपे

kṣip-ā-vahe

क्षिपावहे        

kṣip-ā-mahe

क्षिपामहे  

2.a p.

kṣip-a-se

क्षिपसे  

kṣip-e-the

क्षिपेथे  

kṣip-a-dhve

क्षिपध्वे  

3.a p.

kṣip-a-te

क्षिपते  

kṣip-e-te

क्षिपेते  

kṣip-a-nte

क्षिपन्ते 

 

Classe X

            I verbi aggiungono il suffisso -aya alla radice variamente trattata (guṇano la vocale radicale non  finale, la vṛddhano se è finale o se è un'a seguito da una sola consonante). Ad es. चुर् cur + aya- > चोरय- coraya- "rubare"; कृ kṛ + aya- > कारय- kāraya- "fare".

 

 

Es. Presente parasmaipada di कथ्  kath (+ -अय -aya > कथय-  kathaya-) "raccontare"

 

singolare

duale

plurale

1.a p.

kath-ayā-mi

कथयामि  

kath-ayā-vaḥ 

कथयावः 

kath-ayā-ma

कथयामः

2.a p.

kath-aya-si

कथयसि 

kath-aya-thaḥ  

कथयथः 

kath-aya-tha

कथयथ 

3.a p.

kath-aya-ti

कथयति 

kath-aya-ta

कथयतः  

kath-aya-nti

कथयन्ति 

 

Es. Presente ātmanepada di कथ्  kath

           

singolare

duale

plurale

1.a p.

kath-ay-e      

कथये  

kath-ayā-vahe 

 कथयावहे

kath-ayā-mahe

कथयामहे 

2.a p.

kath-aya-se

कथयसे  

kath-aye-the

कथयेथे 

kath-aya-dhve

कथयध्वे 

3.a p.

kath-aya-te

कथयते 

kath-aye-te

कथयेते 

kath-aya-nte

कथयन्ते 

 

Esercizi lezione 9

 

1. Tradurre in sanscrito.

ci affatichiamo  - mi affatico  - si affaticano  - combatte  - combattete -

combatti - lego - leghiamo - legano - voi due nascete - nasci - nasciamo - vedo - vede - loro due vedono - colpiscono - colpisci - colpisco - desidera - noi due desideriamo - desiderate - domandi - domanda - domandano - lanciano - lancio - lancia - libero - liberano - liberate - muoiono - muoio - muore - trovo - loro due trovano - trovi - desidero - desiderano - desideri - fa - faccio - fate - imploro - implorano - implori - rubi - rubano - ruba - tormentano - tormenti.

 

Soluzione

श्राम्यामः śrāmyāma - श्राम्यामि  śrāmyāmi - श्राम्यन्ति śrāmyanti - युध्यते yudhyate - युध्यध्वे yudhyadhve - युध्यसे yudhyase - नह्यामि nahyāmi - नह्यामः  nahyāma- नह्यन्ति nahyanti - जायेथे jāyethe - जायसे jāyase - जायामहे jāyāmahe - पश्यामि paśyāmi -  पश्यति paśyati -  पश्यतः paśyataḥ - तुदन्ति tudanti - तुदसि tudasi - तुदामि tudāmi - इच्छति  icchati - इच्छावः  icchāvaḥ - इच्छथ icchatha - पृच्छसि pṛcchasi - पृच्छति pṛcchati - पृच्छन्ति pṛcchanti - क्षिपन्ति kṣipanti - क्षिपामि kṣipāmi - क्षिपति kṣipati - मुञ्चामि muñcāmi -  मुञ्चन्ति muñcanti - मुञ्चथ muñcatha - म्रियन्ते mriyante - म्रिये mriye - म्रियते mriyate -  विन्दामि vindāmi - विन्दतः  vindataḥ - विन्दसि  vindasi - स्पृहयामि  spṛhayāmi - स्पृहयन्ति spṛhayanti - स्पृहयसि spṛhayasi - कारयति  kārayati - कारयामि  kārayāmi - कारयथ kārayatha - अर्थये arthaye - अर्थयन्ते arthayante - अर्थयसे  arthayase - चोरयसि corayasi - चोरयन्ति corayanti - चोरयति corayati -  पीडयन्ति pīḍayanti -  पीडयसि pīḍayasi

 

 

Lezione 10

 

Coniugazione atematica: presente (parte prima)

            Come già spiegato nella lezione 7, mentre nella coniugazione tematica si deriva il tema verbale dalla radice e ad esso si aggiungono le desinenze, la coniugazione atematica aggiunge direttamente le desinenze alla radice, senza la vocale tematica:

voce verbale  = radice + desinenza

            Inoltre, caratteristica comune di tutte le sue classi è l'alternanza tra forme forti e forme deboli; in particolare, sono forti le tre persone singolari del presente parasm.

            Infine, la desinenza della III.a pers. pl. parasm. è a volte -anti invece di -nti, e anche -ati.

            Si hanno fenomeni di sandhi interno nell'incontro tra la consonante finale della radice e le consonanti delle desinenze.

            La coniugazione atematica comprende le classi II, III, V, VII, VIII e IX.

 

Classe II

            Tema del presente: radice semplice nelle forme deboli e radice guṇata nelle forme forti.

Es. Presente parasmaipada di द्विष् dviṣ "odiare" (radice sempl. dviṣ; radice guṇata dveṣ)

 

singolare

duale

plurale

1.a p.

dveṣ-mi

द्वेष्मि

dviṣ-vaḥ

द्विष्वः

dviṣ-maḥ

द्विष्मः

2.a p.

dvek-ṣi

द्वेक्षि

dviṣ-ṭhaḥ

द्विष्ठः

dviṣ-ṭha

द्विष्ठ

3.a p.

dveṣ-ṭi

द्वेष्टि

dviṣ-ṭaḥ

द्विष्टः

dviṣ-anti

द्विषन्ति

 

Es. Presente ātmanepada di द्विष् dviṣ

 

singolare

duale

plurale

1.a p.

dviṣ-e

द्विषे

dviṣ-vahe

द्विष्वहे

dviṣ-mahe

द्विष्महे

2.a p.

dvik-ṣe

द्विक्षे

dviṣ-āthe

द्विषाथे

dviḍ-ḍhve

द्विड्ढ्वे

3.a p.

dviṣ-ṭe

द्विष्टे

dviṣ-āte

द्विषाते

dviṣ-ate

द्विषते

 

 

 

Classe III

            Tema del presente: radice semplice raddoppiata nella forma debole e radice guṇata raddoppiata nella forma forte. Esempi:

 

radice bhī   

            radice raddoppiata bi-bhī-

            radice raddoppiata e guṇata bi-bhe-;

radice bhṛ

            radice raddoppiata bi-bhṛ-

            radice raddoppiata e guṇata bi-bhar

La III.a pers. pl. esce in -ati.

Es. Presente parasmaipada di हु hu "sacrificare" (radice sempl. raddopp. juhu-; radice guṇata raddopp. juho-)

 

singolare

duale

plurale

1.a p.

juho-mi

जुहोमि

juhu-vaḥ

जुहुवः

juhu-maḥ

जुहुमः

2.a p.

juho-ṣi

जुहोषि

juhu-thaḥ

जुहुथः

juhu-tha

जुहुथ

3.a p.

juho-ti

जुहोति

juhu-taḥ

जुहुतः

juhv-ati

जुह्वति

 

Es. Presente ātmanepada di हु hu

 

singolare

duale

plurale

1.a p.

juhv-e

जुह्वे

juhu-vahe

जुहुवहे

juhu-mahe

जुहुमहे

2.a p.

juhu-ṣe

जुहुषे

juhv-āthe

जुह्वाथे

juhu-dhve

जुहुध्वे

3.a p.

juhu-te

जुहुते

juhv-āte

जुह्वाते

juhv-ate

जुह्वते

 

Classe V

            Tema del presente: radice semplice + -nu-/-nv- nelle forme deboli e radice semplice + -no- nelle forme forti.

Es. Presente parasmaipada di  सु su "spremere" (temi: su-nu- e su-no-)

 

singolare

duale

plurale

1.a p.

suno-mi

सुनोमि

sunu-vaḥ

सुनुवः

sunu-maḥ

सुनुमः

2.a p.

suno-ṣi

सुनोषि

sunu-thaḥ

सुनुथः

sunu-tha

सुनुथ

3.a p.

suno-ti

सुनोति

sunu-taḥ

सुनुतः

sunv-anti

सुन्वन्ति

Es. Presente ātmanepada di सु su

 

singolare

duale

plurale

1.a p.

sunv-e

सुन्वे

sunu-vahe

सुनुवहे

sunu-mahe

सुनुमहे

2.a p.

sunu-ṣe

सुनुषे

sunv-āthe

सुन्वाथे

sunu-dhve

सुनुध्वे

3.a p.

sunu-te

सुनुते

sunv-āte

सुन्वाते

sunv-ate

सुन्वते

 

Esercizi lezione 10

 

Traduzione guidata dal sanscrito: La favoletta del coccodrillo e la scimmia (da T. Egenes, op. cit.), parte prima.

अस्ति गङ्गायां कुम्भीरः । तस्य मित्रं वानरो गङ्गायास्तटे वसति । प्रतिदिनं  वानरः  पक्वानि  फलानि  निक्षिपति । कुम्भीरः फलानि खादति । वानरस्य हृदयं मिष्टमस्तीति कुम्भीरस्य भार्या वदति । भार्या हृदयं खादितुमिच्छति । अहो वानर मम गृहमागच्छेति कुम्भीरो वानरं वदति । एवमस्त्विति वानरो वदति । तस्य  पृष्ठे  कुम्भीरो  वानरं  वहति गङ्गाया मध्ये कुम्भीरः सत्यं वदति मम हृदयं वृक्षे भवतीति वानरो भाषते । पुनर्मा तत्र नयसीति वानरो भाषते । कुम्भीरो वानरं गङ्गायास्तटे नयति । वानरो  वृक्षमुच्छलति । वानरो वृक्षस्य बिले पश्यति । कश्चिन्मम हृदयं चोरयति स्मेति वानरो वदति । एवं कुम्भीरो वानरश्च मित्रे तिष्ठतः ॥

 

            Esaminiamo una proposizione alla volta.

a. अस्ति गङ्गायां कुम्भीरः । asti gaṅgāyāṃ kumbhīraḥ

            Togliendo il sandhi si ha: asti gaṅgāyām kumbhīraḥ

            Per prima cosa notiamo il verbo asti da अस् as "essere" (II.a classe atematica, parasmaip.) alla III.a pers. sing. del presente, il cui soggetto sing. è il nominativo sing. कुम्भीरः kumbhīraḥ "coccodrillo"; quindi la costruzione è: kumbhīraḥ asti gaṅgāyām, dove gaṅgāyām è il locativo sing. del sostantivo femm. गङ्गा gaṅgā "Gange" (con tema in vocale    lunga). Traduzione: "C'è un coccodrillo nel Gange".

 

b. तस्य मित्रं वानरो गङ्गायास्तटे वसति tasya mitraṃ vānaro gaṅgāyāstaṭe vasati

            Togliamo il sandhi: tasya mitram vānaraḥ gaṅgāyāḥ taṭe vasati

            Il verbo वसति vasati è la III.a pers. sing. del pres. di वस् vas "vivere" (I.a classe, parasmaip.). Ci sono due nom. sing.: वानरः vānaraḥ masch. "scimmia" (vānaro col sandhi) e मित्रं mitram neutro "amico", quindi uno dei due sostantivi è un'apposizione dell'altro. tasya è il genitivo del pron. तद् tad di III.a pers. sing.

            Iniziando a costruire, si ha: वानरः वसति vānaraḥ mitram tasya vasati. Restano taṭe, che è il loc. di तट  taṭa "riva", e gaṅgāyāḥ, che è il gen. di गङ्गा gaṅgā "Gange". Per cui la costruzione completa è: vānaraḥ mitram tasya vasati taṭe gaṅgāyāḥ. Traduzione: "La scimmia,

sua (= di lui) amica, vive sulla riva del Gange".

 

c. प्रतिदिनं  वानरः  पक्वानि  फलानि  निक्षिपतिpratidinaṃ vānaraḥ pakvāni phalāni nikṣipati

            Senza il sandhi si ha: pratidinam vānaraḥ pakvāni phalāni nikṣipati.

            Il verbo nikṣipati (III.a pers. sing. di निक्षिप् nikṣip "gettare giù", I.a classe, parasmaip.) ci porta al nom. soggetto vānaraḥ. Le due parole pakvāni (agg.) e phalāni (sost.) sono neutri plurali (di पक्व pakva "maturo" e  फल phala "frutto"), quindi non possono essere nominativi, ma accusativi (attrib. e compl. oggetto). Resta pratidinam che è un avverbio. Per cui la costruzione risulta: pratidinam vānaraḥ nikṣipati phalāni pakvāni, cioè: "Ogni giorno la scimmia getta giù frutti maturi".

 

d. कुम्भीरः फलानि खादति । kumbhīraḥ phalāni khādati

            Qui non abbiamo fenomeni di sandhi. Riconosciamo subito la III.a pers. sing. parasmaip. del verbo खाद् khād della I.a cl., da cui risaliamo al sogg. कुम्भीरः kumbhīraḥ. Conosciamo già फलानि phalāni e siccome il verbo è transitivo, lo consideriamo compl. ogg. Costruiamo: कुम्भीरः खादति फलानि kumbhīraḥ khādati phalāni, cioè:

"Il coccodrillo mangia i frutti".

 

e. वानरस्य हृदयं मिष्टमस्तीति कुम्भीरस्य भार्या वदति vānarasya hṛdaya miṣṭamastīti kumbhīrasya bhāryā vadati

            Togliendo il sandhi si ha: vānarasya hṛdayam miṣṭam asti iti kumbhīrasya bhāryā vadati.

            Notiamo due verbi: asti (che già conosciamo) e vadati, quindi abbiamo due proposizioni; esse sono divise dalla particella iti, la quale fa considerare discorso diretto la proposizione che precede, cioè è come se la proposizione  "vānarasya hṛdayam miṣṭam asti" fosse tra virgolette; infatti segue il verbo वद् vad "dire".

            Col verbo asti + l'agg. neutro miṣṭam formiamo un predicato nominale, che ha come soggetto il sostantivo neutro hṛdayam. A quest'ultimo è riferito il genitivo vānarasya (compl. di specif.), per cui costruiamo:  hṛdayam  vānarasya  asti  miṣṭam,   cioè:  "Il  cuore della

scimmia è dolce".

            Nell'altra proposizione, la III.a pers. sing. vadati ci porta al nominat. soggetto bhāryā, al quale è riferito il genit. compl. di specific. kumbhīrasya. Costruendo, si ha: bhāryā kumbhīrasya vadati, cioè: "La moglie del coccodrillo dice".

            L'intero periodo quindi si rende con: "La moglie del

coccodrillo dice: - Il cuore della scimmia è dolce".

 

f. भार्या हृदयं खादितुमिच्छति । bhāryā hṛdayaṃ khāditumicchati

            Togliamo il sandhi: bhāryā hṛdayam khāditum icchati.

            Il verbo icchati è la III.a pers. sing. di इष्  iṣ (VI.a classe, parasmaip. ) "volere". Da esso si risale al sogg. nomin. sing. da scegliere tra il femm. bhāryā "moglie" e il neutro hṛdayam "cuore". Scegliamo bhāryā.  khāditum è l'infinito del verbo खाद् khād già incontrato. Quindi si costruisce: bhāryā icchati khāditum hṛdayam, dando hṛdayam come compl. ogg. all'infinito. Si ha: "La moglie vuole mangiare il cuore".

 

g. अहो वानर मम गृहमागच्छेति कुम्भीरो वानरं वदति । aho vānara mama gṛhamāgaccheti kumbhīro vānaraṃ vadati

            Togliamo   il   sandhi:   aho  vānara  mama  gṛham āgaccha iti

kumbhīra vānaram vadati.

            Notiamo subito la presenza di iti e del verbo vadati, per cui la prima proposizione sarà un discorso diretto. Iniziamo da essa. Il verbo āgaccha è la II.a pers. sing. dell'imperativo di आगम् āgam (I.a cl., parasmaip.) "venire", quindi il sogg. sottinteso è "tu". L'interiezione aho significa "ehi". vānara è un voc. ("scimmia"). gṛham è un accusativo e, essendo il verbo intransitivo, indicherà non un compl. oggetto, ma un moto a luogo. mama è il gen. del pronome pers. अहम् aham "io". Costruzione: aho vānara āgaccha gṛham mama, quindi si ha: " - Ehi, scimmia, vieni a casa mia (= di me)."

            Passando alla seconda proposizione, la III.a pers. del verbo vadati ci manda al sogg. nom. kumbhīra e l'acc. vānaram è un moto a luogo figurato, per cui si costruisce: kumbhīra vadati vānaram, cioè "Il coccodrillo dice alla scimmia".

            L'intero periodo risulta: "Il coccodrillo dice alla scimmia: - Ehi, scimmia, vieni a casa mia".

 

h. एवमस्त्विति  वानरो  वदति evamastviti vānaro vadati

            Togliendo il sandhi, si ha: evam astu iti vānara vadati.

            Anche qui notiamo sia iti sia vadati, come sopra. Quindi abbiamo due proposizioni. Nella prima, il verbo astu è la III.a pers. sing. dell'imperativo di अस् as "essere", mentre evam è un avverbio ("così"). Nella seconda proposizione, la costruzione è già fatta, per cui si ha: " - Così sia -, dice la scimmia".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lezione 11

 

La declinazione dei nomi con tema in consonante

            Questi nomi si suddividono in tre gruppi:

1) non apofonici, cioè ricorrenti sempre nello stesso grado apofonico; 2) apofonici, con due o tre forme;

3) anomali.

1) Temi non apofonici:

- in occlusiva: es. राज् rāj  m. "re";

- in sibilante palatale e linguale: es. दिश् diś f. "direzione";

- in aspirata: es. कामदुह् kāmaduh m. "Kāmaduh";

- in sibilante dentale -as, -is, -us: es. मनस् manas n. "pensiero";

- in -r: es. गिर् gir f. "parola".

2) Temi apofonici biformi (con forma forte e debole):

- in -at (forma forte -ant) (perlopiù partic. pres.): es. भरत् bharat "che porta";

- in -in (allungamento della -i) (perlopiù aggett.): es. बलिन् balin "forte";

Temi apofonici triformi (con forma forte, debole e debolissima):

- in -an (forte ān, debole -a, debolissima -n): es. राजन् rājan m. "re";

- in -vas (forte -vāṃs, debole -vat, debolissima -uṣ) (perlopiù participi

perfetti attivi): es. विद्वस् vidvas m. "saggio";

- in -ac (forte -añc, debole -c, debolissima -īc) (perlopiù aggettivi): es. प्रत्यच् pratyac m. "volto indietro".

3) Temi anomali

Ad es. अहन् ahan "giorno",  neutro, ha tre temi;  पथिन् pathin "strada", m., ha quattro temi, ecc.

 

            Tutti i nomi con tema in consonante hanno le stesse desinenze, alcune delle quali sono in comune con i nomi con tema in vocale. Per il maschile ed il femminile, esse sono quelle riportate nella tabella sottostante, mentre per il neutro c'è da notare che: a) esso esce in tema puro nei casi diretti singolari (nom., voc., acc.); b) esce in nei casi diretti del duale; c) esce in -i con inserimento di una nasale prima della consonante del tema nei casi diretti plurali.

Desinenze comuni

 

 

Singolare

Duale

Plurale

Nominativo

-

-au

-aḥ

Vocativo

-

-au

-aḥ

Accusativo

-am

-au

-aḥ

Strumentale

-bhyām

-bhiḥ

Dativo

-e

-bhyām

-bhyaḥ

Ablativo

-aḥ

-bhyām

-bhyaḥ

Genitivo

-aḥ

-oḥ

-ām

Locativo

-i

-oḥ

-su

            L'incontro tra la consonante finale del tema e quella iniziale delle desinenze dà luogo al sandhi interno.

            Le varie declinazioni sono date nell'Appendice III.

 

Esercizi lezione 11

 

1. Tradurre dal sanscrito  (da A. M. Pizzagalli, op. cit.) (tra parentesi senza sandhi).

१ चन्द्रस्य प्रकशः शरद्य् आह्वादको भवति candrasya prakaśaḥ śarady āhvādako bhavati (candrasya prakaśaḥ śaradi āhvādakaḥ bhavati) विद्युता सह मेघो वियति वर्तते  vidyutā saha megho viyati vartate (vidyutā saha meghaḥ viyati vartate) वत्स आयुष्मान् भवसि  vatsa āyuṣmān bhavasi (senza variaz.) धीमन्तो लोके यशस्वन्तो भवन्ति  dhīmanto loke yaśasvanto bhavanti (dhīmantaḥ loke yaśasvanta bhavanti)   नमो भगवते वासुदेवाय namo bhagavate vāsudevāya (namaḥ bhagavate vāsudevāya) बालः पण्डितो भवति bālaḥ paṇḍito bhavati (bālaḥ paṇḍitaḥ bhavati)इहजगति पुत्रस्योद्भव उत्सवस्य हेतुः ihajagati putrasyodbhava utsavasya hetuḥ (iha jagati putrasya udbhava utsavasya hetuḥ) ।।

 

Soluzione

1) La luce della luna in autunno è deliziosa. 2) Con il lampo la nuvola si sposta nel cielo. 3) O figlio, diventi longevo. 4) I saggi nel mondo sono gloriosi. 5) Gloria al venerabile Vāsudeva. 6) Il ragazzo diventa saggio. 7) Quaggiù nel mondo la nascita del figlio (è) causa di festa.

 

2. Tradurre in sanscrito 

1) Gli asceti sono mangiatori di frutti. 2) Il padrone si sdegna col servo. 3)  Il figlio di Daśaratha si chiama Rāma. 4) O re, sei felice. 5) L'uomo non (è) capace di conoscere i mali futuri. 6) Nel mondo dei buoni solamente la vita è a beneficio dei viventi. 7) I re puniscono gli uomini malvagi.

 

Soluzione (tra parentesi senza sandhi)

१ योगिनः फलाशिनो भवन्ति  yoginaḥ phalāśino bhavanti (yoginaḥ phalāśinaḥ bhavanti) अनुजीविने कुप्यति भर्ता  anujīvine kupyati bhartā (senza sandhi) दशरथस्य पुत्रो नाम्ना रामः daśarathasya putro nāmnā rāma(daśarathasya putra namnā rāma) राजन् कुशलीर् भवसि  rājan kuśalīr bhavasi (rājan kuśalīḥ bhavasi) भाविनो ऽनर्थाञ् ज्ञातुम् समर्थो जनः bhāvino 'narthāñ jñātum na samartho janaḥ (bhāvinaḥ anarthān jñātum na samarthaḥ janaḥ) प्राणिनाम् उपकाराय एव साधूनां जगति जीवितम् prāṇinām upakāya eva sādhūnāṃ jagati jīvitam (prāṇinām upakāya eva sādhūnām jagati jīvitam) अपराधिनः पुरुषान् दञ्डयन्ति राजानः  aparādhina puruṣān dañḍayanti rājāna (senza sandhi) ।।

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lezione 12

 

La declinazione degli aggettivi

 

Temi in vocale

            Si hanno i seguenti casi, ciascuno dei quali è rilevabile in un buon dizionario:

a) molti aggettivi a tre uscite declinano il maschile come i nomi maschili in -a breve, come già detto, il femminile come i nomi femminili in ed il neutro come i nomi neutri in -a breve.

Es. पर para "anteriore" esce al maschile in परः para, femminile परा parā e neutro परम्  param;

b) altri aggettivi a tre uscite hanno sempre il maschile ed il neutro singolari in -a breve, ma il femminile in , come सुन्दर sundara "bello", che esce in  सुन्दरः  सुन्दरी  सुन्दरम् sundaraḥ, sundarī, sundaram;

c) gli aggettivi che escono in -i breve seguono i corrispondenti sostantivi dei tre generi: es. l'aggettivo शुचि śuci "splendente" forma il maschile come अग्नि agni m., il femminile come मति mati f. ed il neutro come वारि vāri n.;

d) ugualmente  si  comportano  gli  aggettivi  uscenti in -u breve, come

तनु tanu "sottile", che esce al maschile in  तनुः tanucome शत्रु śatru m., al femminile in तनुः tanucome धेनु dhenu f., e al neutro in तनु tanu come मधु madhu n.

 

Temi in consonante

            Questi aggettivi seguono in genere i nomi corrispondenti, ma possono avere delle particolarità, sempre registrate nei dizionari. Ad es. gli aggettivi uscenti in sibilante dentale -as seguono i corrispondenti sostantivi, allungando la vocale al nominativo singolare: सुमनस् sumanas "benintenzionato" diventa सुमना sumanā.

            Gli aggettivi uscenti in sibilante dentale -is o -us hanno il nominativo come i neutri: es. अचक्षुस् acakṣus "cieco".

            Gli aggettivi aventi i suffissi -vat e -mat, indicanti il possesso della cosa al cui nome è aggiunto il suffisso, escono in -vān e -mān al nom. sing. masch., quindi seguono la declinazione del participio presente: es. बलवत् balavat "dotato di forza" fa बलवान्  balavān.

            Gli aggettivi con tema in -in  hanno il nom. masch. sing. in , es. बलिन्  balin "forte" diventa बली balī; la i si allunga anche nei tre casi diretti del neutro plurale: बलीनि balīni.

            Esistono inoltre altri casi meno frequenti.

 

Esercizi lezione 12

 

1. Tradurre dal sanscrito  (da A. M. Pizzagalli, op. cit.) (tra parentesi senza sandhi).

१ विपदा अभिभूतो ऽपि धर्मं त्यजामि vipadā abhibhūto 'pi na dharmaṃ tyajāmi (vipadā abhibhūtaḥ api na dharmam tyajāmi) भूरिणा प्रयत्नेन तत्त्वम् अवगच्छसि bhūriṇā prayatnena tattvam avagacchasi (senza sandhi) श्वरस्य पूजया शान्तिम् विन्दावहे  īśvarasya pūjayā śāntiṃ vindāvahe (īśvarasya pūjayā śāntim vindāvahe)   रज्जुं सर्पं मन्यध्वे rajjuṃ sarpaṃ na manyadhve (rajjum sarpam na manyadhve)   प्रजानाम् अनुरञ्जनाय राजानो यतन्ते prajānām anurañjanāya rājāno yatante (prajānām anurañjanāya rājānaḥ yatante) विपत्ताउ धीरो मुह्यति धर्मं वा परित्यजति vipattāu dhīro na muhyati dharmaṃ vā na parityajati (vipattāu dhīraḥ na muhyati dharmam vā na parityajati)   तृसिताय जलं यच्छति धीरः tṛsitāya jalaṃ yacchati dhīraḥ (tṛsitāya jalam yacchati dhīraḥ) ।।

 

Soluzione

1) Anche se vinto dalla sventura, non abbandono il dovere. 2) Con grande sforzo conosci la verità. 3) Con l'adorazione del dio troviamo la pace. 4) Non scambiate una fune per un serpente. 5) I re si sforzano per l'affetto dei sudditi. 6) Nella sventura il saggio non si turba o non  abbandona il dovere. 7) Il saggio dà l'acqua all'assetato.

2. Tradurre in sanscrito 

1) Gli asceti sono abitanti della selva. 2) Gli uomini chiamano gli dèi abitanti del cielo. 3) Il re porta via i nemici. 4) Lo scolaro sperimenta il risultato della penitenza. 5) Rama, uccisi i sorveglianti, trova la gloria. 6) Il brāhmaṇo lancia nel fuoco molte offerte. 7) Né il sesso né l'età sono le virtù, oggetto di pregio nei virtuosi.

 

Soluzione (tra parentesi senza sandhi)

१ मुनयो वनौकसो भवन्ति munayo vanaukaso bhavanti (munayaḥ vanaukasaḥ bhavanti)   देवान् दिवौकसो वदन्ति पुरुषाः devān divaukaso vadanti puruṣāḥ (devān divaukasaḥ vadanti puruṣāḥ) शत्रून् प्रहरति राजा  śatrūn praharati rājā   तपसः फलम् अनुभवति शिष्यः  tapasa phalam anubhavati śiya (senza sandhi)   रामो रक्षांसि हत्वा यशो विन्दति rāmo rakṣāṃsi hatvā (= dopo aver ucciso) yaśo vindati (rāma rakṣāṃsi hatvā yaśa vindati) बहूनि हविषो ऽग्नाउ प्रश्यति ब्राह्मणः bahūni haviṣo 'gnāu praśyati brāhmaṇaḥ (bahūni haviṣaḥ agnau praśyati brāhmaṇaḥ)   गुणाः पूजास्थनं गुणिषु लिण्गं न वयः guṇāḥ pūjāsthana guiu na ca liga na ca vaya (guṇāḥ pūjāsthanam guṇiṣu na ca liṅgam na ca vayaḥ) ।।

 

 

Lezione 13

 

Coniugazione atematica: presente (parte seconda)

 

Classe VII

            Tema del presente: con inserimento, tra la vocale e la consonante finale della radice, dell'infisso nasale -na- per le forme forti, e di -n- per le forme deboli.

Es. radice rudh "ostacolare"

            forma forte: I.a pers. sing. parasm. ru-ṇa-dh-mi

            forma debole: I.a pers. sing. ātman. ru-n-dh-e

 

Es. Presente parasm. di रुध्  rudh "ostacolare" (temi: ruṇa-/run-)

 

singolare

duale

plurale

1.a p.

ruṇadh-mi

रुणध्मि

rundh-vaḥ

रुन्ध्वः

rundh-maḥ

रुन्ध्मः

2.a p.

ruṇat-si

रुणत्सि

rund-dhaḥ

रुन्द्धः

rund-dha

रुन्द्ध

3.a p.

ruṇad-dhi

रुणद्धि

rund-dhaḥ

रुन्द्धः

rundh-anti

रुन्धन्ति

 

Es. Presente ātmanepada di रुध्  rudh

 

singolare

duale

plurale

1.a p.

rundh-e

रुन्धे

rundh-vahe

रुन्ध्वहे

rund-mahe

रुन्द्महे

2.a p.

runt-se

रुन्त्से

rundh-āthe

रुन्धाथे

rund-dhve

रुन्द्ध्वे

3.a p.

rund-dhe

रुन्द्धे

rundh-āte

रुन्धाते

rundh-ate

रुन्धते

 

Classe VIII

            Quasi tutte le radici di questa classe terminano in -n (es. तन् tan "tendere", मन्  man "pensare", सन्  san "ottenere").

            Tema del presente: radice semplice + -u- nelle forme deboli e radice semplice + -o- nelle forme forti.

 

Es. Presente parasmaipada di तन् tan "tendere" (temi: tanu- e tano-)

 

singolare

duale

plurale

1.a p.

tano-mi

तनोमि

tan-vaḥ

तन्वः

tanu-maḥ

तनुमः

2.a p.

tano-ṣi

तनोषि

tanu-thaḥ

तनुथः

tanu-tha

तनुथ

3.a p.

tano-ti

तनोति

tanu-taḥ

तनुतः

tanv-anti

तन्वन्ति

 

Es. Presente ātmanepada di तन् tan

 

singolare

duale

plurale

1.a p.

tanv-e

तन्वे

tan-vahe

तन्वहे

tan-mahe

तन्महे

2.a p.

tanu-ṣe

तनुषे

tanv-āthe

तन्वाथे

tanu-dhve

तनुध्वे

3.a p.

tanu-te

तनुते

tanv-āte

तन्वाते

tanv-ate

तन्वते

 

Classe IX

            Tema del presente: radice a grado ridotto + - nī- (-n- davanti a vocale) nelle forme deboli e radice a grado ridotto + -nā- nelle forme forti.

Es. radice grah "afferrare"

            forma forte: I.a pers. sing. parasm. gṛh-ṇā-mi

            forma debole: I.a pers. pl. parasm. gṛh-ṇī-maḥ

            forma deb. (davanti a voc.): III.a pers. pl. par. gṛh-ṇ-anti.

 

Es. Presente parasm. di क्री krī "comprare" (temi: krīṇ, krīṇā)

 

 

singolare

duale

plurale

1.a p.

krīṇā-mi

क्रीणामि

krīṇī-vaḥ

क्रीणीवः

krīṇī-maḥ

क्रीणीमः

2.a p.

krīṇā-si

क्रीणासि

krīṇī-thaḥ

क्रीणीथः

krīṇī-tha

क्रीणीथ

3.a p.

krīṇā-ti

क्रीणाति

krīṇī-taḥ

क्रीणीतः

krīṇ-anti

क्रीणन्ति

 

Es. Presente ātmanepada di क्री krī

 

singolare

duale

plurale

1.a p.

krīṇ-e

क्रीणे

krīṇī-vahe

क्रीणीवहे

krīṇī-mahe

क्रीणीमहे

2.a p.

krīṇī-ṣe

क्रीणीषे

krīṇ-āthe

क्रीणाथे

krīṇī-dhve

क्रीणीध्वे

3.a p.

krīṇī-te

क्रीणीते

krīṇ-āte

क्रीणाते

krīṇ-ate

क्रीणते

 

 

 

Esercizi lezione 13

 

Traduzione guidata dal sanscrito: La favoletta del coccodrillo e la scimmia (da T. Egenes, op. cit.), parte seconda.

 

i. तस्य  पृष्ठे  कुम्भीरो  वानरं  वहति tasya pṛṣṭhe kumbhīro vānaraṃ vahati

            Senza il sandhi, si ha: tasya pṛṣṭhe kumbhīra vānaram vahati.

            La III.a pers. sing. del verbo वह् vah (I.a classe, parasmaip.) "portare" ci indica il nom. del soggetto kumbhīra"coccodrillo". Il verbo è transitivo, per cui vānaram "scimmia" sarà il compl. ogg. Poi pṛṣṭhe è il locativo di पृष्ठ  pṛṣṭha "schiena", mentre tasya, già incontrato, è il genitivo del pron. तद् tad di III.a pers. sing., riferito a pṛṣṭhe. La costruzione diventa: kumbhīravahati vānaram pṛṣṭhe tasya, cioè: "Il coccodrillo porta la scimmia sulla sua schiena".

 

j. गङ्गाया मध्ये कुम्भीरः सत्यं वदति gaṅgāyā madhye kumbhīraḥ satyaṃ vadati

            Tolto il sandhi, si ha: gaṅgāyā madhye kumbhīraḥ satyam vadati.

            Il verbo vadati, nella III.a pers. sing., ci porta al sogg. sing., che può essere il masch. kumbhīraḥ "coccodrillo" o il neutro satyam "verità". Scegliamo kumbhīraḥ come sogg. e satyam come compl. ogg. madhye è il loc. di madhya "centro". Abbiamo già incontrato il gen. gaṅgāyā, qui riferito a madhye.

            La costruzione è: kumbhīraḥ vadati satyam madhye gaṅgāyā, cioè: "Il coccodrillo dice la verità nel mezzo del Gange".

 

k. मम हृदयं वृक्षे भवतीति वानरो भाषते mama hṛdayaṃ vṛkṣe bhavatīti vānaro bhāṣate

            Togliendo il sandhi, si ha: mama hṛdayam vṛkṣe bhavati iti vānaraḥ bhāṣate.

            Anche in questo periodo abbiamo la prima proposizione (fino a iti) che in italiano corrisponde al discorso diretto. Il verbo è bhavati, III.a pers. sing. del pres. di भू bhū (I.a cl., parasmaip. ) "essere", per cui il sogg. sing. è hṛdayam, che già conosciamo, con  mama (già visto). Rimane vṛkṣe, loc. di वृक्ष vṛkṣa "albero" (già incontrato).             Costruzione: mama hṛdayam bhavati vṛkṣe, cioè: "Il mio cuore è sull'albero".

            Nella seconda proposizione si ha il pres. del verbo bhāṣate da भाष्  bhāṣ (I.a cl., ātmanep.) "dire", accordato con vānaraḥ. Per cui l'intero periodo si rende così: "La scimmia dice: - Il mio cuore è sull'albero".

 

l. पुनर्मा तत्र नयसीति वानरो भाषते । punarmā tatra nayasīti vānaro bhāṣate

            Togliamo il sandhi: punar mā tatra nayasi iti vānaraḥ bhāṣate.

            La prima proposizione, fino a iti, contiene il pres. del verbo nayasi da नी (I.a cl., parasmaip.) "portare", nella II.a pers. sing., quindi il soggetto è "tu" sottinteso. Poi abbiamo , che è l'accus. del pronome pers. अहम् aham "io", quindi è compl. ogg. Restano i due avverbi punar "di nuovo" e tatra "là". Quindi si costruisce: nayasi mā punar tatra, cioè: "Portami di nuovo là".

            Nella seconda proposizione si hanno il sogg. vānaraḥ "la scimmia" e il verbo bhāṣate, già incontrato nella frase precedente.

            Il periodo intero suona: "La scimmia dice: - Portami di nuovo là".

 

m. कुम्भीरो वानरं गङ्गायास्तटे नयति । kumbhīro vānaraṃ gaṅgāyāstaṭe nayati

            Togliamo il sandhi: kumbhīraḥ vānaram gaṅgāyā taṭe nayati.

            Il verbo nayati, che già conosciamo, è in III.a pers. sing.,

quindi il sogg. può essere solamente kumbhīraḥ; vānaram è il compl. ogg.; taṭe è locativo (già visto) ed è meglio se fosse stato un moto a luogo; gaṅgāyā è gen. di specificaz. riferito a taṭe, visto sopra.     Costruendo: kumbhīraḥ nayati vānaraṃ taṭe gaṅgāyā, cioè: "Il coccodrillo porta la scimmia sulla sponda del Gange".

 

n. वानरो  वृक्षमुच्छलति । vānaro vṛkṣamucchalati

            Togliendo il sandhi, si ha: vānaraḥ vṛkṣam ucchalati.

            In base alla III.a pers. sing. del verbo ucchalati (pres. parasmaip. di I.a cl. di उच्छल् ucchal "saltare") si ha vānaraḥ come nom. soggetto e vṛkṣam come acc. di moto a luogo. Quindi: vānaraḥ ucchalati vṛkṣam, cioè: "La scimmia salta sull'albero".

 

o. वानरो वृक्षस्य बिले पश्यति । vānaro vṛkṣasya bile paśyati

            Togliamo il sandhi: vānaraḥ  vṛkṣasya bile paśyati.

            Il verbo paśyati (da दृश् dṛś "guardare" IV.a cl. parasm.) in III.a pers. sing. ha come sogg. vānaraḥ; bile è il loc. del neutro बिल  bila "buco" e vṛkṣasya è il compl. di specif. riferito ad esso. Per cui la costruzione è la seguente: vānaraḥ  paśyati bile vṛkṣasya, cioè: "La scimmia guarda nel buco dell'albero".

 

p. कश्चिन्मम हृदयं चोरयति स्मेति वानरो वदति । kaścinmama hṛdayaṃ corayati smeti vānaro vadati

            Togliendo il sandhi, abbiamo: kaścid mama hṛdayam corayati sma iti vānaraḥ vadati.

            Prima di iti abbiamo la prima proposizione, che contiene sma (particella rafforzativa); il verbo corayati III.a pers. sing. del pres. di चुर्  cur (X.a cl., parasmaip.) "rubare" ha come sogg. il pronome kaścid "qualcuno"; hṛdayam è il compl. ogg. e mama (già visto) è il gen. del pronome pers. अहम् aham "io". Per cui la costruzione risulta essere: kaścid corayati mama hṛdayam, cioè "Qualcuno ruba il mio cuore".

            Le parole della seconda proposizione le conosciamo già. L'intero periodo viene: "La scimmia dice: - Qualcuno ruba il mio cuore".

 

q. एवं कुम्भीरो वानरश्च मित्रे तिष्ठतःevaṃ kumbhīro vānaraśca mitre tiṣṭhataḥ

            Togliamo il sandhi: evam kumbhīraḥ vānaraḥ ca mitre tiṣṭhataḥ.

            La III.a pers. duale del verbo स्था sthā (I.a cl., parasm.) "restare" ci porta ai due nom. soggetti kumbhīraḥ e vānaraḥ, uniti dalla congiunzione ca ("e"), posposta al secondo. L'avverbio evam "così" può restare all'inizio della proposizione. Il nom. duale mitre è dal neutro मित्रं mitram "amico", già visto, ed è compl. predicativo del sogg. Per cui si costruisce: evam kumbhīraḥ ca vānaraḥ tiṣṭhataḥ mitre, cioè: "Così il coccodrillo e la scimmia restano amici".

 

La traduzione completa della favoletta risulta:

            C'è un coccodrillo nel Gange. La scimmia, sua amica, vive sulla riva del Gange. Ogni giorno la scimmia getta giù frutti maturi. Il coccodrillo mangia i frutti. La moglie del coccodrillo dice: "Il cuore della scimmia è dolce". La moglie vuole mangiare il cuore. Il coccodrillo dice alla scimmia: "Ehi, scimmia, vieni a casa mia". "Così sia", dice la scimmia. Il coccodrillo porta la scimmia sulla sua schiena. Il coccodrillo dice la verità nel mezzo del Gange.  La scimmia dice: "Il mio cuore è sull'albero". La scimmia dice: "Portami di nuovo là". Il coccodrillo porta la scimmia sulla sponda del Gange. La scimmia salta sull'albero. La scimmia guarda nel buco dell'albero. La scimmia dice: "Qualcuno ruba il mio cuore". Così il coccodrillo e la scimmia restano amici.

 

 

Lezione 14

 

I gradi dell'aggettivo

            Esistono due modi per formare il comparativo di maggioranza (es. "più ricco") ed i superlativi (assoluto "ricchissimo" e relativo "il più ricco").

1) Il sistema più usato nel sanscrito classico è:

comparativo = tema del positivo + -tara-

es. aggettivo धन्य dhanya "ricco": compar. masch. धन्यतरः dhanyataraḥ, femm. धन्यतरा dhanyatarā, neutro धन्यतरम् dhanyataram

superlativo = tema del positivo + -tama-

es. superl. masch. धन्यतमः dhanyatamaḥ, femm. धन्यतमा dhanyatamā, neutro धन्यतमम् dhanyatamam.

2) Il secondo modo è più frequente nel vedico:

comparativo = grado pieno (guṇa) della radice del positivo + -īyas-

es. positivo क्षिप्र  kṣipra "rapido" - grado guṇa: क्षेप्  kṣep -  compar. masch.  क्षेपीयस्  kṣepīyas, femm. क्षेपीयसी kṣepīyasī, neutro क्षेपीयः kṣepīyaḥ.

superlativo = grado pieno (guṇa) della radice del positivo + -iṣṭha-

es. superl. masch. क्षेपिष्ठः kṣepiṣṭhaḥ, femm. क्षेपिष्ठा kṣepiṣṭhā, neutro क्षेपिष्ठम् kṣepiṣṭham.

 

            Il secondo termine di paragone si trova perlopiù in ablativo:

es. रामः भरतात् ज्यायान्  rāmaḥ bharatāt jyāyān "Rāma è più vecchio di Bharata".

            Il complemento partitivo, che segue il superlativo relativo, va o in locativo o in genitivo:

es. रामः पुत्रेषु / पुत्राणां ज्येष्ठः rāmaḥ putreṣu/putrāṅāṃ jyeṣṭhaḥ "Rāma è il più vecchio dei figli".

 

L'imperfetto

            Fa parte dell'indicativo nel sistema del presente. Ha le stesse desinenze (dette secondarie) sia per la coniugazione tematica sia per l'atematica, con poche eccezioni.

            Desinenze parasmaipada (tra parentesi le desinenze diverse per la coniugazione atematica):

 

singolare

duale

plurale

1.a persona

-m (-am)

-va

-ma

2.a persona

-s

-tam

-ta

3.a persona

-t

-tām

-n (-an, -ur)

Desinenze ātmanepada (tra parentesi le desinenze diverse per la coniugazione atematica):

 

singolare

duale

plurale

1.a persona

-i

-vahi

-mahi

2.a persona

-thās

-ethām (-āthām)

-dhvam

3.a persona

-ta

-etām (-ātām)

-nta (-ata)

 

L'imperfetto si forma nel seguente modo:

a) con i temi inizianti per consonante:

aumento a + tema del presente (derivato secondo le varie classi verbali) + desinenze.

Es. verbo भू bhū "essere": aumento a + tema del presente bhava + desinenza -m > अभवम्  abhavam

b) con i temi inizianti per vocale:

(aumento a + vocale iniziale = vṛddhi) + tema del presente (derivato secondo le varie classi verbali) + desinenze.

Es. verbo अस् as "essere": aumento a + tema del presente as + desinenza m = आसम्  āsam; verbo i  "andare" > अयम्  ayam; verbo उक्स्  uks "irrigare" > औक्सम्  auksam.

 

 

Coniugazione di भू bhū "essere":

parasmaipada

 

singolare

duale

plurale

1.a p.

abhavam

अभवम्

abhavāva

अभवाव

abhavāma

अभवाम

2.a p.

abhavaḥ

अभवः

abhavatam

अभवतम्

abhavata

अभवत

3.a p.

abhavat

अभवत्

abhavatām

अभवताम्

abhavan

अभवन्

 

ātmanepada:

 

singolare

duale

plurale

1.a p.

abhave

अभवे

abhavāvahi

अभवावहि

abhavāmahi

अभवामहि

2.a p.

abhavathāḥ

अभवथाः

abhavethām

अभवेथाम्

abhavadhvam

अभवध्वम्

3.a p.

abhavata

अभवत

abhavetām

अभवेताम्

abhavanta

अभवन्त

 

 

 

Esercizi lezione 14

 

1. Tradurre dal sanscrito (tra parentesi senza sandhi).

१ नाभवद् अनिलात् क्षिप्रतरः nābhavad anilāt kṣiprataraḥ (na abhavat anilāt kṣiprataraḥ) अहं मित्रात् शिवतरो ऽभवम् ahaṃ mitrāt śivataro 'bhavam (aham mitrāt śivataraḥ abhavam) जीवितं यशसः प्रियतरम्   jīvita yaśasaḥ priyataram (jīvitam yaśasaḥ priyataram) हरिर् बालानां शोभनतमो ऽप्रभात् harir bālānāṃ śobhanatamo 'prabhāt (hari bālānām śobhanatamaḥ aprabhāt) कालिदासस्य काव्यानि बाणस्य कृतिभ्यो मधुराणि  kālidāsasya kāvyāni bāṇasya ktibhyo madhurāṇi (kālidāsasya kāvyāni bāṇasya ktibhya madhurāṇi)   पुत्राः पित्रे प्रियतराः कोशेभ्यो ऽभवन्  putrāḥ pitre priyatarāḥ kośebhyo 'bhavan (putrāḥ pitre priyatarāḥ kośebhya abhavan)   घर्मे दिनाश् चिरतमाः  gharme dināś ciratamāḥ (gharme dināḥ ciratamāḥ)   दशरथस्य पत्नीषु कौसल्या पूज्यातमो ऽभवत् Daśarathasya patnīṣu Kausalyā pūjyātamo 'bhavat (Daśarathasya patnīṣu Kausalyā pūjyātama abhavat) ।।

 

Soluzione

1) Egli non era più veloce del vento. 2) Ero più fortunato dell'amico. 3) La vita è più cara della gloria. 4) Hari sembrava il più bello dei ragazzi. 5) Le poesie di Kālidāsa sono più dolci delle opere di Bāṇa. 6) I figli erano più cari al padre che le ricchezze. 7) D'estate i giorni sono lunghissimi. 8) Tra le mogli di Daśaratha, Kausalyā era la più venerabile.

 

2. Tradurre in sanscrito.

1) Śakuntalā era la più bella di tutte le donne. 2) Era la moglie del grande imperatore di tutta la terra. 3) Le malattie dell'animo, o figlio, sono più gravi delle malattie del corpo. 4) Molto famosi erano i monti dell'India. 5) La religione e la lingua congiungevano gli uomini. 6) Al ragazzo più buono davano i doni più belli. 7) Le pietre più alte impedivano la marcia. 8) Nei momenti molto difficili proteggevano la casa.

 

Soluzione (tra parentesi senza sandhi)

१ शकुन्तला सर्वानां स्त्रीणां शोभनतमाभवत्  śakuntalā sarvānāṃ strīṇāṃ śobhanatamābhavat (śakuntalā sarvānām strīṇām śobhanatamā abhavat) सर्वाया भुवा भूरेश्चक्रवर्तिनः पत्न्यभवत् sarvāyā bhuvā bhūreścakravartina patnyabhavat (sarvāyāḥ bhuvāḥ bhūre cakravartina patnī abhavat) । ३ पुत्र मनसो रोगा गभीरतराः शरीरस्य रोगेभ्यः putra manaso rogā gabhīratarāḥ śarīrasya rogebhyaḥ (putra manasaḥ rogāḥ gabhīratarāḥ śarīrasya rogebhyaḥ) भारतस्य पर्वताः प्रकाशतमा अभवन्  bhāratasya parvatāḥ prakāśatamā abhavan (bhāratasya parvatāḥ prakāśatamāḥ abhavan)  धर्मो जिह्वश्च नराननह्यन्  dharmo jihvaśca narānanahyan (dharmaḥ jihvaḥ ca narān anahyan) अनृशंसतमाय बालाय शोभनतमानि दानान्ययच्छन्  anṛśaṃsatamāya bālāya śobhanatamāni dānānyayacchan (anṛśaṃsatamāya bālāya śobhanatamāni dānāni ayacchan)   उच्चतमा अश्मानः क्रममौपरुन्धन्  uccatamā  aśmānaḥ kramamauparundhan (uccatamāḥ  aśmānaḥ kramam auparundhan)   दुष्करतमेषु कालेषु गृहमरक्षन् duṣkaratameu kāleu gṛhamarakṣan (duṣkaratameu kāleu gṛham arakṣan)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lezione 15

 

Formazione delle parole (parte prima)

            Le parole sanscrite, nella loro maggioranza (cioè i temi nominali, i temi verbali e le forme nominali dei verbi), derivano da radici verbali con l'eventuale aggiunta di prefissi e suffissi.

Derivazione dei temi nominali

            Nella formazione delle parole, si parla di derivati primari se i suffissi si attaccano direttamente alla radice, di derivati secondari se i suffissi si attaccano a temi già derivati, cioè a derivati primari.

Derivati primari

            Esclusi alcuni participi, i gerundivi, i comparativi ed i superlativi della seconda forma, di cui si è già detto, i derivati primari si suddividono in due gruppi: nomi d'agente e nomi d'azione.

radice guṇata + suffisso = derivato

* Per i nomi d'agente, il principale suffisso è ॰तृ -tṛ (॰इतृ -itṛ), per cui si ha:

 

radice

radice guṇata

suffisso

nome d'agente

कृ  kṛ

"fare"

कर् kar

॰तृ -tṛ

कर्तृ kartṛ

"fattore"

जन्  jan "generare"

जन्  jan

॰इतृ -itṛ

जनितृ  janitṛ  "genitore"

नियम्  niyam "controllare"

नियम्  niyam

॰तृ -tṛ

नियन्तृ  niyantṛ "controllore"

 

* Per la formazione dei nomi d'azione, i suffissi sono diversi: ad es.

radice

radice guṇata

suffisso

nome d'azione

विद् vid "sapere"

वेद् ved

॰अ -a

वेद veda "scienza"

मन् man

"pensare"

मन् man

अन -ana

मनन manana

"pensiero"

नम् nam

"onorare"

नम् nam

 

अस् -as

नमस् namas

"omaggio"

पा

"bere"

पा

त्र  -tra

पात्र  pātra

"coppa"

कृ  kṛ

"fare"

कर् kar

मन्  -man

कर्मन्  karman

"azione"

कृ  kṛ

"fare"

(grado base)

कृ  kṛ

ति -ti

कृति kṛti

"azione"

 

 

Derivati secondari

            Si possono formare con diversi suffissi, tra i quali: -a (con vṛddhi, es. दैव  daiva "divino" da देव  deva "dio" da दिव्  div "cielo"); (es. कान्ता   kāntā  "cara"   da  कान्त   kānta  "amata"  da  कम्   kam  "amare"); इक -ika (es. पुत्रिक  putrika "figliolo" da पुत्र  putra "figlio" da पुत्र्  putr "augurare di avere un figlio"); इन् -in (es. करिन्  karin "dotato di mano" da कर  kara "mano" da कृ  kṛ "fare"); (es. देवी  devī "dea" da देव deva "dio" da दिव्  div "cielo"); ईय  -īya (es. पार्वतीय pārvatīya "montagnoso" da पर्वत  parvata "montagna" da पर्वन्  parvan "divisione");   -ka (es. अन्तक  antaka "finale" da अन्त  anta "fine" da अन्त्  ant "fissare"); ता  -tā (es. देवता  devatā "divinità" da  देव   deva "dio" da  दिव्   div "cielo");  त्व  -tva (es. अमृतत्व  amṛtatva "immortalità" da अमृत  amṛta "immortale" da अ-मृत a-mṛta "senza morte"); मत्  -mat;  -ya; वत् -vat; विन्  -vin: तर  -tara (comparat.); तम  -tama (superl.).

 

Esercizi lezione 15

 

Traduzione annotata dal sanscrito: La storia del principe Vīravara (prima parte) (Hitopadeśa, IV, 9).

N. B. - Riguardo ai composti tatpuruṣa e karmadhāraya, vedi spiegazioni nella lezione seguente.

अहं पुरा शूद्रकस्य राज्ञः क्रीडासरसि कर्पूरकेलिनाम्नो राजहंसस्य पुत्र्या कर्पूरमञ्जर्या सहानुरागवानभवम्

ahaṃ purā śūdrakasya rājñaḥ krīḍāsarasi karpūrakelināmno rājahaṃsasya putryā karpūramañjaryā sahānurāgavānabhavam

(aham purā śūdrakasya rājñaḥ krīḍāsarasi karpūrakelināmnaḥ rājahaṃsasya putryā karpūramañjaryā saha anurāgavān abhavam)

 

aham = nom. pron. pers. I.a pers. sing. "io".

purā = avv. "una volta".

śūdrakasya = gen. sing. di śūdraka, nome proprio.

rājñaḥ = gen. sing. di rājan "re".

krīḍāsarasi = loc. sing. di krīḍāsaras "laghetto di piacere" (tatpuruṣa: krīḍā "gioco" + saras "laghetto").

karpūrakelināmnaḥ = gen. sing. di karpūrakelināman "con il nome di Karpūrakeli" (bahuvrīhi formato dal tatpuruṣa karpūrakeli (karpūra "canfora" + keli "piacere", ma qui è un nome proprio) + nāman "nome").

rājahaṃsasya = gen. sing. di rājahaṃsa "guardia reale" (karmadhāraya: rājan "re" + haṃsa "guardia").

putryā = str. sing. di putrī "figlia".

karpūramañjaryā = str. sing. di karpūramañjarī "mazzolino di fiori di canfora" (tatpuruṣa: karpūra "canfora" + mañjarī "mazzolino", qui nome proprio).

sahānurāgavānabhavam = parola composta da saha (prep., "con") + anurāgavān (nom. sing. dell'agg. anurāgavat, composto da anurāga "affetto" + suffisso -vat) + abhavam (I.a pers. sing. imperf. di bhū "essere").

Trad. "Una volta io amoreggiavo con Karpūramañjarī, figlia della guardia reale Karpūrakeli, nel laghetto di piacere del re Śūdraka.".

 

तत्र वीरवरो नाम महाराजपुत्रः कुतश्चिद्देशादागत्य राजद्वारमुपगम्य प्रतीहारमुवाच

tatra vīravaro nāma mahārājaputraḥ kutaściddeśādāgatya rājadvāramupagamya pratīhāramuvāca

(tatra vīravaraḥ nāma mahārājaputraḥ kutaścit deśāt āgatya rājadvāram upagamya pratīhāram uvāca)

 

tatra = avv. "allora".

vīravaraḥ = nom. sing. di vīravara, nome proprio.

nāma = acc. avverbiale di nāman "nome", "di nome".

mahārājaputraḥ = nom. sing. di mahārājaputra "figlio d'un gran re" (tatpuruṣa: mahārāja (karmadhāraya: mahat "grande" + rājan "re") + putra "figlio".

kutaścit = avv. "da qualche parte" (avv. kutas "donde?" + suff. -cit che rende indefinito un pron. interrog.).

deśāt = abl. sing. di deśa "regione".

āgatya = gerundio di āgam "giungere".

rājadvāram = acc. sing. di rājadvāra "porta (del palazzo) del re" (rājan "re" + dvāra o dvār "porta").

upagamya = gerundio di upa-gam "accostarsi".

pratīhāram = acc. sing. di pratīhāra "guardiano" (prep. prati "contro" + hṛ "portare").

uvāca = III.a pers. perf. parasm. di vac "dire".

Trad. "Allora, il figlio di un grande re, di nome Vīravara, giunto da qualche parte, avvicinatosi alla porta del palazzo reale, disse al guardiano:".

 

अहं तावद्वेतनार्थी राजपुत्रः राजदर्शनं कारय

ahaṃ tāvadvetanārthī rājaputraḥ rājadarśanaṃ kāraya

(aham tāvat vetanārthī rājaputraḥ rājadarśanam kāraya)

 

aham = nom. pron. pers. I.a pers. sing. "io".

tāvat = avv. "dunque".

vetanārthī = nom. sing. di vetanārthin "bisognoso di salario" (tatpuruṣa: vetana "salario" + arthin "bisognoso", da artha "bisogno" + suff. in).

rājaputraḥ = nom. sing. di rājaputra "figlio di re" (tatpuruṣa: rājan "re" + putra "figlio").

rājadarśanam = acc. sing. di rājadarśana "vista, udienza del re" (tatpuruṣa: rājan "re" + darśana "vista", da dṛś "vedere").

kāraya = II.a pers. sing. imperat. di kṛ "fare, procurare".

Trad. "Io, dunque, figlio di un re, sono bisognoso di salario; procurami l'udienza del re.".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lezione 16

 

Formazione delle parole (parte seconda)

 

Le parole composte

            Sono frequentissime soprattutto nel sanscrito classico, dove si trovano anche composti lunghi e complessi; per esempio, Kālidāsa (poeta classico del IV sec.) per dire "la corda della cintura è simile ad una fila di uccelli loquaci per l'agitazione delle onde", scrive "onde-agitazione-loquaci-uccelli-file-cinturato".

            Distinguiamo la composizione verbale e la composizione nominale.

 

Composizione verbale

            Si realizza con l'unione di uno o più prefissi (al primo posto) con un verbo (al secondo posto), analogamente a molte altre lingue.

I prefissi più comunemente usati come preverbi (e spesso anteposti anche a temi di sostantivi ed aggettivi) sono:

अति-  ati- "oltre": es. अतिक्रम्  ati-kram "attraversare" (क्रम् kram = "camminare").

अधि- adhi- "sopra": es. अधिरुह्  adhi-ruh "cavalcare" (रुह् ruh =

"salire").

अनु- anu- "dietro": es. अनुकम्प्  anu-kamp "provare compassione" (कम्प् kamp = "tremare").

अन्तर्- antar- "fra": es. अन्तरि  antar-i "andare in mezzo" ( i = "andare").

अप- apa- "via da": es. अपचर्  apa-car "partire" (चर् car = "andare").

अपि- api- "contro": es. अपिधा  api-dhā "chiudere" (धा dhā = "mettere").

अभि- abhi- "verso": es. अभिगॄ  abhi-gṝ "rivolgersi" (गॄ gṝ = "chiamare").

अव- ava- "in giù": es. अवकाश् ava-kāś "essere visibile" (काश् kāś = "apparire").

आ- ā- "verso", "da": es. आकर्ण्  ā-karṇ "ascoltare" (कर्ण् karṇ = "penetrare").

उद्-, उत्- ud-, ut- "in alto": es. उत्कुच्  ut-kuc "aprirsi verso l'alto" (कुच् kuc = "curvare").

उप- upa- "presso, sotto": es. उपजन् upa-jan "nascere" (जन् jan = "arrivare").

नि- ni- "in basso": es. निक्षिप्  ni-kṣip "gettare" (क्षिप्  kṣip = "lanciare").

निस्- nis- "al di là, fuori": es. निस्हन्  nis-han "abbattere" (हन् han =

"battere").

परा- parā- "indietro, all'esterno": es. पराभू  parā-bhū "soccombere" (भू bhū = "essere, trovarsi").

परि- pari- "intorno": es. परिखिद् pari-khid "sentirsi stanco" (खिद्  khid = "tormentare").

प्र- pra- "in avanti": प्रकीर्त्  pra-kīrt "annunciare" (कीर्त् kīrt = "nominare").

प्रति- prati- "verso, contro": प्रतिदा  prati-dā "rendere" (दा = "dare").

वि- vi- "fuori da": विग्रह्  vi-grah "separare" (ग्रह् grah = "prendere").

सम्- sam- "con": संस्कृ saṃ-skṛ "purificare" (कृ kṛ = "fare").

            Un esempio con più prefissi: समुपविश्  sam-upa-viś "entrare con, insieme" (विश्  viś = "entrare").

 

Composizione nominale

            La composizione nominale interessa  soprattutto nomi, aggettivi, participi, pronomi e numerali.

            Il composto può essere formato da diversi membri.

            Le regole principali per la formazione sono le seguenti:

a) soltanto l'ultimo membro è declinabile; ad es. देव-दास deva-dāsa

"servitore di un dio" ha il nom. देवदासः devadāsaḥ, il voc. देवदास devadāsa, l'acc. देवदासम् devadāsam, lo str. देवदासेन devadāsena ecc.

b) per il primo membro si usa sempre il tema del maschile; ad es. पञ्चमी भार्या pañcamī bhāryā "quinta moglie" diviene पञ्चमभार्या pañcama-bhāryā;

c) l'incontro dei membri è regolato dal sandhi esterno.

 

            Si hanno i seguenti tipi di composti: copulativi o dvandva, āmreḍita, determinativi (tatpuruṣa e karmadhāraya), possessivi o bahuvrīhi, numerali o dvigu, avverbiali o avyayībhāva, formati con preverbi.

Copulativi o dvandva

Sono di solito formati da due o più nomi (di rado da aggettivi), come se fossero legati dalla congiunzione "e". Si declinano al plurale (es. पुत्रपौत्राः putra-pautrāḥ "figli e nipoti") o al duale (es. सुतभार्ये suta-bhārye "figlio e moglie") o al neutro sing. collettivo (es. सुखदुःखम् sukha-duḥkham "felicità e infelicità").

āmreḍita

Sono formati dalla ripetizione di una stessa parola, con valore intensivo, iterativo o distributivo. Es. उपर्युपरि upary-upari "molto al di sopra"; वयंवयम् vayaṃ-vayam "proprio noi".

Determinativi: tatpuruṣa e karmadhāraya

Nei tatpuruṣa il primo membro determina il secondo e spesso equivale

ad un genitivo. Es. अश्वकोविद aśva-kovida- (= अश्वानां कोविद aśvānāṃ kovida) "esperto di cavalli"; स्वर्गपतित svarga-patita- (= स्वर्गात्पतित svargāt-patita) "caduto dal cielo".

Nei karmadhāraya il primo membro qualifica il secondo, facendo la funzione di attributo o apposizione. Es. महाराज mahā-rāja- "grande re"; नरव्याघ्र nara-vyāghra- "uomo simile alla tigre".

Possessivi o bahuvrīhi

Il composto bahuvrīhi si declina come un aggettivo e, come composizione e significato, si avvicina molto al karmadhāraya. Esprime una qualità attribuita al sostantivo col quale concorda. Può essere formato da aggettivo + sostantivo (es. अल्पविद्य alpa-vidya "di scarsa scienza"), sostantivo + sostantivo (es. गगनगति gagana-gati "col cammino nell'aria, volatile") o avverbio + sostantivo (es. उद्ग्रीव ud-grīva "col collo in su".

Numerali o dvigu

Hanno per primo membro un aggettivo numerale cardinale; es. पञ्चगव pañcagava "cinque vacche"; त्रिलोक  tri-loka "trimundio.

Avverbiali o avyayībhāva

Hanno una parola indeclinabile al primo membro. Sono indeclinabili

ed hanno forma neutra: es. प्रतिदिनम्  prati-dinam "ogni giorno"; अनुगङ्गम्  anu-gaṅgam "lungo il Gange".

Formati con preverbi

Sono moltissimi, formati con i prefissi visti sopra nella composizione verbale, uniti ad un tema di sostantivo o aggettivo: ad es. l'agg. अन्तरङ्ग antaraṅga "interiore, vicino" è formato dall'avverbio अन्तर् antar "dentro" + il sostantivo अङ्ग  aṅga "parte, membro"; il sost. अभिधर्म abhidharma "metafisica" è formato dalla prep. अभि abhi "superiore a" + il sost. धर्म dharma "natura" ecc.

 

Esercizi lezione 16

 

Traduzione annotata dal sanscrito:

L'inizio della storia di Nala (Mahābhārata, III, 50, 1-6).

 

बृहदश्व उवाच

आसीद् राजा नलॊ नाम वीरसेनसुतॊ बली

उपपन्नॊ गुणैर् इष्टै रूपवान् अश्वकॊविदः ।। ३-५०-१ ।।

अतिष्ठन् मनुजेन्द्राणां मूर्ध्नि देवपतिर् यथा

उपर्य उपरि सर्वेषाम् आदित्य इव तेजसा ।। ३-५०-२ ।।

ब्रह्मण्यो वेदविच् छूरॊ निषधेषु महीपतिः

अक्षप्रियः सत्यवादी महान् अक्षौहिणीपतिः ।। ३-५०-३ ।।

ईप्सितॊ वरनारीणाम् उदारः संयतेन्द्रियः

रक्षिता धन्विनां श्रेष्ठः साक्षाद् इव मनुः स्वयम् ।। ३-५०-४ ।।

तथैवासीद् विदर्भेषु भीमॊ भीमपराक्रमः

शूरः सर्वगुणैर् युक्तः प्रजाकामः चाप्रजः ।। ३-५०-५ ।।

प्रजार्थे परं यत्नम् अकरोत् सुसमाहितः

तम् अभ्यगच्छद् ब्रह्मर्षिर् दमनॊ नाम भारत ।। ३-५०-६ ।।

 

III, 50, 1

बृहदश्व उवाच

bṛhadaśva uvāca


uvāca = III p. s. perf. di vac "dire".

आसीद राजा नलॊ नाम वीरसेनसुतॊ बली

āsīd rājā nalo nāma vīrasenasuto balī

 

āsīd = āsīt III p. s. imperf. di as "essere".

vīrasenasuto = vīrasena + sutaḥ "figlio" (tatpuruṣa)

balī = nom. s. m. dell'agg. balin.

 

उपपन्नॊ गुणैर इष्टै रूपवान अश्वकॊविदः

upapanno guṇair iṣṭai rūpavān aśvakovidaḥ

 

upapanno = upapannaḥ.

guṇair = guṇaiḥ str. pl. di guṇa.

iṣṭai = iṣṭai str. pl. dell'agg. iṣṭa.

rūpavān = nom. s. m. dell'agg. rūpavat (rūpa "bellezza" + affisso vat "che possiede")

aśvakovidaḥ = aśva "cavallo" + kovidaḥ "esperto" (tatpuruṣa)

III, 50, 2

अतिष्ठन् मनुजेन्द्राणां मूर्ध्नि देवपतिर यथा

atiṣṭhan manujendrāṇāṃ mūrdhni devapatir yathā

 

atiṣṭhan = atiṣṭhat III p. s. imperf. di sthā.

manujendrāṇāṃ = gen. pl. di manujendra (manu "uomo" + indra "il dio Indra", tatpuruṣa).

mūrdhni = loc. s. di mūrdhan.

devapatir = devapatiḥ (tatpuruṣa: deva "dio" + pati "signore").

 

उपर्य उपरि सर्वेषाम् आदित्य इव तेजसा

upary upari sarveṣām āditya iva tejasā

 

upary upari = upari upari "molto al di sopra" (dalla prep. upa) + gen. (āmreḍita)

iva = posposto.

tejasā = str. s. di tejas.

 

III, 50, 3

ब्रह्मण्यो वेदविच् छूरॊ निषधेषु महीपतिः

brahmaṇyo vedavic chūro niṣadheṣu mahīpatiḥ

 

brahmaṇyo = brahmaṇyaḥ.

vedavic = veda + vit (da vid agg. "conoscitore") (tatpuruṣa).

chūro = śūraḥ agg.

mahīpatiḥ = mahī ("territorio") + pati ("signore") (tatpuruṣa).

 

अक्षप्रियः सत्यवादी महान् अक्षौहिणीपतिः

akṣapriyaḥ satyavādī mahān akṣauhiṇīpatiḥ

 

akṣapriyaḥ = akṣa ("dado") + priya ("amante") (tatpuruṣa).

satyavādī = satya ("verità") + vādin (da vad "dire") (tatpuruṣa).

mahān = nom. dell'agg. mahat (da mah "rendere grande").

akṣauhiṇīpatiḥ = nom. del sost. akṣauhiṇīpati (akṣauhiṇī "esercito" + pati "signore" da pat "possedere") (tatpuruṣa).

 

III, 50, 4

ईप्सितॊ वरनारीणाम् उदारः संयतेन्द्रियः

īpsito varanārīṇām udāraḥ saṃyatendriyaḥ

 

īpsito = īpsitaḥ nom. del part. pass. passivo īpsita (da īps "desiderare").

varanārīṇām = gen. pl. del s. f. vara ("migliore") + nārī ("donna") (karmadhāraya).

saṃyatendriyaḥ = saṃyata (part. pass. di saṃyam (sam "con" + yam "tenere") + indriya s. neutro) (karmadhāraya).

 

रक्षिता धन्विनां श्रेष्ठः साक्षाद् इव मनुः स्वयम्

rakṣitā dhanvināṃ śreṣṭhaḥ sākṣād iva manuḥ svayam

 

rakṣitā = nom. del s. rakṣitṛ (rakṣ "proteggere" + tṛ suff. dei nomi di agente).

dhanvināṃ = gen. partitivo riferito al superl. śreṣṭha.

śreṣṭha = agg. superl. da śṛī "gloria".

sākṣād = sākṣāt avv.

Manu = il saggio Manu, figlio di Brahmā e capostipite dell'umanità.

 

 

III, 50, 5

तथैवासीद् विदर्भेषु भीमॊ भीमपराक्रमः
tathaivāsīd vidarbheṣu bhīmo bhīmaparākramaḥ

 

tathaivāsīd = avv. tathaiva "nello stesso modo" (avv. tathā + prep. eva) + āsīt III p. sing. imperf. di as.

vidarbheṣu = loc. di Vidarbha, odierno Berar, nell'India centrale.

bhīmo = bhīmaḥ.

bhīmaparākramaḥ = agg. bhīma (da bhī "terrificare") + parākramaḥ (da parākram "distinguersi", para "superiore" + kram "dominare") (bahuvrīhi).

 

शूरः सर्वगुणैर् युक्तः प्रजाकामः चाप्रजः

śūraḥ sarvaguṇair yuktaḥ prajākāmaḥ sa cāprajaḥ

 

sarvaguṇair = sarvaguṇaiḥ (agg. sarva "tutto" + s. str. pl. guṇaiḥ "qualità") (bahuvrīhi).

prajākāmaḥ = prajā "discendenza" + kāmaḥ "desiderio" (da kam "desiderare") (tatpuruṣa).

cāprajaḥ = ca "e" + āprajaḥ "senza discendenza" (a privativo + prajā "discendenza", avyayībhāva).

 

III, 50, 6

प्रजार्थे परं यत्नम् अकरोत् सुसमाहितः
sa prajārthe paraṃ yatnam akarot susamāhitaḥ

 

prajārthe  = prajā + ārthe (bahuvrīhi).

akarot = III p. s. imperf. di kṛ "fare".

susamāhitaḥ = su "molto" + samāhitaḥ "assorbito" (bahuvrīhi).

तम् अभ्यगच्छद् ब्रह्मर्षिर् दमनॊ नाम भारत

tam abhyagacchad brahmarṣir damano nāma bhārata

 

tam = acc. di tad, III pers. sing. del pron. pers. masch.

abhyagacchad = abhyagacchat III p. s. imperf. di abhigam (abhi "verso" + gam "andare").

brahmarṣir = brahmarṣiḥ (un saggio della casta brahmanica) (brahman + ṛṣi "saggio", tatpuruṣa).

damano = damanaḥ.

 

Soluzione

Bṛhadaśva disse:

C'era un re di nome Nala, figlio di Virasena, potente,

dotato di qualità scelte, bello, esperto di cavalli,                     III, 50, 1

stava alla testa dei re, come il signore degli dèi,

molto al di sopra di tutti, come il sole, nella gloria.                III, 50, 2

Era dedito al benessere dei Brāhmaṇa, esperto conoscitore dei Veda, ardito, sovrano a Niṣadha,

appassionato di dadi, sincero, potente, capo di un esercito,    III, 50, 3

desiderato dalle migliori donne, nobile, di passioni controllate,

protettore, il migliore degli arcieri, come Manu stesso in persona.                                                                                                    III, 50, 4

E come lui c'era nel Vidarbha Bhīma, terribile ed eroico,

coraggioso, munito di tutte le qualità, virtuoso e desideroso di figli;                                                                                                 III, 50, 5

molto preso riguardo alla discendenza, fece l'estremo sforzo.

Lo incontrò un brahmarshi di nome Damana, o Bhāratide.           

                                                                                                  III, 50, 6

 

Lezione 17

 

I pronomi personali

            La declinazione di tutti i pronomi è particolare, diversa da quella dei sostantivi; in particolare è notevole il cambiamento dei temi, che variano con i casi, i generi ed i numeri.

 

Prima persona (io, noi due, noi); temi: mad- e asmad-.

            Le forme tra parentesi sono enclitiche, cioè atone posposte ad un'altra parola.

Caso

Sing.

Duale

Plurale

Nom.

aham

अहम्

āvām

आवाम्

vayam

वयम्

Acc.

mām ()

माम्  (मा)

āvām (nau)

आवाम् (नौ)

asmān (naḥ)

अस्मान्  (नः)

Str.

mayā

मया

āvābhyām

आवाभ्याम्

asmābhiḥ

अस्माभिः

Dat.

mahyam (me)

मह्यम् (मे)

āvābhyām (nau)

आवाभ्याम् (नौ)

asmabhyam (naḥ)

अस्मभ्यम्  (नः)

Abl.

mat

मत्

āvābhyām

आवाभ्याम्

asmat

अस्मत्

Gen.

mama (me)

मम (मे)

āvayoḥ (nau)

आवयोः (नौ)

asmākam (naḥ)

अस्माकम् (नः)

Loc.

mayi

मयि

āvayoḥ

आवयोः

asmāsu

अस्मासु

Seconda persona (tu, voi due, voi); temi: tvad- e yuṣmad-.

            Le forme tra parentesi sono enclitiche.

Caso

Sing.

Duale

Plurale

Nom.

tvam

त्वम्

yuvām

युवाम्

yūyam

यूयम्

Acc.

tvām (tvā)

त्वाम्  (त्वा)

yuvām (vām)

युवाम् (वाम्)

yuṣmān (vaḥ)

युष्मान्  (वः)

Str.

tvayā

त्वया

yuvābhyām

युवाभ्याम्

yuṣmābhiḥ

युष्माभिः

Dat.

tubhyam (te)

तुभ्यम् (ते)

yuvābhyām (vām)

युवाभ्याम् (वाम्)

yuṣmabhyam (vaḥ)

युष्मभ्यम्  (वः)

Abl.

tvat

त्वत्

yuvābhyām

युवाभ्याम्

yuṣmat

युष्मत्

Gen.

tava (te)

तव (ते)

yuvayoḥ (vām)

युवयोः (वाम्)

yuṣmākam (vaḥ)

युष्माकम्  (वः)

Loc.

tvayi

त्वयि

yuvayoḥ

युवयोः

yuṣmāsu

युष्मासु

            Come pronome personale di III.a persona si usa il pronome dimostrativo तद्  tad.

 

L'ottativo

            Fa parte del sistema del presente. Ha diversi valori: esortativo (es. "canta!"), augurale (es. "possa tu essere felice"), dubitativo (es. "potrebbe farcela?"), potenziale (es. "potrebbe anche farcela"), proibitivo (es. "non faccia le cose illecite"). E' usato anche nel periodo ipotetico. Ha desinenze diverse per la coniugazione tematica (classi I, IV, VI, X) e l'atematica (classi II, III, V, VII, VIII, IX).

 

Coniugazione tematica

Desinenze parasmaipada

 

singolare

duale

plurale

1.a persona

-eyam

-eva

-ema

2.a persona

-eḥ

-etam

-eta

3.a persona

-et

-etām

-eyuḥ

 

Desinenze ātmanepada

 

singolare

duale

plurale

1.a persona

-eya

-evahi

-emahi

2.a persona

-ethāḥ

-eyāthām

-edhvam

3.a persona

-eta

-eyātām

-eran

Es. verbo भृ bhṛ (bharati) "portare" (I.a cl.), tema del pres. bhar-a.

Coniugazione parasmaipada

 

singolare

duale

plurale

1.a p.

bhareyam

भरेयम्

bhareva

भरेव

bharema

भरेम

2.a p.

bhareḥ

भरेः

bharetam

भरेतम्

bhareta

भरेत

3.a p.

bharet

भरेत्

bharetām

भरेताम्

bhareyuḥ

भरेयुः

 

Coniugazione ātmanepada:

 

singolare

duale

plurale

1.a p.

bhareya

भरेय

bharevahi

भरेवहि

bharemahi

भरेमहि

2.a p.

bharethāḥ

भरेथाः

bhareyāthām

भरेयाथाम्

bharedhvam

भरेध्वम्

3.a p.

bhareta

भरेत

bhareyātām

भरेयाताम्

bhareran

भरेरन्

 

Coniugazione atematica

Desinenze parasmaipada

 

singolare

duale

plurale

1.a persona

-yām

-yāva

-yāma

2.a persona

-yāḥ

-yātam

-yāta

3.a persona

-yāt

-yātām

-yuḥ

Desinenze ātmanepada

 

singolare

duale

plurale

1.a persona

-īya

-īvahi

-īmahi

2.a persona

-īthāḥ

-īyāthām

-īdhvam

3.a persona

-īta

-īyātām

-īran

Es. verbo द्विष्  dviṣ (dveṣṭi) "odiare" (II.a classe), tema del pres. dviṣ/dveṣ.

Coniugazione parasmaipada

 

singolare

duale

plurale

1.a p.

dviṣyām

द्विष्याम्

dviṣyāva

द्विष्याव

dviṣyāma

द्विष्याम

2.a p.

dviṣyāḥ

द्विष्याः

dviṣyātam

द्विष्यातम्

dviṣyāta

द्विष्यात

3.a p.

dviṣyāt

द्विष्यात्

dviṣyātām

द्विष्याताम्

dviṣyuḥ

द्विष्युः

Coniugazione ātmanepada:

 

singolare

duale

plurale

1.a p.

dviṣīya

द्विषीय

dviṣīvahi

द्विषीवहि

dviṣīmahi

द्विषीमहि

2.a p.

dviṣīthāḥ

द्विषीथाः

dviṣīyāthām

द्विषीयाथाम्

dviṣīdhvam

द्विषीध्वम्

3.a p.

dviṣīta

द्विषीत

dviṣīyātām

द्विषीयाताम्

dviṣīran

द्विषीरन्

 

Esercizi lezione 17

 

Tradurre dal sanscrito

लभेत सिकतासु तैलमपि यत्नतः पीडयन् labheta sikatāsu tailamapi yatnataḥ pīḍayan जेतारं कार्तिकेयस्य विजयेय jetāraṃ kārtikeyasya vijayeya मनसिजतरुः कुर्यान्मां फलस्य रसज्ञ्ं manasijataruḥ kuryānmāṃ phalasya rasajñaṃ भोजनं लभेय bhojanaṃ labheya धनं रक्षेत dhana raketa    त्वं ग्रामं गच्छेः tvaṃ grāmaṃ gaccheḥ   स्तुतिर् इह आसीत stutir iha āsīta गुरुः बालमापयेत् guru bālamāpayet वेदं पठेयम् उत तर्कं पठेयम् vedaṃ paṭheyam uta tarkaṃ paṭheyam १० भोजनं लभेय bhojana labheya११ किम् अहं त्वम् अश्नुवीय kim ahaṃ tvām aśnuvīya१२  कदा चिद् सः क्रमेत् kadā cid sa kramet १३ तेन मुक्तः बाणः हन्यात् वा हन्यात् tena mukta bāṇa hanyāt, na vā hanyāt १४  तत् पुस्तकं तत्र तिष्ठेत् tat pustakam tatra na tiṣṭhet १५ अथवा नृशंसो हन्याद् एनाम् athavā nṛśaso hanyād enām १६  सा आख्यानं कथयेत् sā ākhyāna kathayet १७  शयीत śayīta ।।

 

Soluzione

1) Chi la tormenta diligentemente, può anche ottenere olio nella sabbia. 2) Potrei conquistare il conquistatore di Kārtikeya. 3) L'albero dell'amore faccia (in modo che io gusti) il sapore del frutto. 4) Possa io ottenere il cibo. 5) Bisogna difendere i beni. 6) Dovresti andare al villaggio. 7) La lode sia qui. 8) Il maestro incontri il ragazzo. 9) Devo leggere i Veda o devo leggere la logica? 10) Potrei ottenere il cibo? 11) Ti raggiungerò? 12) Una volta potrebbe camminare. 13) Un dardo lanciato da lui può uccidere o non può uccidere. 14) Questo libro non deve stare là. 15) Piuttosto può accadere che il crudele la uccida. 16) Lei potrebbe raccontare la favola. 17) Ha il diritto di dormire.

 

Dalla Bhagavadgītā

II, 45

त्रैगुण्यविषया वेदा निस्त्रैगुण्यो भवार्जुन |
निर्द्वन्द्वो नित्यसत्त्वस्थो निर्योगक्षेम आत्मवान् || २ ४५ ||

traiguṇyaviṣayā vedā nistraiguṇyo bhavārjuna
nirdvandvo nityasattvastho niryogakṣema ātmavān

(traiguṇyaviṣayāḥ vedāḥ nistraiguṇyaḥ bhava arjuna
nirdvandvaḥ nityasattvasthaḥ niryogakṣemaḥ ātmavān)

 

traiguṇyaviṣayāḥ nom. masch. pl. del composto tatpuruṣa di traiguṇya + viṣayāḥ, dove traiguṇya è a sua volta un composto dvigu: trai "tre" + guṇya = guṇa ("elemento" + suffisso -ya ("relativo a"); il tutto significa "àmbito di tre elementi".

vedāḥ (nom. masch. pl.) i libri "Veda".

Trad. "I Veda hanno per oggetto i tre elementi.", cioè gli elementi costituenti della prakṛti (la materia), che sono: sattva ("bontà"), rajas ("passione") e tamas ("tenebra").

 

nistraiguṇyaḥ nom. masch. sing. del composto nis ("senza") + trai + guṇya = "senza i tre elementi".

bhava = imperat. II.a pers. sing. di bhū "essere".

arjuna = voc. sing. "O Arjuna".

Trad. "O Arjuna, sii senza i tre elementi,", cioè "liberati dal mondo della materia".

 

nirdvandvaḥ = nis ("senza") + dvandvaḥ ("dualità").

nityasattvasthaḥ = nitya (avv. "sempre") + sattva ("purezza") + sthaḥ (agg. usato come suffisso, "che sta").

Trad. "fuori dalla dualità, permani nella purezza,"; per dualità si intendono le coppie degli opposti.

 

niryogakṣemaḥ = nir (prefisso, "senza") + yoga ("possesso") + kṣemaḥ ("conservazione").

ātmavān = ātma ("il Sé") + vān (nom. masch. sing. di vat "possessore"), cioè "padrone del tuo Sé".

Trad. "senza possedere e conservare, padrone del tuo Sé.".

 

 

 

Lezione 18

 

I pronomi e aggettivi dimostrativi  (parte prima)

            Sono: तद् tad "questo" (significa anche "egli"), इदम्  idam "questo", अदस्  adas "quello".

 

Declinazione di तद्  tad "questo".

Singolare

Caso

Masch.

Femm.

Neutro

Nom.

sa (saḥ)

स  (सः)

सा 

tat

तत् 

Acc.

tam

तम् 

tām

ताम्

tat

तत् 

Str.

tena

तेन 

tayā

तया 

tena

तेन 

Dat.

tasmai

तस्मै 

tasyai

तस्यै 

tasmai

तस्मै 

Abl.

tasmāt

तस्मात् 

tasyāḥ

तस्याः 

tasmāt

तस्मात् 

Gen.

tasya

तस्य 

tasyāḥ

तस्याः 

tasya

तस्य 

Loc.

tasmin

तस्मिन्

tasyām

तस्याम्

tasmin

तस्मिन्

Il nom. masch.  sa prende -ḥ solo quando si trova in pausa.

Duale

Caso

Masch.

Femm.

Neutro

Nom. Acc.

tau

तौ 

te

ते

te

ते

Str. Dat. Abl.

tābhyām

ताभ्याम् 

tābhyām

ताभ्याम् 

tābhyām

ताभ्याम् 

Gen. Loc.

tayoḥ

तयोः

tayoḥ

तयोः

tayoḥ

तयोः

Plurale

Caso

Masch.

Femm.

Neutro

Nom.

te

ते

tāḥ

ताः

tāni

तानि

Acc.

tān

तान्

tāḥ

ताः

tāni

तानि

Str.

taiḥ

तैः

tābhiḥ

ताभिः

taiḥ

तैः

Dat.

tebhyaḥ

तेभ्यः

tābhyaḥ

ताभ्यः

tebhyaḥ

तेभ्यः

Abl.

tebhyaḥ

तेभ्यः

tābhyaḥ

ताभ्यः

tebhyaḥ

तेभ्यः

Gen.

teṣām

तेषाम्

tāsām

तासाम्

teṣām

तेषाम्

Loc.

teṣu

तेषु

tāsu

तासु

teṣu

तेषु

एतद् etad "questo" si declina nello stesso modo, cioè  एषः  एषा  एतत् eṣaḥ eṣā etat.

Declinazione di इदम् idam "questo".

Singolare

Caso

Masch.

Femm.

Neutro

Nom.

ayam

अयम् 

iyam

इयम् 

idam

इदम् 

Acc.

imam

इमम् 

imām

इमाम् 

idam

इदम् 

Str.

anena

अनेन 

anayā

अनया 

anena

अनेन 

Dat.

asmai

अस्मै 

asyai

अस्यै 

asmai

अस्मै 

Abl.

asmāt

अस्मात् 

asyāḥ

अस्याः 

asmāt

अस्मात् 

Gen.

asya

अस्य 

asyāḥ

अस्याः 

asya

अस्य 

Loc.

asmin

अस्मिन् 

asyām

अस्याम् 

asmin

अस्मिन् 

Duale

Caso

Masch.

Femm.

Neutro

Nom. Acc.

imau

इमौ 

ime

इमे 

ime

इमे 

Str. Dat. Abl.

ābhyām

आभ्याम् 

ābhyām

आभ्याम् 

ābhyām

आभ्याम् 

Gen. Loc.

anayoḥ

अनयोः

anayoḥ

अनयोः

anayoḥ

अनयोः

Plurale

Caso

Masch.

Femm.

Neutro

Nom.

ime

इमे

imāḥ

इमाः 

imāni

इमानि 

Acc.

imān

इमान्

imāḥ

इमाः 

imāni

इमानि 

Str.

ebhiḥ

एभिः

ābhiḥ

आभिः 

ebhiḥ

एभिः

Dat.

ebhyaḥ

एभ्यः

ābhyaḥ

आभ्यः 

ebhyaḥ

एभ्यः

Abl.

ebhyaḥ

एभ्यः

ābhyaḥ

आभ्यः 

ebhyaḥ

एभ्यः

Gen.

eṣām

एषाम्

āsām

आसाम् 

eṣām

एषाम्

Loc.

eṣu

एषु

āsu

आसु

eṣu

एषु

 

L'imperativo

            Fa parte del sistema del presente. Oltre al comando, può esprimere esortazione, consiglio, preghiera, domanda, benedizione; desiderio e augurio come l'ottativo. Usato nella prima persona, esprime iniziativa, abilità, necessità ("posso fare?, devo fare?").

            Le desinenze tra parentesi appartengono alla coniugazione atematica.

 

Desinenze parasmaipada

 

singolare

duale

plurale

1.a persona

-āni

-āva

-āma

2.a persona

- (dhi, -hi)

-tam

-ta

3.a persona

-tu

-tām

-ntu (-antu)

Desinenze ātmanepada

 

singolare

duale

plurale

1.a persona

-ai

-āvahai

-āmahai

2.a persona

-sva

-ethām (-āthām)

-dhvam

3.a persona

-tām

-etām (-ātām)

-ntām (-atām)

Es. di coniugazione tematica: verbo भृ bhṛ (bharati) "portare" (I.a cl.), tema del presente bhar-a.

Coniugazione parasmaipada

 

singolare

duale

plurale

1.a p.

bharāṇi

भराणि

bharāva

भराव

bharāma

भराम

2.a p.

bhara

भर

bharatam

भरतम्

bharata

भरत

3.a p.

bharatu

भरतु

bharatām

भरताम्

bharantu

भरन्तु

Coniugazione ātmanepada:

 

singolare

duale

plurale

1.a p.

bharai

भरै

bharāvahai

भरावहै

bharāmahai

भरामहै

2.a p.

bharasva

भरस्व

bharethām

भरेथाम्

bharadhvam

भरध्वम्

3.a p.

bharatām

भरताम्

bharetām

भरेताम्

bharantām

भरन्ताम्

Es. di coniugazione atematica: verbo द्विष्  dviṣ (dveṣṭi) "odiare" (II.a classe), tema del presente dviṣ/dveṣ.

Coniugazione parasmaipada

 

singolare

duale

plurale

1.a p.

dveṣāṇi

द्वेषाणि

dveṣāva

द्वेषाव

dveṣāma

द्वेषाम

2.a p.

dviḍḍhi

द्विड्ढि

dviṣṭam

द्विष्टम्

dviṣṭa

द्विष्ट

3.a p.

dveṣṭu

द्वेष्टु

dviṣṭām

द्विष्टाम्

dviṣantu

द्विषन्तु

 

Coniugazione ātmanepada:

 

singolare

duale

plurale

1.a p.

dveṣai

द्वेषै

dveṣāvahai

द्वेषावहै

dveṣāmahai

द्वेषामहै

2.a p.

dvikṣva

द्विक्ष्व

dviṣāthām

द्विषाथाम्

dviḍḍhvam

द्विड्ढ्वम्

3.a p.

dviṣṭām

द्विष्टाम्

dviṣātām

द्विषाताम्

dviṣatām

द्विषताम्

Esercizi lezione 18

 

Tradurre dal sanscrito

श्रूयताम् śrūyatām दिव्यावेत्य् अब्रवीद् भ्राता divyāvety abravīd bhrātā अहं  करवाणि ahaṃ karavāṇi    चिरं जीव cira jīva शिवास् ते पन्थानः सन्तु  śivās te panthāna santu   किम् अधुना करवाम kim adhunā karavāma   मा वद  mā vada   परित्रायस्व नः paritrāyasva na   कूर्मम् उपनय kūrmam upanaya १० मित्र वर्णं लिख mitra vara likha ११ शत्रुभिः सह युध्यस्व śatrubhi saha yudhyasva १२ भर्तारं सेवेथाम् bhartāra sevethām १३ सत्त्वं जयतु  sattva jayatu १४  डिम्ब जननीम् आह्वय  ḍimba jananīm āhvaya ।।

 

Soluzione

1) Si ascolti. 2) "Giochiamo (noi due)", diceva il fratello. 3) Lo farò. 4) Vivi (che tu possa vivere) a lungo. 5) Queste strade ti siano favorevoli. 6) Che cosa facciamo ora (che cosa dobbiamo fare)? 7) Non parlare. 8) Proteggici. 9) Porta la tartaruga. 10) Amico, scrivi la lettera. 11) Combatti con i nemici. 12) Voi due onorate il marito. 13) Egli conquisti la virtù. 14) O ragazzo, chiama (tua) madre.

 

 

 

 

Dalla Bhagavadgītā

II, 46

यावानर्थ उदपाने सर्वतः संप्लुतोदके |
तावान्सर्वेषु वेदेषु ब्राह्मणस्य विजानतः || ४६ ||

yāvānartha udapāne sarvataḥ saṃplutodake
tāvānsarveṣu vedeṣu brāhmaṇasya vijānataḥ

(yāvān artha udapāne sarvataḥ saṃplutodake
tāvān sarveṣu vedeṣu brāhmaṇasya vijānataḥ
)

 

yāvān = agg. nom. sing. correlat. di yāvat "come grande".

artha = nom. sing. di arthaḥ "profitto".

udapāne = loc. sing. di uda-pāna "in uno stagno".

sarvataḥ = ind. "dovunque".

saṃplutodake = loc. sing. agg. da sampluta "inondato, ingrossato" (part. pass. di saṃplu) + udaka "acqua".

Trad. "Come è grande il profitto in uno stagno dovunque inondato, ".

 

tāvān = agg. nom. sing. correlat. di tāvat "altrettanto grande".

sarveṣu = agg. loc. pl. masch. di sarva "tutto".

vedeṣu = loc. pl. di veda.

brāhmaṇasya = gen. sing. masch. di brāhmaṇa.

vijānataḥ = gen. sing. di vijānat "saggio".

Trad. "così l'uso della conoscenza del brahmano in tutti i Veda.".

 

 

 

 

 

Lezione 19

 

I pronomi e aggettivi dimostrativi (parte seconda)

Declinazione di अदस् adas "quello".

Singolare

Caso

Masch.

Femm.

Neutro

Nom.

asau

असौ 

asau

असौ 

adaḥ

अदः

Acc.

amum

अमुम्

amūm

अमूम्

adaḥ 

अदः

Str.

amunā

अमुना

amuyā

अमुया

amunā

अमुना

Dat.

amuṣmai

अमुष्मै

amuṣyai

अमुष्यै

amuṣmai

अमुष्मै

Abl.

amuṣmāt

अमुष्मात्

amuṣyāḥ

अमुष्याः

amuṣmāt

अमुष्मात्

Gen.

amuṣya

अमुष्य

amuṣyāḥ

अमुष्याः

amuṣya

अमुष्य

Loc.

amuṣmin

अमुष्मिन्

amuṣyām

अमुष्याम्

amuṣmin

अमुष्मिन्

 

Duale

Caso

Masch.

Femm.

Neutro

Nom. Acc.

amū

अमू 

amū

अमू 

amū

अमू 

Str. Dat. Abl.

amūbhyām

अमूभ्याम् 

amūbhyām

अमूभ्याम् 

amūbhyām

अमूभ्याम् 

Gen. Loc.

amuyoḥ

अमुयोः

amuyoḥ

अमुयोः

amuyoḥ

अमुयोः

 

Plurale

Caso

Masch.

Femm.

Neutro

Nom.

amī

अमी

amūḥ

अमूः

amūni

अमूनि

Acc.

amūn

अमून्

amūḥ

अमूः

amūni

अमूनि

Str.

amībhiḥ

अमीभिः

amūbhiḥ

अमूभिः

amībhiḥ

अमीभिः

Dat.

amībhyaḥ

अमीभ्यः

amūbhyaḥ

अमूभ्यः

amībhyaḥ

अमीभ्यः

Abl.

amībhyaḥ

अमीभ्यः

amūbhyaḥ

अमूभ्यः

amībhyaḥ

अमीभ्यः

Gen.

amīṣām

अमीषाम्

amūsām

अमूसाम् 

amīṣām

अमीषाम्

Loc.

amīṣu

अमीषु

amūṣu

अमूषु

amīṣu

अमीषु

 

Esercizi lezione 19

 

Traduzione annotata dal sanscrito: La storia del principe Vīravara (seconda parte)

(Hitopadeśa, IV, 9).

 

ततस्तेनासौ राजदर्शनं कारितो ब्रूते

tatastenāsau rājadarśanaṃ kārito brūte

(tatas tena asau rājadarśanam kārita brūte)

 

tatas = avv. "allora".

tena = strum. sing. del pron. dim. tad "egli".

asau = nom. sing. masch. del pron. dim. adas "quello".

rājadarśanam = acc. sing. di rājadarśana "vista, udienza del re" (tatpuruṣa: rājan "re" + darśana "vista", da dṛś "vedere").

kārita = nom. sing. masch. del partic. pass. di kār "far fare" (causat. di kṛ "fare").

brūte = III.a pers. sing. pres. ind. ātmanep. di brū "dire".

Trad. "Allora, dopo che la guardia lo fece introdurre all'udienza del re, così parlò:".

 

देव यदि मया सेवकेन प्रयोजनमस्ति तदास्मद्वर्तनं क्रियताम्

deva yadi mayā sevakena prayojanamasti tadāsmadvartanaṃ kriyatām

(deva yadi mayā sevakena prayojanam asti tad asmadvartanam kriyatām)

 

deva = voc. sing. di deva "signore".

yadi = cong. "se".

mayā = str. sing. del pron. pers. aham "io".

sevakena = str. sing. di sevaka "servo".

prayojanam = nom. sing. di prayojana "bisogno".

asti = III.a pers. pres. ind. di as "essere".

tad = acc. del pron. dimo. tad, usato avverbialm. "allora".

asmadvartanam = nom. sing. di asmadvartana "servizio di noi" (tatpuruṣa: tema plur. del pron. pers. di I.a pers. + vartana "servizio").

kriyatām = III.a pers. sing. dell'imperat. pass. di kṛ "fare".

Trad. "Signore, se hai bisogno di me come servo, allora sia fissato il mio servizio.".

 

शूद्रक उवाच किं ते वर्तनम्

śūdraka uvāca kiṃ te vartanam

(śūdrakaḥ uvāca kim te vartanam)

 

śūdrakaḥ = nom. sing. di śūdraka, nome proprio.

uvāca = III.a pers. perf. parasm. di vac "dire".

kim = nom. sing. neutro del pron. interrog. kaḥ "quale?".

te = gen. sing. del pron. pers. di II.a pers. "tu".

vartanam = nom. sing. di vartana "servizio".

Trad. " Śūdraka disse: "Quale è il tuo salario?".

वीरवरो ब्रूते प्रत्यहं सुवर्णपञ्चशतानि देहि

vīravaro brūte pratyahaṃ suvarṇapañcaśatāni dehi

(vīravaraḥ brūte pratyaham suvarṇapañcaśatāni dehi)

 

vīravaraḥ = nom. sing. di vīravara, nome proprio.

brūte = III.a pers. sing. pres. ind. ātmanep. di brū "dire".

pratyaham = avverb. "ogni giorno" (prati prefisso distributivo + ahan "giorno").

suvarṇapañcaśatāni = acc. pl. di suvarṇapañcaśata "cinquecento monete d'oro" (tatpuruṣa formato dal karmadhāraya suvarṇa "aureo" (avv. su "bene" + varṇa "colore") + il dvigu pañcaśata "cinquecento" (numerale pañca "cinque" + numerale śata "cento")).

dehi = II.a pers. imperat. parasm. di "dare".

Trad. "Vīravara rispose: - Dammi cinquecento monete d'oro al giorno.".

 

Dalla Bhagavadgītā

II, 47

कर्मण्येवाधिकारस्ते मा फलेषु कदाचन |
मा कर्मफलहेतुर्भूर्मा ते सङ्गोऽस्त्वकर्मणि || ४७ ||

karmaṇyevādhikāraste mā phaleṣu kadācana
mā karmaphalaheturbhūr mā te saṅgo 'stvakarmaṇi
 

(karmaṇyevādhikāraste mā phaleṣu kadācana
mā karmaphalaheturbhūḥ  mā te saṅgaḥ astvakarmaṇi
)

 

karmaṇyevādhikāraste = karmaṇi (acc. pl. neutro di karman "azione") + eva (indecl. " solo") + adhikāras ( nom. sing. di adhikāra "attività") +  te (gen. sing. di tvad "tu").

mā = avv. "non".

phaleṣu = loc. pl. di phala "frutto".

kadācana = ind. kadā "mai" + cana "non".

Trad. "La tua attività sia solo nelle azioni, mai nei frutti,".

 

mā = avv. "non".

karmaphalaheturbhūḥ  = composto dal composto tatpuruṣa karma (karman "azione") + phala  ("frutto"), + hetur (nom. sing. di hetu "motivo"), cioè "spinto dall'aspettativa delle azioni", + bhūḥ  (agg. da bhū "essere", "essendo").

mā = avv. "non".

te = (gen. sing. di tvad "tu").

saṅgaḥ = nom. sing. di saṅga "attaccamento".

astvakarmaṇi = astu (III.a pers. sing. imperat. di as "essere") + akarmaṇi (loc. sing. di akarman "inattività").

Trad. "non essere spinto dall'aspettativa delle azioni, il tuo attaccamento non sia nell'inazione."

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lezione 20

 

Altri pronomi

 

Il pronome-aggettivo relativo

      य् ya "che, il quale".

            Si declina come तद् tad, sostituendo y a t. Il nominativo sing. masch. conserva sempre -ḥ.

            Quindi al nom. sing. si hanno:

यः, या, यत्  yaḥ, yā, yat.

 

Il pronome-aggettivo interrogativo

      क ka "chi? che cosa? quale?". Si declina come तद् tad, sostituendo k a t. Il nom. sing. neutro è  किम् kim.

            Al nom. sing. si hanno dunque: कः, का, किम् kaḥ, kā, kim.

 

Il pronome-aggettivo indefinito

            L'italiano "qualcuno, qualcosa" ha  in sanscrito tre  forme  che si ottengono  aggiungendo i suffissi -चन,  -चित्,  -अपि -cana, -cit e -api alle forme del pronome interrogativo. Per cui si hanno (masch., femm. e neutro per ogni forma):

कश्चन, काचन, किंचन kaścana, kācana, kiṃcana;

कश्चित्, काचित्, किंचित् kaścit, kācit, kiṃcit;

कोऽपि, कापि, किमपि ko'pi, kāpi, kimapi.

            In sostanza, per la declinazione, si parte da tad, si sostituisce t con k e si aggiungono i prefissi.

 

I pronomi-aggettivi correlativi

            I più usati sono:

यावत्... तावत्  yāvat... tāvat "quanto, quanto grande... tanto, tanto grande"; यादृश्... तादृश्  yādṛś... tādṛś "quale... tale"; यति... तति  yati... tati "quanti... tanti".

 

I numerali

Cardinali

            La loro declinazione è particolare per ognuno.

 

एक eka 1, द्वि dvi 2, त्रि tri 3, चतुर् catur 4, पञ्च pañca 5, षष् ṣaṣ 6, सप्त sapta 7, अष्ट aṣṭa 8, नव nava 9, १० दश daśa 10, ११ एकादश ekādaśa 11, १२ द्वादश dvādaśa 12, १३ त्रयोदश trayodaśa 13, १४ चतुर्दश caturdaśa 14, १५ पञ्चदश pañcadaśa 15, १६ षोडश ṣoḍaśa 16, १७ सप्तदश saptadaśa 17, १८ अष्टादश aṣṭādaśa 18, १९ नवदश navadaśa 19, २० विंशति viṃśati 20, २१ एकविंशति ekaviṃśati 21, ३० त्रिंशत् triṃśat 30, ४० चत्वारिंशत् catvariṃśat 40,  ५० पञ्चशत् pañcaśat 50, ६० षष्टि ṣaṣṭi 60,  ७० सप्तति saptati 70, ८०  अशीति aśīti 80, ९० नवति navati 90,  १०० शत śata 100, २०० द्वे शते dve śate 200, ३०० त्रीनि शतानि trīni śatāni 300, १००० सहस्र sahasra 1000

Ordinali

प्रथम prathama, 2° द्वितीय dvitīya, 3° तृतीय tṛtīya, 4° चतुर्थ caturtha, 5° पञ्चम pañcama, 6° षष्ठ ṣaṣṭha, 7° सप्तम saptama, 8° अष्टम aṣṭama, 9° नवम navama, 10° दशम daśama, 11° एकादश ekādaśa, 12° द्वादश dvādaśa, 13° त्रयोदश trayodaśa, 20° विंश viṃśa, 30° त्रिंश triṃśa, 40° चत्वारिंश catvāriṃśa, 50° पञ्चाश pañcāśa, 60° षष्टितम ṣaṣṭitama, 70° सप्ततितम saptatitama, 80° अशीतितम aśītitama, 90° नवतितम navatitama, 100° शततम śatatama, 1000° सहस्रतम sahasratama

Avverbi numerali

सकृत्  sakṛt "una sola volta", द्विः  dviḥ "due volte", त्रिः triḥ  "tre volte", चतुः catuḥ "quattro volte", पन्चकृत्वः pancakṛtvaḥ "cinque volte", षट्कृत्वः ṣaṭkṛtvaḥ "sei volte" ecc.

 

Esercizi lezione 20

 

Traduzione annotata dal sanscrito: La storia del principe Vīravara (terza parte) (Hitopadeśa, IV, 9).

 

राजाह का ते सामग्री

rājāha kā te sāmagrī

(rājā āha kā te sāmagrī)

 

rājā = nom. sing. di rājan "re".

āha = III.a pers. sing. perf. parasm. di ah "dire".

= nom. sing. femm. del pron. interrog. kaḥ "quale?".

te = gen. sing. del pron. pers. di II.a pers. "tu".

sāmagrī = nom. sing. femm. di sāmagrī "mezzi".

Trad. "Il re disse: "Di quali mezzi disponi?".

 

वीरवरो ब्रूते द्वौ बाहू तृतीयश्च खड्गः

vīravaro brūte dvau bāhū tṛtīyaśca khaḍgaḥ

(vīravaraḥ brūte dvau bāhū tṛtīya ca khaḍgaḥ)

 

vīravaraḥ = nom. sing. di vīravara, nome proprio.

brūte = III.a pers. sing. pres. ind. ātmanep. di brū "dire".

dvau = nom. masch. duale del numer.  dva "due".

bāhū = nom. duale di bāhu "braccio".

tṛtīya = nom. sing. masch. dell'ordin. tṛtīya "terzo".

ca = cong. "e" posposta.

khaḍgaḥ = nom. sing. di khaḍga "spada".

Trad. "Vīravara rispose: - Due braccia e, per terza cosa, la spada."

 

राजाह नैतच्छक्यम् तच्छ्रुत्वा वीरवरश्चलितः

rājāha naitacchakyam tacchrutvā  vīravaraścalitaḥ

(rājā āha na etac śakyam tac śrutvā  vīravaraḥ calitaḥ)

 

rājā = nom. sing. di rājan "re".

āha = III.a pers. sing. perf. parasm. di ah "dire".

na = avv. "non".

etac = nom. sing. neutro del pron. dimostr. etad "questo".

śakyam = gerundivo nom. sing. neutro di śak "potere", "possibile".

tac = acc. sing. neutro del pron. dimostr. tad "questo".

śrutvā = gerundio di śru "ascoltare".

vīravaraḥ = nom. sing. di vīravara, nome proprio.

calitaḥ = nom. sing. masch. del part. passato causativo di cal "andare via".

Trad. "Il re disse: - Non è possibile -. Vīravara, sentito ciò, se ne andò."

 

अथ मन्त्रिभिरुक्तम् देव दिनचतुष्टयस्य वर्तनं  दत्त्वा ज्ञायतामस्य स्वरूपं किमुपयुक्तोऽयमेतावद्वर्तनं गृह्णात्यनुपयुक्तो वेति

atha mantribhiruktam deva dinacatuṣṭayasya vartanaṃ dattvā jñāyatāmasya svarūpaṃ kimupayukto'yametāvadvartanaṃ gṛhṇātyanupayukto veti

(atha mantribhiḥ uktam deva dinacatuṣṭayasya vartanam dattvā jñāyatām asya svarūpam kim upayuktaḥ ayam etāvat vartanam gṛhṇāti anupayuktaḥ vā iti)

 

atha = avv. "allora".

mantribhiḥ = str. pl. di mantrin "ministro".

uktam = nom. sing. neutro del part. pass. passivo di vac "parlare", "si disse".

deva = voc. sing. di deva "signore".

dinacatuṣṭayasya = gen. sing. di dinacatuṣṭaya "quaterna di giorni" (tatpuruṣa: dina "giorno" + catuṣṭaya "quaterna").

vartanam = acc. sing. di vartana "servizio, paga".

dattvā = gerundio di "dare".

jñāyatām = III.a pers. sing. imperat. pass. di jñā "conoscere".

asya = gen. del pron. dimostr. ayam "questo".

svarūpam = nom. sing. di svarūpa "natura, proprietà, capacità".

kim = acc. sing. neutro del pron. interrog. ka "quale?".

upayuktaḥ = nom. sing. masch. del part. pass. passivo di upa-yuj "impiegare".

ayam = nom. sing. masch. del pron. dimostr. idam "questo".

etāvat = acc. sing. neutro del pron. dimostr. etāvat "così grande".

vartanam = acc. sing. neutro di vartana "servizio, paga".

gṛhṇāti = III.a pers. pres. ind. parasm. di grah "afferrare, prendere".

anupayuktaḥ = nom. sing. masch. dell'agg. anupayukta "non adatto", composto dal prefisso negat. an- "non" + upayukta (part. pass. passivo di upa-yuj "impiegare").

vā = cong. enclit. "o".

iti = avv. "così" (posta alla fine di un discorso diretto).

Trad. "Allora i ministri dissero: - Signore, datagli la paga di quattro giorni, si conosce la sua capacità, se è degno o no di prendere una paga così grande."

 

Dalla Bhagavadgītā

II, 48

योगस्थः कुरु कर्माणि सङ्गं त्यक्त्वा धनञ्जय |
सिद्ध्यसिद्ध्योः समो भूत्वा समत्वं योग उच्यते || २ ४८ ||

yogasthaḥ kuru karmāṇi saṅgaṃ tyaktvā dhanañjaya
siddhyasiddhyoḥ samo bhūtvā samatvaṃ yoga ucyate

(yogasthaḥ kuru karmāṇi saṅgam tyaktvā dhanañjaya
siddhyasiddhyoḥ samaḥ bhūtvā samatvam yogaḥ ucyate)

 

yogasthaḥ = nom. masch. sing. del composto upapada yoga + sthaḥ (agg. usato come suffisso, "che sta").

kuru = II.a pers. sing. imperat. di kṛ "fare".

karmāṇi = acc. pl. neutro di karman "azione".

saṅgam = acc. sing. masch. "attaccamento".

tyaktvā = gerundio di tyaj "abbandonare".

dhanañjaya = voc. sing. del composto tatpuruṣa di dhanam ("ricchezza") + jaya ("conquistatore"), da ji "conquistare", riferito ad Arjuna.

Trad. "Saldo nello yoga, compi le azioni, avendo abbandonato l'attaccamento, o conquistatore di ricchezze,".

 

siddhyasiddhyoḥ = loc. femm. duale del composto dvandva di siddhi ("successo") + asiddhi ("insuccesso").

samaḥ = agg. nom. masch. sing. "uguale".

bhūtvā = ger. di bhū "essere".

samatvam = nom. sing. neutro di samatva "uniformità".

ucyate = III.a pers. sing. pres. ind. pass. di vac "dire".

Trad. "essendo diventato uguale nel successo e nell'insuccesso. Lo stato di equilibrio è detto yoga.".

 

 

 

 

 

 

Lezione 21

 

Il sistema del futuro

            E' uno dei quattro sistemi temporali, gli altri tre sono il presente, l'aoristo ed il perfetto. Può esprimere anche volontà, intenzione, promessa o proibizione, se negativo.

            Ha tre modi: l'indicativo, il condizionale ed il participio.

 

Il futuro indicativo

            Detto anche futuro semplice, si forma:

radice guṇata + -sya- (a volte -ṣya- o -iṣya-) +  desinenze del presente

Esempi: radice कृ  kṛ "fare" > radice guṇata कर् kar- > futuro parasm. करिष्यति kar-iṣya-ti; futuro ātman. करिष्यते kar-iṣy-ate; radice भू  bhū "essere" > radice guṇata भव् bhav- > futuro parasm. भविष्यति bhav-iṣya-ti; radice दा   "dare" > radice guṇata दा - > futuro parasm. दास्यति dāsya-ti; futuro ātman. दास्यते dāsy-ate.

Esempio di coniugazione: verbo दा "dare"

parasmaipada

 

singolare

duale

plurale

1.a p.

dāsyāmi

दास्यामि

dāsyāvaḥ

दास्यावः

dāsyāmaḥ

दास्यामः

2.a p.

dāsyasi

दास्यसि

dāsyathaḥ

दास्यथः

dāsyatha

दास्यथ

3.a p.

dāsyati

दास्यति

dāsyataḥ

दास्यतः

dāsyanti

दास्यन्ति

ātmanepada

 

singolare

duale

plurale

1.a p.

dāsye

दास्ये

dāsyāvahe

दास्यावहे

dāsyāmahe

दास्यामहे

2.a p.

dāsyase

दास्यसे

dāsyethe

दास्येथे

dāsyadhve

दास्यध्वे

3.a p.

dāsyate

दास्यते

dāsyete

दास्येते

dāsyante

दास्यन्ते

 

Il futuro condizionale

            Si forma:

aumento a + tema del futuro + desinenze dell'imperfetto.

Es. verbo दा "dare": अदास्यम्  a-dāsya-m "darei"; verbo भू bhū "essere": अभविष्यम्  a-bhaviṣya-m "sarei".

            Esiste  anche  un futuro perifrastico,  che  si forma in questo

modo:  nom.  masch.  sing.  di un nome  d'agente in -tṛ guṇato + verbo

अस् as "essere".

            Es. dal verbo दा "dare" si ha दाता dātā + asmi (as) = dātāsmi "io darò".

 

Il participio futuro

            E' trattato nella lezione 26.

 

Esercizi lezione 21

 

Tradurre dal sanscrito

श्वो वीरसेनः शूरो भविष्यति  śvo vīrasenaḥ śūro bhaviṣyati किं पाशेन करिष्यति  kiṃ pāśena kariṣyati यद्येव करिष्यथ साकं देवैर् प्रिया भविष्यथ yadyeva kariṣyatha sākaṃ devair priyā     bhaviṣyatha   दन्तास् ते पतिष्यन्ति dantās te patiṣyanti   मरिष्यसि  भव साधुः  na mariṣyasi bhava sādhuḥ    क्व यास्यसि kva yāsyasi   यदि माम् प्रत्याख्यास्यसि विषम् पास्यति yadi mām pratyākhyāsyasi viam pāsyati   अद्य स्वप्स्यन्ति  adya svapsyanti तया सह रामो गमिष्यति  tayā saha rāmo gamiyati १० उपालप्स्ये एनं स्वः  upālapsye ena sva ११ बाणो जननीं शंसिष्यति bāṇo jananīṃ śasiyati १२  मुनिर् देवं वन्त्स्यते  munir deva vantsyate १३ नन्देन कन्या गृहं गमिष्यति nandena kanyā gha gamiyati १४  चिन्ता  चित्तं  नरेभ्यो दास्यति cintā citta narebhyo dāsyati १५ वायुना तरवः कम्पिष्यन्ते vāyunā tarava kampiyante ।।

 

Soluzione

1) Domani Vīrasena sarà coraggioso. 2) Che cosa farà con la corda? 3) Se farete così, allora sarete cari agli dèi. 4) I tuoi denti cadranno. 5) Non morirai, sii buono. 6) Dove andrai? 7) Se mi respingerai, berrò il veleno. 8) Adesso dovrebbero dormire. 9) Rāma andrà con lei. 10) Lo riprenderò domani. 11) Bāṇa loderà la madre. 12) L'asceta onorerà il dio. 13) Con gioia la ragazza andrà a casa. 14) La preoccupazione da pensiero agli uomini. 15) Gli alberi saranno agitati dal vento.

 

Dalla Bhagavadgītā

II, 49

दूरेण ह्यवरं कर्म बुद्धियोगाद्धनञ्जय |

बुद्धौ शरणमन्विच्छ कृपणाः फलहेतवः || २ ४९ ||

dūreṇa hyavaraṃ karma buddhiyogāddhanañjaya
buddhau śaraṇamanviccha kṛpaṇāḥ phalahetavaḥ

(dūreṇa hy avaram karma buddhiyogāt dhanañjaya
buddhau śaraṇam anuiccha kṛpaṇāḥ phalahetavaḥ)

 

dūreṇa = indecl. "lontano".

hy = indecl. "invero".

avaram = agg. nom. neutro sing. "inferiore"

karma = nom. neutro sing. di karman "azione".

buddhiyogāt = abl. masch. sing. del composto tatpuruṣa di buddhi ("intelletto") + yoga ("equilibrio").

dhanañjaya = voc. sing. del composto tatpuruṣa di dhanam ("ricchezza") + jaya ("conquistatore"), da ji "conquistare", riferito ad Arjuna.

Trad. "Lontana, invero, dall'equilibrio dell'intelletto è l'azione inferiore, o conquistatore di ricchezze.".

 

buddhau = loc. sing. di buddhi ("intelletto").

śaraṇam = acc. sing. di śaraṇa "rifugio".

anuiccha = II. pers. sing. imperat. di anu-iṣ "cercare".

kṛpaṇāḥ = agg. nom. pl. di kṛpaṇa "miserabile".

phalahetavaḥ = nom. pl. del composto bahuvrīhi di phala "frutto" + hetavaḥ "causa".

Trad. "Cerca rifugio nell'intelletto; miserevoli quelli le cui motivazioni sono i guadagni."

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lezione 22

 

Il sistema dell'aoristo

            L'aoristo è un tempo storico, più usato nel vedico che nel sanscrito classico.

            Esprime un tempo non ancora completamente passato; lo si può tradurre col passato prossimo, con l'imperfetto o col passato remoto, a seconda del contesto.

            Si differenzia in tre tipi: 1) aoristo radicale, 2) aoristo tematico, 3) aoristo sigmatico.

 

Aoristo radicale

            Nel sanscrito classico è proprio di pochi verbi in -ā e di bhū. Esiste solo nella forma parasmaipada. Si forma:

aumento a- + radice verbale + desinenze secondarie.

Aoristo di भू bhū "essere": अभूवम् abhūvam.

Es. verbo दा "dare", parasm.

 

singolare

duale

plurale

1.a p.

adām

अदाम्

adāva

अदाव

adāma

अदाम

2.a p.

adāḥ

अदाः

adātam

अदातम्

adāta

अदात

3.a p.

adāt

अदात्

adātām

अदाताम्

aduḥ

अदुः

Aoristo tematico

            E' posseduto da un centinaio di verbi. Esiste quasi solo nella forma parasmaipada. Si forma:

aumento a- + radice verbale + vocale tematica -a- + desinenze secondarie.

            Alcuni esempi: da सिच् sic "versare" si ha असिचम् asicam, da गम् gam "andare" si ha अगमम् agamam, da क्रुध् krudh "irarsi" si ha अक्रुधम्  akrudham.

 

Es. verbo सद् sad "sedere", parasm.

 

singolare

duale

plurale

1.a p.

asadam

असदम्

asadāva

असदाव

asadāma

असदाम

2.a p.

asadaḥ

असदः

asadatam

असदतम्

asadata

असदत

3.a p.

asadat

असदत्

asadatām

असदताम्

asadan

असदन्

 

            Esiste anche un aoristo tematico con raddoppiamento della radice, che quindi si forma:

aumento a- + radice verbale raddoppiata + vocale tematica -a- + desinenze secondarie.

            Ad es. da बुध्  budh "illuminare" si ha अबूबुधम् abūbudham, da

दृश्  dṛś "vedere" si ha अदीदृशम् adīdṛśam, da मुच्  muc "liberare" si ha अमूमुचम् amūmucam ecc.

 

Aoristo sigmatico

            Si forma:

aumento a- + radice verbale variamente trattata + suffisso + desinenze secondarie.

            Esistono quattro suffissi: -s-, -iṣ-, -siṣ-, sa.

            Esempi: da नी  "condurre" si ha अनैषम् anaiṣam, da लू  "tagliare" si ha अलाविषम् alāviṣam, da या  "andare" si ha अयासिषम् ayāsiṣam, da दिश्  diś "mostrare" si ha अदिक्षम् adikṣam ecc.

 

Esercizi lezione 22

 

ह्यस् नगरेऽभूवम्  hyas nagare 'bhūvam वृक्षः फलान्यदात्  vṛkṣaḥ phalānyadāt जलं पराशरिणेऽसिचम्  jalaṃ parāśariṇe'sicam तया सह ग्रामं प्रत्यगमः  tayā saha grāma pratyagama मम मित्रो भृशमक्रुधत् mama mitro bhṛśamakrudhat    अस्माकं बलानबूबुधाम asmākaṃ balānabūbudhāma   भ्रातरि महान्तं नन्दमदीदृशम् bhrātari mahāntaṃ nandamadīdṛśam पञ्जराद् विहगममूमुचत pañjarād vihagamamūmucata अस्माकं मार्गमल्पं तस्य कूर्ममनैषत् asmāka mārgamalpa tasya kūrmamanaiat १० गोपेन सह शोभनमश्मानमलाविषः  gopena saha śobhanamaśmānamalāvia  ११ प्रजास्तेषां महीपतिमयासिषन् prajāsteṣāṃ mahīpatimayāsiṣan १२  गृहे जेतुर्  धनसंपन्नानि दानान्यदीदृशाम gṛhe jetur dhanasaṃpannāni dānānyadīdṛśāma  १३ काकाभ्यां साधुं शण्डमदुः kākābhyāṃ sādhu śaṇḍamadu१४  देशाद् बहिस् युष्माकं पुत्राननैषत  deśād bahis yumāka putrānanaiata १५  सिकतां सर्पोऽगमत्  sikatāṃ sarpo'gamat ।।

 

Soluzione

1) Ieri sono stato in città. 2) L'albero ha dato i frutti. 3) Versai l'acqua al mendicante. 4) Andasti con lei verso il villaggio. 5) Il mio amico si irò molto. 6) Istruimmo i nostri ragazzi. 7) Vidi una grande gioia nel fratello. 8) Avete liberato l'uccello dalla gabbia. 9) Condusse la sua piccola tartaruga alla nostra strada. 10) Hai tagliato la bella pietra con il pastore. 11) I sudditi andarono dal loro sovrano. 12) Nella casa vedemmo i ricchi doni del conquistatore. 13) Diedero il buon formaggio ai due corvi. 14) Conduceste i vostri figli fuori dalla regione. 15) Il serpente andò sulla sabbia.

 

 

 

 

 

Dalla Bhagavadgītā

II, 50

बुद्धियुक्तो जहातीह उभे सुकृतदुष्कृते |
तस्माद्योगाय युज्यस्व योगः कर्मसु कौशलम् || ५० ||

buddhiyukto jahātīha ubhe sukṛtaduṣkṛte
tasmādyogāya yujyasva yogaḥ karmasu kauśalam

(buddhiyuktaḥ jahāti iha ubhe sukṛtaduṣkṛte
tasmāt yogāya yujyasva yogaḥ karmasu kauśalam)

 

buddhiyuktaḥ = nom. sing. masch. del composto tatpuruṣa buddhi ("intelletto") + yuktaḥ (part. pass. passivo nom. sing. masch. di yuj "unire") "unito nell'intelletto".

jahāti = III.a pers. sing. pres. ind. att. di "abbandonare".

iha = avv. "qui".

ubhe = acc. duale neutro dell'agg. ubha "entrambi".

sukṛtaduṣkṛte = composto karmadhāraya di sukṛta (su + kṛta "ben fatto", part. pass. passivo neutro di kṛ "fare") + duṣkṛte (pref. dus "cattivo" + kṛte come sopra), cioè "azioni buone e azioni cattive".

Trad. "Chi è unito all'intelletto, abbandona sia il bene sia il male.".

 

tasmāt = abl. sing. neutro di tad pron. dim. "da ciò".

yogāya = dat. sing. di yoga.

yujyasva = II.a pers. sing. imperat. di yuj "unire".

Trad. "Perciò, applicati allo yoga."

 

yogaḥ = nom. sing.

karmasu = loc. pl. di karman "azione".

kauśalam = nom. sin. neutro "abilità".

Trad. "Lo yoga è abilità nelle azioni."

Lezione 23

 

Il sistema del perfetto

            Corrisponde al passato remoto e all'imperfetto italiano. Espone fatti che sono all'esterno dell'esperienza di chi parla, per questo è molto poco usato in prima e seconda persona. Si forma in due modi.

 

Il perfetto raddoppiato

            Ha forme forti nelle tre persone singolari dell'attivo, e forme deboli in tutte le altre.

            Si forma:

tema raddoppiato + radice guṇata nelle forme forti, in grado base nelle deboli + desinenze.

            Le desinenze sono:

parasmaipada

 

singolare

duale

plurale

1.a persona

-a

-va

-ma

2.a persona

-tha

-athuḥ

-a

3.a persona

-a

-atuḥ

-uḥ

ātmanepada

 

singolare

duale

plurale

1.a persona

-e

-vahe

-mahe

2.a persona

-ṣe

-āthe

-dhve

3.a persona

-e

-āte

-ire

Es. verbo कृ kṛ "fare":

parasmaipada

 

singolare

duale

plurale

1.a p.

cakara

चकर

cakṛva

चकृव

cakṛma

चकृम

2.a p.

cakartha

चकर्थ

cakrathuḥ

चक्रथुः

cakra

चक्र

3.a p.

cakāra

चकार

cakratuḥ

चक्रतुः

cakruḥ

चक्रुः

 

ātmanepada

 

singolare

duale

plurale

1.a p.

cakre

चक्रे

cakṛvahe

चकृवहे

cakṛmahe

चकृमहे

2.a p.

cakṛṣe

चकृषे

cakrāthe

चक्राथे

cakṛdhve

चकृध्वे

3.a p.

cakre

चक्रे

cakrāte

चक्राते

cakrire

चक्रिरे

 

Il perfetto perifrastico

E' una forma alternativa al perfetto raddoppiato. Si forma:

radice + ām + perfetto attivo dei verbi kṛ, as, bhū o perf. medio di kṛ.

Ad es. per इक्ष् ikṣ "vedere" si ha: इक्षां चकर, आस, बभूव, चक्रे  ikṣāṃ cakara, āsa, babhūva, cakre.

La forma più usata è quella con आस āsa.

Es. verbo आस् ās "sedere":

ātmanepada

 

singolare

duale

plurale

1.a p.

āsāṃ cakre

आसां चक्रे

āsāṃ cakṛvahe

आसां चकृवहे

āsāṃ cakṛmahe

आसां चकृमहे

2.a p.

āsāṃ cakṛṣe

आसां चकृषे

āsāṃ cakrāthe

आसां चक्राथे

āsāṃ cakṛdhve

आसां चकृध्वे

3.a p.

āsāṃ cakre

आसां चक्रे

āsāṃ cakrāte

आसां चक्राते

āsāṃ cakrire

आसां चक्रिरे

 

Esercizi lezione 23

 

गजऊसतुर् वनान्तान् येषु सिंहो नृपाभवत्  gajaūsatur vanāntān yeṣu siṃho nṛpābhavat अश्वकोविदस्य गृहं जग्मुः aśvakovidasya gṛhaṃ jagmuḥ धन्वी बाणांस्तत्याज dhanvī bāṇāṃstatyāja  साकं सूतो रथायाश्वौ ननाह sāka sūto rathāyāśvau nanāḥa  नगरस्य द्वारानि नचिरादिव वव्रुः nagarasya dvārāni nacirādiva vavru     चिराद् यत्नेन विना तत्त्वं बुबुधुः cirād yatnena vinā tattvaṃ bubudhuḥ    पराक्रमेन तेजो जिगाय  parākramena  tejo jigāya     शूरो विजयं प्रति दुद्राव  śūro vijaya prati dudrāva    यत्नतः पुस्तकैर् बालान् बुबुधुः  yatnata pustakair bālān bubudhu १०  क्व पिता माता शिश्यिरे  kva pitā mātā ca śiśyire ११ कदा रूपवन्तं वर्णं लिलेख kadā rūpavanta vara lilekha   १२   ह्यस् सर्वं पुस्तकं पपाठ  hyas sarva pustaka papāṭha  १३ नर आदित्यमीक्षे मुमोह nara ādityamīke mumoha ca १४   रक्षा महीपतिं ननाम rakṣā mahīpati nanāma  १५  एव भ्रातरं ससाह  eva bhrātara sasāha ।।

 

Soluzione

1) I due elefanti abitavano i boschi nei quali il leone era re. 2) Andarono a casa dell'esperto di cavalli. 3) L'arciere abbandonava le frecce. 4) Allora il cocchiere congiunse i due cavalli al carro. 5) Chiusero subito le porte della città. 6) Infine conobbero la verità senza sforzo. 7) Con coraggio conquistò la gloria. 8) Corse coraggioso verso la vittoria. 9) Diligentemente istruirono i ragazzi con i libri. 10) Dove dormirono il padre e la madre? 11) Quando scrisse la bella lettera? 12) Ieri lesse tutto il libro. 13) L'uomo vide il sole e si stupì. 14) Il sorvegliante salutò il sovrano. 15) Sopportava solamente il fratello.

 

 

 

Dalla Bhagavadgītā

II, 51

कर्मजं बुद्धियुक्ता हि फलं त्यक्त्वा मनीषिणः |
जन्मबन्धविनिर्मुक्ताः पदं गच्छन्त्यनामयम् || २ ५१ ||

karmajaṃ buddhiyuktā hi phalaṃ tyaktvā manīṣiṇaḥ
janmabandhavinirmuktāḥ padaṃ gacchantyanāmayam

(karmajam buddhiyuktāḥ hi phalam tyaktvā manīṣiṇaḥ
janmabandhavinirmuktāḥ padam gacchanti anāmayam)

 

karmajam = acc. sing. neutro del composto upapada di karma "azione" + jam (dal

verbo jan "produrre"), "prodotto dalle azioni".

buddhiyuktāḥ = nom. pl. masch. del composto tatpuruṣa di buddhi "intelletto" + yuktāḥ (part. pass. passivo nom. masch. pl. di yuj "unire").

hi = indecl. "invero".

phalam = acc. sing. neutro "frutto".

tyaktvā = gerundio di tyaj "rinunciare".

manīṣiṇaḥ = nom. masch. pl. dell'agg. manīṣiṇ "saggio".

Trad. "I saggi, uniti all'intelletto, avendo rinunciato al frutto prodotto dalle azioni,".

 

janmabandhavinirmuktāḥ = composto tatpuruṣa formato da janma "nascita" + bandha "legame", e da vinir (vi, pref. privativo + nis "senza") + muktāḥ (part. pass. passivo nom. masch. pl. di muc "liberare").

padam = acc. sing. neutro "situazione".

gacchanti = III.a pers. pl. pres. ind. di gam "arrivare".

anāmayam = agg. acc. sing. neutro (da an-āma "senza sofferenza").

Trad. "liberàti dai legami della nascita, arrivano allo stato privo di sofferenza.".

 

Lezione 24

 

Le coniugazioni derivate (parte prima)

 

Il passivo

            Nei modi del presente (indicativo presente e imperfetto, ottativo, imperativo, participio) il passivo si forma:

radice a grado ridotto + suffisso -ya- + desinenze dell'ātmanepada

Esempi:

dal verbo युज्  yuj "unire" al pres. si ha युज्यते yuj-ya-te "è unito";

dal verbo ज्ञा  jñā "conoscere" al pres. si ha ज्ञायते jñā-ya-te "è conosciuto";

dal verbo द्विष् dviṣ "odiare" si hanno: al pres. द्विष्यते dviṣ-ya-te, all'imperf. अद्विष्यत a-dviṣ-ya-ta, all'ottat. द्विष्येत dviṣ-y-eta, all'imperat. द्विष्यताम् dviṣ-ya-tām.

            Alcune radici si modificano davanti a -ya-: ad es. -i ed -u si allungano (जि ji "vincere" fa जीयते jī-ya-te, श्रु  śru "sentire" fa श्रूयते śrū-ya-te ecc.); -ā passa ad -ī (गा "cantare" diventa गीयते gī-ya-te ecc.); può diventare -ri- oppure -ar-; può passare a -ir oppure ad -ūr ecc.

            Nel futuro, aoristo e perfetto la forma passiva è espressa con l'ātmanepada.

Il causativo

            Il causativo indica che un'azione si fa compiere: ad es. il causativo del verbo विद् vid "sapere" significa "far sapere", quindi "annunciare".

            Per i modi del presente e dell'imperfetto si forma:

radice guṇata + -aya- + desinenze

            Esempi: विद् vid "sapere" caus. वेदयति ved-aya-ti "far sapere, annunciare"; भू bhū "essere" caus. भावयति bhāv-aya-ti "far essere, produrre"; पत् pat "cadere" caus. पातयति pāt-aya-ti "far cadere" ecc.

Esercizi lezione 24

 

योगी मित्रेण त्यजिष्यते  yogī mitreṇa tyajiṣyate शूराः साधुभिर् अश्रोषत  śūrāḥ sādhubhir aśroṣata शरदि वनान्तो ददाहे śaradi vanānto vavre   पाशो रथाय युज्यते  pāśo rathāya yujyate    नरोऽलं ज्ञायते  naro'laṃ jñāyate     क्षत्रियः शत्रुणाद्विष्यत  kṣatriyaḥ śatruṇādviṣyata   विपत्तिः सत्त्वेन जीयते  vipatti sattvena jīyate    गजः सर्वैरश्रूयत  gaja sarvairaśrūyata    मनसिजः कविना गीयते manasija kavinā gīyate  १० ह्यस् मित्रो रथेनानीयत hyas mitro rathenānīyata  ११  अश्वो बालेन ग्रामं निन्ये  aśvo bālena grāma ninye  १२  भोजनं स्त्रिया नगरं नीयते  bhojana striyā nagara nīyate  १३ साधूनि वेदयति  sa sādhūni vedayati  १४  वृक्षात् काकं पातयति vkṣāt kāka pātayati १५ पुत्रं काव्यमध्यापयति  putra kāvyamadhyāpayati   पण्डितः सर्वदा वेदयति गुणम्  paṇḍita sarvadā vedayati guam १७  पराक्रमो नरं न स्थापयति  parākramo nara na sthāpayati  १८  शत्रुः शत्रुं मारयति  śatru śatru mārayati ।।

 

Soluzione

1) L'asceta sarà abbandonato dall'amico. 2) I coraggiosi furono ascoltati dai buoni. 3) In autunno il bosco fu chiuso. 4) La corda è unita al carro. 5) L'uomo è conosciuto abbastanza. 6) Il guerriero era odiato dal nemico. 7) La sventura è vinta dalla virtù. 8) L'elefante era sentito da tutti. 9) L'amore è cantato dal poeta. 10) Ieri l'amico era portato dal carro. 11) Il cavallo fu condotto al villaggio dal ragazzo. 12) Il cibo è portato in città dalla donna. 13) Egli fa sapere cose buone. 14) Fa cadere il corvo dall'albero. 15) Fa studiare la poesia al figlio. 16) Il saggio induce sempre a conoscere la virtù. 17) Il coraggio non induce a stare (= ferma) l'uomo. 18) Il nemico spinge a morire (= uccide) il nemico.

 

Dalla Bhagavadgītā

II, 52

यदा ते मोहकलिलं बुद्धिर्व्यतितरिष्यति |
तदा गन्तासि निर्वेदं श्रोतव्यस्य श्रुतस्य च || २ ५२ ||

yadā te mohakalilaṃ buddhirvyatitariṣyati
tadā gantāsi nirvedaṃ śrotavyasya śrutasya ca

(yadā te mohakalilam buddhiḥ vyatitariṣyati
tadā gantāsi nirvedam śrotavyasya śrutasya ca)

 

yadā = indecl. correl. "quando".

te = gen. sing. di tvad "tu".

mohakalilam = acc. sing. del composto tatpuruṣa di moha "smarrimento" + kalilam "fango".

buddhiḥ = nom. sing. "intelletto".

vyatitariṣyati = III.a pers. sing. fut. di vi-ati-tṛ "attraversare".

Trad. "Quando il tuo intelletto avrà attraversato il fango dello smarrimento,".

 

tadā = indecl. correl. "allora".

gantāsi = II.a pers. sing. fut. di gam "andare".

nirvedam = acc. sing. "disprezzo" (nis + veda).

śrotavyasya = gen. masch. sing. del gerundivo di śru "ascoltare, sentire".

śrutasya = gen. sing. del part. pass. passivo di śru "ascoltare, sentire".

ca = cong. "e".

Trad. "allora arriverai al disprezzo rispetto a ciò che hai da udire e a ciò che hai udito.".

 

II, 53

श्रुतिविप्रतिपन्ना ते यदा स्थास्यति निश्चला |
समाधावचला बुद्धिस्तदा योगमवाप्स्यसि || २ ५३ ||

śrutivipratipannā te yadā sthāsyati niścalā
samādhāvacalā buddhistadā  yogamavāpsyasi

(śrutivipratipannā te yadā sthāsyati niścalā
samādhāu acalā buddhiḥ tadā yogam avāpsyasi)

 

śrutivipratipannā =  composto tatpuruṣa di śruti (da śru "udire", "ciò che è stato

udito", cioè i Veda) + vi-prati-pannā (part. pass. passivo nom. femm. sing. di vipratipad "essere confuso, scosso").

te = gen. sing. di tvad "tu".

yadā = indecl. correl. "quando".

sthāsyati = III.a pers. sing. fut. di sthā "stare".

niścalā = agg. nom. femm. sing. (nis-calā "non-mobile, immobile").

samādhāu = loc. sing. di samādhi "meditazione, concentrazione dello yoga".

acalā = agg. nom. femm. sing. (a-calā "non-mobile, immobile, fermo").

buddhiḥ = nom. femm. sing. di buddhi ("intelletto").

Trad. "Quando il tuo intelletto, scosso dai testi vedici, starà immobile, fermo nella concentrazione dello yoga,".

 

tadā = indecl. correl. "allora".

yogam = acc. sing. "unione".

avāpsyasi = II.a pers. sing. fut. di ava-āp "ottenere, raggiungere".

Trad. "allora raggiungerai lo yoga.".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lezione 25

 

Le coniugazioni derivate (parte seconda)

 

Il desiderativo

            Il desiderativo esprime il desiderio di compiere l'azione: ad es. il desiderativo del verbo पा "bere" significa "desiderare di bere".

Si forma:

radice raddoppiata + -sa- + desinenze

            La sillaba raddoppiata ha come vocale -i- (-u- se la radice contiene già una -u-).

            Esempi: पा "bere" desid. pi-pā-sa-ti "desidera bere"; तुद् tud "stimolare" desid. तुतुत्सति tu-tut-sa-ti "desidera stimolare"; श्रु  śru "sentire" desid. शुश्रूषति  śu-śrū-ṣa-ti "desidera sentire"; दा   "dare" desid. दित्सति  di-t-sa-ti "desidera dare" ecc.

 

L'intensivo (o frequentativo)

            L'intensivo indica che l'azione è compiuta o che è ripetuta. Nel primo caso si rende in italiano con le espressioni "fortemente", "forte", nel secondo caso con "ripetutamente", "abitualmente", "continuare a", "solere" ecc.

            Si forma:

raddoppiamento forzato della radice + -ya- + desinenze ātman

            Il raddoppiamento è ottenuto con una vocale lunga o un dittongo, oppure con l'intera radice.

            Esempi: पच् pac "cuocere" intens. पापच्यते pā-pac-ya-te "cuoce ripetutamente"; रू rū "gridare" intens. रोरूयते ro-rū-ya-te "grida con forza"; भू  bhū  "essere" intens. बोभूयते bobhūyate "continua ad essere".

 

Il denominativo

            Il significato del denominativo è "essere come, fare, desiderare".

            Si forma:

tema nominale (in parte modificato) + suffisso -ya-

            Esempi: da अमित्र amitra "nemico" si ha अमित्रयति amitrayati "si comporta da nemico"; da पुत्र putra "figlio" si ha पुत्रायति putrāyati "si comporta come un figlio"; da कृष्ण kṛṣṇa "nero" si ha कृष्णायति kṛṣṇāyati "diventa nero".

 

 

 

Esercizi lezione 25

 

स्त्री जलं पिपासति  strī jalaṃ pipāsati मातानुरञ्जनेन पुत्रं तुतुत्सति  mātānurañjanena putraṃ tututsati कविः पण्डितस्य गीतं शुश्रूषति  kaviḥ paṇḍitasya gītaṃ śuśrūṣati   भ्राता मित्राय रूपवन्तं मृगं दित्सति bhrātā mitrāya rūpavanta mga ditsati    स्त्री अग्निना भोजनं पापच्यते  strī agninā bhojana pāpacyate     शूरो रोरूयते  śūro rorūyate    क्षत्रियश्चित्र नृशंस च बोभूयते  katriyaścitra nṛśasa ca bobhūyate    भर्ता सर्वैः सहामित्रयति bhartā sarvai sahāmitrayati    साधुर् बालः पुत्रायति  sādhur bāla putrāyati १० देश आदित्यं विना कृष्णायति  deśa āditya vinā kṛṣṇāyati ११  रामः सर्वाञ् जनान् निनीषति rāma sarvāñ janān ninīṣati  नरः साधूनि फलानि बुभूर्षति  nara sādhūni phalāni bubhūrati गर्दभो दरिद्राति  gardabho na daridrāti १४  तपस्यन्ति tapasyanti१५  अमित्रयसि amitrayasi ।।

 

Soluzione

1) La donna desidera bere l'acqua. 2) La madre desidera stimolare il figlio con affetto. 3) Il poeta desidera sentire il canto del saggio. 4) Il fratello desidera dare un bel cervo all'amico. 5) La donna cuoce ripetutamente il cibo con il fuoco. 6) Il coraggioso grida con forza. 7) Il guerriero continua ad essere eccellente e crudele. 8) Il marito si comporta da nemico con tutti. 9) Il buon ragazzo si comporta come un figlio. 10) La regione diventa nera senza il sole. 11) Rāma vuol guidare tutte le persone. 12) L'uomo desidera portare i buoni frutti. 13) L'asino non corre forte. 14) Praticano la devozione. 15) Ti comporti come un nemico.

 

Dalla Bhagavadgītā

II, 54

अर्जुन उवाच |

स्थितप्रज्ञस्य का भाषा समाधिस्थस्य केशव |
स्थितधीः किं प्रभाषेत किमासीत व्रजेत किम् || ५४ ||

arjuna uvāca
sthitaprajñasya kā bhāṣā samādhisthasya keśava
sthitadhīḥ kiṃ prabhāṣeta kimāsīta vrajeta kim

(arjunaḥ  uvāca
sthitaprajñasya kā bhāṣā samādhisthasya keśava
sthitadhīḥ kim prabhāṣeta kim āsīta vrajeta kim)

 

arjunaḥ = nom. sing. del sost. masch. arjuna.

uvāca = III.a pers. sing. perf. att. di vac "dire".

sthitaprajñasya = composto bahuvrīhi di sthita (part. pass. passivo di sthā "stare fermo") + prajñasya (gen. sing. di prajñā "mente"), cioè "di un uomo la cui mente è stabile".

kā = nom. sing. femm. del pron. interr. "quale?".

bhāṣā = nom. sing. femm. "descrizione, segno".

samādhisthasya = composto bahuvrīhi (basato su di un upapada) di samādhi ("contemplazione") + sthasya (dal verbo sthā "stare, stare immobile"), cioè "di chi sta nella contemplazione".

keśava = voc. sing. appellativo di Kṛṣṇa ("dai lunghi capelli", da keśa "capello, capigliatura").

Trad. "Arjuna disse: - Qual è il segno di un uomo dalla mente stabile, assorbito nella contemplazione, o Kṛṣṇa?".

 

sthitadhīḥ = composto bahuvrīhi di sthita (part. pass. passivo di sthā "stare fermo") + dhīḥ (nom. sing. di dhī "mente"), cioè "un uomo dalla mente stabile".

kim = pron. interr. neutro "che cosa?"; usato avverbialm. "come?".

prabhāṣeta = III.a pers. sing. ottat. medio di pra-bhāṣ "dire".

kim = pron. interr. neutro "che cosa?"; usato avverbialm. "come?".

āsīta = III.a pers. sing. ottat. medio di ās "sedere".

vrajeta = III.a pers. sing. ottat. medio di vraj "camminare".

kim = pron. interr. neutro "che cosa?"; usato avverbialm. "come?".

Trad. "Che cosa dice un uomo dalla mente stabile, come si siede, come cammina?".

 

II, 55

श्रीभगवानुवाच |

प्रजहाति यदा कामान्सर्वान्पार्थ मनोगतान् |
आत्मन्येवात्मना तुष्टः स्थितप्रज्ञस्तदोच्यते || २ ५५ ||

śrībhagavānuvāca
prajahāti yadā kāmānsarvānpārtha manogatān
ātmanyevātmanā tuṣṭaḥ sthitaprajñastadocyate

(śrī bhagavān uvāca
prajahāti yadā kāmān sarvān pārtha manogatān
ātmani eva ātmanā tuṣṭaḥ sthitaprajñaḥ tadā ucyate)

 

śrī = nom. sing. femm. "gloria", come apposiz. "eccellente, santo ecc.".

bhagavān = nom. sing. dell'agg. bhagavat "beato".

uvāca =  III.a pers. sing. perf. att. di vac "dire".

prajahāti = III.a pers. sing. pres. ind. di pra-hā "abbandonare".

yadā = indecl. correl. "quando".

kāmān = acc. pl. di kāma "desiderio".

sarvān = agg. acc. pl. masch. "tutto".

pārtha = voc. patronim. "figlio di Pṛthā"

manogatān = composto tatpuruṣa di manas "mente" + part. pass. masch. acc. pl. di gam "andare", cioè "andati nella mente".

ātmani = loc. sing. di ātma ("il Sé").

eva = indecl. "solo".

ātmanā = str. sing. di ātma ("il Sé").

tuṣṭaḥ = part. pass. passivo nom. sing. masch. di tuṣ "essere soddisfatto".

Trad. "Il beato disse: - Quando uno abbandona tutti i desideri entrati nella mente, o figlio di Pṛthā, soddisfatto solo in sé di sé,".

 

sthitaprajñaḥ = nom. sing. masch. del composto bahuvrīhi di sthita (part. pass. passivo masch. di sthā "stare") + prajñaḥ ("intelletto"), cioè "uomo dall'intelletto stabile".

tadā = indecl. correl. "allora".

ucyate = III.a pers. sing. pres. ind. passivo di vac "dire".

Trad. "allora è detto stabile di mente".

 

 

 

 

 

 

 

Lezione 26

 

Le forme nominali

 

I participi

Il participio presente

            Fa parte del sistema del presente. Per ottenere il suo tema, si può partire dalla terza persona plurale del presente indicativo:

- nella forma parasmaipada si sostituisce la desinenza -nti o -ti con il suffisso -(n)t, ad esempio da गच्छन्ति gaccha-nti (गम् gam) si ha गच्छत् gaccha-t, da सन्ति sa-nti ( sa) si ha सत् sat, da नृत्यन्ति nṛtya-nti (नृत् nṛt) si ha नृत्यत्  nṛtyat ecc.

            Il maschile si declina quasi sempre come भरत् bharat (cfr. Appendice III), il femm. come भरन्ती bharantī, il neutro come भरत् bharat.

- Nella forma ātmanepada si sostituisce la desinenza -nte o -te con il suffisso -māna nella coniugazione tematica, e il suffisso -āna in quella atematica, ad esempio da जायन्ते jāya-nte (जन्  jan) si ha जायमान jāyamāna, da चिन्वते cinva-te (चि ci) si ha चिन्वान cinvāna ecc.

            Seguendo i sostantivi: il maschile si declina come नर nara, il femminile come कन्या kanyā ed il neutro come वन vana.

Il participio futuro

            Si forma analogamente al participio presente: per la forma parasmaipada, partendo dalla terza persona plurale del futuro semplice, si sostituisce la desinenza -nti o -ti con il suffisso -(n)t, ad es. verbo दा : दास्यन्ति  dāsya-nti > दास्यत्  dāsya-t; per l'ātmanepada, si sostituisce la desinenza -nte o -te con il suffisso -māna nella coniugazione tematica, e il suffisso -āna in quella atematica, ad es. verbo दा : दास्यन्ते dāsya-nte > दास्यमान dāsya-māna.

Il participio perfetto

            E' usato spesso in sostituzione delle forme verbali di modo finito.

            La forma attiva si costruisce:

radice debole + -ta- oppure -ita- oppure -na - + -vat -

            Si declina come  भरत् bharat.

            Esempio: dal verbo चिन्त्  cint "pensare" si ha चिन्तितवत्  cint-ita-vat "che pensò"; da गम्  gam "andare" si ha गतवत्  gatavat "andato".

            La forma passiva, usata anche come aggettivo, si costruisce:

radice debole + -ta- oppure -ita- oppure -na -

            Al femminile, -ta- diventa --, -ita- diventa -itā-, -na- diventa --.

            Esempi: dal verbo कृ kṛ "fare" si ha कृत kṛta "fatto"; da दृश् dṛś "vedere" si ha दृष्ट dṛṣṭa "visto; da इष्  iṣ "desiderare" si ha इष्ट iṣṭa "desiderato"; da तुद्  tud "spingere" si ha तुन्न  tunna "spinto".

 

Il gerundio (o participio indeclinabile o assolutivo)

            Il gerundio, di uso molto frequente, è indeclinabile. Si può rendere in italiano o con un gerundio o con una proposizione temporale.

            Nei verbi semplici si forma:

radice debole + -tvā (-itvā)

            Esempi: नी   "condurre" ger. नीत्वा nītvā "avendo condotto"; गम् gam "andare" ger. गत्वा gatvā "essendo andato"; दृश्  dṛś "vedere" ger. दृष्ट्वा  dṛṣṭvā "avendo visto"; सेव् sev "servire" ger. सेवित्वा sevitvā.

            Nei verbi composti si ha:

radice debole + -ya (-tya)

            Esempi: प्रदा pra-dā "offrire" ger. प्रदाय pra-dāya "avendo offerto"; आगम् ā-gam "venire" ger. आगम्य ā-gamya "essendo venuto".

Il gerundivo (o participio futuro passivo)

            Esprime un'azione che deve essere fatta. Si può usare come verbo, aggettivo o sostantivo.

            Si può formare con quattro suffissi diversi:

radice guṇata oppure vṛddhata + -ya-, -tavya-, -itavya-, - anīya-

            Esempi: da कृ kṛ "fare" si hanno कर्तव्य kartavya, करणीय karaṇīya, कार्य kārya, कृत्य kṛtya "da farsi, da essere fatto"; da भू bhū "essere" si hanno भवितव्य bhavitavya, भाव्य bhāvya, भव्य bhavya "ciò che deve essere"; da जि ji "vincere" si hanno जेतव्य jetavya, जेय jeya, जय्य jayya "da vincersi".

 

L'infinito

            Ha due usi: a) serve per indicare lo scopo di un'azione o per completare il significato di un sostantivo o di un aggettivo. In italiano si può tradurre con "per" + infinito. Assomiglia quindi al supino latino; b) è usato come oggetto di un verbo: es. "desidera eseguire".

            Si forma:

radice guṇata + -tum (-itum)

ed è indeclinabile.

            Esempi:  कृ  kṛ  "fare"  inf.  कर्तुम् kartum; भू bhū "essere" inf.

भवितुम्   bhavitum;  पत्  pat "cadere"  inf. पतितुम् patitum; दृश् dṛś

"vedere" inf. द्रष्टुम् draṣṭum.

 

Esercizi lezione 26

 

 नरो वनं गच्छन् सिंहमाप्नोति  naro vanaṃ gacchan siṃhamāpnoti सा भगवद् भवंशिन्ता विन्दति  sā bhagavad bhavaṃśintā na vindati देशाद् बहिस् वसन् बली भवति deśād bahis vasan balī na bhavati   नगरे जायमानः शिवः प्रभाति  nagare jāyamāna śiva prabhāti    सेविष्यमाणा स्त्री तत्रास्ति  seviyamāṇā strī tatrāsti     पराशरी भविष्यत् फलं खादिष्यति  parāśarī bhaviṣyat phalaṃ khādiṣyati    श्रेष्ठानि चिन्तितवत्  śreṣṭhāni cintitavān   योगी पर्वतं गतवान्  yogī parvata gatavān    पुस्तकं बालेन पठित pustaka bālena pahita १०  जलं भृत्वा जगाम  jala bhtvā jagāma ११  तदुक्त्वा समुद्रं चकर्ष  taduktvā samudra cakara १२ त्वया कर्तव्यम्  tvayā kartavyam  १३  आख्यानं नरेण कथ्यम्  ākhyāna narea kathyam १४ त्वां नन्तुमागच्छति tvāṃ nantumāgacchati १५  श्रोतुमिच्छामि  śrotumicchāmi ।।

 

Soluzione

1) Andando nella foresta, l'uomo incontra il leone. 2) Ella, essendo felice, non conosce le preoccupazioni. 3)  Abitando fuori della regione, non è potente. 4) Nascendo in città, sembra fortunato. 5) La donna, che servirà (= starà servendo), è là. 6) Il mendicante mangerà il frutto, che sarà buono. 7) Pensò le cose migliori. 8) L'asceta andò sul monte. 9) Il libro fu letto dal ragazzo. 10) Portata l'acqua, se ne andò. 11) Detto questo, disegnò il mare. 12) Lo devi fare (= da te si deve fare). 13) L'uomo deve raccontare la favola (= la favola si deve raccontare dall'uomo). 14)  Arriva per salutarti. 15) Voglio sentire.

 

Dalla Bhagavadgītā

II, 56

दुःखेष्वनुद्विग्नमनाः सुखेषु विगतस्पृहः |
वीतरागभयक्रोधः स्थितधीर्मुनिरुच्यते || २ ५६ ||

duḥkheṣvanudvignamanāḥ sukheṣu vigataspṛhaḥ
vītarāgabhayakrodhaḥ sthitadhīrmunirucyate

(duḥkheṣu anudvignamanāḥ sukheṣu vigataspṛhaḥ
vītarāgabhayakrodhaḥ sthitadhīḥ muniḥ ucyate)

 

duḥkheṣu = loc. pl. di duḥkha "sofferenza".

anudvignamanāḥ = nom. sing. masch. composto bahuvrīhi di an-ud-vigna (part. pass. passivo di anudvij "non essere agitato") + manāḥ (nom. sing. di manas "mente"), cioè "uno con la mente non agitata".

sukheṣu = loc. pl. di sukha "piacere".

vigataspṛhaḥ = nom. sing. masch. composto bahuvrīhi di vigata (part. pass. passivo di vi-gam "andare fuori, essere libero") + spṛhaḥ (nom. sing. di spṛhā "desiderio"), cioè "libero dal desiderio".

Trad. "Chi ha la mente imperturbata nelle sofferenze ed è libero dai desideri nei piaceri".

 

vītarāgabhayakrodhaḥ = nom. sing. masch. composto bahuvrīhi di vīta (part. pass. passivo di vi-i "muoversi") + composto dvandva rāgabhayakrodhaḥ (formato da rāga "attaccamento, passione" + bhaya "paura" + krodhaḥ "rabbia"), cioè "privo di passioni, paure ed ira".

sthitadhīḥ = nom. sing. masch. composto bahuvrīhi di sthita (part. pass. passivo di sthā "stare fermo") + dhīḥ (nom. di dhī "mente"), cioè "dalla mente stabile".

muniḥ = nom. sing. di muni "saggio".

ucyate = III.a pers. sing. pres. ind. passivo di vac "dire".

Trad. "ed è privo di passioni, paure ed ira, è detto saggio dalla mente salda.".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lezione 27

 

Gli assolutivi

            Sono: il gerundio (già visto sopra), il locativo assoluto, il genitivo assoluto e lo strumentale assoluto. Sono analoghi al genitivo assoluto greco e all'ablativo assoluto latino.

 

Il locativo assoluto

            E' una costruzione formata da:

un sostantivo, un agg. o un pron. in loc. + un participio concordato

            Il suo soggetto è diverso da quello della proposizione da cui dipende. Si può tradurre con una proposizione temporale, causale, concessiva, condizionale o con un gerundio.

Es. मयि स्थिते त्वं चिन्तां मा कुरु mayi sthite tvaṃ cintāṃ mā kuru

मयि mayi = loc. di अहम्  aham "io"; स्थिते sthite = loc. del part. pass. di स्था  sthā "essere presente"; त्वम्  tvam = nom. di त्वद् tvad "tu"; चिन्ताम्  cintām = acc. di चिन्ता cintā "preoccupazione"; मा  = avv. di negaz. "non"; कुरु  kuru = II.a pers. sing. imperat. di कृ  kṛ "fare".

            Trad. "essendo io qui, non ti preoccupare", oppure "siccome ci sono io, non ti preoccupare", oppure "non ti preoccupare, quando ci sono io".

Il genitivo assoluto

            Ha la struttura simile a quella del locativo assoluto, del quale è meno frequente, e si può rendere o con una proposizione concessiva o con una finale o con una temporale.

            Es. दिवं जगाम मुनीनाम् पश्यतां तदा divaṃ jagāma munīnām paśyatāṃ tadā

दिवम्  divam = acc. di दिव diva "cielo" (moto a luogo); जगाम jagāma III.a pers. sing. perf. di गम् gam "andare"; मुनीनाम् munīnām gen. pl. di मुनि muni "asceta"; पश्यतअम् paśyatām gen. pl. di पश्यत्  paśyat, part. pres. di पश्  paś "vedere, guardare"; तदा tadā = "allora".

            Trad. "allora andò in cielo, mentre gli asceti stavano a guardare".

            Es. तस्य पश्यतः सा गच्छति tasya paśyataḥ sā gacchati

तस्य  tasya = gen. sing. di तद्  tad "egli"; पश्यतः paśyataḥ = gen. sing. di पश्यत्  paśyat, part. pres. di पश्  paś "vedere, guardare"; सा = "lei"; गच्छति gacchati = III.a pers. sing. pres. ind. di गम्  gam "va".

            Trad. "nonostante egli la guardi, lei se ne va".

 

Lo strumentale assoluto

            E' meno frequente e si trova perlopiù in frasi negative.

            Es. मया ऽवस्थितेन न बिभीहि mayā 'vasthitena na bibhīhi

मया mayā = str. di अहम् aham "io"; अवस्थितेन avasthitena = str. di अवस्थित avasthita, partic. di अवस्था avasthā "stare pronto"; na = avv. di negazione "non"; बिभीहि bibhīhi II.a pers. sing. imperat. di भी bhī "temere".

            Trad. "stando io pronto, non temere".

 

Esercizi lezione 27

 

धन्विनि स्मरति स्त्रियः शृण्वन्ति  dhanvini smarati striyaḥ śṛṇvanti

२  मयि भाषमाणे शृणोति  mayi bhāṣamāṇe sa na śṛṇoti एवं गते evaṃ gate   काले रूपवति प्राप्ते समुद्रं गच्छामि  kāle rūpavati prāpte samudra gacchāmi   तथानुष्ठित नद्याश्चक्रमुः  tathānuṣṭhita ā nadyāścakramu        शान्त्यां कृते ऽपि युध्यन्ते  śāntyāṃ kṛte 'pi yudhyante   तव मित्रस्य भगवन्तः स्मः tava mitrasya bhagavanta sma     कूर्मस्य क्षिप्रस्य विहगो जयति kūrmasya na kṣiprasya vihago jayati    जलं तस्य सिञ्चतोऽपिबन्  jalaṃ tasya siñcato 'piban १० शरद आगमतो वनान्तो रूपवानस्ति  śarada āgamato vanānto rūpavānasti ।।

 

Soluzione

1) Quando l'arciere ricorda (= nell'arciere ricordante), le donne ascoltano. 2) Quando gli parlo, non sente. 3) Poiché la cosa è andata così. 4) Essendo arrivato il tempo bello, vado al mare. 5) Stabilito in questo modo, camminarono fino al fiume. 6) Anche se è stata fatta la pace, combattono. 7) Siccome sei un amico, siamo felici. 8) Non essendo la tartaruga veloce, l'uccello la vince. 9) Mentre egli versava l'acqua, essi bevevano. 10) Quando arriva l'autunno, il bosco è bello.

 

Dalla Bhagavadgītā

II, 57

यः सर्वत्रानभिस्नेहस्तत्तत्प्राप्य शुभाशुभम् |
नाभिनन्दति न द्वेष्टि तस्य प्रज्ञा प्रतिष्ठिता || २ ५७ ||

yaḥ sarvatrānabhisnehas tattatprāpya śubhāśubham
nābhinandati na dveṣṭi tasya prajñā pratiṣṭhitā

(yaḥ sarvatra anabhisnehaḥ tat tat prāpya śubhāśubham
na abhinandati na dveṣṭi tasya prajñā pratiṣṭhitā)

 

yaḥ = nom. sing. del pron. relativo.

sarvatra = ind. "sempre".

anabhisnehaḥ = parola formata da an-abhi-snehaḥ (nom. masch. sing.) "che non ha eccessive passioni".

tat tat = "qualsiasi cosa", raddoppiam. dell'acc. sing. neutro del pron. dimostr. tad "ciò".

prāpya = gerundio di pra-āp "ottenere".

śubhāśubham = composto dvandva acc. sing. neutro neutro formato da śubham "piacevole" + a-śubham "spiacevole".

Trad. "Chi non ha mai eccessive passioni  incontrando qualsiasi cosa piacevole o spiacevole,".

 

na = ind. "non".

abhinandati = III.a pers. sing. pres. ind. di abhi-nand "esultare".

na = ind. "non".

dveṣṭi = III.a pers. sing. pres. ind. di dviṣ "odiare, dolersi".

tasya = gen. sing. pron. dim. tad  "di lui".

prajñā = nom. sing. di prajñā "mente".

pratiṣṭhitā = part. pass. passivo nom. femm. sing. di prati-sthā "stabilire", cioè "è ferma, stabile".

Trad. "e non esulta né si duole, ha la mente salda.".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lezione 28

 

Le forme indeclinabili

            Sono gli avverbi, le preposizioni, le congiunzioni e le interiezioni.

 

Gli avverbi

a) Aventi forma propria, es. अद्य adya "oggi", पुनर् punar "di nuovo". इति iti "così" (segna la fine di un discorso diretto), es. आगच्छामः इति वदन्ति āgacchāmaḥ iti vadanti "- Arriviamo, - così dicono" (il discorso indiretto non esiste, per cui si può anche tradurre "Dicono che stanno arrivando").

b) Derivati da accusativi sing. di aggettivi o pronomi, es. अजस्रम्  ajasram "per sempre", dall'agg. अजस्र ajasra "che non si spegne mai, perpetuo"; तत् tat "allora", dal pron. तद् tad "egli, ciò".

c) Derivati da strumentali sing. di agg. o sostantivi, es. अजस्रेण ajasreṇa "per sempre", dall'agg. अजस्र ajasra "che non si spegne mai, perpetuo"; विषादेन viṣādena "disperatamente", dal sost. विषाद viṣāda "disperazione".

d) Derivati da ablativi sing. di aggettivi o sost., es. दूरात् dūrāt "da

lontano",  dall'agg.  दूर  dūra;  बलात्  balāt  "per forza",  dal  sost. बल

bala "forza".

e) Derivati, più raramente, da locativi, genitivi e dativi sing. di sost. e aggettivi.

f) Formati con suffissi apposti a temi di nomi o pronomi: -तस् -tas (con valore di ablativo) es. यतस् yatas "da dove"; -त्र -tra (avverbi di luogo) es. सर्वत्र sarvatra "dovunque"; -था thā (avverbi di modo) es. यथा yathā "come"; -दा (avverbi di tempo) es. कदा  kadā "quando?"; -वत्  vat (avverbi di modo), es. पुत्रवत्  putravat "come un figlio".

g) Avverbi numerali, già visti nei Numerali (lezione 20).

h) Gli indeclinabili avverbiali avyayībhāva, già visti nelle Parole composte (lez. 16).

 

Le preposizioni

            Sono perlopiù delle posposizioni (cioè seguono la parola alla quale sono riferite) e, più che determinarne la funzione sintattica, ne specificano meglio il valore del caso. Molte sono usate in composizione con i verbi, es. प्रत्यूह् pratyūh "allontanare" (da प्रति prati "verso" + ऊह्  ūh "spingere").

            Alcune preposizioni: ā "da" + abl.; प्रति prati "verso" + acc.; अनु anu "dietro, dopo" + acc.; अन्तर् antar "fra" + gen., loc.; उपरि upari "sopra" + gen.; बहिस् bahis "fuori" + abl.; विना vinā "senza" + acc. abl., str.; सह saha "con" + str.

 

Le congiunzioni

            Non sono molte, in quanto il sanscrito preferisce una struttura semplice del periodo, fatta di assolutivi, participi e composizione nominale ed evita le proposizioni subordinate.

            Alcune congiunzioni coordinanti più usate: ca "e" (posposta e a volte ripetuta); वा "o" (posposta e a volte ripetuta); तु tu "ma"; हि hi "infatti"; किं तु kiṃ tu "eppure"; तस्मात् tasmāt "perciò"; अथ atha "ma" ecc.

            Diverse congiunzioni subordinanti sono formate dal tema del pronome relativo ya "che": यदा yadā "quando" (correlativo तदा tadā "allora"); यावत् yāvat "mentre" (correlat. तावत् tāvat "altrettanto"); यतस् yatas "da quando" (correlat. ततस् tatas "di conseguenza, poi"); यद् yad "poiché" (correlat. tad "allora"); यथा yathā "come" (correlat. तथा tathā "così); यत्र yatra "perché"; यदि yadi "se".

 

Le interiezioni

            Non seguono le regole del sandhi.  Le più frequenti sono:  अहो

aho (esprime gioia, sorpresa, dispiacere); हन्त hanta "suvvia!"; धिक् dhik "ahimé"; अरे are "ehi!" ecc.

 

Esercizi lezione 28

 

Traduzione annotata dal sanscrito: La storia del principe Vīravara (quarta parte)

(Hitopadeśa, IV, 9).

 

ततो मन्त्रिवचनादाहूय वीरवराय ताम्बूलं दत्त्वा पञ्चशतानि सुवर्णानि दत्तानि

tato mantrivacanādāhūya vīravarāya tāmbūlaṃ dattvā pañcaśatāni suvarṇāni dattāni

(tata mantrivacanād āhūya vīravarāya tāmbūlam dattvā pañcaśatāni suvarṇāni dattāni)

 

tata = avv. "allora, quindi".

mantrivacanād = abl. sing. di mantrivacana "discorso dei ministri" (composto di mantrin "ministro" + vacana "parola").

āhūya = gerundio del verbo ā-hve "chiamare vicino".

vīravarāya = dat. sing. di vīravara, nome proprio.

tāmbūlam = acc. sing. di tāmbūla "betel" (nome di un'erba).

dattvā = gerundio di "dare".

pañcaśatāni = nom. pl. di pañcaśata "cinquecento" (dvigu: numerale pañca "cinque" + numerale śata "cento").

suvarṇāni = nom. pl. di suvarṇa "aureo" (karmadhāraya: avv. su "bene" + varṇa "colore").

dattāni = nom. pl. neutro del part. pass. passivo di "dare".

Trad. "Allora, richiamato vicino per il discorso dei ministri, furono dati a Vīravara del betel e cinquecento monete d'oro.".

 

तद्विनियोगश्च राज्ञा सुनिभृतं निरूपितः

tadviniyogaśca rājñā sunibhṛtaṃ nirūpitaḥ

(tadviniyogaḥ ca rājñā sunibhṛtam nirūpitaḥ)

 

tadviniyogaḥ = nom. sing. di tadviniyoga "uso di ciò (il denaro)" (tatpuruṣa: tad pron. dimostr. "questo " + viniyoga "uso", dal verbo vi-niyuj "usare").

ca = cong. "e" posposta.

rājñā = str. sing. di rājan "re".

sunibhṛtam = acc. sing. neutro avverb. di sunibhṛta "molto segretamente" (karmadhāraya: avv. su "bene" + bhṛta part. pass. passivo di bhṛ "portare").

nirūpitaḥ = nom. sing. masch. di nirūpita, part. pass. di nirūp "esaminare".

Trad. "Il re esaminò molto in segreto l'uso del denaro,".

 

तदर्धं वीरवरेण देवेभ्यो ब्राह्मणेभ्यो दत्तम्

tadardhaṃ vīravareṇa devebhyo brāhmaṇebhyo dattam

(tadardham vīravareṇa devebhyaḥ brāhmaṇebhyaḥ dattam)

 

tadardham = nom. sing. di tadardha "metà di ciò" (tatpuruṣa: pron. dimostr. tad + agg. pronom. ardha "metà").

vīravareṇa = str. sing. di vīravara, nome proprio.

devebhyaḥ = dat. pl. di deva "dio".

brāhmaṇebhyaḥ = dat. pl. di brāhmaṇa "bramino".

dattam = nom. sing. del part. pass. passivo di "dare".

Trad. "metà del quale fu dato da Vīravara agli dèi ed ai bramini,".

 

स्थितस्यार्धं दुःखितेभ्यः तदवशिष्टं भोज्यव्ययविलासव्ययेन

sthitasyārdhaṃ duḥkhitebhyaḥ tadavaśiṣṭaṃ bhojyavyayavilāsavyayena

(sthitasya ardham duḥkhitebhyaḥ tadavaśiṣṭam bhojyavyayavilāsavyayena)

 

sthitasya = gen. sing. di sthita "rimasto", part. pass. di sthā "stare".

ardham = nom. sing. dell'agg. pronom. ardha "metà".

duḥkhitebhyaḥ = dat. plur. di duḥkhita "afflitto".

tadavaśiṣṭaṃ = nom. sing. di tadavaśiṣṭa "avanzato da ciò" (tatpuruṣa: pron. dimostr. tad + avaśiṣṭa "rimanente", part. pass. di avaśiṣ "rimanere").

bhojyavyayavilāsavyayena = str. sing. di bhojyavyayavilāsavyaya "spese per il cibo ed i divertimenti" (dvandva composto da due tatpuruṣa: il primo è formato da bhojya "cibo" (gerundivo sostantivato di bhuj "mangiare") + vyaya "spesa", il secondo è formato da vilāsa "gioco" + vyaya "spesa").

Trad. "metà del rimanente agli afflitti, e il resto per il cibo ed i divertimenti.".

 

Dalla Bhagavadgītā

II, 58

यदा संहरते चायं कूर्मोऽङ्गानीव सर्वशः |
इन्द्रियाणीन्द्रियार्थेभ्यस्तस्य प्रज्ञा प्रतिष्ठिता || ५८ ||

yadā saṃharate cāyaṃ kūrmo 'ṅgānīva sarvaśaḥ
indriyāṇīndriyārthebhyas tasya prajñā pratiṣṭhitā

(yadā saṃharate ca ayaṃ kūrmaḥ aṅgāni iva sarvaśaḥ
indriyāṇi indriyārthebhyaḥ tasya prajñā pratiṣṭhitā)

 

yadā = ind. "quando".

saṃharate = III.a pers. sing. pres. ind. ātman. di sam-hṛ "allontanare".

ca = ind. "e".

ayaṃ = pron. dim. nom. masch. sing. "questo".

kūrmaḥ = nom. sing. masch. di kūrma "tartaruga".

aṅgāni = acc. pl. di aṅgā "membra".

iva = ind. "come".

sarvaśaḥ = ind. "da ogni parte".

indriyāṇi = acc. pl. di indriya "senso".

indriyārthebhyaḥ = composto tatpuruṣa di indriya ("senso") + arthebhyaḥ (abl. pl. di artha "oggetto").

Trad. "E quando costui, come una tartaruga ritrae le membra da ogni parte, ritrae i sensi dagli oggetti dei sensi,".

 

tasya = gen. sing. pron. dim. tad  "di lui".

prajñā = nom. sing. femm. di prajñā "mente".

pratiṣṭhitā = part. pass. passivo nom. femm. sing. di prati-sthā "stabilire", cioè "è ferma, stabile".

Trad. "la sua mente è salda.".

 

II, 59

विषया विनिवर्तन्ते निराहारस्य देहिनः |
रसवर्जं रसोऽप्यस्य परं दृष्ट्वा निवर्तते || २ ५९ ||

viṣayā vinivartante nirāhārasya dehinaḥ
rasavarjaṃ raso 'pyasya paraṃ dṛṣṭvā nivartate

(viṣayāḥ vinivartante nirāhārasya dehinaḥ
rasavarjam rasaḥ api asya param dṛṣṭvā nivartate)

 

viṣayāḥ = nom. pl. di viṣaya "oggetto".

vinivartante = III.a pers. pl. pres. ind. ātman. di vi-ni-vṛt "cessare, sparire".

nirāhārasya = gen. masch. sing. di nir-ā-hāra "di colui che non se ne alimenta".

dehinaḥ = gen. masch. sing. di dehin "essere vivente, uomo".
rasavarjam =
composto tatpuruṣa di rasa "gusto" + varjiam (ind. "eccetto").

Trad. "Gli oggetti, di colui che non se ne alimenta, cessano, tranne il gusto.".

 

rasaḥ = nom. sing. di rasa.

api = ind. "anche".

asya = gen. sing. del pr. dim. ayam "questo".

param = acc. masch. sing. di para "supremo".

dṛṣṭvā = ger. di dṛś "vedere".

nivartate = III.a pers. sing. pres. ind. di ni-vṛt "cessare".

Trad. "Anche il gusto cessa, di colui che vede il Supremo."

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Appendice prima -  Nessi consonantici più frequenti

 

 

            Alcune parole contenenti nessi:

प्राप्नोति prāpnoti, अद्य adya, दृष्टवा dṛṣṭvā, कल्पः kalpaḥ, श्रद्दधाति śraddadhāti, प्रतिक्षणम् pratikṣaṇam, अतर्क्यम् atarkyam, दुग्धम् dugdham, शक्नुवन्ति śaknuvanti, तिष्ठत्सु tiṣṭhatsu, ज्ञापयति jñāpayati, लङ्का laṅkā, ज्ञात्वा jñātvā, अल्पम् alpam, इक्ष्वाकुः ikṣvākuḥ, बन्ध् bandh, दिव्य divya, तृष्णा tṛṣṇā, वाञ्छ् vāñch, द्वार् dvār, जगन्नाथ jagannātha, अक्ष akṣa, अज्ञ ajña, मत्त matta, मन्त्रिन् mantrin, तद्देव taddeva, बाह्य bāhya, विद्या vidyā, केन्द्र kendra, सामग्र्य sāmagrya, सर्पौ sarpau.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Appendice seconda - Sandhi

Consonanti finali sorde semplici k, ṭ, t, p

k

t

p

     finali

 


    iniziali

 

 


k

t

p

k/kh

g

d

b

g/gh

k

c

p

c/ch

g

j

b

j/jh

k

p

ṭ/ṭh

g

b

ḍ/ḍh

k

t

p

t/th

g

d

b

d/dh

k

t

p

p/ph

g

d

b

b/bh

n

m

n/m

g

d

b

y/v

g

d

b

r

g

l

b

l

k

c/(ch)

p

ś

k

t

p

ṣ/s

 

g(gh)

ḍ(ḍh)

d(dh)

b(bh)

h

g

d

b

vocali

            N. B. - Le lettere tra parentesi appartengono all’iniziale della parola seguente.

 

 

 

 

Consonanti finali nasali ṅ, n, m

 

n

m

        finali

 


       iniziali

 

 


n

k/kh

n

g/gh

ṃś

c/ch

ñ

j/jh

ṃṣ

ṭ/ṭh

 

ḍ/ḍh

ṃs

t/th

n

d/dh

n

p/ph

n

b/bh

n

n/m

n

y/v

n

r

ṃl

l

ñ(ś/ch)

ś

n

ṣ/s

 

n

h

ṅ/ṅṅ (1)

n/nn (1)

m

vocali

(1)               Si ha il raddoppiamento quando la vocale precedente è breve.

 

 

 

 

 

Consonanti finali ḥ, r (eccetto āḥ e aḥ) e āḥ, aḥ

ḥ, r

     finali

 


    iniziali

 

 


āḥ

aḥ

     finali

 


   iniziali

 

 


k/kh

āḥ

aḥ

k/kh

r

g/gh

ā

o

g/gh

ś

c/ch

āś

c/ch

r

j/jh

ā

o

j/jh

ṭ/ṭh

āś

ṭ/ṭh

r

ḍ/ḍh

ā

o

ḍ/ḍh

s

t/th

āś

as

t/th

r

d/dh

ā

o

d/dh

p/ph

āḥ

aḥ

p/ph

r

b/bh

ā

o

b/bh

r

n/m

ā

o

n/m

r

y/v

ā

o

y/v

-         (1)

r

ā

o

r

r

l

ā

o

l

ś

āḥ

aḥ

ś

ṣ/s

 

āḥ

aḥ

ṣ/s

 

r

h

ā

o

h

r

vocali

ā

a (2)

vocali

 

(1)               o r sparisce e, se precede a, i oppure u, questi si allungano in ā, ī, ū.

(2)                Fa eccezione aḥ + a breve = o’.

 

            N. B. – La lettera s in fine di parola passa a visarga.

 

 

 

Vocali finali

 

a/ā

i/ī

u/ū

e

ai

o

au

 finali

 


iniziali

 

 


ā

ya

va

ra

e ‘

ā  a

o ‘

āva 

a

ā

a  ā

ā  ā

a  ā

āvā 

ā

e

ī

vi/vī

ri/rī

a  i/ī

ā  i/ī

a  i/ī

āvi/āvī

i/ī

o

yu/yū

ū

ru/rū

a u/ū

ā u/ū

a u/ū

āvu/āvū

u/ū

ar

yṛ

vṛ

a  ṛ

ā  ṛ

a  ṛ

āvṛ

ai

ye

ve

re

a  e

ā  e

a  e

āve

e

ai

yai

vai

rai

a  ai

ā  ai

a  ai

āvai

ai

au

yo

vo

ro

a  o

ā  o

a  o

āvo

o

au

yau

vau

rau

a  au

ā  au

a  au

āvau

au

 

 

 

Esempi di sandhi con consonanti finali

k + g = g   dik gajaḥ  >  diggajaḥ  दिक्  गजः >  दिग्गजः

k + n = ṅ   dik nāgaḥ  >  diṅnāgaḥ  दिक्  नागः  दिङ्नागः

k + m = ṅ    prāk mukhaḥ  >  prāṅmukhaḥ   प्राक्  मुखः  प्राङ्मुखः

k + voc. = g   samyak uktam  >  samyag uktam  सम्यक् उक्तम्  >  सम्यग् उक्तम्

ṭ + g = ḍ   parivrāt gacchati  >  parivrāḍ  gacchati  परिव्रात् गच्छति > परिव्राड्

गच्छति

ṭ + m = ṇ   ṣaṭ māsaḥ  >  ṣaṇ māsaḥ  षट्  मासः > षण्  मासः

ṭ + vocale = ḍ   parivrāt ayam  >  parivrāḍ ayam परिव्रात् अयम् > परिव्राड् अयम्

t + c = c   tat ca  >  tac ca  तत् > तच्च

t + ch = c   tat chinatti  >  tac chinatti तत् छिनत्ति > तच्छिनत्ति

t + j = j   tat jāyate  >  taj jāyate तत् जायते > तज्जायते

t + ṭ = ṭ   etat ṭhakkuraḥ  >  etaṭ ṭhakkuraḥ एतत् ठक्कुरः > एतट्ठक्कुरः

t + ḍ = ḍ   tat ḍayate  >  taḍ ḍayate तत् डयते > तड्डयते

t + ḍh = ḍ   tat ḍhaukate  >  taḍ ḍhaukate तत् ढौकते > तड्ढौकते

t + dh = d   mahat dhanuḥ  >  mahad dhanuḥ महत् धनुः > महद्धनुः

t + n = n   jagat nātaḥ  >  jagannātaḥ जगत् नातः > जगन्नातः

t + l = l   tat labdham  >  tal labdham तत् लब्धम् > तल्लब्धम्

t + ś = c(ch)   tat śṛṇoti  >  tac chṛṇoti तत् शृणोति > तच्छृणोति

t + vocale = d   sarit atra  >  sarid atra सरित् अत्र > सरिदत्र

p + j = b   ap  jaḥ  >  abjaḥ  अप्  जः > अब्जः

p + vocale = b   kakup atra  >  kakub atra ककुप् अत्र > ककुबत्र

n + j = ñ   tān jayati  >  tāñ jayati तान् जयति > ताञ्जयति

n + ḍ = ṇ   mahān ḍamaraḥ >  mahāṇ ḍamaraḥ महान् डमरः > महाण्डमरः

n + ś = ñ (ś/ch)   tān śārdūlān  >  tāñ śārdūlān/chārdūlān

तान् शार्दूलान् > ताञ्शार्दूलान्/छार्दूलान्

m + v = ṃ   tam veda  >  taṃ veda तम् वेद > तंवेद

m + r = ṃ   karuṇam roditi  >  karuṇaṃ roditi करुणम् रोदिति > करुण्ंरोदिति

m + s = ṃ   mokṣam seveta  >  mokṣaṃ seveta मोक्षम् सेवेत > मोक्षंसेवेत

m + h = ṃ  madhuram hasati  >  madhuraṃ hasati मधुरम् हसति > मधुरंहसति

m + vocale = m   kim atra > kimatra किम् अत्र > किमत्र

ḥ + g = r   gauḥ gacchati  >  gaur gacchati गौः गच्छति > गौर्गच्छति

ḥ + v = r   vāyuḥ vāti  >  vāyur vāti वायुः वाति > वायुर्वाति

ḥ + vocale = r   kaviḥ ayam  >  kavir ayam कविः अयम् > कविर्अयम्

aḥ + k = aḥ   tataḥ kāmaḥ ततः कामः

aḥ + c = aś   pūrnaḥ candraḥ  >  pūrnaś candraḥ पूर्नः चन्द्रः > पूर्नश्चन्द्रः

aḥ + d = o   ānītaḥ dīpaḥ  >  ānīto dīpaḥ आनीतः दीपः > आनीतोदीपः

aḥ + bh = o   manaḥ bhiḥ  >  manobhiḥ  मनः भिः > मनोभिः

aḥ + voc. (ecc. a) = a  kutaḥ āgataḥ  >  kuta āgataḥ  कुतः आगतः > कुत आगतः

aḥ + a = o '   naraḥ ayam  >  naro 'yam नरः अयम् > नरोऽयम्

āḥ + g = ā   hatāḥ gajāḥ  >  hatā gajāḥ हताः गजाः > हता गजाः

āḥ + t = ās   nadyāḥ tīram  >  nadyās tīram नद्याः तीरम् > नद्यास्तीरम्

āḥ + bh = ā   māḥ bhiḥ  >  mābhiḥ माः भिः > माभिः

āḥ + vocale = ā   aśvāḥ amī  >  aśvā amī अश्वाः अमी > अश्वामी

 

Esempi di sandhi con vocali finali

a + i = e   tava indraḥ  >  tavendraḥ तव इन्द्रः > तवेन्द्रः

a + e = ai   tava eva  >  tavaiva तव एव > तवैव

i + a = ya   dadhi atra  >  dadhyatra दधि अत्र > दध्यत्र

u + i = vi   madhu iva  >  madhviva मधु इव > मध्विव

ṛ + u = ru   kartṛ uta  >  kartruta कर्तृ उत > कर्त्रुत

ā + u = o   sā uktvā  >  soktvā सा उक्त्वा > सोक्त्वा

ā + ṛ = ar   sā ṛddhiḥ  >  sarddhiḥ सा ऋद्धिः > सर्द्धिः

ā + o = au   sā oṣadhiḥ  >  sauṣadhiḥ सा ओषधिः > सौषधिः

ā + au = au  sā autsukyavatī  >  sautsukyavatī सा औत्सुक्यवती > सौत्सुक्यवती

ī + a = ya   nadī artham  >  nadyartham नदी अर्थम् > नद्यर्थम्

e + a = e '   te api  >  te 'pi ते अपि > तेऽपि

e + i = a i   sakhe iha  >  sakha iha सखे इह > सखइह

o + a = o '   so api  >  so 'pi सो अपि > सोऽपि

ai + a =  ā a  śriyai arthaḥ  >  śriyā arthaḥ श्रियै अर्थः > श्रिया अर्थः

au + i = āvi  tau iti  >  tāviti तौ इति > ताविति

 


Appendice terza - Declinazioni dei nomi e degli aggettivi

Elenco

Temi in vocale

Nome maschile con tema in vocale  -a  breve.

Nome neutro con tema in vocale  -a  breve.

Nome femminile con tema in vocale  lunga.

Nome maschile con tema in vocale  -i  breve.

Nome femminile con tema in vocale  -i  breve.

Nome neutro con tema in vocale  -i  breve.

Nome maschile con tema in vocale  -u  breve.

Nome femminile con tema in vocale  -u  breve.

Nome neutro con tema in vocale  -u  breve.

Nome femm. polisill. con tema in vocale    lunga.

Nome femm. polisill. con tema in vocale    lunga.

Nome femm. monosill.  con tema in voc.   lunga.

Nome femm. monosill.  con tema in voc. lunga.

Nomi con tema in  -ṛ  breve.

 

Temi in dittongo

Temi in consonante

* Temi non apofonici

Nome maschile con tema in occlusiva

Nome neutro con tema in occlusiva

Nome femminile con tema in sibilante palatale

Nome maschile con tema in aspirata

Nome neutro con tema in sibilante dentale

Nome femm. con tema in -r

* Temi apofonici biformi (con forma forte e debole)

Participio presente con tema in -at

Aggettivo con tema in -in

* Temi apofonici triformi (con forma forte, debole e debolissima)

Nome maschile in -an

Participio perfetto attivo in -vas

Aggettivo con tema in -ac

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Temi in vocale

Nome maschile con tema in vocale  -a  breve.

 

es. nara   नर  ‘uomo’

 

sing.

duale

plur.

Nom.

naraḥ

नरः

narau

नरौ

narāḥ

नराः

Voc.

nara       

नर

narau

नरौ

narāḥ

नराः

Acc.

naram 

नरम्

narau

नरौ

narān     

नरान्

Str.

nareṇa (1)

नरेण

narābhyām

नराभ्याम्

naraiḥ

नरैः

Dat.

narāya  

नराय

narābhyām 

नराभ्याम्

narebhyaḥ 

नरेभ्यः

Abl.

narāt  

नरात्

narābhyām 

नराभ्याम्

narebhyaḥ

 नरेभ्यः

Gen.

narasya  नरस्य

narayoḥ     

नरयोः

narāṇām (1)

नराणाम्

Loc.

nare           

नरे

narayoḥ      

नरयोः

nareṣu      

नरेषु

 

(1) La lettera -n- è cambiata in -ṇ- per la presenza della r (sandhi interno).

Nome neutro con tema in vocale  -a  breve.

 

I nomi neutri si declinano come i maschili, eccetto nei casi diretti (nominativo, vocativo ed accusativo), nei quali tra l'altro hanno un'unica forma, diversamente dai maschili.

 

es. vana   वन  "foresta, bosco"

 

sing.

duale

plur.

Nom.

vanam

वनम्

vane

वने        

vanāni

वनानि    

Voc.

vanam       

वनम्

vane

वने

vanāni 

वनानि   

Acc.

vanam 

वनम्

vane

वने

vanāni     

वनानि

Str.

vanena

वनेन

vanābhyām

वनाभ्याम्

vanaiḥ

वनैः    

Dat.

vanāya  

वनाय

vanābhyām

वनाभ्याम्

vanebhyaḥ

वनेभ्यः

Abl.

vanāt  

वनात्

vanābhyām

वनाभ्याम्

vanebhyaḥ 

वनेभ्यः

Gen.

vanasya  वनस्य

vanayoḥ

वनयोः    

vanānām

वनानाम्

Loc.

vane           

वने

vanayoḥ

वनयोः  

vaneṣu  

वनेषु  

 

Nome femminile con tema in vocale    lunga.

 

In questo caso,  solamente alcune desinenze sono uguali a quelle dei maschili.

 

es. kanyā   कन्या  "ragazza"

 

sing.

duale

plur.

Nom.

kanyā

कन्या

kanye

कन्ये

kanyāḥ

कन्याः

Voc.

kanye

कन्ये

kanye

 कन्ये

kanyāḥ

कन्याः

Acc.

kanyām

कन्याम्

kanye

कन्ये

kanyāḥ

कन्याः

Str.

kanyayā

कन्यया

kanyābhyām

कन्याभ्याम्

kanyābhiḥ

कन्याभिः

Dat.

kanyāyai

कन्ययै

kanyābhyām

कन्याभ्याम्

kanyābhyaḥ

कन्याभ्यः

Abl.

kanyāyāḥ

कन्यायाः 

kanyābhyām

कन्याभ्याम्

kanyābhyaḥ

कन्याभ्यः

Gen.

kanyāyāḥ

कन्यायाः

kanyayoḥ

कन्ययोः

kanyānām

कन्यानाम्

Loc.

kanyāyām

कन्यायाम्

kanyayoḥ

कन्ययोः

kanyāsu

कन्यासु

 

 

Nome maschile con tema in vocale  -i  breve.

 

Questi nomi si declinano in maniera analoga a quelli in -u breve, tenendo presente che la ī dei primi corrisponde alla ū dei secondi, la y alla v, la e alla o, la ay alla av. I maschili e i femminili sono apofonici.

 

es. agni  अग्नि  "fuoco"

 

sing.

duale

plur.

Nom.

agniḥ

अग्निः

agnī

अग्नी

agnayaḥ

अग्नयः

Voc.

agne

अग्ने

agnī

अग्नी

agnayaḥ

अग्नयः

Acc.

agnim

अग्निम्

agnī

अग्नी

agnīn

अग्नीन्

Str.

agninā

अग्निना

agnibhyām

अग्निभ्याम्

agnibhiḥ

अग्निभिः

Dat.

agnaye

अग्नये

agnibhyām

अग्निभ्याम्

agnibhyaḥ

अग्निभ्यः

Abl.

agneḥ

अग्नेः

agnibhyām

अग्निभ्याम्

agnibhyaḥ

अग्निभ्यः

Gen.

agneḥ

अग्नेः

agnyoḥ

अग्न्योः

agnīnām

अग्नीनाम्

Loc.

agnau

अग्नौ

agnyoḥ

अग्न्योः

agniṣu

अग्निषु

 

Nome femminile con tema in vocale  -i  breve.

 

Questi nomi si differenziano dai maschili per il fatto che, nello strum. sing., attaccano direttamente al tema la desinenza ā senza l'ampliamento in nasale; inoltre hanno forme doppie in dat., abl., gen. e loc. sing. (uguali ai corrispondenti maschili e uguali ai femminili in -ī e -ū.

es. mati   मति  "mente"

 

sing.

duale

plur.

Nom.

matiḥ

मतिः

matī

मती

matayaḥ

मतयः

Voc.

mate

मते

matī

मती

matayaḥ

मतयः

Acc.

matim

मतिम्

matī

मती

matīḥ

मतीः

Str.

matyā

मत्या

matibhyām

मतिभ्याम्

matibhiḥ

मतिभिः

Dat.

matyai/mataye

मत्यै/मतये

matibhyām

मतिभ्याम्

matibhyaḥ

मतिभ्यः

Abl.

matyāḥ/mateḥ

मत्याः/मतेः

matibhyām

मतिभ्याम्

matibhyaḥ

मतिभ्यः

Gen.

matyāḥ/mateḥ

मत्याः/मतेः

matyoḥ

मत्योः

matīnām

मतीनाम्

Loc.

matyām/matau

मत्याम्/मतौ

matyoḥ

मत्योः

matiṣu

मतिषु

Nome neutro con tema in vocale  -i  breve.

 

Questi nomi hanno il tema sempre in grado base e aggiungono un elemento nasale davanti alle desinenze vocaliche.

 

es. vāri   वारि  "acqua"

 

sing.

duale

plur.

Nom.

vāri

वारि

vāriṇī

वारिणि

vārīṇi

वारीणि

Voc.

vāri

वारि

vāriṇī

वारिणि

vārīṇi

वारीणि

Acc.

vāri

वारि

vāriṇī

वारिणि

vārīṇi

वारीणि

Str.

vāriṇā

वारिणा

vāribhyām

वारिभ्याम्

vāribhiḥ

वारिभिः

Dat.

vāriṇe

वारिणे

vāribhyām

वारिभ्याम्

vāribhyaḥ

वारिभ्यः

Abl.

vāriṇaḥ

वारिणः

vāribhyām

वारिभ्याम्

vāribhyaḥ

वारिभ्यः

Gen.

vāriṇaḥ

वारिणः

vāriṇoḥ

वारिणोः

vārīṇām

वारीणाम्

Loc.

vāriṇi

वारिणि

vāriṇoḥ

वारिणोः

vāriṣu

वारिषु

 

 

Nome maschile con tema in vocale  -u  breve.

 

es. guru   गुरु  "maestro"

 

sing.

duale

plur.

Nom.

guruḥ

गुरुः

gurū

गुरू

guravaḥ

गुरवः

Voc.

guro

गुरो

gurū

गुरू

guravaḥ

गुरवः

Acc.

gurum

गुरुम्

gurū

गुरू

gurūn

गुरून्

Str.

guruṇā

गुरुणा

gurubhyām

गुरुभ्याम्

gurubhiḥ

गुरुभिः

Dat.

gurave

गुरवे

gurubhyām

गुरुभ्याम्

gurubhyaḥ

गुरुभ्यः

Abl.

guroḥ

गुरोः

gurubhyām

गुरुभ्याम्

gurubhyaḥ

गुरुभ्यः

Gen.

guroḥ

गुरोः

gurvoḥ

गुर्वोः

gurūṇām

गुरूणाम्

Loc.

gurau

गुरौ

gurvoḥ

गुर्वोः

guruṣu

गुरुषु

 

 

 

 

 

Nome femminile con tema in vocale  -u  breve.

es. dhenu   धेनु  "vacca"

 

 

sing.

duale

plur.

Nom.

dhenuḥ

धेनुः

dhenū

धेनू

dhenavaḥ

धेनवः

Voc.

dheno

धेनो

dhenū

धेनू

dhenavaḥ

धेनवः

Acc.

dhenum

धेनुम्

dhenū

धेनू

dhenūḥ

धेनूः

Str.

dhenvā

धेन्वा

dhenubhyām

धेनुभ्याम्

dhenubhiḥ

धेनुभिः

Dat.

dhenvai/dhenave

धेन्वै/धेनवे

dhenubhyām

धेनुभ्याम्

dhenubhyaḥ

धेनुभ्यः

Abl.

dhenvāḥ/dhenoḥ

धेन्वाः/धेनोः

dhenubhyām

धेनुभ्याम्

dhenubhyaḥ

धेनुभ्यः

Gen.

dhenvāḥ/dhenoḥ

धेन्वाः/धेनोः

dhenvoḥ

धेन्वोः

dhenūnām

धेनूनाम्

Loc.

dhenvām/dhenau

धेन्वाम्/धेनौ

dhenvoḥ

धेन्वोः

dhenuṣu

धेनुषु

 

 

 

 

 

Nome neutro con tema in vocale  -u  breve.

 

es. vastu   वस्तु  "cosa"

 

sing.

duale

plur.

Nom.

vastu

वस्तु

vastunī

वस्तुनी

vastūni

वस्तूनि

Voc.

vastu

वस्तु

vastunī

वस्तुनी

vastūni

वस्तूनि

Acc.

vastu

वस्तु

vastunī

वस्तुनी

vastūni

वस्तूनि

Str.

vastunā

वस्तुना

vastubhyām

वस्तुभ्याम्

vastubhiḥ

वस्तुभिः

Dat.

vastune

वस्तुने

vastubhyām

वस्तुभ्याम्

vastubhyaḥ

वस्तुभ्यः

Abl.

vastunaḥ

वस्तुनः

vastubhyām

वस्तुभ्याम्

vastubhyaḥ

वस्तुभ्यः

Gen.

vastunaḥ

वस्तुनः

vastunoḥ

वस्तुनोः

vastūnām

वस्तूनाम्

Loc.

vastuni

वस्तुनि

vastunoḥ

वस्तुनोः

vastuṣu

वस्तुषु

 

 

 

 

 

Nome femm. polisill. con tema in vocale    lunga.

 

es. nadī   नदी  "fiume"

 

sing.

duale

plur.

Nom.

nadī

नदी

nadyau

नद्यौ

nadyaḥ

नद्यः

Voc.

nadi

नदि

nadyau

नद्यौ

nadyaḥ

नद्यः

Acc.

nadīm

नदीम्

nadyau

नद्यौ

nadīḥ

नदीः

Str.

nadyā

नद्या

nadībhyām

नदीभ्याम्

nadībhiḥ

नदीभिः

Dat.

nadyai

नद्यै

nadībhyām

नदीभ्याम्

nadībhyaḥ

नदीभ्यः

Abl.

nadyāḥ

नद्याः

nadībhyām

नदीभ्याम्

nadībhyaḥ

नदीभ्यः

Gen.

nadyāḥ

नद्याः

nadyoḥ

नद्योः

nadīnām

नदीनाम्

Loc.

nadyām

नद्याम्

nadyoḥ

नद्योः

nadīṣu

नदीषु

 

 

 

 

 

Nome femm. polisill. con tema in vocale    lunga.

 

La declinazione di questi nomi è analoga a quella dei temi in , sostituendo -i con -u, -ī  con , -y con -v.

 

es. śvaśrū   श्वश्रू  "suocera"

 

sing.

duale

plur.

Nom.

śvaśrūḥ

श्वश्रूः

śvaśrvau

श्वश्र्वौ

śvaśrvaḥ

श्वश्र्वः

Voc.

śvaśru

श्वश्रु

śvaśrvau

श्वश्र्वौ

śvaśrvaḥ

श्वश्र्वः

Acc.

śvaśrūm

श्वश्रूम्

śvaśrvau

श्वश्र्वौ

śvaśrūḥ

श्वश्रूः

Str.

śvaśrvā

श्वश्र्वा

śvaśrūbhyām

श्वश्रूभ्याम्

śvaśrūbhiḥ

श्वश्रूभिः

Dat.

śvaśrvai

श्वश्र्वै

śvaśrūbhyām

श्वश्रूभ्याम्

śvaśrūbhyaḥ

श्वश्रूभ्यः

Abl.

śvaśrvāḥ

श्वश्र्वाः

śvaśrūbhyām

श्वश्रूभ्याम्

śvaśrūbhyaḥ

श्वश्रूभ्यः

Gen.

śvaśrvāḥ

श्वश्र्वाः

śvaśrvoḥ

श्वश्र्वोः

śvaśrūṇām

श्वश्रूणाम्

Loc.

śvaśrvām

श्वश्र्वाम्

śvaśrvoḥ

श्वश्र्वोः

śvaśrūṣu

श्वश्रूषु

 

 

Nome femm. monosill. con tema in voc.   lunga.

 

es. dhī   धी   "pensiero"

 

sing.

duale

plur.

Nom.

dhīḥ

धीः

dhiyau

धियौ

dhiyaḥ

धियः

Voc.

dhīḥ

धीः

dhiyau

धियौ

dhiyaḥ

धियः

Acc.

dhiyam

धियम्

dhiyau

धियौ

dhiyaḥ

धियः

Str.

dhiyā

धिया

dhībhyām

धीभ्याम्

dhībhiḥ

धीभिः

Dat.

dhiyai/dhiye

धियै/धिये

dhībhyām

धीभ्याम्

dhībhyaḥ

धीभ्यः

Abl.

dhiyāḥ/dhiyaḥ

धियाः/धियः

dhībhyām

धीभ्याम्

dhībhyaḥ

धीभ्यः

Gen.

dhiyāḥ/dhiyaḥ

धियाः/धियः

dhiyoḥ

धियोः

dhiyām

धियाम्

Loc.

dhiyi/ dhiyām

धियि/ धियाम्

dhiyoḥ

धियोः

dhīṣu

धीषु

 

 

 

 

 

Nome femm. monosill.  con tema in voc.  lunga.

 

es. bhū   भू  "terra"

 

sing.

duale

plur.

Nom.

bhūḥ

भूः

bhuvau

भुवौ

bhuvaḥ

भुवः

Voc.

bhūḥ

भूः

bhuvau

भुवौ

bhuvaḥ

भुवः

Acc.

bhuvam

भुवम्

bhuvau

भुवौ

bhuvaḥ

भुवः

Str.

bhuvā

भुवा

bhūbhyām

भूभ्याम्

bhūbhiḥ

भूभिः

Dat.

bhuvai/bhuve

भुवै/भुवे

bhūbhyām

भूभ्याम्

bhūbhyaḥ

भूभ्यः

Abl.

bhuvāḥ/bhuvaḥ

भुवाः/भुवः

bhūbhyām

भूभ्याम्

bhūbhyaḥ

भूभ्यः

Gen.

bhuvāḥ/bhuvaḥ

भुवाः/भुवः

bhuvoḥ

भुवोः

bhuvām

भुवाम्

Loc.

bhuvi/bhuvām

भुवि/भुवाम्

bhuvoḥ

भुवोः

bhūṣu

भूषु

 

 

 

 

 

Nomi con tema in  -ṛ  breve.

Si tratta soprattutto di nomi di agenti (formati con una radice verbale + il suffisso -tṛ / -tar) e di nomi di parentela.

I maschili ed i femminili sono apofonici,  infatti  il tema  si presenta  in  grado base (-ṛ oppure  -r), guṇa (-ar) e vṛddhi (-ā [r]).

Alcuni nomi, come पितृ  pitṛ, मातृ  mātṛ, दुहितृ  duhitṛ hanno il tema guṇato all'accusativo singolare, nominativo, vocativo e accusativo duale e nominativo plurale, mentre gli altri nomi di parentela  e quelli di agente hanno il vṛddhi.

* Nome maschile con tema in  -ṛ  breve.

 

es.  dhātṛ   धातृ  "creatore"

 

sing.

duale

plur.

Nom.

dhātā

धाता

dhātārau

धातारौ

dhātāraḥ

धातारः

Voc.

dhātaḥ

धातः

dhātārau

धातारौ

dhātāraḥ

धातारः

Acc.

dhātāram

धातारम्

dhātārau

धातारौ

dhātṝn

धातॄन्

Str.

dhātrā

धात्रा

dhātṛbhyām

धातृभ्याम्

dhātṛbhiḥ

धातृभिः

Dat.

dhātre

धात्रे

dhātṛbhyām

धातृभ्याम्

dhātṛbhyaḥ

धातृभ्यः

Abl.

dhātuḥ

धातुः

dhātṛbhyām

धातृभ्याम्

dhātṛbhyaḥ

धातृभ्यः

Gen.

dhātuḥ

धातुः

dhātroḥ

धात्रोः

dhātṝṇām

धातॄणाम्

Loc.

dhātari

धातरि

dhātroḥ

धात्रोः

dhātṛṣu

धातृषु

 

पितृ   pitṛ  "padre"

 

 

sing.

duale

plur.

Nom.

pitā

पिता

pitarau

पितरौ

pitaraḥ

पितरः

Voc.

pitaḥ

पितः

pitarau

पितरौ

pitaraḥ

पितरः

Acc.

pitāram

पितारम्

pitarau

पितरौ

pitṝn

पितॄन्

Str.

pitrā

पित्रा

pitṛbhyām

पितृभ्याम्

pitṛbhiḥ

पितृभिः

Dat.

pitre

पित्रे

pitṛbhyām

पितृभ्याम्

pitṛbhyaḥ

पितृभ्यः

Abl.

pituḥ

पितुः

pitṛbhyām

पितृभ्याम्

pitṛbhyaḥ

पितृभ्यः

Gen.

pituḥ

पितुः

pitroḥ

पित्रोः

pitṝṇām

पितॄणाम्

Loc.

pitari

पितरि

pitroḥ

पित्रोः

pitṛṣu

पितृषु

 

* Nome neutro con tema in  -ṛ  breve.

 

es.  dātṛ   दातृ  "datore"

 

sing.

duale

plur.

Nom.

dātṛ

दातृ

dātṝṇī

दातॄणी

dātṝṇi

दातॄणि

Voc.

dātṛ

दातृ

dātṝṇī

दातॄणी

dātṝṇi

दातॄणि

Acc.

dātṛ

दातृ

dātṝṇī

दातॄणी

dātṝṇi

दातॄणि

Str.

dātṛṇā

दातृणा

dātṛbhyām

दातृभ्याम्

dātṛbhiḥ

दातृभिः

Dat.

dātṛṇe

दातृणे

dātṛbhyām

दातृभ्याम्

dātṛbhyaḥ

दातृभ्यः

Abl.

dātṛṇaḥ

दातृणः

dātṛbhyām

दातृभ्याम्

dātṛbhyaḥ

दातृभ्यः

Gen.

dātṛṇaḥ

दातृणः

dātṛṇoḥ

दातृणोः

dātṝṇām

दातॄणाम्

Loc.

dātṛṇi

दातृणि

dātṛṇoḥ

दातृणोः

dātṛṣu

दातृषु

 

 

 

 

 

Temi in dittongo

I più usati sono solamente i sostantivi:  गो  go "bue, vacca" e  नौ  nau "nave". Presentano analogie con i temi in consonante.

go  गो "bue, vacca"

 

sing.

duale

plur.

Nom.

gauḥ

गौः

gāvau

गावौ

gāvaḥ

गावः

Voc.

gauḥ

गौः

gāvau

गावौ

gāvaḥ

गावः

Acc.

gām

गाम्

gāvau

गावौ

gāḥ

गाः

Str.

gavā

गवा

gobhyām

गोभ्याम्

gobhiḥ

गोभिः

Dat.

gave

गवे

gobhyām

गोभ्याम्

gobhyaḥ

गोभ्यः

Abl.

goḥ

गोः

gobhyām

गोभ्याम्

gobhyaḥ

गोभ्यः

Gen.

goḥ

गोः

gavoḥ

गवोः

gavām

गवाम्

Loc.

gavi

गवि

gavoḥ

गवोः

goṣu

गोषु

 

 

nau   नौ   "nave"

 

sing.

duale

plur.

Nom.

nauḥ

नौः

nāvau

नावौ

nāvaḥ

नावः

Voc.

nauḥ

नौः

nāvau

नावौ

nāvaḥ

नावः

Acc.

nāvam

नावम्

nāvau

नावौ

nāvaḥ

नावः

Str.

nāvā

नावा

naubhyām

नौभ्याम्

naubhiḥ

नौभिः

Dat.

nave

नवे

naubhyām

नौभ्याम्

naubhyaḥ

नौभ्यः

Abl.

nāvaḥ

नावः

naubhyām

नौभ्याम्

naubhyaḥ

नौभ्यः

Gen.

nāvaḥ

नावः

nāvoḥ

नावोः

nāvām

नावाम्

Loc.

nāvi

नावि

nāvoḥ

नावोः

nauṣu

नौषु

 

 

 

 

 

Temi in consonante

Temi non apofonici

Nome maschile con tema in occlusiva

es. rāj  राज्  "sovrano"

 

sing.

duale

plur.

Nom.

rāṭ

राट्

rājau

राजौ

rājaḥ

राजः

Voc.

rāṭ

राट्

rājau

राजौ

rājaḥ

राजः

Acc.

rājam

राजम्

rājau

राजौ

rājaḥ

राजः

Str.

rājā

राजा

rāḍbhyām

राड्भ्याम्

rāḍbhiḥ

राड्भिः

Dat.

rāje

राजे

rāḍbhyām

राड्भ्याम्

rāḍbhyaḥ

राड्भ्यः

Abl.

rājaḥ

राजः

rāḍbhyām

राड्भ्याम्

rāḍbhyaḥ

राड्भ्यः

Gen.

rājaḥ

राजः

rājoḥ

राजोः

rājām

राजाम्

Loc.

rāji

राजि

rājoḥ

राजोः

rāṭsu

राट्सु

 

 

Nome neutro con tema in occlusiva

es. jagat  जगत्  "mondo"

 

sing.

duale

plur.

Nom.

jagat

जगत्

jagatī

जगती

jaganti

जगन्ति

Voc.

jagat

जगत्

jagatī

जगती

jaganti

जगन्ति

Acc.

jagat

जगत्

jagatī

जगती

jaganti

जगन्ति

Str.

jagatā

जगता

jagadbhyām

जगद्भ्याम्

jagadbhiḥ

जगद्भिः

Dat.

jagate

जगते

jagadbhyām

जगद्भ्याम्

jagadbhyaḥ

जगद्भ्यः

Abl.

jagataḥ

जगतः

jagadbhyām

जगद्भ्याम्

jagadbhyaḥ

जगद्भ्यः

Gen.

jagataḥ

जगतः

jagatoḥ

जगतोः

jagatām

जगताम्

Loc.

jagati

जगति

jagatoḥ

जगतोः

jagatsu

जगत्सु

 

 

 

 

Nome femminile con tema in sibilante palatale

es. diś  दिश् "direzione"

 

sing.

duale

plur.

Nom.

dik

दिक्

diśau

दिशौ

diśaḥ

दिशः

Voc.

dik

दिक्

diśau

दिशौ

diśaḥ

दिशः

Acc.

diśam

दिशम्

diśau

दिशौ

diśaḥ

दिशः

Str.

diśā

दिशा

digbhyām

दिग्भ्याम्

digbhiḥ

दिग्भिः

Dat.

diśe

दिशे

digbhyām

दिग्भ्याम्

digbhyaḥ

 दिग्भ्यः

Abl.

diśaḥ

दिशः

digbhyām

दिग्भ्याम्

digbhyaḥ

दिग्भ्यः

Gen.

diśaḥ

दिशः

diśoḥ

दिशोः

diśām

दिशाम्

Loc.

diśi

दिशि

diśoḥ

दिशोः

dikṣu

दिक्षु

 

 

 

 

Nome maschile con tema in aspirata

es. madhulih  मधुलिह् "che sugge il miele"

 

sing.

duale

plur.

Nom.

madhuliṭ

मधुलिट्

madhulihau

मधुलिहौ

madhulihaḥ

मधुलिहः

Voc.

madhuliṭ

मधुलिट्

madhulihau

मधुलिहौ

madhulihaḥ

मधुलिहः

Acc.

madhuliham

मधुलिहम्

madhulihau

मधुलिहौ

madhulihaḥ

मधुलिहः

Str.

madhulihā

मधुलिहा

madhuliḍbhyām

मधुलिड्भ्याम्

madhuliḍbhiḥ

मधुलिड्भिः

Dat.

madhulihe

मधुलिहे

madhuliḍbhyām

मधुलिड्भ्याम्

madhuliḍbhyaḥ

मधुलिड्भ्यः

Abl.

madhulihaḥ

मधुलिहः

madhuliḍbhyām

मधुलिड्भ्याम्

madhuliḍbhyaḥ

मधुलिड्भ्यः

Gen.

madhulihaḥ

मधुलिहः

madhulihoḥ

मधुलिहोः

madhulihām

मधुलिहाम्

Loc.

madhulihi

मधुलिहि

madhulihoḥ

मधुलिहोः

madhuliṭsu

मधुलिट्सु

 

 

 

 

Nome neutro con tema in sibilante dentale

es. havis हविस् "oblazione"

 

sing.

duale

plur.

Nom.

haviḥ

हविः

haviṣī

हविषी

havīṃṣi

हवींषि

Voc.

haviḥ

हविः

haviṣī

हविषी

havīṃṣi

हवींषि

Acc.

haviḥ

हविः

haviṣī

हविषी

havīṃṣi

हवींषि

Str.

haviṣā

हविषा

havirbhyām

हविर्भ्याम्

havirbhiḥ

हविर्भिः

Dat.

haviṣe

हविषे

havirbhyām

हविर्भ्याम्

havirbhyaḥ

हविर्भ्यः

Abl.

haviṣaḥ

हविषः

havirbhyām

हविर्भ्याम्

havirbhyaḥ

हविर्भ्यः

Gen.

haviṣaḥ

हविषः

haviṣoḥ

हविषोः

haviṣām

हविषाम्

Loc.

haviṣi

हविषि

haviṣoḥ

हविषोः

haviḥṣu

हविःषु

 

 

 

 

Nome femminile con tema in -r

Questi nomi hanno la vocale lunga davanti alle desinenze inizianti per consonante e vocale breve davanti a quelle inizianti per vocale.

es. gir गिर् "parola"

 

sing.

duale

plur.

Nom.

gīḥ

 गीः

girau

गिरौ

giraḥ

गिरः

Voc.

gīḥ

गीः

girau

गिरौ

giraḥ

गिरः

Acc.

giram

गिरम्

girau

गिरौ

giraḥ

गिरः

Str.

girā

गिरा

gīrbhyām

गीर्भ्याम्

gīrbhiḥ

गीर्भिः

Dat.

gire

गिरे

gīrbhyām

गीर्भ्याम्

gīrbhyaḥ

गीर्भ्यः

Abl.

giraḥ

गिरः

gīrbhyām

गीर्भ्याम्

gīrbhyaḥ

गीर्भ्यः

Gen.

giraḥ

गिरः

giroḥ

गिरोः

girām

गिराम्

Loc.

giri

गिरि

giroḥ

गिरोः

gīrṣu

गीर्षु

 

 

Temi apofonici biformi (con forma forte e debole):

 

* Participio presente con tema in -at (forma forte -ant)

es. bharat  भरत् "portante"

 

sing.

duale

plur.

Nom.

bharan

भरन्

bharantau

भरन्तौ

bharantaḥ

भरन्तः

Voc.

bharan

भरन्

bharantau

भरन्तौ

bharantaḥ

भरन्तः

Acc.

bharantam

भरन्तम्

bharantau

भरन्तौ

bharataḥ

भरतः

Str.

bharathā

भरथा

bharadbhyām

भरद्भ्याम्

bharadbhiḥ

भरद्भिः

Dat.

bharate

भरते

bharadbhyām

भरद्भ्याम्

bharadbhyaḥ

भरद्भ्यः

Abl.

bharataḥ

भरतः

bharadbhyām

भरद्भ्याम्

bharadbhyaḥ

भरद्भ्यः

Gen.

bharataḥ

भरतः

bharatoḥ

भरतोः

bharatām

भरताम्

Loc.

bharati

भरति

bharatoḥ

भरतोः

bharatsu

भरत्सु

 

 

* Aggettivo con tema in -in

Il tema è debole davanti a consonanti e nei casi diretti sing. neutri, con caduta della -n. La -i si allunga al nomin. sing. masch. e nei casi diretti neutri plurali.

 

es.  balin  बलिन् "forte"

maschile

 

sing.

duale

plur.

Nom.

balī

बली

balinau

बलिनौ

balinaḥ

बलिनः

Voc.

balin

बलिन्

balinau

बलिनौ

balinaḥ

बलिनः

Acc.

balinam

बलिनम्

balinau

बलिनौ

balinaḥ

बलिनः

Str.

balinā

बलिना

balibhyām

बलिभ्याम्

balibhiḥ

बलिभिः

Dat.

baline

बलिने

balibhyām

बलिभ्याम्

balibhyaḥ

बलिभ्यः

Abl.

balinaḥ

बलिनः

balibhyām

बलिभ्याम्

balibhyaḥ

बलिभ्यः

Gen.

balinaḥ

बलिनः

balinoḥ

बलिनोः

balinām

बलिनाम्

Loc.

balini

बलिनि

balinoḥ

बलिनोः

baliṣu

बलिषु

neutro

 

sing.

duale

Plur.

N.V.A.

bali

बलिनि

balinī

बलिनी

balīni

बलीनि

 

Gli altri casi neutri sono uguali al masch. Il femm. è बलिनी balinī.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Temi apofonici triformi

* Nome maschile con tema in -an (forte ān, debole -a, debolissimo -n)

es. rājan राजन् "re"

 

 

sing.

duale

plur.

Nom.

rājā

राजा

rājānau

राजानौ

rājānaḥ

राजानः

Voc.

rājan

राजन्

rājānau

राजानौ

rājānaḥ

राजानः

Acc.

rājānam

राजानम्

rājānau

राजानौ

rājñaḥ

राज्ञः

Str.

rājñā

राज्ञा

rājabhyām

राजभ्याम्

rājabhiḥ

राजभिः

Dat.

rājñe

राज्ञे

rājabhyām

राजभ्याम्

rājabhyaḥ

राजभ्यः

Abl.

rājñaḥ

राज्ञः

rājabhyām

राजभ्याम्

rājabhyaḥ

राजभ्यः

Gen.

rājñaḥ

राज्ञः

rājñoḥ

राज्ञोः

rājñām

राज्ञाम्

Loc.

rājñi/ rājani

राज्ञि/ राजनि

rājñoḥ

राज्ञोः

rājasu

राजसु

 

 

* Participio perfetto attivo in -vas (forte -vāṃs, debole -vat, debolissima -uṣ)

 

es. vidvas विद्वस् "che sa"

 

maschile

 

 

sing.

duale

plur.

Nom.

vidvān

विद्वान्

vidvāṃsau

विद्वांसौ

vidvāṃsaḥ

विद्वांसः

Voc.

vidvan

विद्वन्

vidvāṃsau

विद्वांसौ

vidvāṃsaḥ

विद्वांसः

Acc.

vidvāṃsam

विद्वांसम्

vidvāṃsau

विद्वांसौ

viduṣaḥ

विदुषः

Str.

viduṣā

विदुषा

vidvadbhyām विद्वद्भ्याम्

vidvadbhiḥ

विद्वद्भिः

Dat.

viduṣe

विदुषे

vidvadbhyām विद्वद्भ्याम्

vidvadbhyaḥ

विद्वद्भ्यः

Abl.

viduṣaḥ

विदुषः

vidvadbhyām विद्वद्भ्याम्

vidvadbhyaḥ

विद्वद्भ्यः

Gen.

viduṣaḥ

विदुषः

viduṣoḥ

विदुषोः

viduṣām

विदुषाम्

Loc.

viduṣi

विदुषि

viduṣoḥ

विदुषोः

vidvatsu

विद्वत्सु

 

neutro

 

sing.

duale

Plur.

N.V.A.

vidvat

विद्वत्

viduṣī

विदुषी

vidvāṃsi

विद्वांसि

 

Gli altri casi neutri sono uguali al maschile. Il femminile deriva dalla forma debolissima विदुषी viduṣī.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 *Aggettivo con tema in -ac (forte -añc, debole -c, debolissimo -īc)

es.  pratyac  प्रत्यच्  "occidentale"

maschile

 

sing.

duale

plur.

Nom.

pratyaṅ

प्रत्यङ्

pratyañcau

प्रत्यञ्चौ

pratyañcaḥ

प्रत्यञ्चः

Voc.

pratyaṅ

प्रत्यङ्

pratyañcau

प्रत्यञ्चौ

pratyañcaḥ

प्रत्यञ्चः

Acc.

pratyañcam

प्रत्यञ्चम्

pratyañcau

प्रत्यञ्चौ

pratīcaḥ

प्रतीचः

Str.

pratīcā

प्रतीचा

pratyagbhyām

प्रत्यग्भ्याम्

pratyagbhiḥ

प्रत्यग्भिः

Dat.

pratīce

प्रतीचे

pratyagbhyām

प्रत्यग्भ्याम्

pratyagbhyaḥ

प्रत्यग्भ्यः

Abl.

pratīcaḥ

प्रतीचः

pratyagbhyām

प्रत्यग्भ्याम्

pratyagbhyaḥ

प्रत्यग्भ्यः

Gen.

pratīcaḥ

प्रतीचः

pratīcoḥ

प्रतीचोः

pratīcām

प्रतीचाम्

Loc.

pratīci

प्रतीचि

pratīcoḥ

प्रतीचोः

pratyakṣu

प्रत्यक्षु

neutro

 

sing.

duale

Plur.

N.V.A.

pratyak

प्रत्यक्

pratīcī

प्रतीची

pratyañci

प्रत्यञ्चि

Gli altri casi neutri sono uguali al maschile. Il femminile deriva dalla forma debolissima प्रतीची pratīcī.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Vocabolario sanscrito-italiano (per gli esercizi)

Abbreviazioni

 

ā. ātmanepada

abl. ablativo

acc. accusativo

agg. aggettivo

avv. avverbio

cong. congiunzione

dat. dativo

f. femminile

gen. genitivo

indecl. indeclinabile

loc. locativo

loc. avv. locuzione avverbiale

loc. cong. locuzione congiuntiva

loc. prep. locuzione preposizionale

locuz. locuzione

m. maschile

nom. nominativo

n. p. nome proprio

p. parasmaipada

posp. posposto

p. p. participio passato

prep. preposizione

s. sostantivo

str. strumentale

sup. superlativo

u. ubhayapada (parasm. e ātmanep.)

v. verbo

voc. vocativo

 

 

 

 

अक्षौहिणीपति akṣauhiṇīpati s. m. capo di esercito.

अक्षप्रिय akṣapriya agg. amante dei dadi.

अत्र atra avv. qui.

अथवा athavā avv. piuttosto.

अद्य  adya avv. oggi, adesso.

अधस् adhas prep. (gen.) (posp.) sotto.

अधुना adhunā avv. ora.

अनर्थ  anartha s. m. male.

अनुभू anubhū v. (I p.) (अनुभवति  anubhavati) sperimentare.

अनुरञ्जन  anurañjana s. n. affetto.

अन्त anta s. m. confine.

अन्तर् antar prep. (gen.) (posp.) fra.

अन्तरेण antareṇa prep. (acc.) (posp.) tra.

अपराधिन् aparādhin agg. malvagio.

अपि api cong. anche, anche se.

अभिगम्  abhigam v. incontrare.

अभिभूत  abhibhūta agg. vinto.

अमृत्यु  amṛtyu s. m. immortalità.

अर्थ् arth v. (X ā.) (अर्थयते arthayate) implorare.

अर्थ artha s. m. scopo.

अल्प alpa agg. piccolo.

अवगम्  avagam v. (I p.) (अवगच्छति avagacchati) conoscere.

अश् v. (V ā.) (अश्नुते aśnute) raggiungere.

अश्मन् aśman s. m. pietra.

अश्व aśva s. m. cavallo.

अश्वकोविद  aśvakovida s. m. esperto di cavalli.

अस् as v. (II p.) (अस्ति asti) essere.

ā prep. (abl.) fino a.

आकाश ākāśa s. m. cielo.

आख्यान ākhyāna s. n. favola.

आगम् āgam v. (I p.) (आगच्छति āgacchati) arrivare.

आचार्य  ācārya s. m. maestro.

आदित्य āditya s. m. sole.

आप् āp v. (V p.) (आप्नोति āpnoti) incontrare.

आप्रज āpraja agg. senza figli.

आयुष्मात् āyuṣmāt agg. longevo.

आस्  ās v. (II p.) (आस्ते āste) essere presente.

आहू  āhū v. (I p.) (आहरति  āharati) chiamare.

i v. (II p.) (एति eti) andare.

इव iva avv. (posp.) come.

इष् iv. (VI p.) (इच्छति icchati) desiderare.

ईश्वर  īśvara s. m. dio.

इष्ट iṣṭa p. p. di इष्  i e agg. scelto.

इह  iha avv. qui.

उच्च ucca agg. alto.

उत uta cong. oppure.

उत्तम uttama agg. ultimo.

उदार udāra agg. nobile.

उपकार upakāra s. m. beneficio.

उपनी upanī v. (I p.) (उपनयति upanayati) portare.

उपपन्न  upapanna agg. munito.

उपरि upari prep. (gen.) (posp.) sopra - उपर्य् उपरि upary upari molto al di sopra.

उपरुध्  uparudh v. (VII p.) (उपरुनद्धि  uparunaddhi) impedire.

उपालभ्  upālabh v. (I p.) (उपालभति  upālabhati) riprendere.

ऊर्ध्वम् ūrdhvam  prep. (abl.) (posp.) sopra.

एव eva avv. solamente, così.

कथ्  kath v. (X p.) (कथयति  kathayati) raccontare.

कट kaṭa s. m. stuoia.

कदा चिद्  kadā cid locuz. una volta.

कन्या  kanyā s. f. ragazza.

कपोत kapota s. m. piccione.

कम्प् kamp v. (I ā.) (कम्पते kampate) tremare, agitare.

कर kara s. m. mano.

कलह kalaha s. m. disputa.

कवि  kavi s. m. poeta.

कार्तिकेय kārtikeya n. p. Kārtikeya.

काक kāka s. m. corvo.

काम kāma s. m. desiderio.

काल kāla agg. nero.

काल kāla s. m. momento.

कालिदास kālidāsa n. p. Kālidāsa.

काव्य  kāvya s. n. poesia.

किम् kim indecl. (rende la frase interrogativa).

कुशल kuśala agg. abile.

कूर्म  kūrma s. m. tartaruga.

कृ kv. (diverse classi) fare.

कृति  kṛti s. f. opera.

कृते kṛte prep. (gen.) (posp.) per.

कृश kṛśa agg. magro.

कृष् kṛṣ v. (I p.) (कर्षति karṣati) disegnare.

कोश  kośa s. m. ricchezza.

कौसल्या kausalyā n. p. Kausalyā.

क्रम् kram v. (I p. e ā.) (क्रामति krāmati) camminare.

क्रम krama s. m. marcia.

क्रुध् krudh v. (IV p.) (क्रुध्यति  krudhyati) irarsi.

क्व  kva avv. dove?

क्षत्रिय kṣatriya s. m. guerriero.

क्षिप्  kṣip v. (VI p.) (क्षिपति kṣipati) lanciare.

क्षिप्र kṣipra agg. veloce.

खन् khan v. (I p.) (खनति khanati) scavare.

खाद् khād v. (I p.) (खादति khādati)  mangiare.

गज gaja s. m. elefante.

गभीर gabhīra agg. profondo, grave.

गम् gam v. (I p.) (गच्छति gacchati) andare.

गर्दभ  gardabha s. m. asino.

गुण  guṇa s. m. virtù, qualità.

गुणिन्  guṇin agg. virtuoso.

गुरु  guru s. m. maestro.

गृह gṛha s. m. casa.

गोप gopa s. m. pastore.

ग्राम grāma s. m. villaggio.

घट  ghaṭa s. m. vaso.

घर्म  gharma s. m. estate.

चन्द्रcandra s. m. luna.

चर् car v. (I p.) (चरति carati) muoversi.

चल् cal v. (I p.) (चलति calati) muoversi.

चित्त citta s. n. pensiero.

चित्र citra agg. eccellente.

चिन्ता  cintā s. f. preoccupazione.

चिर cira agg. lungo.

चिरम् ciram avv. a lungo.

चुर् cur v. (X p.) (चोरयति corayati) rubare.

जगत्  jagat s. n. mondo.

जन्  jan v. (IV ā.) (जायते jāyate) nascere.

जन jana s. m. persona, uomo.

जननी jananī  s. f. madre.

जल jala s. n. acqua.

जि ji v. (I p.) (जयति jayati) conquistare, vincere.

जिह्व  jihva s. m. lingua.

जीव् jīv v. (I p.) (जीवति jīvati) vivere.

जीवित  jīvita s. n. vita.

जेतृ jet agg. conquistatore.

ज्ञा jñā v. (IX u.) (जनाति, जनीते janāti, janīte) conoscere.

डिम्ब ḍimba  s. m. ragazzo.

तत्त्व  tattva s. n. verità.

तत्र tatra avv. là.

तथैव  tathaiva avv. nello stesso modo.

तपस्  tapas s. n. penitenza.

तरु taru s. m. albero.

तर्क tarka s. m. logica.

तुद् tud v. (VI p.) (तुदति tudati) colpire.

तृषित  tṛṣita p. p. di tṛṣ assetato.

तेजस्  tejas s. n. gloria.

तैल taila s. n. olio.

त्यज् tyaj v. (I p.) (त्यजति tyajati) abbandonare.

त्रै trai v. (I ā.) (त्रायते trāyate) proteggere.

दण्ड् daṇḍ v. (X p.) (दण्डयति daṇḍayati) punire.

दन्त danta s. m. dente.

दमन  damana n. p. Damana.

दशरथ daśaratha n. p. Daśaratha.

दह् dah v. (I p.) (दहति dahati) bruciare.

दान  dāna s. n. dono.

दास dāsa s. m. servo.

दिन dina s. m. e n. giorno.

दिव् div v. (IV p.) (दीव्यति  dīvyati) giocare.

दिवौकस्  divaukas s. m. abitante del cielo.

दुष्कर duṣkara agg. difficile.

दुह् duh v. (II p.) (दोग्धि dogdhi) mungere.

दृश् dṛś v. (IV p.) (पश्यति paśyati) vedere.

देव deva s. m. dio.

देवपति  devapati s. m. signore degli dèi.

देश deśa s. m. regione.

द्रु dru v. (I p.) (द्रवति dravati) correre.

द्विष् dviṣ v. (II p.) (द्वेष्टि dveṣṭi) odiare.

धन dhana  s. n. i beni.

धनसंपन्न  dhanasaṃpanna agg. ricco.

धन्विन्  dhanvin s. m. arciere.

धर्म  dharma s. m. dovere, religione.

धाव् dhāv v. (I p.) (धावति dhāvati) correre.

धीमत् dhīmat agg. saggio.

धीर dhīra agg. saggio.

na avv. non.

नगर nagara s. n. città.

नदी  nadī s. f. fiume.

नन्द​  nanda s. m. gioia.

नम् nam v. (I p.) (नमति namati) salutare.

नमस् namas s. n. omaggio, saluto. - + dat. = "gloria a".

नर nara s. m. uomo.

नह् nah v. (IV u.) (नह्यति nahyati) legare, congiungere.

नाम nāma s. n. nome. - indecl. di nome.

णिषध Niṣadha n. p. Niṣadha.

नी v. (I p.) (नयति nayati) guidare, condurre, portare.

नृप nṛpa s. m. re.

नृशंस nṛśaṃsa s. m. crudele.

पच् pac v. (I p.) (पचति pacati) cuocere.

पञ्जर pañjara s. n. gabbia.

पण्डित  paṇḍita s. m. saggio.

पत् pat v. (I p.) (पतति patati) cadere.

पत्नी  patnī s. f. moglie.

पथिन्  pathin s. m. strada.

पठ्  paṭh v. (I p.) (पठति  paṭhati) leggere.

पर  para agg. estremo.

पराक्रम  parākrama s. m. coraggio.

पराशरिन् parāśarin s. m. mendicante.

परित्यज्  parityaj v. (I p.) (परित्यजति  parityajati) abbandonare.

पर्वत parvata s. m. monte.

पश्  paś v. (IV p.) (पश्यति paśyati) vedere.

पा v. (I p.) (पिबति pibati) bere.

पाद pāda s. m. piede.

पाश  pāśa s. m. corda.

पितृ  pits. m. padre.

पीड् pīḍ  v. (X p.) (पीडयति pīḍayati) tormentare.

पीडयत्  pīḍayat part. pres. di पीड् pīḍ e agg. chi tormenta.

पूजास्थन pūjāsthana s. n. oggetto di pregio.

पुत्र putra s. m. figlio.

पुरुष puruṣa s. m. uomo.

पुस्तक pustaka s. m. e n. libro.

पूजा pūjā s. f. adorazione.

पूज्य  pūjya agg. venerabile.

पूर्वम्  pūrvam avv. prima.

प्रकाश  prakāśa agg. famoso - s. m. luce.

प्रछ्  prach v. (VI p.) (पृच्छति pṛcchati) domandare.

प्रजा  prajā s. f. suddito, discendenza.

प्रजाकाम prajākāma s. m. desiderio di figli. - agg. desideroso di figli.

प्रजार्थे  prajārthe  indecl. per motivi di prole.

प्रति prati prep. (acc.) (posp.) verso.

प्रत्याख्या  pratyākhyā v. (II p.) (प्रत्याख्याति  pratyākhyāti) respingere.

प्रभा  prabhā  v. (II p.) (प्रभाति prabhāti) sembrare.

प्रयत्न  prayatna s. n. sforzo.

प्रहृ  prahṛ v. (I p.) (प्रहरति  praharati) portare via.

प्राणिन् prāṇin agg. vivente.

प्राप्  prāp v. (V p.) (प्राप्नोति  prāpnoti) arrivare.

प्रिय priya agg. caro.

फल phala s. n. frutto, risultato.

फलाशिन्  phalāśin agg. mangiatore di frutti.

बलिन् balin agg. potente.

बहिस् bahis prep. (abl.) (posp.) fuori di.

बाण bāṇa n. p. Bāṇa. - s. m. freccia.

बाल bāla s. m. ragazzo.

बुध् budh v. (I p.) (भोदति bhodati) conoscere, istruire.

बृहदश्व bṛhadaśva n. p. Bṛhadaśva.

ब्रह्मण्य brahmaṇya agg. dedito al benessere dei Brāhmaṇa.

ब्रह्मर्षि  brahmarṣi s. m. saggio della casta brahmanica.

ब्रू  brū v. (II p.) (ब्रवीति  bravīti) dire.

भगवत् bhagavat agg. glorioso, venerabile, felice.

भर्तृ bhartṛ s. m. marito.

भाग bhāga s. m. parte.

भारत bhārata n. p. India. - agg. bhārata.

भाविन्  bhāvin agg. futuro.

भाष् bhāṣ v. (I ā.) (भाषते bhāṣate) parlare.

भीमः  bhīmaḥ n. p. Bhīma. - agg. terribile.

भू bhū v. (I p.) (भवति bhavati) essere, diventare.

भूरि  bhūri agg. grande.

भृ bhṛ v. (I p.) (भरति bharati) portare.

भोजन bhojana s. n. cibo.

भ्रातृ  bhrātṛ s. m. fratello.

मत्स्य matsya s. m. pesce.

मधुर madhura agg. dolce.

मन्  man v. (IV p.) (मन्यति  manyati) scambiare.

मनस्  manas s. n. animo.

मनसिज  manasija s. m. amore.

मनुजेन्द्र  manujendra s. m. re.

महत् mahat agg. grande.

महीपति mahīpati  s. m. sovrano.

मा avv. non.

मार्ग mārga s. m. strada.

मित्र mitra s. m. amico.

मुक्त mukta p. p. di मुच्  muc.

मुच् muc v. (VI p.) (मुञ्चति muñcati) liberare, scagliare.

मुनि muni s. m. asceta.

मुह्  muh v. (IV p.) (मुह्यति  muhyati) stupirsi.

मूर्धन्  mūrdhan s. m. testa.

मृ  mṛ v. (VI ā.) (म्रियते mriyate) morire.

मृग  mṛga s. m. cervo.

मेघ megha s. m. nuvola.

यज् yaj v. (I p.) (यजति yajati) adorare.

यत् yat v. (I ā.) (यतते yatate) sforzarsi.

यत्न  yatna s. m. sforzo.

यत्नतः  yatnata avv. diligentemente, con sforzo.

यथा  yathā cong. come.

यदि yadi cong. se.

यम्  yam v. (I p.) (यच्छति  yacchati) dare.

यशस्वत् yaśasvat agg. glorioso.

यशस्  yaśas s. n. gloria.

या v. (II p.) (याति yāti) andare.

युक्त  yukta  p. p. di युज्  yuj e agg. munito.

युध् yudh v. (IV u.) (युध्यते yudhyate / युध्यति yudhyati) combattere.

योगिन्  yogin agg. asceta.

रक्ष् rakṣ v. (I p.) (रक्षति rakṣati) proteggere, difendere.

रक्षस्  rakṣas agg. sorvegliante.

रक्षितृ  rakṣitṛ s. m. protettore.

रज्जु  rajju s. f. fune.

रथ  ratha s. m. carro.

रसज्ञ् rasajña s. n. e f. sapore.

राजन् rājan s. m. re.

राम rāma n. p. Rāma.

रुच् ruc v. (I ā.) (रोचते rocate) piacere.

रुह् ruh v. (I p.) (रोहति rohati) crescere.

रूपवत्  rūpavat  agg. bello.

रोग  roga  s. m. malattia.

लभ् labh v. (I ā.) (लभते labhate) ottenere.

लिख् likh v. (VI p.) (लिखति likhati) scrivere.

लिङ्ग  liṅga s. n. sesso.

लू v. (IX p.) (लुनाति lunāti) tagliare.

लोक loka s. m. mondo.

वच्  vac v. (II p.) (वक्ति vakti) dire.

वत्स vatsa s. m. figlio.

वद् vad v. (I p.) (वदति vadati) parlare, chiamare.

वनान्तvanānta s. m. bosco.

वनौकस् vanaukas agg. abitante della selva.

वन्द् vand v. (I ā.) (वन्दते vandate) onorare.

वयस्  vayas s. n. età.

वरनारी varanārī s. f. donna eccellente.

वर्ण varṇa s. m. lettera.

वस् vas v. (I p.) (वसति vasati) abitare.

वह् vah v. (I p.) (वहति vahati) trasportare.

वा   cong. oppure.

वासुदेव vāsudeva n. p. Vāsudeva (patronim. di Kṛṣṇa).

वायु vāyu s. m. vento.

विजि viji (I ā.) (विजयते vijayate) conquistare.

विद् vid v. (VI p.) (विन्दति vindati) trovare, conoscere.

विदर्भ vidarbha n. p. Vidarbha.

विद्युत् vidyut s. f. lampo.

विना vinā prep. (acc. o str. o abl.) (posp.) senza.

विपत्ति  vipatti s. f. sventura.

विपद्  vipad s. f. sventura.

वियत् viyat s. n. cielo.

विष  viṣa s. n. veleno.

विहग vihaga s. m. uccello.

वीरसेन  vīrasena n. p. Vīrasena.

वृक्ष vṛkṣa s. m. albero.

वृत् vṛt v. (I ā.) (वर्तते vartate) spostarsi.

वेद veda s. m. Veda.

वेदविद्  vedavid agg. conoscitore dei Veda.

व्रण vraṇa s. m. ferita.

शंस् śaṃs v. (I p.) (शंसति śaṃsati) lodare.

शकुन्तला śakuntalā n. p. Śakuntalā.

शत्रु  śatru s. m. nemico.

शण्ड śaṇḍa s. m. formaggio.

शरद्  śarad s. f. autunno.

शरीर  śarīra s. n. corpo.

शान्ति  śānti s. f. pace.

शिव śiva agg. fortunato, favorevole.

शिष्य śiṣya s. m. scolaro.

शी śī v. (I ā.) (शयते  śayate) dormire.

शूर śūra  agg. ardito, coraggioso.

श्रु śru v. (V p.) (शृणोति  śṛṇoti) ascoltare.

शोभन śobhana  agg. bello.

श्रम् śram v. (IV p.) (श्राम्यति śrāmyati) affaticarsi.

श्रेष्ठ  śreṣṭha agg. migliore (sup.).

संयतेन्द्रिय saṃyatendriya agg. di passioni controllate.

सत्त्व sattva s. n. virtù.

सत्य satya agg. vero.

सत्यवादिन्  satyavādin agg. sincero.

सत्वरम् satvaram avv. in fretta.

समर्थ samartha agg. capace.

समुद्र samudra s. m. oceano.

सर्प sarpa s. m. serpente.

सर्व  sarva agg. tutto.

सर्वदा sarvadā avv. sempre.

सह् sah v. (I ā.) (सहते sahate) sopportare.

सह saha prep. (str.) (posp.) con.

साक  sākam avv. allora.

साक्षात्  sākṣāt avv. in persona.

साधु  sādhu agg. buono.

सिंह siṃha s. m. leone.

सिकता sikatā s. f. sabbia.

सिच्  sic v. (VI u.) (सिञ्चति siñcati - सिञ्चते siñcate) versare.

सुत suta s. m. figlio.

सुसमाहित  susamāhita agg. molto assorbito.

सूत sūta s. m. cocchiere.

सृ sṛ v. (I p.) (सरति sarati) correre.

सेव् sev v. (I ā.) (सेवते sevate) servire, onorare.

स्तुति stuti s. f. lode.

स्त्री  strī s. f. donna.

स्था  sthā v. (I p.) (तिष्ठति tiṣṭhati) stare.

स्पृह् spṛh v. (X p.) (स्पृहयति spṛhayati) desiderare.

स्मृ smṛ v. (I p.) (स्मरति smarati) ricordare.

स्वप् svap (I e II p.) (स्वपति svapati e स्वपिति svapiti) dormire.

स्वप्न svapna s. m. sogno.

स्वयम् svayam indecl. in persona.

स्वः  svaḥ avv. domani.

हन्  han v. (II p.) (हन्ति  hanti) uccidere.

ह्यस् hyas avv. ieri.

 

 

 

 

 

 

 

Vocabolario italiano-sanscrito (per gli esercizi)

Abbreviazioni

 

ā. ātmanepada

abl. ablativo

acc. accusativo

agg. aggettivo

avv. avverbio

cong. congiunzione

dat. dativo

f. femminile

gen. genitivo

indecl. indeclinabile

loc. locativo

loc. avv. locuzione avverbiale

loc. cong. locuzione congiuntiva

loc. prep. locuzione preposizionale

m. maschile

nom. nominativo

n. p. nome proprio

p. parasmaipada

pl. plurale

posp. posposto

p. p. participio passato

prep. preposizione

s. sostantivo

sost. sostantivato

str. strumentale

sup. superlativo

u. ubhayapada (parasm. e ātmanep.)

v. verbo

voc. vocativo

 

 

 

 

Abbandonare v. त्यज् tyaj v. (I p.) (त्यजति tyajati). - परित्यज्  parityaj  v. (I p.) (परित्यजति  parityajati).

Abile agg. कुशल kuśala agg.

Abitante della selva वनौकस् vanaukas agg.

Abitare v. वस् vas v. (I p.) (वसति vasati).

Acqua s. m. जल jala s. n.

Adesso avv. Vedi Ora.

Adorare v. यज् yaj v. (I p.) (यजति yajati).

Adorazione s. f. पूजा pūjā s. f.

Affaticarsi v. श्रम् śram v. (IV p.) (श्राम्यति śrāmyati).

Affetto s. m. अनुरञ्जन  anurañjana s. n.

Agitare v. कम्प् kamp v. (I ā.) (कम्पते kampate).

Albero s. m. वृक्ष vṛkṣa s. m. - तरु taru s. m.

Allora avv. साकम्  sākam avv.

Alto agg. उच्च ucca agg.

Amico s. m. मित्र mitra s. m.

Amore s. m. मनसिज  manasija s. m.

Anche se loc. cong. अपि api.

Andare v. गम् gam v. (I p.) (गच्छति gacchati). - व्रज् vraj v. (I p.) (व्रजति vrajati). - i v. (II p.) (एति eti). - या v. (II p.) (याति yāti).

Animo s. m. मनस्  manas s. n.

Arciere s. m. धन्विन्  dhanvin s. m.

Ardito agg. शूर śūra  agg.

Arrivare v. आगम् āgam v. (I p.) (आगच्छति āgacchati). - प्राप्  prāp v. (V p.) (प्राप्नोति  prāpnoti).

Asceta s. m. योगिन्  yogin s. m./agg. - मुनि muni s. m.

Ascoltare v. श्रु śru v. (V p.) (शृणोति  śṛṇoti).

Asino s. m. गर्दभ  gardabha s. m.

Assetato p. p. तृषित  tṛṣita p. p. di tṛṣ.

Autunno s. m. शरद्  śarad s. f.

Bāṇa n. p. बाण Bāṇa n. p.

Bello agg. शोभन śobhana agg. - रूपवत्  rūpavat  agg.

Beneficio s. m. उपकार upakāra.

Beni s. m. pl. धन dhana s. n.

Bere v. पा v. (I p.) (पिबति pibati).

Bosco s. m. वनान्तvanānta s. m.

Bṛhadaśva n. p. बृहदश्व bṛhadaśva n. p.

Bruciare v. दह् dah v. (I p.) (दहति dahati).

Buono agg. साधु  sādhu agg. - अनृशंस  anṛśaṃsa agg.

Cadere v. पत् pat v. (I p.) (पतति patati).

Camminare v. क्रम् kram v. (I p. e ā.) (क्रामति krāmati).

Canto s. m. गीत gīta s. n. e f.

Capace agg. समर्थ samartha agg.

Capo di esercito अक्षौहिणीपति akṣauhiṇīpati s. m.

Caro agg. प्रिय priya agg.

Carro s. m. रथ ratha s. m.

Casa s. f. गृह gṛha s. m.

Cavallo s. m. अश्व aśva s. m.

Cervo s. m. मृग  mṛga s. m.

Chiamare v. वद् vad v. (I p.) (वदति vadati). - आहू  āhū v. (I p.) (आहरति  āharati).

Chiudere v. वृ  vṛ v. (V p.) (वृनोति  vṛnoti).

Cibo s. m. भोजन bhojana s. n.

Cielo s. m. आकाश ākāśa s. m. - वियत् viyat s. n.

Città s. f. नगर nagara s. n.

Cocchiere s. m. सूत sūta s. m.

Colpire v. तुद् tud v. (VI p.) (तुदति tudati).

Combattere v. युध् yudh v. (IV ā.) (युध्यते yudhyate).

Come cong. यथा  yathā avv. - इव iva avv. (posp.).

Con prep.  सह saha prep. (str.) (posp.).

Condurre v. Vedi Portare.

Confine s. m. अन्त anta s. m.

Congiungere v. नह् nah v. (IV u.) (नह्यति nahyati).

Conoscere v. बुध् budh v. (I p.) (भोदति bhodati). - ज्ञा jñā v. (IX u.) (जनाति, जनीते janāti, janīte). - अवगम्  avagam v. (I p.) (अवगच्छति avagacchati). - विद् vid v. (VI p.) (विन्दति vindati).

Conquistare v. जि ji v. (I p.) (जयति jayati). - विजि viji v. (I ā.) (विजयते vijayate)

Conquistatore s. m. जेतृ jet agg.

Coraggio s. m. पराक्रम  parākrama s. m.

Coraggioso agg. शूर śūra  agg.

Corda s f. पाश  pāśa s. m.

Corpo s. m. शरीर  śarīra s. n.

Correre v. द्रु dru v. (I p.) (द्रवति dravati). - धाव् dhāv v. (I p.) (धावति dhāvati). - सृ sṛ v. (I p.) (सरति sarati).

Corvo s. m. काक kāka s. m.

Così avv. एव eva avv.

Crescere v. रुह् ruh v. (I p.) (रोहति rohati).

Crudele agg. sost. नृशंस nṛśaṃsa s. m.

Cuocere v. पच् pac v. (I p.) (पचति pacati).

Dare v. यम्  yam v. (I p.) (यच्छति  yacchati).

Daśaratha n. p. दशरथ daśaratha n. p.

Dente s. m. दन्त danta s. m.

Desiderare v. स्पृह् spṛh v. (X p.) (स्पृहयति spṛhayati). - इष् iv. (VI p.) (इच्छति icchati).

Desiderio s. m. काम kāma s. m.

Difendere vedi Proteggere.

Difficile agg. दुष्कर duṣkara agg.

Diligentemente avv. यत्नतः  yatnata avv.

Dio s. m. देव deva s. m. - ईश्वर  īśvara s. m.

Dire v. वच्  vac v. (II p.) (वक्ति vakti). - ब्रू  brū v. (II p.) (ब्रवीति  bravīti).

Discendenza s. f. प्रजा  prajā s. f.

Disegnare v. कृष् kṛṣ v. (I p.) (कर्षति karṣati).

Disputa s. f. कलह kalaha s. m.

Diventare v. Vedi Essere.

Dolce agg. मधुर madhura agg.

Domandare v. प्रछ्  prach v. (VI p.) (पृच्छति pṛcchati).

Domani avv. स्वः  svaḥ avv.

Donna s. f. स्त्री  strī s. f.

Dono s. m. दान  dāna s. n.

Dormire v. शी śī v. (I ā.) (शयते  śayate). - स्वप् svap v. (I e II p.) (स्वपति svapati e स्वपिति svapiti).

Dove avv. interrog. क्व  kva avv.

Dovere s. m. धर्म  dharma s. m.

E cong. ca cong. (posp.).

Eccellente agg. चित्र citra agg.

Elefante s. m. गज gaja s. m.

Esperto di cavalli अश्वकोविद  aśvakovida s. m.

Essere v. भू bhū v. (I p.) (भवति bhavati). - अस् as v. (II p.) (अस्ति asti).

Estate s. f. घर्म  gharma s. m.

Estremo agg. पर  para agg.

Età s. f. वयस्  vayas s. n.

Famoso agg. प्रकाश  prakāśa agg.

Fare v. कृ kv. (varie classi).

Favola s. f. आख्यान ākhyāna s. n.

Favorevole agg. शिव śiva agg.

Felice agg. भगवत् bhagavat agg.

Ferita s. f. व्रण vraṇa s. m.

Figlio s. m. पुत्र putra s. m. - वत्स vatsa s. m. - सुत suta s. m.

Fino a loc. prep. ā prep. (abl.).

Fiume s. m. नदी  nadī s. f.

Formaggio s. m. शण्ड śaṇḍa  s. m.

Fortunato agg. शिव śiva agg.

Fra vedi Tra.

Fratello s. m. भ्रातृ  bhrātṛ s. m.

Freccia s. f. बाण  bāṇa s. m.

Fretta, In loc. avv.  सत्वरम् satvaram avv.

Frutto s. m. फल phala s. n.

Fune s. f. रज्जु  rajju s. f.

Fuoco s. m. अग्नि  agni s. m.

Fuori di loc. prep. बहिस् bahis prep. (abl.) (posp.).

Futuro agg. भाविन्  bhāvin agg.

Gabbia s. f. पञ्जर pañjara s. n.

Giocare v. दिव् div v. (IV p.) (दीव्यति  dīvyati).

Gioia s. f. नन्द​  nanda s. m.

Giorno s. m. दिन dina s. m. e n.

Gloria s. f. नमस् namas s. n. - "gloria a", namas + dat. - यशस्  yaśas s. n. - तेजस्  tejas s. n.

Glorioso agg. यशस्वत् yaśasvat agg. - भगवत् bhagavat agg.

Grande agg. भूरि  bhūri agg. - महत् mahat agg.

Grave agg. गभीर gabhīra agg.

Guerriero s. m. क्षत्रिय kṣatriya s. m.

Guidare v. नी v. (I p.) (नयति nayati).

Ieri avv. ह्यस् hyas avv.

Immortalità s. f. अमृत्यु  amṛtyu s. m.

Impedire v. उपरुध्  uparudh v. (VII p.) (उपरुनद्धि  uparunaddhi).

Implorare v. अर्थ् arth v. (X ā.) (अर्थयते arthayate).

Incontrare v. अभिगम्  abhigam v. (I p.) (अबिगच्छति  abigacchati). - आप् āp v. (V p.) (आप्नोति āpnoti).

India n. p. भारत bhārata.

Infine avv. चिरात् cirāt avv.

Irarsi v. क्रुध् krudh v. (IV p.) (क्रुध्यति  krudhyati).

Istruire v. बुध् budh v. (I p.) (भोदति bhodati).

Kālidāsa n. p. कालिदास kālidāsa n. p.

Kārtikeya n. p. कार्तिकेय kārtikeya n. p.

Kausalyā n. p. कौसल्या kausalyā n. p.

avv. तत्र tatra avv.

Lampo s. m. विद्युत् vidyut s. f.

Lanciare v. क्षिप kṣip v. (VI p.) (क्षिपति kṣipati).

Legare v. नह् nah v. (IV p.) (नह्यति nahyati).

Leggere v. पठ्  paṭh v. (I p.) (पठति  paṭhati).

Leone s. m. सिंह siṃha s. m.

Lettera s. f. वर्ण varṇa s. m.

Liberare v. मुच् muc v. (VI p.) (मुञ्चति muñcati).

Libro s. m. पुस्तक pustaka s. m. e n.

Lingua s. f. जिह्व  jihva s. m.

Lodare v. शंस् śaṃs v. (I p.) (शंसति śaṃsati).

Lode s. f. स्तुति stuti s. f.

Logica s. f. तर्क tarka s. m.

Longevo agg. आयुष्मात् āyuṣmāt agg.

Luce s. f. प्रकाश  prakāśa s. m.

Luna s. f. चन्द्रcandra s. m.

Lungamente avv. चिरम् ciram avv.

Lungo agg. चिर cira agg.

Madre s. f. जननी jananī  s. f. - मातृ mātṛ s. f.

Maestro s. m. आचार्य ācārya s. m. - गुरु  guru s. m.

Magro agg. कृश kṛśa agg.

Malattia s. f. रोग  roga  s. m.

Male s. m. अनर्थ  anartha s. m.

Malvagio agg. अपराधिन् aparādhin agg.

Mangiare v. खाद् khād v. (I p.) (खादति khādati).

Mangiatore di frutti फलाशिन्  phalāśin agg.

Mano s. f. कर kara s. m.

Marcia s. f. क्रम krama s. m.

Mare s. m. Vedi Oceano.

Marito s. m. भर्तृ bhartṛ s. m.

Mendicante s. m. पराशरिन्  parāśarin s. m.

Migliore agg. श्रेष्ठ  śreṣṭha agg. (sup.).

Moglie s. f. पत्नी  patnī s. f.

Momento s. m. काल kāla s. m.

Mondo s. m. लोक loka s. m. - जगत्  jagat s. n.

Monte s. m. पर्वत parvata s. m.

Morire v. मृ mṛ v. (VI ā.) (म्रियते mriyate).

Mungere v. दुह् duh v. (II p.) (दोग्धि dogdhi).

Munito agg. उपपन्न  upapanna agg. - युक्त  yukta  p. p. di युज्  yuj e agg.

Muoversi v. चर् car v. (I p.) (चरति carati). - चल् cal v. (I p.) (चलति calati).

Nascere v. जन्  jan v. (IV ā.) (जायते jāyate).

Nemico s. m. शत्रु  śatru s. m.

Nero agg. काल kāla agg.

Niṣadha n. p. णिषध Niṣadha n. p.

Nobile agg. उदार udāra agg.

Nome s. m. नाम nāma s. n. - di nome नाम nāma indecl.

Non avv. na avv. - मा avv.

Nuvola s. f. मेघ megha s. m.

Oceano s. m. समुद्र samudra s. m.

Odiare v. द्विष् dviṣ v. (II p.) (द्वेष्टि dveṣṭi).

Oggi avv.  अद्य  adya avv.

Olio s. m. तैल taila s. n.

Omaggio s. m. नमस् namas s. n.

Onorare v. वन्द् vand v. (I ā.) (वन्दते vandate). - सेव् sev v. (I ā.) (सेवते sevate).

Opera s. f. कृति  kṛti s. f.

Oppure  cong. उत uta cong. - वा vā cong.

Ora avv. अधुना adhunā avv. - अद्य  adya avv.

Ottenere v. लभ् labh v. (I ā.) (लभते labhate).

Pace s. f. शान्ति  śānti s. f.

Padre s. m. पितृ  pits. m.

Parlare v. वद् vad  v. (I p.) (वदति vadati) - भाष् bhāṣ v. (I ā.) (भाषते bhāṣate).

Parte s. f. भाग bhāga s. m.

Pastore s. m. गोप gopa s. m.

Penitenza s. f. तपस्  tapas s. n.

Per prep. कृते kṛte prep. (gen.) (posp.).

Persona s f. जन jana s. m.

Pesce s. m. मत्स्य matsya s. m.

Piacere v. रुच् ruc v. (I ā.) (रोचते rocate).

Piccione s. m. कपोत kapota s. m.

Piccolo agg. अल्प alpa agg.

Piede s. m. पाद pāda s. m.

Pietra s. f. अश्मन् aśman s. m.

Piuttosto avv. अथवा athavā avv.

Poesia s. f. काव्य  kāvya s. n.

Poeta s. m. कवि  kavi s. m.

Porta s. f. द्वार dvāra s. n.

Portare v. भृ bhṛ v. (I p.) (भरति bharati). - नी v. (I p.) (नयति nayati). - Portare via प्रहृ  prahṛ v. (I p.) (प्रहरति  praharati).

Potente agg. बलिन् balin agg.

Preoccupazione s. f. चिन्ता  cintā s. f.

Prima avv. पूर्वम्  pūrvam avv.

Profondo agg. गभीर gabhīra agg.

Proteggere v. रक्ष् rakṣ v. (I p.) (रक्षति rakṣati). - त्रै trai v. (I ā.) (त्रायते trāyate).

Protettore s. m. रक्षितृ  rakṣitṛ s. m.

Punire v. दण्ड् daṇḍ v. (X p.) (दण्डयति daṇḍayati).

Qualità s. f. गुण  guṇa s. m.

Quando avv. कदा  kadā avv. interrog.

Qui avv. अत्र atra avv. - इह  iha avv.

Raccontare v. कथ्  kath v. (X p.) (कथयति  kathayati).

Ragazza s. f. कन्या  kanyā s. f.

Ragazzo s. m. बाल bāla s. m. - डिम्ब ḍimba  s. m.

Raggiungere v. अश् v. (V ā.) (अश्नुते aśnute).

Rāma n. p. राम rāma n. p.

Re s. m. नृप nṛpa s. m. - राजन् rājan s. m. - मनुजेन्द्र  manujendra s. m.

Regione s. f. देश deśa s. m.

Religione धर्म  dharma s. m.

Respingere v. प्रत्याख्या  pratyākhyā v. (II p.) (प्रत्याख्याति  pratyākhyāti).

Ricchezza s. f. कोश  kośa s. m.

Ricco agg. धनसंपन्न  dhanasaṃpanna agg.

Ricordare v. स्मृ smṛ v. (I p.)  (स्मरति smarati).

Riprendere v. उपालभ्  upālabh v. (I p.) (उपालभति  upālabhati).

Risultato s. m. फल phala s. n.

Rubare v. चुर् cur v. (X p.) (चोरयति corayati).

Sabbia s. f. सिकता sikatā s. f.

Saggio s. m. पण्डित paṇḍita s. m. - धीमत् dhīmat agg. - धीर  dhīra agg.

Śakuntalā n. p. शकुन्तला śakuntalā n. p.

Salutare v. नम् nam v. (I p.) (नमति namati).

Sapore s. m. रसज्ञ् rasajña s. n. e f.

Scagliare v. Vedi Liberare.

Scambiare v. मन्  man v. (IV p.) (मन्यति  manyati).

Scavare v. खन् khan v. (I p.) (खनति khanati).

Scelto agg. इष्ट iṣṭa p. p. di इष्  i e agg.

Scolaro s. m. शिष्य śiṣya s. m.

Scopo s. m. अर्थ artha s. m.

Scrivere v. लिख् likh v. (VI p.) (लिखति likhati).

Se cong. यदि yadi cong.

Sembrare v. प्रभा  prabhā  v. (II p.) (प्रभाति prabhāti).

Sempre avv. सर्वदा sarvadā avv.

Sentire v. शृउ śru v. (V p.) (शृणोति śṛṇoti).

Senza prep. विना vinā prep. (acc. o str. o abl.) (anche posp.).

Serpente s. m. सर्प sarpa s. m.

Servire v. सेव् sev v. (I ā.) (सेवते sevate).

Servo s. m. दास dāsa s. m.

Sesso s. m. लिङ्ग  liṅga s. n.

Sforzarsi v. यत् yat v. (I ā.) (यतते yatate).

Sforzo s. m. प्रयत्न  prayatna s. n. - यत्न  yatna s. m.

Signore degli dèi देवपति  devapati s. m.

Sincero agg. सत्यवादिन्  satyavādin agg.

Sogno s. m. स्वप्न svapna s. m.

Solamente avv. एव eva avv.

Sole s. m. आदित्य āditya s. m.

Sopportare v. सह् sah v. (I ā.) (सहते sahate).

Sopra prep. ऊर्ध्वम् ūrdhvam prep. (abl.) (posp.) - उपरि upari prep. (gen.) (posp.).

Sorvegliante s. m. रक्षस्  rakṣas agg.

Sotto prep. अधस् adhas prep. (gen.) (posp.).

Sovrano s. m. महीपति mahīpati  s. m.

Sperimentare v. अनुभू anubhū v. (I p.) (अनुभवति  anubhavati).

Spostarsi v. वृत् vṛt v. (I ā.) (वर्तते vartate).

Stare v. स्था  sthā  v. (I p.) (तिष्ठति tiṣṭhati).

Strada s. f. मार्ग mārga s. m. - पथिन्  pathin s. m.

Stuoia s. f. कट kaṭa s. m.

Stupirsi v. मुह्  muh  v. (IV p.) (मुह्यति  muhyati).

Subito avv. नचिरादिव nacirādiva avv.

Suddito s. m. प्रजा  prajā s. f.

Sventura s. f. विपद्  vipad s. f. - विपत्ति vipatti s. f.

Tagliare v. लू v. (IX p.) (लुनाति lunāti).

Tartaruga s. f. कूर्म  kūrma s. m.

Terribile agg. भीमः  bhīmaḥ agg.

Testa s. f. मूर्धन्  mūrdhan s. m.

Tormentare v. पीड् pīḍ v. (X p.) (पीडयति pīḍayati).

Tra prep. अन्तरेण antareṇa prep. (acc.) (posp.). - अन्तर् antar prep. (gen.) (posp.).

Trasportare v. वह् vah v. (I p.) (वहति vahati).

Tremare v. कम्प् kamp v. (I ā.) (कम्पते kampate).

Trovare v. विद् vid v. (VI p.) (विन्दति vindati).

Tutto agg. सर्व  sarva agg.

Uccello s. m. विहग vihaga s. m.

Uccidere v. हन्  han v. (II p.) (हन्ति  hanti).

Ultimo agg. उत्तम uttama agg.

Uomo s. m. नर nara s. m. - जन jana s. m. - पुरुष puruṣa s. m.

Vaso s. m. घट ghaṭa s. m.

Vāsudeva (patronim. di Kṛṣṇa) n. p. वासुदेव vāsudeva n. p.

Veda n. p. वेद veda n. p. m.

Vedere v. पश्  paś v. (IV p.) (पश्यति paśyati). - दृश् dṛś v. (IV p.) (पश्यति paśyati). - ईक्ष्  īkṣ v. (I p.) (ईक्षते  īkṣate).

Veleno s. m. विष  viṣa s. n.

Veloce agg. क्षिप्र kṣipra agg.

Venerabile agg. पूज्य  pūjya agg.

Vento s. m. अनिल anila s. m. - वायु vāyu s. m.

Verità s. f. तत्त्व  tattva s. n.

Vero agg. सत्य satya agg.

Versare v. सिच्  sic v. (VI u.) (सिञ्चति siñcati - सिञ्चते siñcate).

Verso prep. प्रति prati prep. (acc.) (posp.).

Villaggio s. m. ग्राम grāma s. m.

Vincere v. जि ji v. (I p.) (जयति jayati).

Vinto agg. अभिभूत  abhibhūta agg.

Vīrasena n. p. वीरसेन  vīrasena n. p.

Virtù s. f. गुण  guṇa s. m. - सत्त्व sattva s. n.

Virtuoso agg. गुणिन्  guṇin agg.

Vita s. f. जीवित  jīvita s. n.

Vittoria s. f. विजय  vijaya s. m.

Vivente agg. प्राणिन् prāṇin agg.

Vivere v. जीव् jīv v. (I p.) (जीवति jīvati).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



Indice analitico

 

Aggettivi 39

(vedi anche Declinazione)

- gradi 94

Alfabeto 11

Aoristo

- radicale 153

- sigmatico 155

- tematico 154

Apofonia 23

Assolutivi 181

Avverbi 186

Casi 36

Causativo 164

Classi verbali 44

- I 45

- II 64

- III 66

- IV 59

- V 67

- VI 60

- VII 84

- VIII 85

- IX 86

- X 61

Composizione

- nominale 109

- verbale 107

Congiunzioni 188

Coniugazione 42

 

 

- atematica 64, 84

- derivate 163, 168

- tematica 59

Consonanti 13

- nessi 20, Appendice I

- pronuncia 14

Declinazione 36, Appendice III

- degli aggettivi 80

- dei nomi 37

- dei nomi con tema in cons. 75

Denominativo 169

Derivati

- primari 101

- secondari 103

Desiderativo 168

Desinenza 35, 43

Dittonghi 13

- pronuncia 13

Flessione 35

Formazione delle parole 101, 107

Futuro

- condizionale 149

- indicativo 148

- participio 150

Genitivo assoluto 182

Gerundio 176

Gerundivo 177

Imperativo 130

Imperfetto 95

Indeclinabili 186

Infinito 177

Intensivo 168

Interiezioni 188

Locativo assoluto 181

Modi 42

Numerali 142

Ordine delle parole 49

Ottativo 120

Parole composte 107

Participi 174

- futuro 175

- perfetto 175

- presente 174

Passivo 163

Perfetto

- perifrastico 159

- raddoppiato 158

Preposizioni 187

Presente indicativo 44

Preverbi 112

Pronomi

- correlativi 142

- dimostrativi 126, 135

- indefinito 141

- interrogativo 141

- personali 118

- relativo 141

Pronuncia 15

Radice 35

Scrittura 11

- particolare 19

Segni particolari 19

Sistemi temporali 42

- dell'aoristo 153

- del futuro 148

- del perfetto 158

- del presente 43

Strumentale assoluto 182

Tema 35

Traduzione 49

- dall'italiano 52

- dal sanscrito 54

Vocali 11

- modificatori 12

- pronuncia 12

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Indice sanscrito

 

 

anusvāra 12

avagraha 19

avyayībhāva 111

āmreḍita 110

karmadhāraya 110

guṇa 23

tatpuruṣa 110

daṇḍa 19

dvandva 110

dvigu 111

bahuvrīhi 111

laghava cihna 19

 

 

 

 

 

 

 

vṛddhi 23

virāma 19

visarga 12

sandhi 26, Appendice II

- esterno 27

- interno 32

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Indice

 

5 Premessa

9 Introduzione

 

11 Lezione 1

FONOLOGIA -  Scrittura -  Alfabeto -  Vocali -  Dittonghi -  Consonanti -  La pronuncia delle parole

 

19 Lezione 2

Scrittura particolare di alcune consonanti + vocali -  Segni particolari -  Nessi consonantici - Nessi consonantici particolari

 

23 Lezione 3

Apofonia (guṇa e vṛddhi)

 

26 Lezione 4

Sandhi -  Sandhi esterno

 

32 Lezione 5

Sandhi interno

 

35 Lezione 6

MORFOLOGIA -  La flessione - La declinazione - I casi - La declinazione dei nomi - Decl. di nome masch. con tema in voc. -a      breve

 

42 Lezione 7

La coniugazione - Il sistema del presente - Presente indicativo -  Classe I

 

49 Lezione 8

La traduzione - L'ordine delle parole - La traduzione dall'italiano - La traduzione dal sanscrito

 

59 Lezione 9

Coniugazione tematica: presente - Classe IV - Classe VI - Classe X

 

64 Lezione 10

Coniugazione atematica: presente (parte prima) - Classe II - Classe III -  Classe V

 

75 Lezione 11

La declinazione dei nomi con tema in consonante

 

80 Lezione 12

La declinazione degli aggettivi - Temi in vocale - Temi in consonante

 

84 Lezione 13

Coniugazione atematica: presente (parte seconda) - Classe VII - Classe VIII - Classe IX

 

94 Lezione 14

I gradi dell'aggettivo - L'imperfetto

 

101 Lezione 15

Formazione delle parole (parte prima) - Derivazione dei temi nominali - Derivati primari - Derivati secondari

 

107 Lezione 16

Formazione  delle  parole  (parte seconda)   -   Le  parole  composte -

Composizione verbale - Composizione nominale

118 Lezione 17

I pronomi personali - L'ottativo

 

126 Lezione 18

I pronomi e aggettivi dimostrativi (parte prima) - L'imperativo

 

135 Lezione 19

I pronomi e aggettivi dimostrativi (parte seconda)

 

141 Lezione 20

Altri pronomi - Il pronome-aggettivo relativo - Il pronome-aggettivo interrogativo - Il pronome-aggettivo indefinito - I pronomi-aggettivi correlativi - I numerali

 

148 Lezione 21

Il sistema del futuro

 

153 Lezione 22

Il sistema dell'aoristo

 

158 Lezione 23

Il sistema del perfetto

 

163 Lezione 24

Le coniugazioni derivate (parte prima) - Il passivo - Il causativo

 

168 Lezione 25

Le coniugazioni derivate (parte seconda) - Il desiderativo - L'intensivo (o frequentativo) - Il denominativo

 

174 Lezione 26

Le forme nominali - I participi - Il gerundio (o participio indeclinabile o assolutivo) - Il gerundivo - L'infinito

 

180 Lezione 27

Gli assolutivi - Il locativo assoluto - Il genitivo assoluto - Lo strumentale assoluto

 

181 Lezione 28

Le forme indeclinabili

           

Appendici

            194 Appendice prima - Nessi consonantici più frequenti

            198 Appendice seconda - Sandhi

            208 Appendice terza - Declinazioni dei nomi e degli aggettivi

 

243 Vocabolario sanscrito-italiano (per gli esercizi)

262 Vocabolario italiano-sanscrito (per gli esercizi)

 

281 Indice analitico

283 Indice sanscrito